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A
Ciao, io sono Stefano.
B
Ciao, io sono Mascia.
A
Mascia, siamo quasi arrivati al Natale e alla fine dell'anno. Ma ti rendi conto?
B
No, non ci posso credere che è passato così velocemente.
A
Vero. E adesso sai cosa significa questo anche? Che tu lavori con noi da un anno.
B
E' vero! Sì, sì, sì, pensa, è volato proprio.
A
È volato quest'anno, è volato. Però nella puntata di oggi vogliamo parlare un po' del Natale in Italia, di quello che facciamo, di quello che facevamo quando eravamo più piccoli. Che ne pensi?
B
Bellissimo, mi sembra un'ottima idea.
A
Però prima di iniziare vi ricordo come sempre di scaricare la trascrizione parola per parola di questo episodio con anche un dizionario e delle attività di vocabolario interessanti proprio sul Natale, sulle feste e quindi potete scaricare questo documento, questo pdf cliccando sul link nella descrizione di questo episodio o visitando la nostra pagina pagina web www.teacherstefano.com slash podcast.
B
E ricordatevi anche di seguire questo podcast cliccando sul tasto segui o follow per non perdervi i prossimi episodi. Quindi Stè, cosa fai di solito tu a Natale?
A
Ma allora, in realtà il mio Natale è molto semplice, lo passo in famiglia con i miei genitori e mia sorella. Noi di solito iniziamo a festeggiare, a celebrare il Natale dal 24 dicembre, quindi la vigilia di Natale, dove abbiamo un'abitudine anche a pranzo.
B
Ah, ok, di solito.
A
Sì sì, il pranzo della vigilia di Natale, questo lo facevo anche sempre con i miei nonni dalla parte di mamma, che adesso non ci sono più. Il 24 dicembre a pranzo mangiamo le scorpelle.
B
Cosa sono?
A
Ma forse tu le hai provate quando sei venuta qui? Non so, non mi ricordo. Sono come un pane fritto, più o meno.
B
Io conosco le pittule.
A
Sono simili, sono molto simili.
B
Il nome è diverso.
A
Sì, un impasto per la pizza, come un impasto per il pane, però molto più acquoso, possiamo dire, quindi più liquido, fritto. Sono buonissime. E il broccolo. Cioè mangiamo le scorpelle, questo pane fritto e un bel piatto di broccoli stufati. È proprio una tradizione.
B
Ma questa è una tradizione vostra o in generale della Puglia?
A
No, è una tradizione secondo me della mia città. proprio solo della mia città. Sì, sì, sì, sì, buonissimo. E poi ovviamente festeggiamo la vigilia di Natale la sera, quindi poi la sera si fa la cena, la cena fino a mezzanotte. Poi generalmente mangiamo anche tutti insieme il giorno di Natale, quindi il 25 a pranzo, però siamo sempre in famiglia. Noi tra l'altro non siamo neanche una famiglia molto grande, quindi siamo sempre noi e basta. E poi ovviamente c'è un'altra festa importante che il 26 dicembre che è anche il mio compleanno, quindi per me sono tutti i giorni di festa che però appunto festeggio in famiglia e vabbè anche con gli amici. E tu invece?
B
Allora, io purtroppo ho i genitori separati, quindi mi devo dividere tra le varie famiglie, ma è anche bello perché faccio tante feste e quindi il 24 sto con mia mamma la sera, perché lei cucina molto bene il pesce e appunto il 24 sera noi mangiamo il pesce.
A
Ma credo sia proprio una tradizione italiana in generale di mangiare il pesce il 24 sera, cioè non c'è un piatto specifico però generalmente si mangia il pesce.
B
Sì esatto, tutte cose a base di pesce, aperitivo eccetera perché non si può mangiare la carne in teoria.
A
Perché? È una cosa religiosa?
B
Sì sì sì.
A
Non lo sapevo!
B
Però mi sa che all'inizio non si mangiava il pesce, poi hanno introdotto anche, cioè si mangiava il pesce al posto della carne. Però mi sa che all'inizio addirittura si digiunava.
A
Ok, non sapevo niente di tutto questo.
B
Però sì. e quindi io ceno da mia mamma e poi invece a pranzo vado da mia nonna con mio padre e lei fa i cappelletti in brodo fatti a mano, quello è il piatto principale. I cappelletti sono questa pasta ripiena di carne e chiusa nel brodo e sono buonissimi e poi amo i cappelletti di mia nonna. E poi noi stiamo insieme, il pomeriggio giochiamo, facciamo tante attività con i miei nipoti e la sera ceniamo. Praticamente si sta sempre insieme fino alla sera, in cui mangiamo gli avanzi, quindi il cibo che è rimasto del pranzo. E il 26 adesso vado a pranzo dai genitori del mio ragazzo, quindi faccio un giro di famiglie.
A
Di tutte le famiglie.
B
Sì, però molto bello.
A
E senti, che tipo di attività fai il 25, il pomeriggio dopo pranzo, con la tua famiglia?
B
Facciamo... la cosa principale è la tombola, quindi giochiamo a tombola tutti insieme.
A
Sempre difficile spiegare la tombola, è come una sorta di bingo più o meno, perché il funzionamento è simile comunque no?
B
Sì sì esatto, una persona legge un numero e tu hai una scheda con tutti i numeri.
A
E giocate con i soldi?
B
Sì sì sì sì, ho vinto. Esatto.
A
Hai vinto hai detto?
B
Sì, sono molto fortunata a quel gioco. E poi una cosa un po' particolare, ma solo gli uomini, quindi mio padre, mio zio, mio cugino, mio fratello, giocano a poker. Dopo la gira, dopo di Natale. Le donne non possono, quindi è una cosa solo tra di loro.
A
È questa tradizione non scritta nella tua famiglia, questa legge non scritta nella tua famiglia, che ridere. Bello però. E ci sono dei bambini piccoli?
B
Sì, le mie nipoti, sì sì.
A
Ah, quanti anni hanno?
B
Allora, una ha sette anni, l'altra nove e l'altra ormai quasi grande perché ne ha quasi tredici.
A
Ok, però è bello secondo me vedere il Natale con gli occhi dei bambini perché nella mia famiglia non ci sono più bambini, cioè siamo tutti adulti e quindi secondo me il Natale senza bambini perde un po' la magia. Nel senso che poi se tu sei adulto e hai dei passi di Natale con dei bambini, rivivi un po' la magia del Natale attraverso i loro occhi.
B
Assolutamente.
A
Però secondo me i bambini vivono il Natale in un modo incredibile. Tu, per esempio, credevi a Babbo Natale quando eri una bambina?
B
Eh sì, sì, sì, sì. Fino all'età di nove anni.
A
Ah, nove anni, te lo ricordi?
B
Sì, sì, mi ricordo, mi ricordo anche il momento preciso in cui mia mamma mi ha detto che Babbo Natale era lei.
A
No!
B
Davvero? Sì sì sì. E tu invece fino a che età hai creduto a Babbo Natale?
A
Oddio, sai che non lo so? Non me lo ricordo. Cioè mi ricordo però che una cosa che facevamo sempre è che quando arrivava Babbo Natale arrivava a mezzanotte del 24 dicembre e noi avevamo l'albero di Natale nel soggiorno, quindi vicino alla mezzanotte io mi andavo a nascondere dietro al letto con mia nonna perché io non potevo vedere Babbo Natale. e quindi loro mi dicevano sempre, no, Babbo Natale deve venire, deve lasciare i regali, ma tu non lo puoi vedere, ok? Quindi io andavo sempre a nascondermi con mia nonna dietro al letto, aspettavo, sentivo il campanello suonare, sentivo qualcuno parlare, i miei genitori che parlavano con Babbo Natale, ah, signor Babbo Natale, benvenuto! E io ero lì, sì, sì, regali, regali!
B
E poi, tua nonna complice.
A
Mia nonna ovviamente complice e poi semplicemente appena Babbo Natale andava via io tornavo e vedevo i regali sotto sotto l'albero di Natale. Non ho mai fatto domande, cioè non ho mai detto perché non posso vedere Babbo Natale.
B
Certo, i bambini, per loro è tutto vero, sì sì, quindi bellissimo però.
A
Sì sì, questa diciamo era la tradizione. Spegnevamo anche tutte le luci perché Babbo Natale entrava solo con il buio. C'era proprio un processo. Bellissimo. Però guarda, a me una cosa che però piace tantissimo del Natale sono i dolci di Natale. E in Italia abbiamo due dolci che dividono, spaccano l'Italia a metà.
B
Dividono le famiglie.
A
Dividono le famiglie, gli amici. E parliamo del panettone e del pandoro. Sicuramente conoscete questi dolci italiani, sono dei lievitati, quindi dei pani di base, pane dolce lievitato. Il pandoro è semplice, non c'è niente dentro, è un po' più dolce. Il panettone invece ha dentro anche uvetta e frutta candita. A te, Masha, forse non ce lo siamo mai detti, quindi vediamo se siamo dalla stessa parte. Preferisci il pandoro o il panettone?
B
Allora, per tanti anni ho preferito il pandoro perché, come a tante persone, non mi piacevano i canditi. Finché non ho assaggiato il panettone al cioccolato, senza frutta candita. E quello è diventato… adesso è il dolce che mangio a Natale.
A
Ma non è panettone? Capito. No, perché abbiamo parlato di questo recentemente anche con Gaia, ok? Io mi ricordavo che a Gaia non piaceva il panettone. Proprio in una puntata del podcast ho detto, vabbè Gaia, ma a te non piace il panettone? Ah no, non è vero, io lo mangio il panettone. Dico, scusa, ma io ricordo che a te non piace la frutta candita. Eh, infatti mangi il panettone al cioccolato. Eh no! Il panettone al cioccolato non è panettone, perché il panettone è con l'ubetta e frutti canditi. Il panettone al cioccolato è un pane dolce al cioccolato, ma non è il panettone.
B
Ma è la stessa consistenza del panettone.
A
Ma non ha il gusto del panettone. Non sono d'accordo.
B
Non sono d'accordo.
A
Vabbè, a me piace il panettone, io sono team panettone, il pandoro proprio non mi piace. Non è che non mi piace, lo mangio anche, però non mi dice niente. Il panettone a carattere mi piace. Il panettone al cioccolato è un altro.
B
Dolce, quindi... Ha la forma del panettone, la consistenza, quindi...
A
Non lo so, non lo so. Ma ci sono altri dolci tipici nella tua zona, nelle marche che mangiate a Natale? Per esempio nella mia zona, quindi nel nord della Puglia, facciamo le mandorle al cioccolato, che quindi sono delle mandorle ricoperte di cioccolato che sono molto buone. e poi facciamo quest'altro dolce che è molto difficile da spiegare. Nella trascrizione forse mettiamo una foto. Si chiamano, o meglio, noi le chiamiamo nevole ed è un impasto fritto molto, abbastanza sottile, ricoperto di mosto cotto. che è praticamente la parte dolce del… di quello che avanza del vino, se non sbaglio, della produzione del vino. E a me piacciono tantissimo. Nella trascrizione metteremo una foto di questo dolce perché è veramente molto specifico. Non credo sia famoso in altre parti d'Italia, però mi piace tantissimo.
B
Buono, sembrano molto buoni.
A
Se ti piace il mosto cotto.
B
Da noi nelle marche c'è il pan pepato, che è questo dolce dove c'è frutta secca, fichi secchi e arancia candita anche e rum, quindi tanti ingredienti. È molto buono, non so bene, anche è molto speziato.
A
Molto natalizio.
B
Molto natalizio, sì sì sì.
A
Ma secondo BD, proprio in tutti in tutt'Italia abbiamo sempre questi tipi di pane, cioè come se fosse pane, come il panettone, il pandoro, il pan pepato. È proprio una tradizione un po' tutta italiana di creare questi pani, queste tipologie di pane dolce, no? Per le feste. Però come si chiama da te questo pane?
B
Il nome in dialetto? Dici? Frushtingu. Questo è del sud delle Marche, però così lo chiamano più o meno.
A
Frushtingu.
B
Più verso l'interno, sì.
A
Vedi? Questa è anche la cosa bella, è che tante volte abbiamo dei dolci molto simili in Italia, però poi quando li diciamo tra di noi che siamo di diverse regioni, Ma di cosa stai parlando? E poi scopriamo che quello...
B
Perché hanno nomi diversi ma sono la stessa cosa, come le pitture di prima.
A
Esatto, è come le pitture di prima, cioè è una cosa assurda questa, che veramente è la stessa cosa o comunque molto simile a dei nomi completamente diversi. Allora, adesso, beh, prima di tutto è arrivato il momento di fare tanti auguri di buon Natale e buone feste a tutte le persone che lo festeggiano e quindi noi vi auguriamo buon Natale a voi e alle vostre famiglie e vi diciamo anche che ci prendiamo una piccola pausa natalizia, quindi torneremo con le puntate del podcast a gennaio.
B
A gennaio, esatto, quindi vi auguriamo anche buon anno!
A
È vero, anche buon anno! E parleremo magari del capodanno nella prossima puntata, nella puntata di gennaio, va bene? E non dimenticate anche di scaricare la trascrizione, parola per parola, di questo episodio con tutte le attività di vocabolario sulle feste. Sicuramente potete imparare tante nuove parole. Potete scaricare la trascrizione cliccando sul link nella descrizione di questo podcast o visitando la nostra pagina web www.teacherstefano.com slash podcast.
B
E ricordatevi anche di seguire questo podcast cliccando sul tasto segui o follow per non perdervi i prossimi episodi.
A
Fantastico! Allora buone feste, buon anno e ci sentiamo a gennaio! Ciao!
B
Ciao!
Beginner Italian Podcast | Italiano per principianti con Teacher Stefano
Host: Teacher Stefano
Guest: Prof. Mascia
Date: December 18, 2025
In this special holiday episode, Teacher Stefano and Prof. Mascia share their personal Christmas traditions and experiences growing up and celebrating with their families in Italy. The conversation blends anecdotes from childhood, discussions about regional holiday foods, and customs around Christmas and St. Stephen’s Day. Listeners get an inside look at how Italians, from Puglia to le Marche, live the holiday spirit—with all the warmth, humor, and delicious treats that come with it.
Puglia:
Le Marche:
They note how many Italian holidays feature “breads” (sweetened, raised doughs) with different names and slight twists in each region.
The tone is warm, playful, and personal, rich with nostalgia and friendly debate. Both hosts sprinkle casual Italian expressions (e.g., “vabbè”, “che ridere”), occasionally tease each other, and use concrete storytelling to bring the holidays to life for listeners.
Stefano and Mascia end the episode by wishing all listeners a Merry Christmas and a Happy New Year, announcing a brief holiday break, and inviting everyone to download the transcript for vocabulary enrichment.
This episode offers a heartfelt, authentic glimpse into diverse Italian Christmas traditions—perfect for language learners and anyone interested in Italian culture!