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Massimo Giannini
Ciccio, lo sapevi?
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Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
Commentatore/Analista
Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Commentatore/Analista
Ormai ci tocca ripeterlo fino alla noia. Il vecchio adagio che nel 1797 un grandissimo, immenso pittore spagnolo, Francisco Goya, immortalò in una delle sue incisioni più famose. Los Capriccios, si intitolava. Quell'adagio recita il sonno della ragione, genera mostri. E allora, il combinato disposto dell'assassinio di Charlie Kirk negli Stati Uniti e di tutto quel che in termini di semina, d'odio, ha prodotto ovunque, dagli Stati Uniti in poi. E poi ora, il terribile, mostruoso conflitto medio-orientale, la mostruosa reazione di Netanyahu al pogrom del 7 ottobre di due anni fa. E ora questa ipotetica presunta pace che speriamo duri reinesca i vecchi terribili fantasmi della storia italiana e sentiamo Presidenti del Consiglio e Ministre di un governo democratico dire bestialità di ogni tipo. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Massimo Giannini
Punto sia proprio questo, che noi non abbiamo fatto i conti fino in fondo con l'antisemitismo, con l'antisemitismo del nostro paese in particolare, visto che è qui che viviamo, e tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? Sono state gite? Sono state davvero gite? A che cosa sono servite? Sono servite, secondo me, sono state incoraggiate e valorizzate perché servivano esattamente all'inverso, cioè servivano a dirci che l'antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia, un tempo lontano o non tanto lontano, ma insomma collocato ormai in un passato storico. collocato in una precisa area, il fascismo. Le gite ad Auschwitz secondo me sono state un modo per ribadire che l'antisemitismo era una questione fascista e basta. E quindi che il problema era essere antifascisti, non essere antisemiti, non controllare fino in fondo quello che è avvenuto nel nostro passato, non fare i conti fino in fondo con quello che è avvenuto.
Commentatore/Analista
Eccole qua le bestialità di cui parlavo. Queste parole le ha pronunciate la Ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità, Eugenia Roccella. Si chiama così Ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità. Avrebbe un ruolo importante, fondamentale. Dovrebbe provare a spargere buonsenso, ragione, moderazione, riflessione, cultura, soprattutto tra i più giovani, tra i ragazzi esposti ad ogni vento e ad ogni rancore. attraverso la fogna social che vellica i loro istinti peggiori. E invece Roccella fa esattamente l'opposto, approfitta di un convegno della Unione delle Comunità Ebraiche Italiane intitolato La storia stravolta è il futuro da costruire per distruggere un pezzo di passato, manipolandolo e storpiandolo in una maniera vergognosa. Le gite scolastiche ad Auschwitz le chiama Roccella. Intanto, le gite. Gite come se si andasse al mare, ai laghi, ai monti, a prendere una bella boccata d'aria, portando i ragazzi a fare le solite goliardate in giro per l'Italia. Auschwitz non è questo. Le iniziative lanciate nel corso degli anni da tante scuole italiane per portare i ragazzi in quello che è il luogo simbolo di ogni orrore compiuto da esseri umani contro altri esseri umani è un esercizio prezioso di pedagogia. e invece per Roccella sono state solo gite e lei si chiede a cosa sono servite. E qui sgancia la bomba, se mi permettete un termine improprio in un tempo di guerra nel quale le bombe piovono davvero. Le gite servivano a dirci che l'antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia e collocato in una precisa area, il fascismo. Come se, conclude, il fascismo fosse responsabile di quell'orrore infinito. Un modo, sintetizza, per ripetere che l'antisemitismo era una questione fascista e basta. L'ho voluta ripetere, scusatemi se l'ho fatto, le parole di Rochelle, perché si fa fatica anche solo ad ascoltarle e a credere che un essere umano responsabile, che ha su di sé un ruolo importante all'interno di un governo, in una stagione così difficile della nostra vita politica, etica, morale e sociale, possa averle anche solo pronunciate queste bestialità. Non so che altra formula trovare. Il tutto con un obiettivo evidente, e cioè quello di scorporare il giudizio, a proposito dei forni crematori, della Shoah e dell'Olocausto, da quello che ne è stata la radice, e cioè il nazismo aiutato dal fascismo. Come se, viceversa, persino Auschwitz, Buchenwald, Dachau fossero responsabilità diffuse e condivise. non proprie soltanto del terzo Reich di Adolf Hitler e del fascismo di Mussolini e di tutti i loro volenterosi carnefici che allinearono nelle pieghe non solo dei governi ma anche della società italiana e tedesca. in un movimento che travolse tutto e tutti. No, probabilmente dentro ci sta anche la sinistra, perché l'utilizzo strumentale che questa ministra fa di Auschwitz serve a dire che persino le piazze che oggi scendono in strada e invocano pace a Gaza sarebbero macchiate da quello stesso antisemitismo che non si è capito portando gli studenti ad Auschwitz. Ora io mi chiedo come possa una democrazia che si fonda sempre e comunque sulla verità e sulla memoria reggere ancora a simili spallate concettuali oltre che storiche. Non ci bastava Giorgia Meloni, che di fronte alle manifestazioni non violente, pacifiche, che hanno portato nelle piazze italiane più di 3 milioni di persone a più riprese in diversi giorni, le irride, le offende, dicendo l'opposizione, la sinistra è peggio di Hamas. No, non bastava questo. Non bastava quest'altra sporca e patetica e penosa manipolazione della realtà. No, adesso arriva anche Eugenia Ruccella. a dire una cosa persino peggiore di quella detta da Giorgia Meloni, perché più insidiosa. Quella della sorella d'Italia è una palese bufala, una fake news totale che ci vuole poco a smentire. Capiscono tutti che nella sinistra politica nessuno, ma proprio nessuno, ha mai detto solo una parola per sostenere le ragioni di Hamas. Ma qui, sul giudizio che riguarda la Shoah, l'olocausto e quel che Auschwitz ha rappresentato per le nostre coscienze, per la nostra storia, si nasconde un'operazione più sottile e se vogliamo più subdola, perché ancora una volta si tratta di annacquare in un indistinto morale storico le responsabilità che sono le più precise che siano mai esistite nella storia umana. Perché se oggi fatichiamo di fronte alle mostruosità che accadono nella striscia di Gaza a pronunciare la parola genocidio, Questo dipende dal fatto che il genocidio, per eccellenza, è stato quello commesso esattamente dal nazismo e dal fascismo nei confronti del popolo ebraico. Dal nazismo e dal fascismo e da nessun altro. I forni li ha costruiti Hitler, le legie razziali, le abbarate Mussolini e non c'è possibilità di estendere o condividere questa immane responsabilità con nessun altro che questi due. Oltre, ovviamente, ai governi e alla parte di popolo che li aiutarono a compiere questa nefandezza e che tuttora coltivano nel loro cuore una vena di antisemitismo che nasce da lì e che lì si sublima, purtroppo. Ma, come dicevo, il tentativo è proprio quello. Mischiare le carte, confondere le idee, buttarla, come si dice, in caciara, in un momento nel quale invece bisogna dare alle cose il loro nome, bisogna avere il coraggio di dire la verità. Come fa, grazie al cielo, Liliana Seghere, costretta, ancora una volta, a dover rispondere ad una nefandezza pronunciata da un esponente di questo governo. e non è la prima volta che capita. Ricordiamolo sempre, Liliana Segre vive sotto scorta per via di un antisemitismo che in quel caso, davvero no, non nasce a sinistra, ma cova tutto dentro la destra. E dunque, dice questo nostro patrimonio dell'umanità, sopravvissuto ad Auschwitz, che fece la marcia della morte a Milano mentre i gerarchi fascisti la portavano via nel silenzio, dei milanesi che la guardavano piegando il capo dall'altra parte, risponde a Roccella dicendo «Stento a credere che una ministra della Repubblica, dopo aver definito Gite i viaggi di istruzione ad Auschwitz, possa aver detto che sono stati incoraggiati per incentivare l'antifascismo. Quale sarebbe la colpa? Durante la Seconda Guerra Mondiale, in tutta l'Europa occupata dalle potenze dell'Asse, i nazisti con la collaborazione zelante dei fascisti locali, compresi quelli italiani, della Repubblica Sociale, realizzarono una colossale industria della morte per cancellare dalla faccia della terra ebrei, rom, sinti e altre minoranze. La formazione dei nostri figli e nipoti deve partire dalla conoscenza della storia, ma evidentemente la verità storica fa male a chi ha scheletri nell'armadio. Non potevamo avere parole più chiare e più nette di condanna che non quelle di Liliana Segre. E le voglio ripetere ancora una volta. La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi. È così, è esattamente così. Ma posso fare una chiosa non solo a chi conserva scheletri negli armadi, ma anche a chi, purtroppo, si tiene troppa segatura dentro al cervello, perché di fronte a quello che ha detto Rocella non riesco a trovare altre parole. Offensive, forse, chissà, ma non mi pongo il problema. Avanti di questo passo, e non ci sarà più soltanto il 25 aprile, la festa della liberazione, la resistenza e la lotta partigiana ad essere divisiva in questo paese. Lo diventeranno anche Auschwitz e la Shoah. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Massimo Giannini
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Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Host: Massimo Giannini (editorialista di Repubblica)
Episode date: October 12, 2025
In questa puntata, Massimo Giannini affronta il tema della manipolazione della memoria storica e dell'antisemitismo attraverso uno spunto d'attualità: le recenti dichiarazioni della Ministra Eugenia Roccella riguardo ai viaggi di istruzione delle scuole italiane ad Auschwitz. L’episodio riflette su quanto l’odio politico abbia portato alcuni esponenti del governo a distorcere la storia, rischiando di banalizzare le radici e le responsabilità della Shoah. Vengono citate anche le parole di Liliana Segre, testimone diretta della deportazione, in risposta a queste affermazioni.
“Tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? Sono davvero gite? A che cosa sono servite?”
Riflette sul rischio che simili iniziative vengano percepite come mera routine, slegate dalla memoria e dal confronto reale con l’antisemitismo anche nel presente.
“[Le gite servivano] a dirci che l'antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia e collocato in una precisa area, il fascismo.”
“Come se, viceversa, persino Auschwitz, Buchenwald, Dachau fossero responsabilità diffuse e condivise, non proprie soltanto del terzo Reich di Adolf Hitler e del fascismo di Mussolini.”
“L'utilizzo strumentale che questa ministra fa di Auschwitz serve a dire che persino le piazze che oggi scendono in strada e invocano pace a Gaza sarebbero macchiate da quello stesso antisemitismo che non si è capito portando gli studenti ad Auschwitz.”
“L’opposizione, la sinistra è peggio di Hamas.”
“Stento a credere che una ministra della Repubblica, dopo aver definito gite i viaggi di istruzione ad Auschwitz, possa aver detto che sono stati incoraggiati per incentivare l’antifascismo. [...] La formazione dei nostri figli e nipoti deve partire dalla conoscenza della storia, ma evidentemente la verità storica fa male a chi ha scheletri nell’armadio.”
“La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi. [...] Ma anche a chi, purtroppo, si tiene troppa segatura dentro al cervello, perché di fronte a quello che ha detto Roccella non riesco a trovare altre parole.”
“Il sonno della ragione genera mostri.” (cita Goya, collegando la massima al presente)
“Le gite ad Auschwitz secondo me sono state un modo per ribadire che l'antisemitismo era una questione fascista e basta.”
“Auschwitz non è questo. [...] Un esercizio prezioso di pedagogia.”
“Il tentativo è proprio quello: mischiare le carte, confondere le idee, buttarla in caciara, quando invece bisogna dare alle cose il loro nome.”
“La formazione dei nostri figli e nipoti deve partire dalla conoscenza della storia, ma evidentemente la verità storica fa male a chi ha scheletri nell’armadio.”
“La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi. [...] Ma anche a chi, purtroppo, si tiene troppa segatura dentro al cervello.”
“Non ci sarà più soltanto il 25 aprile ad essere divisivo. Lo diventeranno anche Auschwitz e la Shoah.”
L’episodio offre una critica serrata e senza sconti alla retorica dominante di parte della destra di governo, evidenziando i rischi di una memoria condivisa svuotata di significato. Attraverso le parole di Liliana Segre, Giannini rilancia l’urgenza di difendere la verità storica come fondamento imprescindibile per la democrazia e la convivenza civile.