Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Chi getta benzina sul fuoco delle violenze di Torino
Host: Massimo Giannini
Date: February 2, 2026
Platform: OnePodcast
Episodio in breve
In questo episodio, Massimo Giannini riflette sugli scontri violenti avvenuti recentemente a Torino, analizzando chi sta “gettando benzina sul fuoco” delle tensioni sociali e politiche, e sottolineando la necessità di responsabilità istituzionale e rifiuto di strumentalizzazioni per non esacerbare ulteriormente il conflitto.
Punti chiave e approfondimenti
1. Rilettura della violenza: Le parole di Pasolini
- [00:32] Giannini apre citando Pier Paolo Pasolini, che negli anni Settanta scriveva sul rischio che i giovani contestatori usassero strumenti del sistema che volevano combattere, rafforzandolo invece di scardinarlo.
- Citazione:
“Usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono disperzare il cerchio e invece non fanno altro che rinsaldarlo.” (Pasolini, 00:32)
- Citazione:
- Giannini sottolinea quanto queste parole siano ancora attuali di fronte alle violenze di Torino:
- "La guerriglia urbana che abbiamo visto per l'ennesima volta per le strade di Torino non ha né moventi né scusanti. È violenza cieca, nichilismo distruttivo..." (Giannini, 01:12)
2. Condanna della violenza e responsabilità istituzionale
- Giannini ribadisce la necessità di una condanna unanime degli atti violenti e sottolinea il dovere delle istituzioni:
- "I responsabili vanno individuati, processati, condannati secondo le norme del nostro codice penale, e agli agenti feriti va data una solidarietà piena e senza riserve." (Giannini, 01:34)
- Apprezza la solidarietà portata dal presidente del Consiglio e dalle opposizioni agli agenti feriti, ma invita a un “sussulto di responsabilità”:
- "Alle istituzioni spetta il compito di gestire il conflitto con la forza serena dello Stato di diritto, senza gettare benzina sul fuoco." (Giannini, 01:50)
3. Le accuse e la “benzina sul fuoco”
- Giannini critica le dichiarazioni di esponenti politici che rischiano di esasperare gli animi:
- Su Giorgia Meloni:
“...dire come fa Giorgia Meloni, che si è trattato di un tentato omicidio, che i magistrati non devono esitare... non è questa la sede per dare una stoccata alle esecrate toghe e sollecitare l'opinione pubblica al referendum.” (Giannini, 02:10)
- Su Matteo Salvini:
“...dire che per i colpevoli non basta l'arresto. Dopo la galera, caro vicepresidente del Consiglio, cos'altro rimane? La pena di morte? La tortura? Le leggi straordinarie di epoca fattiva?” (Giannini, 02:40)
- Su Federico Mollicone (FDI):
“...che i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco un quartiere di Torino non sono violenti, ma comunisti che votano PD…” (Giannini, 03:05)
- Su Giorgia Meloni:
4. Il pericolo della strumentalizzazione politica
- Giannini avverte su due rischi:
- Strumentalizzazione politica – Usare la violenza per attaccare l’avversario, invece che cercare coesione (03:25).
“Di fronte alla violenza, di ogni ordine, grado e colore, servono coesione, senso di responsabilità, senso delle istituzioni.”
- Deriva emergenziale – Enfatizzare il pericolo per giustificare nuove “leggi speciali” che comprimano le libertà.
- Strumentalizzazione politica – Usare la violenza per attaccare l’avversario, invece che cercare coesione (03:25).
- Sottolinea la necessità di riconoscere le frange violente sia a destra che a sinistra senza generalizzare né criminalizzare indiscriminatamente:
“Ci sono frange di fascino rosi, sì, a sinistra, ma anche a destra, più o meno sempre gli stessi, noti alle forze politiche e alle forze dell'ordine. Li si colpisca come meritano, ma non si descriva il paese come il Cile degli anni settanta...” (Giannini, 05:10)
5. Le reazioni della sinistra
- Giannini nota che la sinistra italiana ha condannato fermamente gli atti violenti:
- Parole di Elly Schlein: “immagini inqualificabili”, “violenze inaccettabili”, “aggressione delinquenziale alle forze dell'ordine”.
- Ilaria Cucchi: “criminali vigliacchi che danno sfogo a una violenza folle, nascondendosi dietro i volti di una moltitudine di ragazzi sani e pacifici e banificando la loro battaglia per la buona democrazia...”. (Giannini, 04:15)
6. Un richiamo alla realtà: Non siamo negli anni di piombo
- Giannini traccia un parallelismo storico, differenziando l’attuale situazione da quella degli anni ’70-’80:
“...l'Italia di oggi, per fortuna, non è quella degli anni di piombo. Quando venivano assassinati sindacalisti e magistrati, quando veniva rapito e ucciso Aldo Moro...” (Giannini, 05:30)
- Invita tutti a non esasperare il clima di paura:
“...Perché se si fa questo il conflitto non si ferma, si esaspera. E allora viene il sospetto che qualcuno voglia esattamente raggiungere questo risultato...” (Giannini, 06:10)
Citazioni notevoli
- Pasolini: “Essi credono disperzare il cerchio e invece non fanno altro che rinsaldarlo.” (00:36)
- Giannini: “La guerriglia urbana che abbiamo visto per l'ennesima volta per le strade di Torino non ha né moventi né scusanti. È violenza cieca, nichilismo distruttivo...” (01:12)
- Su Meloni & Salvini: “Dopo la galera, caro vicepresidente del Consiglio, cos'altro rimane? La pena di morte? La tortura? Le leggi straordinarie di epoca fattiva?” (02:40)
- Sul rischio delle leggi emergenziali: “...alimentare questo clima di tensione serve solo poi a giustificare nuove norme emergenziali, nuovi limiti del tutto, che le tema Yoshi, i cui il governo già annuncia di voler discutere in Consiglio dei Ministri.” (06:25)
- Monito finale: “La democrazia italiana non è sotto attacco come accadde in un tempo lontano. Non abbiamo bisogno di governi emergenziali che usano il braccio violento della legge…” (06:45)
Segmenti chiave & Timestamps
- [00:32] – Citazione di Pasolini; riflessione sull’attualità delle sue parole
- [01:12] – Condanna della violenza e solidarietà agli agenti
- [01:50] – Invito alla responsabilità istituzionale
- [02:10 – 03:25] – Rassegna delle dichiarazioni politiche che “gettano benzina sul fuoco”
- [03:25 – 05:10] – I rischi della strumentalizzazione e della deriva ideologica
- [04:15] – Reazioni della sinistra e solidarietà trasversale
- [05:10] – Parallelismo storico: oggi non sono “gli anni di piombo”
- [06:10 – 06:45] – Avvertimento sul rischio di derive emergenziali e sull’autodifesa della democrazia
Tono e conclusioni
Giannini adotta un tono fermo, lucido e critico nei confronti sia di chi commette violenze sia di chi, tra i politici, rischia di amplificare la tensione. Invita a non cedere a strumentalizzazioni né a ricette emergenziali fuori luogo, ricordando che la democrazia ha sempre saputo difendersi restando sé stessa.
Circo Massimo – Lo spettacolo della politica resta così uno spazio di attenzione critica sul clima politico, offrendo riflessioni che vanno oltre la cronaca e sollecitano la maturità istituzionale e sociale.
