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A
Oggi vi voglio accendere un ricordo molto lontano, uno spot pubblicitario del 1998 che in quegli anni, molto diversi da quelli che stiamo vivendo oggi, in qualche modo fece epoca. fotografava l'esatta situazione di un paese sospeso che però aveva ben chiara la direzione di marcia. In quello spot si vedevano dei figli dei fiori, una specie di comune, ragazzi e ragazze che vivevano all'aria aperta e che alla fine si contendevano un noto gelato. prodotto da una altrettanto nota casa di produzioni alimentari. Cito questo esempio perché il claim di quella pubblicità sarebbe perfetto per descrivere la situazione nella quale stiamo vivendo oggi, le scelte fondamentali alle quali siamo chiamati e sulle quali si sta dividendo chi guida questo paese e chi guida il mondo. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini. Un uovo magnum ego, croccanti mandorle amaretti. Un cuore di frutti di bosco, ricoperto di cioccolato. Ed eccolo qua il ricordo che vi volevo sbloccare. Riproponendovi, almeno all'ascolto, andrebbe guardato anche in video, ma insomma non importa, lo spot pubblicitario del 1998, che si conclude con il claim di cui vi accennavo prima. Una frase in qualche modo, come si dice oggi nel gergo corrente, iconica. E cioè, la vita è fatta di priorità. Quella pubblicità riguardava il noto gelato Magnum. Ma oggi la stessa frase si può ripetere per il tempo che stiamo vivendo. La vita è fatta di priorità. Mi viene in mente, pensando a tutto quello che ci succede intorno, è la settimana di Sanremo, mentre Donald Trump fa il pazzo e nel discorso più lungo della storia americana sullo Stato dell'Unione, da prova di tutta la sua ormai inesauribile vena di full cespiriano, un insieme di annunci folli e di menzogne sempre più inverificate e inverificabili. Al tempo stesso la guerra in Ucraina che continua il sangue che scorre dei civili delle città di quel paese martoriato dai droni di Putin e poi ancora Gaza, l'altra grande realtà dimenticata e sommersa dalla propaganda intorno a questo vergognoso Board of Peace, mentre vengono fuori video terribili di soldati israeliani che sparano a un ragazzino di 12 anni lo lasciano agonizzare per terra 40 minuti, finché quel poverino non muore nella totale inedia di chi gli sta di fronte. E poi ancora tutto il resto, un paese come il nostro che vive i drammi che conosciamo, un'economia che non cresce, una produzione industriale ferma da più di due anni, un lavoro che arranca. Eppure, nonostante tutto questo, chi ci governa ha tutt'altro per la testa. Ma non solo chi ci governa, anche le più alte cariche dello Stato, le istituzioni del Paese. E vi voglio far ascoltare quello che è successo in questi ultimi giorni, proprio intorno alla grande kermesse che la nazione sta vivendo, il Festival di Sanremo. E vi voglio far ascoltare proprio le parole della seconda carica dello Stato.
B
Capisco Pucci, capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva fargli un anguanto nella serata di Sanremo, ma da parte del conduttore Mi aspetto qualcosa di più che dire vabbè pazienza, ha deciso lui. Mi aspetto magari una sorpresa. Ci sono tanti modi per ripagare della ingiusta sofferenza e dell'ingiusta obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna. Ci sono tanti modi per ripagarlo. Sta al conduttore a trovarne uno per fare comunque risultare in qualche modo la presenza riparatoria da parte di Pucci.
A
Sì, avete capito bene, non è uno scherzo. Mentre succede tutto quello che sommariamente ho raccontato e l'elenco si potrebbe allungare pensando soltanto al dibattito sul referendum, al modo con il quale vengono strumentalizzati vergognosamente e manipolati i fatti di cronaca dalla questione di Rogoredo e il poliziotto Cinturrino fino ad arrivare alle sentenze della magistratura sui migranti, l'algerino risarcito, la Sea-Watch risarcita, il povero Domenico, il bambino trapiantato con una incapacità totale, forse colposa o forse dolosa da parte di chi doveva garantirgli un cuore nuovo. Insomma, con tutto quello che sta succedendo, sì, Ignazio Larussa, Presidente del Senato, trova il modo di perdere il suo tempo per fare un video e anche postarlo nel quale lancia il suo accurato appello al conduttore del festival Carlo Conti perché si faccia questo grande gesto richiami il povero Andrea Pucci il sedicente comico, un po' sguaiato, assai populista, che era stato invitato inizialmente, che poi sommerso dalle critiche del web, che non risparmia niente. Nessuno, tuttavia, si era autoritirato, autoescluso dal festival. Una perdita davvero insanabile per Ignazio Larussa, che sente il bisogno per questo di chiedere a Conti di fare il grande passo. Torna indietro, lo richiami, abbiamo ancora tre serate da spendere alla grande kermes della canzonetta ed è bene che ci sia anche Andrea Pucci perché ci fa sentire l'altra voce della comuscità e della satira, quella delle destre oggi al comando. Di questo si occupano in questo momento, ma non solo di questo. non solo di questo perché abbiamo anche scoperto in queste ore che l'altro ieri notte i maggiorenti delle tre destre al comando hanno passato ore ed ore mentre buona parte della nazione si dilettava guardando in tv le performance di Laura Pausini o oppure di Achille Lauro, viceversa Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia insieme ad Alessandro Battilocchio, Stefano Benigni per Forza Italia e l'immancabile ministro Roberto Calderoli, il leghista che già ai tempi del famoso Porcellum, nella baita dolomitica, insieme a Giulio Tremonti, inventò una terrificante legge elettorale tagliata a misura dei bisogni della destra, del Partito del Popolo delle Libertà, che stava per perdere le elezioni per la seconda volta contro Romano Prodi. Ebbene, tutti costoro si sono riuniti a Via della Scrofa, sede del Partito della Presidente del Consiglio, Per discutere di che cosa? Non dei drammi della fase, quelli di cui parlavo prima, ma della nuova legge elettorale, cioè quella che deve servire sostanzialmente subito dopo il referendum prima di tornare alle elezioni politiche del 2027 a garantire chi oggi governa di poter governare ancora anche nella prossima legislatura e basta scorrere i temi e i contenuti della riforma elettorale che questi dottor stranamore del sistema istituzionale stanno mettendo in piedi per rendersene conto dal super premio di maggioranza che scatta sopra il 40% al ritorno del proporzionale e quindi all'abolizione dei collegi uninominali, tuttora in vigore. Quelli che se restassero anche nelle elezioni tra un anno e mezzo probabilmente impedirebbero alle destre di vincere in uno dei due rami del Parlamento, nel Senato e quindi per questo vanno smontate e vanno rifatti. Insomma, un vestitino ritagliato a misura della coalizione oggi al comando che deve continuare a restarci anche dopo. Un vizio antico di questo nostro paese visto che tutte le riforme fondamentali che abbiano riguardato la Costituzione oppure che abbiano riguardato la legge elettorale sono state varate poco prima delle elezioni politiche dalla maggioranza protempore per garantire a se stessa di durare ancora anche dopo. un uso congiunturale delle regole del gioco che avrebbe fatto inorridire Piero Calamandrei che diceva giustamente quando si parla di regole del gioco i banchi del governo restano vuoti. Qua non restano vuoti, sono pieni di gente che vuole garantire a se stessa e a chi oggi governa di continuare a farlo ancora nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Questa è la grande priorità. La vita è fatta di priorità, l'abbiamo sentita, e per chi oggi guida l'Italia le priorità sono queste. Sanremo da una parte, la legge elettorale dall'altra. E intanto e intanto un paese va in malora. Pensiamo soltanto al tema del lavoro. Il gruppo COIN sta chiudendo negozi e si paventano licenziamenti. Grandi marchi italiani che hanno un passato di grande prestigio e di grande blasone, da Comau a Bialetti a Iveco a Magneti Marelli, vengono venduti a gruppi stranieri. L'Exilva, il grande stabilimento siderurgico del sud del paese che ha prodotto per decenni l'imbioracciaio d'Europa, è chiuso ancora una volta per i problemi ambientali che quell'impianto mai risolto continua a generare e circa 20.000 lavoratori, comprese l'Indotto, sono lì senza più un soldo in tasca e senza prospettive. Stellantis, che sta trasferendo tutte le sue produzioni in Algeria e nei paesi dell'est europea. E poi ci sono almeno 140 tavoli di crisi industriali aperti al Ministero dell'Industria, nelle mani di Adolfo Urso, che fa tutto forché occuparsene. E questo equivale alle difficoltà di centomila dipendenti che non sanno che cosa accadrà di loro nel prossimo futuro. E poi ancora i MIT, i cosiddetti giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non cercano più un lavoro. mentre i migliori se ne vanno, quasi 200.000 negli ultimi due anni. Ecco, di tutti questi chi si occupa? Nessuno, nessuno, tranne i magistrati, i così tanto accusati magistrati politicezzati, gli unici che ancora hanno a cuore le condizioni di chi lavora. Pensate solo all'inchiesta su Glovo Deliveroo e gli altri algoritmi della nuova schiavitù. La politica pensa ad altro, perché, come diceva la pubblicità del gelato Magnum, la vita è fatta di priorità. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Episode: Da Sanremo al Porcellum bis: le priorità dei patrioti
Host: Massimo Giannini
Date: 27 febbraio 2026
Platform: OnePodcast
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sulle “priorità” della politica e della società italiana, prendendo spunto sia dalla memoria collettiva – un celebre spot pubblicitario del 1998 – sia dall’attualità di cronaca politica, sociale e internazionale. Il racconto si snoda tra la superficialità delle élite di governo, concentrate su eventi come Sanremo e su una nuova legge elettorale cucita su misura per garantire la propria sopravvivenza politica, mentre trascurano problemi gravi come lo stato dell’economia, il lavoro e le crisi internazionali. Il tono è amaro, ironico e fortemente critico.
“Quella pubblicità riguardava il noto gelato Magnum. Ma oggi la stessa frase si può ripetere per il tempo che stiamo vivendo. La vita è fatta di priorità.”
— Massimo Giannini, 02:40
Scenari globali (02:20):
Crisi interna (03:00):
"Capisco Pucci […] Mi aspetto qualcosa di più che dire vabbè pazienza, ha deciso lui. Mi aspetto magari una sorpresa. Ci sono tanti modi per ripagare della ingiusta sofferenza e dell'ingiusta obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna[…]"
— Ignazio La Russa, 04:07
“Un vestitino ritagliato a misura della coalizione oggi al comando che deve continuare a restarci anche dopo. Un vizio antico di questo nostro paese…”
— Massimo Giannini, 07:25
“Quando si parla di regole del gioco i banchi del governo restano vuoti. Qua non restano vuoti, sono pieni di gente che vuole garantire a se stessa […] di continuare a farlo ancora nei prossimi mesi e nei prossimi anni.”
— Massimo Giannini, 08:40
Settori industriali in crisi (09:24):
Emergenza giovani (MIT: 10:40):
“Di tutti questi chi si occupa? Nessuno. Nessuno, tranne i magistrati, i così tanto accusati magistrati politicezzati, gli unici che ancora hanno a cuore le condizioni di chi lavora.”
"Pensate solo all’inchiesta su Glovo, Deliveroo e gli altri algoritmi della nuova schiavitù. La politica pensa ad altro..."
— Massimo Giannini, 10:50
Slogan-claim dello spot Magnum come metafora della politica moderna (02:40, 11:10):
“La vita è fatta di priorità.”
La Russa politicamente ed emotivamente coinvolto nel caso Pucci (04:07)
Riflessione amara sull'antico vizio delle riforme ad hoc (07:25, 08:40)
Denuncia sull’assenza di risposte per giovani e lavoratori (10:40–11:00)
Giannini, con il suo consueto sarcasmo e piglio polemico, compone un affresco disilluso dell’Italia odierna: un paese in cui la politica si arrocca sulle proprie urgenze di sopravvivenza, disinteressandosi delle tante crisi che colpiscono economia, lavoro e giovani. Parafrasando la pubblicità anni ‘90: la vita – anche in politica – è fatta di priorità, ma "le priorità" scelte dai patrioti al potere sono spesso le meno urgenti per il bene collettivo.