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E ora, amici, una hit che unisce avvocati, architetti e farmacisti.
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Forest, ma cos'è sta roba?
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Sentite qua. Siamo tutt'orecchi. I buoni pasto, Ticket Restaurant, Ed and Red, deducibili per partite IVA e aziende, anche con pochi collaboratori. E i dipendenti li usano dove vogliono. Ristoranti, supermercati e pure discount in tutt'Italia. Ma scusi, dove l'avrebbe sentita? Su TicketRestaurant.it o chiamando l'800-600-100.
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Rino Formica, uno dei grandi protagonisti della Prima Repubblica, amava ripetere un motto, allora, che resta quanto mai vero anche oggi. La politica è sangue e merda. Scusate se uso questo termine, ma rende bene l'idea. Voleva dire, Rino Formica, che quando si tratta di raccattare voti in vista di un'elezione, beh, non si sta a guardare tanto per il sottile. Dovunque sia possibile farlo, si va. Questa regola aurea Giorgia Meloni l'ha fatta sua. a pochi giorni dal voto referendario sulla riforma della giustizia, la sorella d'Italia va ovunque pur di portare a casa un pugno di consensi. E dunque ormai le mancano soltanto i pacchi di De Martino, la ruota della fortuna di Gerry Scotti, oppure una comparsata che so al Grande Fratello o a Pechino Express. Ormai la vediamo ovunque, la Presidente del Consiglio, in barba a qualunque norma della par condicio, ma questa proprio ci mancava. L'ultimo atto sarà la sua partecipazione domani alla puntata del Pulp Podcast condotto da Fedez insieme a Mr. Marra. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini. Come un latitante appassio dall'arresto Ora non ho più bisogno di scappare io Dal silenzio che è un rumore Da tutto questo male necessario Ve la ricordate questa canzone? Probabilmente sì, è il brano del ritornello di Male Necessario, il successo che proprio Fedez ha presentato insieme a Marco Masini all'ultimo festival di Sanremo. E male necessario è probabilmente il ragionamento che ha fatto la Presidente del Consiglio nel momento in cui consapevolmente ha deciso di andare ospite nel podcast di Fedez. Domani alle ore 13 sarà trasmesso e in Pulp Podcast Giorgia Meloni parlerà di tutto, ma soprattutto ovviamente parlerà di referendum. Alcune anticipazioni sono già uscite, ci sono alcune battute sulla guerra in Medio Oriente, per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l'energia e dalla Cina per le materie prime, ma adesso dobbiamo imparare a fare da noi e costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica per l'Europa. Vabbè, ma queste sono divagazioni. Non era questo il messaggio che alla Premier sta a cuore lanciare da quel microfono, appunto, i podcast di Fedez. C'è una ragione evidente per la quale, dopo essere andata ospite ovunque, dopo averci alluvionato con quei video di un quarto d'ora postati alla domenica pomeriggio oppure al sabato sera per spiegare le ragioni del sì, adesso decide di andare in un programma curioso che va in onda su YouTube condotto da un noto rapper. La ragione è opia, si tratta di puntare a intercettare direttori più giovani tenendo conto che proprio quel podcast di Fedez qualcosa come 302.000 follower proprio su YouTube, ma comunque quello che vai non da lì poi rimbalza su tutti i social e quindi prima ancora di presentarsi al comizio conclusivo a Milano Meloni ci diletta con le sue chiacchiere e libertà insieme all'ex fidanzato di Chiara Ferragni, quella Chiara Ferragni che lei stessa dal palco di Atreiu un paio di anni fa aveva attaccato senza pietà visto che faceva soldi fingendo di vendere pandorie e di darne il ricavato in beneficenza vabbè ma tutto si dimentica appunto come diceva Formica la politica è sangue merda e quindi se c'è da prendere un po' di voti va bene anche Fedez ex fidanzato di Ferragni Meloni li considerava nemici, ma oggi fanno comodo anche loro perché, da Fedez, Meloni vuole veicolare a una platea più giovane le sue ultime perle sulla riforma della giustizia. Le anticipazioni ci regalano effettivamente alcune notizie a proposito di questa pseudo-riforma targata Meloni-Nordio. Dice la Premier non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema. Va bene, fin qui siamo alle solite chiacchiere, alla solita propaganda. Beloni poi aggiunge il fronte del no sta cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché avrebbe difficoltà a contestare nel merito la riforma e qui c'è la solita balla sappiamo benissimo che dopo una prima fase durante la quale il governo e la maggioranza hanno cercato di invitare gli elettori a non uscire dal testo di quella riforma ormai sono loro stessi che invece parlano del contesto e dicono che questo è un voto politico. Meloni difende la separazione delle carriere ma qui aggiunge una novità di un certo rilievo che si riferisce all'imparzialità del sistema giudiziario e poi soprattutto a uno dei temi più controversi di questa riforma e cioè il famoso sorteggio che serve a selezionare i membri laici, cioè non magistrati, all'interno sia del Consiglio Superiore della Magistratura, che riguarderà i pubblici ministeri, sia di quello che riguarderà i giudici. Dice cioè Giorgia Meloni, in uno dei passaggi più rilevanti di questa chiacchierata con Fedez, che ci sarà un metodo col quale verrà costruita la lista dei candidati, tra i quali il Parlamento potrà selezionare i membri laici. Finora si era detto che, non essendo previsto alcun metodo dalla riforma, il Parlamento avrebbe selezionato questi membri laici con una maggioranza del 50% più 1. Ed essendo adesso le destre largamente maggioritarie e ben oltre il 50% più 1, La lista dei membri laici di fatto l'avrebbero selezionata loro, alla faccia del pluralismo. Bene, Meloni adesso dà una notizia perché dice che con le leggi di attuazione che saranno approvate Dopo il via libera alla riforma nel voto del referendum, la lista dei membri laici dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti e quindi dovrà essere costruita insieme all'opposizione. con la soglia nessuna maggioranza potrà decidere da sola. Signori, questa è una novità di un certo rilievo in effetti. Teniamo conto che questa formula per l'elezione dei membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura è esattamente quella già in vigore oggi, prima della riforma e con riferimento all'unico Consiglio Superiore della Magistratura attualmente esistente. In effetti il vincolo del voto con una maggioranza qualificata dei tre quinti argina di molto lo strapotere di chi governa e di chi ha in mano il Parlamento. Dunque una novità di un certo rilievo, ma non è la sola, se ne aggiunge un'altra, perché aggiunge la sorella d'Italia, qualora dovesse vincere il referendum il fronte del sì, è intenzione del governo inserire nella legge di attuazione una norma che impedisca almeno per un periodo di tempo a chi fa politica di entrare nel CSM, proprio per rafforzare ancora di più l'incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l'obiettivo della riforma. Beh, anche questa sarebbe una novità di un certo rilievo. Ho solo una domanda, però. Cosa vale? Una promessa di questo tipo, formulata a tre giorni dall'apertura delle urne e soprattutto depositata nel podcast di Fedez. Ci sono stati giorni e giorni di tempo, occasioni importanti nelle quali indicare queste possibili novità. che scatterebbero dopo la riforma attraverso le leggi di attuazione. Giorgia Meloni è stata due volte in Parlamento nel corso di questi ultimi tre mesi. Poteva scegliere quella occasione per dare queste notizie, nel luogo più solenne, quello deputato, al raggiungimento di possibili compromessi tra maggioranze e opposizione. E se l'avesse fatto, sicuramente l'opposizione avrebbe colto questa opportunità. E invece non l'ha fatto. e si decide a buttare lì queste due novità a poche ore dal voto referendario. E lo fa nel luogo più strampalato e stravagante possibile. Appunto, il podcast di un rapper. Come possiamo fidarci di una promessa di questo tipo? E come possiamo fidarci alla luce di tutte le violazioni il governo e in particolare chi lo guida in questo momento sta facendo rispetto alle leggi sulla par condicio ricordiamolo ancora solo due giorni fa la premier si è seduta comodamente nel salotto di nicola porro su rete 4 e per tre quarti d'ora senza alcun contraddittorio ha potuto dire tutto quello che ha potuto e voluto Sono seguiti altri 20 minuti di dibattito con tutti i ospiti che hanno annunciato ampiamente che voteranno sì. Lo spazio per il no nelle reti Mediaset, e bisogna dirlo purtroppo anche in Rai, è deputato alla notte inoltrata. Infatti tutti gli esponenti del comitato del no vengono trasmessi dopo l'una, quando di fatto di fronte allo schermo ci sono quattro gatti. E dunque perché fidarci di queste promesse dell'underdog della garbatella? Risulta oggettivamente molto difficile. Comunque finiamo con l'ultima anticipazione che lei stessa ha dato a Fedez. Rispetto alla possibilità che vinca il No, ha ripetuto, non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone. Questa è la conclusione della sorella d'Italia. E allora io risponderei, cara presidente Meloni, votare no è doveroso e accettiamo anche il rischio di tenerci una giustizia che non funziona, come sostiene lei, e soprattutto di tenerci lei medesima alla guida del governo. Questo sì che è un male necessario.
Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Host: Massimo Giannini
Episode: Giorgia da Fedez, il referendum e il vero male necessario
Date: March 18, 2026
In this episode, Massimo Giannini dissects the latest moves by Prime Minister Giorgia Meloni in the heated political climate leading up to the justice reform referendum. The focus centers on Meloni's media strategy, culminating in her impending appearance on Fedez's popular "Pulp Podcast." Giannini analyzes both the calculated outreach toward young voters and the substance (and credibility) of new promises dropped during pre-referendum interviews, reflecting on the blurred boundary between politics and spectacle.
"La politica è sangue e merda."
[00:32]
He explains that to win votes, politicians will go anywhere, disregarding decorum or tradition.
"Ormai la vediamo ovunque, la Presidente del Consiglio, in barba a qualunque norma della par condicio, ma questa proprio ci mancava."
[01:30]
Giannini details Meloni's upcoming guest appearance on Fedez and Mr. Marra’s "Pulp Podcast," underscoring its 302,000 YouTube followers and widespread social media reach.
The move is interpreted as an attempt to target a younger demographic ahead of the referendum:
"C'è una ragione evidente... si tratta di puntare a intercettare elettori più giovani..."
[03:15]
Irony is noted, considering Meloni’s previous fierce attacks on Chiara Ferragni (Fedez’s ex):
"...tutto si dimentica, appunto come diceva Formica, la politica è sangue merda, e quindi se c'è da prendere un po' di voti va bene anche Fedez ex fidanzato di Ferragni..."
[04:00]
Meloni is said to recite familiar talking points: it's not a referendum on her, but on justice reform itself. Opposition is accused of politicizing the issue.
Giannini highlights a notable—if debatable—announcement:
"...la lista dei membri laici dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti..."
[07:15]
Another potential legislative promise: to prevent politicians from immediately joining the CSM to "strengthen impartiality":
"...intenzione del governo inserire nella legge di attuazione una norma che impedisca almeno per un periodo di tempo a chi fa politica di entrare nel CSM..."
[08:40]
Giannini is skeptical of such announcements made days before voting, especially in informal settings and without parliamentary scrutiny:
"Cosa vale una promessa di questo tipo, formulata a tre giorni dall'apertura delle urne e soprattutto depositata nel podcast di Fedez?"
[09:30]
Giannini criticizes the lopsided media exposure Meloni and the referendum’s 'yes' front receive, compared to the marginalized coverage of the 'no' side:
"Lo spazio per il no nelle reti Mediaset, e bisogna dirlo purtroppo anche in Rai, è deputato alla notte inoltrata..."
[11:25]
He questions the reliability of last-minute promises and the government’s respect for fair campaigning rules.
Giannini closes by referencing Fedez’s Sanremo song, "Male Necessario," as a metaphor for the situation—sometimes, difficult choices are justified as necessary evils.
He paraphrases Meloni’s repeated assurance that even a defeat in the referendum wouldn't lead her to resign:
"Rispetto alla possibilità che vinca il No, ha ripetuto, non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato."
[13:25]
His final, pointed response:
"...votare no è doveroso e accettiamo anche il rischio di tenerci una giustizia che non funziona, come sostiene lei, e soprattutto di tenerci lei medesima alla guida del governo. Questo sì che è un male necessario."
[14:10]
Rino Formica (as cited by Giannini):
"La politica è sangue e merda."
[00:32]
Massimo Giannini, on Meloni’s media strategy:
"Ormai la vediamo ovunque, la Presidente del Consiglio, in barba a qualunque norma della par condicio."
[01:30]
On Meloni’s shift toward Fedez:
"...tutto si dimentica... va bene anche Fedez ex fidanzato di Ferragni..."
[04:00]
Skepticism about pre-vote promises:
"Cosa vale una promessa di questo tipo, formulata a tre giorni dall'apertura delle urne e soprattutto depositata nel podcast di Fedez?"
[09:30]
On media imbalance:
"Lo spazio per il no... è deputato alla notte inoltrata... di fronte allo schermo ci sono quattro gatti."
[11:25]
On the true "male necessario":
"...votare no è doveroso e accettiamo anche il rischio di tenerci una giustizia che non funziona... Questo sì che è un male necessario."
[14:10]
This summary encompasses all critical arguments and memorable moments, offering a clear window into Giannini’s perspective on the week’s political spectacle. The episode is particularly useful for understanding the interplay between political communication, media strategy, and the boundaries of credibility in pre-referendum Italy.