Transcript
A (0:00)
E ora, amici, una hit amata sia dai commercialisti che dalle partite IVA. Ma guarda che ci tocca sentire. Un sound che piace a tutti e tutti. I buoni pasto Ticket Restaurant Ed on Red, deducibili per aziende e partite IVA. Facile da attivare e i più utilizzati e accettati in tutta Italia, tra bar, ristoranti, supermercati e anche discount.
B (0:22)
E se per assurdo uno volesse saperne di più?
A (0:25)
Può andare su ticketrestaurant.it oppure chiamandolo 800-600-100.
B (0:32)
Vannacci sarà il nuovo De Gaulle. Questa profezia piuttosto impegnativa l'ha pronunciata in queste ore Emanuele Pozzolo. Ve lo ricordate l'allegro pistolero che due anni fa festeggiò il Capodanno con un bel colpo di revolver addosso alla guardia del corpo del sottosegretario Andrea Del Mastro? Un altro statista meloniano, famoso per aver violato il segreto passando le carte classificate del DAP al camerata Giovanni Donzelli, che deusò alla Camera per infangare i parlamentari del PD che si erano recati in visita in carcere dall'anarchico Alfredo Cospito, Ebbene, il cowboy cacciato da Fratelli d'Italia ha annunciato che seguirà Roberto Vannacci nel nuovo partito che sta per fondare, dopo aver rotto definitivamente i ponti con la Lega. Un così indomito coraggio, sostiene Pozzolo, è degno non di un generale qualsiasi, ma addirittura dello storico padre della Quinta Repubblica francese. Ma sarà davvero così fulgido il futuro nazionale? Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
C (1:56)
La tua famigliola. Dali Damigiani è lei però eh? Ah già, che sbadato! Vicchiolo! Lei casca sempre su Damigiani. Sono Vicchiolo, no? No, lei è... Cosa fai? Niente, siamo... Che caro Vicchiolo! Mi sono accorto con una certa costernazione. Domani mattina alle ore... all'alba, alle 19 e 03. Eh... alle 19... alle 30,19, scusami. è generale un po' di confusione mentre eseguivo la mia abituale per per equazione per equazione vuol dire ispezione per lustrazione tra noi militari caro Vicchio non c'è bisogno di circolvoluzioni Vicchio la circolocuzione va bene una volta sottrattomi all'abbraccio della mia cutrettola mi sono recato come un solo uomo Non.
B (2:57)
Me ne voglia Roberto Vannacci, ma quando penso a lui e al suo nuovo partito che nasce, più che al generale De Gaulle, penso al generale Damigiani. E ve l'ho voluto far sentire, questo breve brano di una delle più straordinarie puntate di quel programma radiofonico meraviglioso che si chiamava Alto Gradimento. Lo conducevano Renzo Arbore e Gianni Boncompagni e avevano come loro interlocutori Mario Marenco e Bracardi. Ecco, Mario Marenco incarnava esattamente il generale Damigiani. questo strampalato personaggio che faceva telefonate in studio e in redazione, cercando o del colonnello Bottiglione oppure di Vicchiolo, come avete sentito, uno dei suoi luogotenenti che doveva obbedire ai suoi ordini. Personaggi del tutto irreali che inducevano a un moto di risa incontenibili. Ecco, oggi Vannacci mi ricorda un po' il generale Dammigiani. Al di là dell'eitarismo col quale si presenta annunciando la nascita del suo nuovo partito, pensiamo qual è il brodo culturale dal quale viene fuori Vannacci, che è un misto tra il fascismo di Benito Mussolini e della X Mass, della Decima Mass, il qualunquismo di Guglielmo Giannini e poi il populismo grilloleghista. del governo gialloverde di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini. Mescolate il tutto, metteteci sopra una componente di narcisismo inarrivabile ed avrete Roberto Vannacci, che ora si autonomizza dalla Lega, compie lo strappo una scissione largamente annunciata. Era evidente che l'accordo tra la Lega Salvignana e il generale non potesse reggere. Era stata concepita in laboratorio dal segretario della Lega con l'obiettivo di arginare una perdita di grip che lui stesso stava registrando in modo inesorabile dopo aver compiuto la follia del papete. Salvini perdeva consensi sia presso il suo popolo e perdeva anche sostegni all'interno del partito, dove era sempre più forte la componente dei territori e quindi i governatori delle macro-regioni del Nord, per cui alla vigilia delle elezioni europee Salvini tira fuori dal cilindro Vannacci. e con quello riesce ad arginare le perdite. Vannacci gli porta in dote 500.000 preferenze, una o profluvio bisogna dire di consensi, e con quelli tampona il cattivo risultato della lega. Ma poiché si era trattato di una fusione a freddo, è chiaro che le cose non potevano durare. E oggi Vannacci dice chiaro e tondo che il traditore non è stato lui, ma è stato Salvini, o meglio il suo partito nel quale io ero continuamente messo da parte e criticato. Un partito che, allo stato dei fatti, quando si è trattato di votare su principi e provvedimenti che erano stati concordati tra lo stesso Salvini e Vannacci, andava in un'altra direzione. Vannacci fa anche degli esempi, le armi all'Ucraina, i principi sulla famiglia, la legge Fornero, la sicurezza. dal suo punto di vista si può dire. Mannacci ha persino ragione perché Salvini è anche lui figlio dell'ambiguità che ha caratterizzato anche l'azione politica di Giorgia Meloni e del suo governo e dunque oggi rompe, rompe a destra e lo fa riecheggiando tutte le nefandezze alle quali ci ha abituato in questi mesi che lui ha riassunto nel suo libro, il bestseller Il mondo al contrario Ve ne dico alcune snocciolandole come fossero grani di un rosario. Ghei, non siete normali, fatevene una ragione. Gli eroi della decima masse dovrebbero essere insegnati a scuola. La remigrazione è uno dei diritti dell'uomo. E poi ancora, la famiglia è fatta solo da uomo e donna e la donna deve essere madre, deve stare a casa e accudire i figli. non possono esistere aggravanti nei reati di femminicidio. E gli immigrati, anche quelli regolari, anche quelli che sono arrivati qui da anni e anni e anni, anche quelli di seconda generazione nati in Italia, mi dispiace, non saranno mai italiani. Così come non è italiana Paola Egonu, pur essendo la colonna della nazionale italiana di pallavolo. E poi ancora, e forse da ultimo, ma potremmo continuare, la difesa esercitata dentro le mura di casa è sempre legittima. Se entra un ladro, anche se non ti ha minacciato, sparargli è cosa buona e giusta. E così via, così via, così via. È il nome di questi deliri, possiamo definirli così, che oggi Vannacci fonda il suo nuovo partito. Un partito che sarà e incarnerà una destra non moderata, perché nessun pugile vince con pugni moderati. Un partito che difenderà un paese sovrano, sicuro e libero. Un partito che vedrà al primo posto nella sua gerarchia l'Italia, poi la patria, poi lo Stato, poi le istituzioni e solo da ultimo il diritto. Un partito che non farà sconti all'attuale maggioranza di governo dalla quale si è staccato. Sarò interlocutore del centrodestra. dice Vannacci. Ora sarà interessante capire in che modo eserciterà questa interlocuzione. È chiaro che non potrà ambire a soffiare il posto di Salvini nella gerarchia della coalizione. Gli sondaggi attribuiscono a futuro nazionale tra il 2 e il 4%. Vedremo se avrà filo da tessere. Ma è altrettanto chiaro, nonostante tutto, che benché con percentuali ridotte, nell'attuale quadro politico italiano così polverizzato e ispirato da una logica palesemente proporzionalista, un partitino anche col 2% può fare danni enormi, può sabotare provvedimenti, può impedire che una maggioranza vada avanti può impedire che una coalizione vinca le elezioni e dunque la campana suona sia per Salvini che è stato il regista improvvido di questa assurda alleanza con Bannacci sia per Meloni che si ritrova dentro casa laddove per casa intendiamo le tre destre al governo un quarto incomodo particolarmente fastidioso Vedremo se Bannacci sarà in grado di esercitare questo ruolo da nuovo ghino di tacco della destra italiana. Per intanto, quello che si può dire di lui, riecheggiando il generale De Gaulle, è vast program. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
