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Per essere i migliori in acqua, ci vuole energia, concentrazione e recupero rapido. Se vuoi nuotare come i campioni, devi alimentarti al meglio. Le nostre nazionali di nuoto scelgono il nutrimento della frutta in guscio italiana. Noce, nocciola, pistacchio, mandorla, carruba, castagna. Frutta in guscio. Dentro c'è l'Italia.
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Campagna informativa e promozionale sulla frutta in guscio, promossa dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e realizzata da Ismea, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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Sotto l'albero, tra sorrisi, regali e cose nuove, incontri il suo sguardo e la sua coda che si muove. E che il tuo sia dolce, vivace o una piccola peste, da Monge. Buone feste. Monge, la famiglia italiana del pet food.
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One Podcast. Ultime notizie dal paese dei balocchi. La prestigiosa rivista internazionale Forbes ha pubblicato il nuovo elenco delle 70 persone più ricche del nostro paese. E la lista si è allungata di molto. In testa, ovviamente, c'è sempre Giovanni Ferrero, 61 anni, amministratore delegato del gruppo di famiglia, re della Nutella, dei Kinder e dei Dolciumi. È in cima al podio già da qualche tempo. e insieme a lui il fondatore del gruppo ION Andrea Pignataro e poi il creatore della criptovaluta Tether Giancarlo Devasini. Ma è nutrita la schiera dei paperoni italiani? ci sono i più bei nomi dell'imprenditoria e della moda del bel paese, che va dagli eredi del Vecchio agli eredi Armani, gli eredi Berlusconi e poi gli eredi Agnelli a partire da John Elkann e poi Prada, Dolcegabbana, Bulgari, Cucinelli, Beretta, De' Longhi, Caprotti, Diego della Valle, Caltagirone e così via, così via, così via. Il patrimonio accumulato di questi 79 super ricchi, raggiunge ormai 357,2 miliardi di dollari. Bella roba, siamo tutti felici. Le buone notizie dal paese dei balocchi finiscono qui, poi c'è il paese reale. E' un'altra Italia, quella reale, quella vera, che soffre e sopporta una stagione di sacrifici che sembrano non finire mai, anzi adesso addirittura riprendono. Basta vedere le norme contenute nella manovra economica che il Governo sta per far approvare dal Parlamento. Norme che colpiscono ancora una volta i più deboli, la gente che lavora, i pensionandi e i pensionati. Tutti coloro che stanno in fila per mesi se non addirittura per anni in attesa di una visita o di un certificato medico. Qualche giorno fa avevamo parlato, qui in questo podcast, dei nuovi dati scandalosi di cittadinanza attiva e delle liste d'attesa ormai insopportabili sul fronte della sanità pubblica, ormai ridotta come sagunto a una cittadella da espugnare. Ebbene, vi voglio raccontare una storia che arriva da questo paese reale. Una lettera che mi è arrivata da un cittadino comune, si chiama Michele Bertoni, vive a Milano. E proprio a proposito di quel podcast in cui si parlava della lungaggine insostenibile dell'attesa per chi ha bisogno di un attack, di una risonanza magnetica, di un intervento all'addome o anche semplicemente di una visita specialistica. racconta quello che succede a lui e mi dice testualmente voglio precisare quanto segue a proposito del suo podcast i tempi di attesa macroscopici sono virtuali e le spiego perché se lei si collega con il fascicolo sanitario regionale e chiede sulla base della ricetta del medico di base una visita oculistica o una di equaddome o altri esami specifici o visite specialistiche, nel 90% dei casi la risposta è non ci sono disponibilità. Se lei si reca direttamente presso una struttura pubblica o privata, le rispondono non ci hanno passato le agende. oppure le agende del prossimo mese sono già piene. A nulla, quindi, Giova avere una priorità nella ricetta. Quindi lei non solo non riesce a prenotare tra un anno ma non accettano neppure di metterla in lista d'attesa. Questa è la realtà, dice Michele, che poi racconta, io sono un paziente oncologico, da ottobre devo prenotare uno ecoaddome e al momento non sono ancora riuscito a fissare e neppure mi è stato detto quando potrò, anche fossero 6 o 12 mesi. Questa è la realtà. tanti auguri di buone feste ecco vedete di lettere come quelle di Michele io ne ricevo tante nella rubrica che tengo per il Benedì di Repubblica, di storie come quella di Michele, ne esistono tante, storie anonime di persone che tirano avanti la vita come possono, in un sistema di welfare che ormai sta cedendo la corda, senza che la politica, i governi, compreso l'ultimo, forse a partire dall'ultimo, se ne preoccupino. siamo sempre alle solite promesse tonitruanti grandi e verdivallate indicate da candidati che prima del voto offrono una scarpa dopo che li hai votati ti promettono di darti l'altra in realtà ti lasciano scalso nudo con i tuoi problemi di sempre e tutto questo succede appunto mentre nel paese dei balocchi Ci sono decine e decine di individui straricchi che continuano a diventare sempre più ricchi, talvolta, spesse volte, sulle spalle di chi lavora, a spese degli altri, in base o in virtù di una semplice rendita che si accumula nel tempo e fa i ricchi sempre più ricchi. Poi ci lamentiamo o ci stupiamo del fatto che una quantità crescente di italiani ha smesso di andare a votare. non si fida più né della sinistra né della destra, non si fida più di nessuno perché si sente esclusa e dunque la democrazia va in crisi, perché la democrazia a queste persone non serve semplicemente, è un problema enorme che non riguarda solo l'Italia, riguarda tanti altri paesi d'Europa, l'Occidente in crisi che appunto costretto per ragioni economiche e geostrategiche a ritirarsi dall'unica vera grande conquista che aveva saputo offrire al mondo, cioè lo Stato sociale costruito nel 900. Ma questa è l'Italia reale per Quella che la politica finge di non vedere. Abbiamo di fronte a noi un anno pre-elettorale. Nel 2027 si tornerà a votare per scegliere se continuare a farci governare dalle destre ora al comando oppure se avventurarci sulla terra incognita del cosiddetto campo largo, le opposizioni di sinistra. In questo anno elettorale sentiremo ancora tante, tante promesse. Michele forse continuerà ad aspettare per ottenere quella visita all'Equadome e quegli esami diagnostici che servono a lui malato oncologico come a tanti, tanti, tanti altri come lui. E aspetteranno ancora. Che cosa non è ben chiaro? Anche se la vecchia legge di Bogart diceva non contraddire mai un politico. Prima o poi lo farà da solo.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Sotto l'albero, tra sorrisi, regali e cose nuove, incontri il suo sguardo e la sua coda che si muove. E che il tuo sia dolce e vivace o una piccola peste, da Monge. Buone feste. Monge, la famiglia italiana del pet food.
Episode: I politici ciechi, i ricchi e Michele che aspetta l’ecografia
Host: Massimo Giannini
Date: 19 dicembre 2025
Podcast: OnePodcast
In questa puntata, Massimo Giannini offre il suo commento tagliente sull’attuale realtà italiana, mettendo a confronto la crescente ricchezza dell’élite descritta da Forbes con la vita quotidiana fatta di sacrifici e disillusione della “Italia reale”. Al centro, la storia di Michele, un paziente oncologico simbolo delle difficoltà insormontabili di accesso al sistema sanitario pubblico. Giannini denuncia la paralisi della politica, incapace di leggere il paese e di affrontare le crisi del welfare, e riflette sul crescente distacco dei cittadini dalle urne.
[00:45 – 02:10]
Nota memorabile:
“Le buone notizie dal paese dei balocchi finiscono qui, poi c’è il paese reale.”
— Massimo Giannini, [01:40]
[02:11 – 03:40]
[03:41 – 06:10]
Citazione significativa:
“Io sono un paziente oncologico, da ottobre devo prenotare uno ecoaddome e al momento non sono ancora riuscito a fissare e neppure mi è stato detto quando potrò, anche fossero 6 o 12 mesi. Questa è la realtà.”
— Michele Bertoni (letto da M. Giannini), [05:05]
[06:11 – 07:05]
Citazione incisiva:
“Poi ci lamentiamo o ci stupiamo del fatto che una quantità crescente di italiani ha smesso di andare a votare… la democrazia a queste persone non serve semplicemente, è un problema enorme.”
— Massimo Giannini, [06:45]
[07:06 – 08:09]
“Nel paese dei balocchi ci sono decine e decine di individui straricchi che continuano a diventare sempre più ricchi, talvolta, spesse volte, sulle spalle di chi lavora…”
[06:15]
“Non si fida più né della sinistra né della destra, non si fida più di nessuno perché si sente esclusa e dunque la democrazia va in crisi…”
[06:50]
“Le agende del prossimo mese sono già piene. A nulla, quindi, giova avere una priorità nella ricetta. Quindi lei non solo non riesce a prenotare tra un anno ma non accettano neppure di metterla in lista d’attesa.”
(Lettera letta da Giannini, [05:00])
L’episodio offre un affresco amaro ma lucido dell’Italia di oggi: un paese dominato da disuguaglianze crescenti e da un sistema sociale in affanno, abbandonato da una politica sempre più lontana dalle esigenze concrete delle persone. La storia di Michele, paziente “invisibile” per la burocrazia, diventa emblema di un’urgenza collettiva e di un disagio che rischia di far crollare la fiducia nel sistema democratico.
Giannini invita a non lasciarsi abbindolare dalle promesse che tornano puntuali ad ogni stagione elettorale.