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Di ING per la tua partita IVA.
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Messaggio pubblicitario con finalità promozionale, documentazione informativa nei punti fisici.
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Abbiamo appena celebrato in pompa magna, come era giusto e come è giusto che sia, la giornata della memoria. Abbiamo appena ricordato l'orrore dell'olocausto, della dittatura nazifascista e della mostruosità delle leggi razziali del 1938 nel nostro paese. è accaduto solo pochi giorni fa ma ce ne siamo già dimenticati. Gogne mediatiche e politiche, liste di proscrizione di vario genere fanno ormai parte del nostro quotidiano. Tendiamo a considerarle normali ma non dovremmo mai dimenticare che l'orrore delle dittature è cominciato così, con cose semplici, banali che mettevano e tendevano a distinguere cittadini di serie A da cittadini di serie B, secondo il colore della pelle, la razza, la religione, l'ideologia politica. E allora, di fronte a tutto questo, perché non facciamo sentire forte e chiara la nostra indignazione collettiva? Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
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Il gruppo di azione studentesca legato a gioventù nazionale costola di Fratelli d'Italia ha diffuso volantini davanti a diverse scuole con un QR code che indirizza a un sondaggio da compilare. In questo viene esplicitamente chiesto agli studenti di segnalare i professori di sinistra nella propria scuola. E' successo a Cuneo, ad Alba, a Palermo e adesso anche a Pordenone. Attraverso questo forum i docenti colpevoli di essere appunto di sinistra vengono trattati come moderni hostess pubblici con l'obiettivo di stilare un report nazionale, come dice il volantino, che nel solco della metafora storica possiamo definire come una moderna lista di proscrizione. Non un'indagine imparziale sulla politicizzazione degli insegnanti considerando che viene esplicitamente chiesto se essi sono di sinistra. Probabilmente fa più paura l'antifascismo insegnato piuttosto del fascismo mai davvero disimparato. E allora vorrei rendere più facile il lavoro ai signori di azione studentesca. Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere di liceo e sono di sinistra. Schedatemi pure. L'unico mezzo che abbiamo per opporci a questa preoccupante deriva autoritaria è la resistenza e uno dei modi per farla è mettere il proprio pensiero, la propria faccia, il proprio corpo a servizio del dissenso come pratica civile e della memoria storica come argine contro ogni tentazione di disciplinamento ideologico. Un altro modo è quello di condividere questo video.
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Un audio-video virale, quello che avete appena ascoltato. Lo ha diffuso sui suoi social un docente veneziano di 35 anni, Giorgio Peloso Zantaforni. Insegna al liceo Montale di San Donà di Piave e tre giorni fa ha diffuso questo prezioso documento, lo possiamo considerare così, in cui ha dato notizia di un fatto piuttosto stupefacente. cioè i militanti di azione studentesca, che è l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia, hanno diffuso in diverse scuole del Nord per ora, almeno così risulta, ma probabilmente anche del resto d'Italia, un curioso questionario in cui una delle domande alle quali rispondere da parte degli studenti. Ovviamente era la seguente. Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti. Bene, questa iniziativa giustamente ha sollevato lo stupore prima di tutto, ma poi anche la giusta indignazione da parte di Peloso Zantaformi. che l'ha resa nota, pubblica, attraverso questo audio-video di cui vi ho appena fatto ascoltare l'integrale, nel quale racconta il fatto, spiega quali sono i pericoli di un'iniziativa di questa natura e alla fine si autodenuncia e dice se questo è il problema io sono di sinistra, schedatemi pure. Chiaro, semplice, lineare, tuttavia un'iniziativa che ha innescato l'inevitabile putiferio politico, prima digitale visto che il video è stato moltiplicato, decuplicato in migliaia e migliaia di visualizzazioni, con migliaia e migliaia di commenti, quasi tutti positivi a onore del vero, pochi insulti e poca odiocrazia, come sempre succede sul web, ma soprattutto molte reazioni politiche, naturalmente. Questo video ci fa riflettere ed è una lezione importante su tre versanti diversi. Il primo versante è la destra. Infatti c'è una destra politica, quella di base, e sono questi studenti che sentono questa necessità, questa urgenza, e cioè appunto di schedare i propri professori, di tracciare un elenco di quelli che dal loro punto di vista possono essere più pericolosi. Perché? Perché eversivi, dicono nel questionario, descrivi uno dei casi più eclatanti. Cosa può essere eclatante nell'atteggiamento di un professore? Naturalmente la destra politica si schiera a fianco di questi ragazzi e andiamo da due estremi, chi parla troppo e chi non parla per niente. Chi parla troppo è per esempio Giovanni Donzelli, capo dell'Organizzazione di Fratelli d'Italia, che a questa iniziativa, fortemente criticata dall'opposizione, risponde a testa bassa, accusando il Partito Democratico che contesta questa iniziativa e chieda che sia subito fermata il tentativo vergognoso di zittire dei ragazzini di 15 anni con la balla della lista di proscrizione. Questa, da parte della sinistra, è pedofilia politica. Pensate un po'. Questa è la categoria estrema, possiamo dirlo, alla quale ricorre il capo dell'organizzazione del partito della Presidente del Consiglio. Sul fronte diverso, sempre a destra, c'è poi chi invece non parla proprio, tra questi il ministro competente come si suol dire, cioè quel Giuseppe Valditara che in questi tre anni e mezzo ci ha regalato perle di qualunque tipo, lì compresa l'ultima, quella circolare diffusa alla vigilia del 27 gennaio, la giornata della memoria, nella quale si invitano tutte le scuole a celebrarla senza mai nominare la parola fascismo, responsabile insieme al nazismo, sia della Shoah, sia delle leggi razziali. Anche in questa circostanza Valditara non fa sapere come la pensa di questa iniziativa dei giovani di Fratelli d'Italia. E la stessa cosa, ma guarda un po', manco a dirlo, fa la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non pervenuta. Ovunque c'è un problema, non ce la trovi mai. Come Maccavity, il gatto dei gialli di Thomas Stern Elliot. Ma questa vicenda è una lezione anche a sinistra. Lo è perché ci fa riflettere su partiti dell'opposizione che queste cose dovrebbero intercettarle per prime e non solo cavalcarle nel momento in cui i casi esplodono. Invece non le vedono, non le capiscono, non sono in grado di rappresentarle all'opinione pubblica e con la forza necessaria. Deve farlo un onesto, giovane professorino della bassa veneziana, il che è lodevolissimo da parte sua, gli andrebbe fatto un monumento. Forse questa è l'attività fondamentale di partiti che dovrebbero fare l'opposizione al governo e che stessero nella società, che fossero presenti in tutti i luoghi nei quali la società vive. La scuola è il luogo principale, possiamo dirlo. E ha ragione Yolardone, che sulla stampa ragiona sul tema spiegandoci come questo volantino ignori la libertà di insegnare. Scrive Yolardone, senza cedere in allarmismo possiamo dire di trovarci di fronte a un tentativo di schedare i docenti di sinistra, che farebbero propaganda in classe delle loro idee sobversive e comunarde per poi riferire a chi di dovere, in modo che magari i pericolosi arruffa popolo siano raggiunti da un provvedimento disciplinare a firma del Ministero. Secondo Viola Ardone, grande scrittrice italiana, l'iniziativa presenta evidentemente diversi risvolti anticostituzionali e si palesa come un tentativo di intimidire i docenti, costringendoli ad autocensurarsi O a non affrontare temi spegnosi, che è la cosa peggiore e più pericolosa, se vogliamo, come quelli legati all'attualità più stretta, appunto, il giorno della memoria, all'affettività, magari all'ambiente. Oppure a dover pesare le parole quando i temi trattati riguardano il fascismo, l'antifascismo, il 25 aprile, la resistenza, ecco, come insegna quella circolare del Ministero dell'Istruzione e del Merito di cui parlavo prima. Ecco, su questo versante sono più attivi i professori e gli intellettuali che non la sinistra politica. Certo, oggi Helly Schlein e insieme a lei l'intero gruppo dirigente del PD accusa i giovani di Fratelli d'Italia e soprattutto il governo che non prende iniziative. Ma appunto è un giocare di rimessa. Dopodiché l'ultima lezione riguarda tutti noi. Queste, esattamente queste, sono le vicende che dovrebbero smuovere la coscienza dei cittadini. che dovrebbero far agire l'opinione pubblica per ribellarsi. La scuola è il luogo delle libertà fondamentali. La scuola è il luogo dove si insegna la Costituzione, di fronte alla quale è ridicolo schedare le persone sulla base del fatto che siano di destra e di sinistra. Come si fa a stabilire cosa è di destra e cosa è di sinistra? Anche questo lo sottolinea più volte Viola Ardone. Dante è di destra? Lo disse San Giuliano. Oppure è di sinistra? Pirandello, Ungheretti, D'Annunzio sono di destra? Oppure sono di sinistra? E chi li insegna, chi prova a spiegare cos'è Manzoni e cosa sono tutti gli intellettuali, gli scrittori del secondo novecento può essere tacciato di essere di sinistra? Insomma, ci sono valori fondamentali che riguardano la libertà e l'uguaglianza. che riguardano la laicità dello Stato, che riguardano i diritti fondamentali di ciascuno di noi, sui quali non si può fare distinzione. L'unica cosa che conta è la Costituzione. E allora, se questi sono i valori nei quali dobbiamo credere, a costo di farci schedare, e allora schedateci tutti. Circo Massimo, lo spettacolo della politica.
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È un podcast di Massimo Giannini.
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Una produzione. One Podcast.
Episode: I prof schedati e la deriva illiberale sui banchi di scuola
Host: Massimo Giannini
Date: January 29, 2026
In questo episodio, Massimo Giannini commenta la recente iniziativa di Azione Studentesca (legata a Fratelli d’Italia), che ha diffuso questionari nelle scuole italiane per “segnalare i professori di sinistra”. Il racconto prende spunto dall’azione pubblica del docente Giorgio Peloso Zantaforni e si allarga riflettendo sul clima politico attuale, sui rischi di una deriva autoritaria e sulle responsabilità – e le carenze – della politica, della scuola e della società civile. Giannini invita a riflettere sul valore della libertà d’insegnamento e sulla necessità di una mobilitazione collettiva contro ogni tentativo di schedatura ideologica.
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Giannini affronta il tema con tono diretto e appassionato, alternando ironia amara (“la Presidente del Consiglio... come Maccavity, il gatto dei gialli”) a passaggi di forte indignazione civile. Il suo racconto è ragionato ma incisivo, con un richiamo continuo al valore della memoria storica, della resistenza e della mobilitazione collettiva.
Per chi non ha ascoltato l’episodio:
Questo episodio offre una cornice lucida e articolata sugli sviluppi recenti intorno alla libertà d’insegnamento in Italia, i rischi delle logiche di schedatura politica nelle scuole, e il clima politico attuale. Un’analisi critica che unisce memoria, attualità e un chiaro invito alla difesa dei valori costituzionali.