
Loading summary
A
E ora, amici, una hit amata sia dai commercialisti che dalle partite IVA. Ma guarda che ci tocca sentire. Un sound che piace a tutti e tutti. I buoni pasto Ticket Restaurant Ed on Red, deducibili per aziende e partite IVA. Facile da attivare e i più utilizzati e accettati in tutta Italia, tra bar, ristoranti, supermercati e anche discount.
B
E se per assurdo uno volesse saperne di più?
A
Può andare su ticketrestaurant.it oppure chiamandolo 800-600-100.
B
Eleanor Roosevelt è stata forse la first lady americana più famosa nella storia degli Stati Uniti. Era la moglie di Franklin Delano Roosevelt, il Presidente degli Stati Uniti, che tra il 1933 e il 1945 fece uscire il mondo dalla guerra e poi lanciò il New Deal. Sua moglie, Eleanor per l'appunto, ebbe un ruolo importante nel processo di creazione delle Nazioni Unite e poi presiedette la commissione che delineò e approvò la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. A Eleanor Roosevelt si deve una frase importante e significativa che oggi torna clamorosamente d'attualità. Sosteneva la First Lady che per fare la pace non basta parlare, bisogna lavorarci sopra. È passato quasi un secolo da quando Eleanor Roosevelt e suo marito tenevano banco nella politica americana e mondiale. E un loro lontano epigono, Donald Trump, ha preso Eleanor Roosevelt in parola. Si è messo a lavorare alla pace, ma lo ha fatto e lo fa per fare un sacco di soldi. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini. E no, non gli bastava YMCA, The Village People, ormai il vero e proprio inno dell'America maga. Adesso Donald Trump lancia anche la canzone Gloria, il successo del 1979 di Umberto Tozzi, rideclinato nella versione Yankee di Laura Branigan, come colonna sonora. del nascente Board of Peace che ieri a Washington ha mosso i primi passi. La prima riunione si è tenuta allo United States Institute of Peace della capitale americana, rinominato di recente per intitolarlo proprio al Tycoon di Mar-a-Lago. Erano presenti una ventina di paesi, quelli che hanno deciso di aderire subito e dunque abbiamo detto Lì ci sono le peggiori autocrazie del pianeta. Prima o poi entreranno anche quelli che la guerra l'hanno lanciata, e dunque i guerrafondali nel Comitato per la Pace, che già fa sorridere o piangere a seconda dei punti di vista, e dunque la Russia di Putin e dunque Israele di Netanyahu. Ma per intanto lì erano presenti tutte le peggiori autocrazie del pianeta, dalla Turchia di Erdogan alle petromonarchie del Golfo. fino ad arrivare alle forze sovraniste europee che stanno di fatto destrutturando l'Unione, a partire dall'Ungheria di Orman fino ad arrivare alla Slovacchia e così via tutti gli altri, assenti ovviamente le vere e proprie democrazie europee, i paesi fondatori dell'Unione, la Francia, la Germania, la Spagna, poi anche la Gran Bretagna, perché Starmer, pur essendo ovviamente il principale partner degli Stati Uniti d'America, ha deciso di recidere il cordone ombelicale che legava la perfida Albione, come la chiamava il duce del fascismo, agli Stati Uniti d'America. L'unico paese europeo che ha accettato di esserci in veste di osservatore, come sappiamo, è stata l'Italia di Giorgia Meloni, che a Washington, alla prima riunione del board, ci ha mandato il suo ministro degli esteri. A fare cosa? a guardare i convitati che cominciano a sedersi al tavolo, appunto sulle note di gloria. Ma è vera gloria quella di un Board of Peace che si riunirà soltanto per fare affari, per ricostruire tra le macerie di Gaza e cioè tra le rovine di quello che un tempo è stato il luogo dove vivevano i palestinesi, impastate dei cadaveri ancora non dissotterrati, dei civili sterminati dall'esercito di Netanyahu ecco per ricostruire tra quelle macerie la nuova Miami Mediorientale e cioè grattacieli, casino, spiagge, statue dello stesso Trump come ci aveva mostrato un video rivelatore di qualche mese fa che lo stesso Trump aveva fatto produrre dall'intelligenza artificiale, insieme a Elon Musk, nella fase in cui erano ancora amici e alleati. Si chiamava Gaza River. E quella sarà. Nel board si entrerà, per decisione esclusiva e insindacabile, dello stesso Trump. Lui decide chi sta dentro e chi sta fuori. Chi vuole star dentro, versa una fish da un miliardo di dollari. E adesso gli Stati Uniti, ha annunciato lo stesso Trump, verseranno 10 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza. Altri paesi ne verseranno 5. Altri ancora hanno già annunciato che parteciperanno in altro modo. Si capirà poi quale sarà questo modo. C'è persino la FIFA di quel pagliaccio di infantino che era presente anche lì a Washington. che ha annunciato che raccoglierà 75 milioni per costruire infrastrutture sportive, bontà sua. Campi di cricket, di baseball o di football americano, nel luogo in cui sono stati distrutti anche gli ospedali. Questo è Gaza River. E allora è vera gloria questo Board of Peace che si preannuncia come il vero e unico sostituto delle Nazioni Unite, cioè di quel palazzo di vetro polveroso e ormai inutile, come pensa che sia lo stesso Trump affacciato sulla baia di New York? È vera gloria una pace di questo tipo? che lo stesso Donald Trump non concepisce come processo, faticoso, al quale bisogna dedicarcisi con passione nel tentativo di mettere d'accordo in modo durevole e credibile le parti in conflitto. non chiedendo a chi sta patendo la distruzione e la morte di soccombere alle ragioni del più forte, perché questo è quello che si chiede ai palestinesi sulla testa dei quali si vuole costruire la nuova striscia e questo si chiede agli ucraini. tuttora devastati dai droni dell'uomo del cremlino ai quali si chiede soltanto di arrendersi allo strapotere del nuovo zar. Ma soprattutto è vera pace quella di chi concepisce la prima riunione del board come un evento pop, perché questo ha fatto il tycoon. Prima annunciando di aver ricevuto una notizia dalla Norvegia che dice di aver accettato di ospitare un evento che riunisce questo comitato di pace e allora dice Trump quando ho visto questa nota ho pensato che avrebbero detto che mi assegnavano il Nobel e dunque ritorna questa ossessione del premio che chissà perché non gli è stato concesso ancora. E poi, giù, imitando, in maniera persino più volgare, il suo vero maestro, e cioè Silvio Berlusconi, il tycoon ha fatto il suo show, tra canzonette e battutacce. Prima si vanta di aver messo le mani addosso a sua moglie in ascensore, precisando su una certa parte del corpo. Poi si rivolge al presidente del Paraguay, Santiago Peña, definendolo giovane e bello. Ma questo, precisa, non vuol dire che mi devi piacere. A me non piacciono gli uomini giovani e belli. mi piacciono le donne. Ecco, questa è stata la prima riunione del Board of Peace, con Donald Trump, il sessuomane, e Antonio Tagliani a fare il guardone. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Podcast Summary: Circo Massimo - Lo spettacolo della politica
Episode: Il Board of Peace, il sessuomane Trump e il guardone Tajani
Date: February 20, 2026
Host: Massimo Giannini
In this episode, Massimo Giannini offers his critical and satirical take on the latest political spectacle: the inauguration of Donald Trump’s self-styled "Board of Peace" in Washington. The episode picks apart the event's underlying motives, the spectacle surrounding it, questionable participants, and the unsettling ambitions behind the project—especially as it pertains to the reconstruction of Gaza. Along the way, Giannini lampoons Trump's showman antics and highlights Italy's ambiguous role on the international stage, with Foreign Minister Antonio Tajani as a mere observer.
Giannini is caustic, witty, and unflinching in his critique. The language is often hyperbolic and laced with irony, fitting the podcast's regular style of turning politics into a biting stage show. The episode deftly weaves serious geopolitical critique with entertainment, pressing listeners to question the real purpose and morality of today’s international "spectacles," especially when led by figures like Trump.