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C'è stato un tempo più o meno felice nel quale anche nel nostro paese il territorio aveva una valenza fondamentale. È stato sul finire degli anni Ottanta e poi degli anni Novanta, prima con l'avvento della Lega Nord, la prima Lega di Miglio e di Bossi, la scoperta appunto del territorio. Poi nei primi anni 90 nacque il Partito dei Sindaci, la leva fondamentale dei primi cittadini eletti in tante città che smosse una politica addormentata e in qualche caso anche corrotta, e fu un grande evento di rinnovamento, sia dal punto di vista dei valori, dei principi, sia dal punto di vista delle classi dirigenti. Vi ricordate che so Massimo Cacciari a Venezia, Francesco Rutelli a Roma, persino Antonio Bassolino a Napoli e così via, tutti gli altri che appunto rappresentarono un'avanguardia della politica, che la vecchia nomenclatura guardava con una certa preoccupazione, tant'è che Massimo D'Alema li definì il partito dei cacicchi e Giuliano Amato invece il partito delle cento pentole. Oggi i comuni sono un'altra cosa, al votare ci va sempre meno gente, ma quel bisogno di tessuto sociale che unisce c'è più che mai. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini. Quello che avete appena sentito, questo scrosciare in interrotto di applausi che è durato molto di più di quello che vi ho fatto ascoltare, è l'immensa platea dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che ieri si è riunita per la sua 42esima assemblea e ha accolto con questa standing ovation l'arrivo del Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella ha parlato di fronte ai sindaci di tutta Italia, ma ha parlato di fronte al paese e ancora una volta da lui abbiamo ascoltato quello che vorremmo sentir dire da tutte le classi dirigenti d'Italia. Sergio Mattarella ha rilanciato l'idea dei comuni come tessuto connettivo del paese, l'idea del territorio come luogo del rammendo sociale, economico e anche istituzionale. Ha detto il capo dello Stato accorciare le distanze e includere è tema che nelle sue declinazioni territoriali e nelle sue articolazioni si impone oggi come una priorità. Una società con una struttura demografica come la nostra non può permettersi di trascurare risorse. poi ha evidenziato in che modo appunto i comuni e i sindaci per la loro parte possono esercitare questo fondamentale lavoro di ricocitura. Gli spazi che producono esclusione sociale, i luoghi del degrado e dell'illegalità, l'abbandono di aree dismesse, la desertificazione e rinaturalizzazione di aree un tempo abitate e presidiate. Questa è la sfida che i sindaci hanno di fronte, che il paese tutto ha di fronte. dice Mattarella siamo davanti a forme inedite di disagio e a nuove povertà e anche a domande più esigenti che non possiamo trascurare o mettere tra parentesi. Queste parole scandite proprio nel momento in cui deflagra purtroppo la banale e come al solito rissosa polemica politica intorno alla manovra del governo fanno riflettere. tra una Giorgia Meloni e un ministro Giorgetti che ribadiscono di aver introdotto misure che servono a tutelare il ceto medio e invece istituzioni come l'Istat, come la Banca d'Italia, come l'ufficio parlamentare di bilancio che sottolineano come la stragrande maggioranza delle risorse varate dalla legge di stabilità vada a beneficio soprattutto delle famiglie più abbienti. e a rimarcare quanto siano esigenti le domande che arrivano da fasce di popolazione più svantaggiata e quanto sia diffuso quel disagio e quelle nuove povertà di cui ha parlato il Capo dello Stato arrivano nuovi dati della stessa Istat che ci ha informato proprio ieri. di un fatto drammatico che conosciamo ma che ogni mese si acuisce. Mentre i salari reali restano sotto i livelli del 2021, negli ultimi quattro anni i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%. è un incremento, pensate, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello che è stato evidenziato nello stesso periodo dall'Indice Generale dei Prezzi al Consumo, che è fisso al 17,3%. Ciò vuol dire che i beni alimentari, il cosiddetto carrello della spesa, è lievitato di quasi 10 punti in più del tasso di inflazione. E i beni alimentari sono la fonte principale del rincaro. Cibi, bevande, tabacchi. Pensate che il solo cibo rappresenta in media il 16,6% della spesa degli italiani. E il costo del carrello della spesa, sottolinea Listat, ha un impatto rilevante sul potere d'acquisto delle famiglie, soprattutto, e queste sono frasi testuali dell'Istituto di Statistica, quelle a più basso reddito, in considerazione della maggiore quota dei beni alimentari rispetto al totale dei consumi. Questo imbarba a chi sostiene, a Palazzo Chigi e dintorni, che la manovra risolve il problema del fiscal drag e dei bassi salari, tutelando appunto le famiglie più svantaggiate. E qui torniamo ancora una volta a Mattarella, che ha aggiunto, proprio riflettendo su queste disuguaglianze, quanto sia importante il motore dei comuni chiamato a mettere in circolo energia sociale, economica, culturale. Sin dal 900, nelle amministrazioni comunali, dice il capo dello Stato, si sono spesso sperimentate buone pratiche, divenute poi paradigma nazionale. La loro autonomia ha rilievo costituzionale e non per generosa definizione, ma perché i comuni costituiscono una realtà originaria, valorizzarne le funzioni, rafforzarne la solidità, contribuire a migliorare le loro capacità nei servizi ai cittadini. significa investire sul futuro e poi il capo dello Stato si rivolge in maniera indiretta ma inequivoca al governo del paese quando dice mi auguro che il confronto con l'esecutivo assicurato dalla stessa Presidente del Consiglio sulle risorse a disposizione dei comuni, sui fondi da destinare a interventi prioritari, sul peso che tuttora esercitano nei bilanci i tagli degli anni precedenti alla spesa corrente prosegua con spirito costruttivo e di corresponsabilità. Possiamo dirlo? Fino ad oggi questo non è affatto avvenuto e riguarda tanto i comuni quanto le regioni. Lo sappiamo, i tagli agli enti locali negli ultimi anni sono stati feroci e questo governo sotto questo profilo non ha cambiato la realtà dei fatti. Cosiccome non l'ha cambiata e non la sta cambiando dal punto di vista della gestione dei preziosi fondi del PNRR. E anche su questo arriva un richiamo da Mattarella. Il piano europeo di rilancio è diventato un acceleratore delle professionalità e delle competenze dei comuni italiani. Conclude il capo dello Stato su questo punto sarebbe un dannoso impoverimento di risorse. Non utilizzarle al meglio. E purtroppo anche qui bisogna dire che questo mancato o pessimo utilizzo delle risorse del PNRR è già sotto i nostri occhi. A un anno dalla scadenza, dall'incasso e dall'utilizzo dei fondi europei, l'Italia è in un ritardo drammatico. pur avendo avuto lo stesso PNRR un impatto pari all'1,7% sull'aumento del prodotto interno lordo che ora lo stesso Istat fotografa a quota zero. Ciò significa che se non ci fossero stati per quanto male utilizzati i fondi del PNRR l'Italia sarebbe in recessione già da due anni. Per questo i comuni sono importanti perché anche dal punto di vista del raccordo tra cittadini e istituzioni potrebbero rappresentare l'antidoto contro un astenzionismo che cresce di elezione in elezione. Dice Mattarella, i comuni costituiscono la prima linea della nostra democrazia e i cittadini vi si riconoscono. L'essere termometro della partecipazione civica e dunque della fiducia nelle istituzioni della Repubblica sollecita assicurare che essi siano specchio della volontà popolare, tanto più in un momento di preoccupante flessione dell'esercizio del voto. Ecco, se pensiamo a come stanno andando le elezioni regionali, in Toscana hanno votato 4 cittadini su 10. E in prospettiva, in vista delle prossime tornate elettorali, in Veneto, in Puglia e in Campania, questi appelli del Capo dello Stato sono preziosi. E conclude proprio su questo che chiama in causa la nostra democrazia. Il Presidente della Repubblica vorrei ripetere di fronte a voi che non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità. Questa carenza non potrebbe in alcun modo essere colmata da meccanismi tecnici che potrebbero in qualche caso aggravarla. La rappresentatività è un'altra cosa. La riduzione dell'affluenza alle urne è una sfida per chi crede nel valore della partecipazione democratica dei cittadini. Ecco, è importante questo riferimento dell'uomo del colle a proposito del problema della rappresentanza. dell'astensionismo e del lavoro tecnico sulla legge elettorale. Fa benissimo, Mattarella, ricordare che qualunque intervento che serva a cambiare i meccanismi di voto, per quanto sia fatto bene e negli ultimi anni è stato fatto malissimo da tutti i governi e da tutte le maggioranze, non supplirà mai alla scarsa affluenza alle urne da parte dei cittadini. L'unico modo per far riaffezionare gli italiani al voto e dunque alla democrazia è quello di fornirgli una buona democrazia, di offrirgli una buona politica. E chissà, da questo punto di vista, se anche questa volta, anche queste parole, anche questo appello del Capo dello Stato verrà raccolto da un ceto politico distratto, disattento, distonico. Speriamo che lo ascolchino stavolta, sia Giorgia Meloni, sia Ellis Line e tutta l'opposizione. Ma purtroppo, come sappiamo, lo so, è un proverbio corrivo, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Episode: Il carovita, il disagio sociale e la forza serena di Mattarella
Host: Massimo Giannini
Date: November 13, 2025
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sul ruolo fondamentale delle amministrazioni locali in un’Italia attraversata da caro vita, nuove povertà e crescente disagio sociale. Prendendo spunto dal recente intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’assemblea dell’ANCI, l’episodio analizza le priorità della politica nazionale sulle spalle dei sindaci e i mali che affliggono la democrazia italiana: crescita della disuguaglianza, astensionismo e una classe dirigente spesso sorda ai richiami istituzionali.
Citazione (Massimo Giannini, 00:54):
"Oggi i comuni sono un'altra cosa, al votare ci va sempre meno gente, ma quel bisogno di tessuto sociale che unisce c'è più che mai."
Citazione (Sergio Mattarella, riportata da Giannini, 02:13):
"Accorciare le distanze e includere è tema che nelle sue declinazioni territoriali si impone oggi come una priorità. Una società con una struttura demografica come la nostra non può permettersi di trascurare risorse."
Citazione (ISTAT, riportata da Giannini, 05:35):
"Il costo del carrello della spesa ha un impatto rilevante sul potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto quelle a più basso reddito, in considerazione della maggiore quota dei beni alimentari rispetto al totale dei consumi."
Citazione (Sergio Mattarella, riportata da Giannini, 10:30):
"Valorizzarne le funzioni, rafforzarne la solidità, contribuire a migliorare le loro capacità nei servizi ai cittadini significa investire sul futuro."
Citazione (Sergio Mattarella, riportata da Giannini, 12:15):
"Mi auguro che il confronto con l’esecutivo [...] prosegua con spirito costruttivo e di corresponsabilità."
Citazione (Sergio Mattarella, riportata da Giannini, 15:30):
"Non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità. La riduzione dell’affluenza alle urne è una sfida per chi crede nel valore della partecipazione democratica."
Citazione (Massimo Giannini, 18:40):
"Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire."
Una puntata intensa che intreccia il discorso elevato del Presidente della Repubblica con la realtà materiale delle nuove povertà e l’incapacità della politica di farvi fronte. Giannini chiama a una rinnovata attenzione verso i territori, i bisogni delle persone e il ruolo imprescindibile della buona politica e della partecipazione civica per difendere la democrazia italiana.