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A
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro, inclusione e diritti. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
B
Piero Gobetti, il grande storico e politico liberale, ucciso dagli squadristi neri del fascismo, coniò una formula all'epoca che è rimasta nella storia di questo paese, il fascismo come autobiografia della nazione. Bene, è passato un secolo e più da allora e oggi lo possiamo dire con assoluta certezza, anche il berlusconismo è l'autobiografia della nazione. Tutto quello che il Cavaliere ha fatto nella stagione in cui ha governato questo Paese o è stato all'opposizione di questo Paese ha lasciato un segno profondo. nelle vite e nell'immaginario collettivo di tutti noi, ma anche nelle questioni giudiziarie. I personaggi che hanno popolato il suo teatrino ipnotico e che ogni volta rispuntano fuori come i funghi, a testimoniare che quel tempo e quella stagione forse non è finita e non finirà mai. Pensavo a tutto questo di fronte alla vergognosa e scandalosa vicenda della grazia a Nicole Minetti, una delle sacerdotesse delle famose cene eleganti di Silvio Berlusconi. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini. E dunque sì, proprio come ai tempi del Cavaliere, ormai questa destra sgangherata, questo governo meloniano che sopravvive a se stesso, ogni giorno ce ne regala una. Adesso esplode il caso, come dicevo, della grazia da Nicole Minetti. Sì, proprio lei ve la ricordate, è stata una delle protagoniste assolute dell'ultima fase scandalistica delle notti avventurose di Berlusconi tra Palazzo Grazioli e Villa Certosa in Sardegna. Era lei, Nicol Minetti, l'igienista dentale che prevalentemente vestita da suora in quelle famose cene eleganti, ufficiava il rito. Portava le ragazze a Silvio, le selezionava, le sceglieva e poi le preparava per le notti avventurose con il cavaliere sul lettone di Putin. E lei è Nicole Minetti che in una notte scellerata, ormai stiamo parlando davvero di molti anni fa, e infatti il 27 maggio del 2010, si precipita in questura perché è stata fermata a Milano Karima El Maroug. Una delle ragazze che la stessa Minetti selezionava per le nottate con Silvio ha rubato dei soldi a una sua amica e quindi è in questura per questo. La vogliono trattenere ma arriva la telefonata di Berlusconi che da Parigi chiama e dice quella non è una qualsiasi, quella è la nipote di Mubarak, il presidente egiziano e così viene immediatamente spedita in missione speciale e segreta a Nicole Minetti che va in questura per esfiltrare la nipote di Mubarak. Ci riuscirà, dopo diverse ore di trattativa, alle due di notte, la porta via dalla questura, dopo che il cavaliere è riuscito finalmente a convincere il questore di Milano a rilasciarla, e la concede, la regala, l'affida a Michel Conceisao, una prostituta, un'altra di quelle del giro storico del bonga-bonga. Ecco, questo tanto per inquadrare chi è il personaggio. Per tutte queste vicende, e per altre lei era anche consigliera regionale, in virtù certo non delle sue doti politiche, i Colminetti viene condannata in totale a 3 anni e 11 mesi di reclusione per induzione alla prostituzione e per peculato. Il processo va avanti, viene appunto ribadita la condanna, ma lei non la sconterà mai. Perché, per la banalissima ragione che, a un certo punto, non si sa perché, ben quindici anni dopo, anzi sedici anni dopo quella notte famosa inquestura, di Colminetti viene graziata. È infatti il 18 febbraio scorso e il Presidente della Repubblica Mattarella, a sorpresa, le concede la grazia e quindi lei non sconterà più la sua pena che viene cancellata e quella grazia le viene concessa perché la stessa Minetti sulla base della ricostruzione dell'istruttoria fatta dal ministero della giustizia di Carlo Norghio confermata dalla procura generale di Milano con un parere pro veritate ha cambiato vita dopo i reati la sua condotta è stata esemplare regolare e ha svolto tante attività meritorie. una delle quali la più importante è quella che le vale la grazia per l'appunto ha adottato un bambino affetto da una gravissima malattia e se dovesse scontare la pena non si potrebbe dedicare a quella povera creatura per questo viene appunto graziata ma già un minuto dopo in cui la notizia circola ovviamente cominciano le polemiche e sono tutte comprensibili diciamo pure sacrosante perché graziare Nicol Minetti Quante altre persone, nelle sue stesse condizioni, con parenti malati, affetti di malattie gravi, invece devono scontare la loro pena, in carcere o fuori, magari ai servizi sociali, magari ai domiciliari, però senza una grazia concessa dal quirinale. Poi subentra il giornalismo. Viva Dio! In un paese nel quale si continua a ripetere che i giornali non servono più a niente, il Fatto Quotidiano indaga, lavora meritoriamente, manda un inviato dove? in Uruguay dove nel frattempo la stessa Nicole Minetti si è trasferita insieme al suo fidanzato compagno non sappiamo come definirlo Giuseppe Cipriani un affarista ricchissimo che ha messo in piedi un discreto impero pare oltretutto che sia socio occulto di Jeffrey Epstein, il finanziere al centro del più grande scandalo di pedofilia globale che riguarda anche il presidente americano Donald Trump, come sappiamo. Ebbene in Uruguay hanno costruito una specie di bunker segreto nel quale si svolgono anche lì. Altre cene eleganti, un giro spaventoso di depravazione e di prostituzione a La Barra nel dipartimento di Maldonado. Una cosa riservatissima dove si può venire a capo di quel che accade solo attraverso le testimonianze anonime di chi partecipa. Un giro vorticoso di escort di altissimo livello. che vengono un po' da tutto il mondo, non solo dal Sud America, molte anche dall'Italia, dalla Russia. Ce n'è per tutti i gusti. E ancora una volta a ufficiare i servigi di cui si avvalgono pezzi grossi dell'establishment internazionale è lei, Nicole Minetti. Così la raccontano quelle che hanno avuto a che fare con le sue doti organizzative. giovani dovevano essere come bambole impeccabili Nicole sceglieva tutto le ragazze gli abiti il parrucchiere e poi organizzava e preparava la distribuzione delle medesime in base ai vari clienti in diversi bungalow contenuti dentro questa residenza bunker in Uruguay poi c'era anche una barca nella quale le stesse serate avevano un analogo andamento insomma Dopo i reati ha cambiato vita. ha preso un bambino e l'ha voluto adottare, ma anche qui la truffa nella truffa, perché questo bambino fa parte di una organizzazione umanitaria che si occupa degli orfani, dei bambini abbandonati in Uruguay e Cipriani e Minetti, così racconta Thomas Mackinson del fatto quotidiano, la conoscono perché come copertura organizzano serate in cui invitano questi bambini in quegli stessi bunker nei quali poche ore dopo si scatena l'inferno, una specie di Sodom e Gomorra dei tempi nostri. Perché così Cipriani si fa vedere per quello che vuole apparire, cioè una specie di magnate che fa del bene all'umanità. Ma in quell'organizzazione viene pescato questo bambino. lo si considera un orfano ma non lo è perché ora si scopre sempre grazie al lavoro dei giornali e del fatto quotidiano che quel bambino i genitori ce li ha. Sono molto poveri ed è per questo che si trova in quell'istituto. Ha anche un'avvocata che però nel frattempo, stiamo nel 2018, viene uccisa o comunque ritrovata morta carbonizzata dentro un'automobile insieme a suo marito così i genitori del bambino non lo possono neanche più reclamare e per questo alla fine nella domanda di grazia che arriva fino ai tavoli del colle emergerebbe che quel bambino è solo e l'unica possibilità che ha è che se ne occupi con tutte le premure del caso proprio Nicole Minetti. È sulla base di questo gigantesco inganno che il presidente Mattarella concede la grazia. Adesso però che la verità sta venendo fuori grazie al lavoro del giornalismo d'inchiesta il Quirinale ci ripensa e manda una lettera di fuoco al ministero della giustizia in riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora minetti adottata dal presidente della repubblica su proposta favorevole del ministro della giustizia lo scorso 18 febbraio e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza su indicazione del Signor Presidente, prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa. Questo è il comunicato, pregato dal Segretario Generale del Colle, che mette in mora clamorosamente il Ministero della Giustizia. Gli chiede conto, spiegami come è stato possibile che mi avete mandato una richiesta di clemenza raccontandomi una verità che non corrisponde a quella effettiva. Ora sembra che dagli uffici di via Renula, Ministero di Grazia e Giustizia, sia arrivata la risposta e cioè faremo sapere entro 24 ore nel gergo burocratico dei ministeri, come se fosse una pratica qualsiasi. Ma non può funzionare così, ma soprattutto non può finire così. Questo è uno scandalo incredibile, che chiama in causa tutta la catena di comando di questo governo e il rispetto al quale il governo medesimo deve dare spiegazioni. e lo deve fare in nome e per conto di tutti i poveri cristi che scontano le proprie penne in galera, che si trovano a dover gestire situazioni familiari drammatiche e che non ottengono la clemenza facile, soprattutto se basata su presupposti falsi, come ha potuto fare Nicol Minetti. devono rotolare teste, mai come in questo momento. La responsabilità primaria di questa vergognosa vicenda chiama in causa ancora una volta lui, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. È lui che ha fatto istruire questa domanda, è lui che doveva occuparsi di verificare che tutto rispondesse a quello che poi è stato scritto in quella istruttoria e cioè La richiedente ha cambiato vita, la sua condotta è esemplare, regolare e svolge attività meritorie. Quindi Nordio, a questo punto, si deve dimettere. Immediatamente, doveva farlo all'indomani della sconfitta referendaria, è rimasto lì a dispetto dei Santi, ma questo inciampo non lo può superare. Deve sparire immediatamente, chiedendo scusa al Presidente della Repubblica e a tutti gli italiani. e Meloni non lo può coprire questa volta. Ma devono rispondere di qualcosa anche tutti coloro che, in presenza dell'istruttoria ministeriale, non hanno fatto quel che dovevano. E dunque anche la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, che nel Corriere della Sera del 13 aprile fa un'intervista indignata dove dice «Mi sento ferita per tutte le polemiche. Noi non facciamo favoritismi. Il parere emesso dal mio sostituto Gaetano Brusa Era perfetto ed è perfetto. Dopo i reati Nicole Minetti ha condotto una vita esemplare, regolare, con attività meritoria e comunque non sarebbe mai andata in galera. perché con una condanna a tre anni e undici mesi tutto al più avrebbe rischiato l'affido ai servizi sociali. Bella spiegazione complimenti signora procuratrice anche lei deve rispondere di questo operato così mendace o quantomeno così sprovveduto e questo già colpisce perché Con tutti gli strumenti che ha la magistratura, una procura generale, e duole dirlo, è stupefacente che a scoprire la verità debba essere il giornalismo d'inchiesta. E infine, da ultimo, una riflessione si impone, stavolta, dolorosamente, anche sulla Presidenza della Repubblica. Il Quirinale, con un altro comunicato, ha spiegato che non ha alcun potere di indagine rispetto a quello che l'istruttoria gli propone quando c'è in ballo una domanda di razza. Deve solo limitarsi a decidere se concederla o meno sulla base delle carte che ha in mano. Ma anche lì forse un po' più di attenzione e magari anche un po' più di prudenza sarebbe stata necessaria. Perché non tutti sono uguali quando in gioco ci sono diritti fondamentali. Non tutti possono rivendicare il proprio passato con la serenità che può avere una persona che davvero ha fatto i conti con se stesso e con la propria vita e magari anche con la giustizia. Nicole Minetti non era tra questi, non è tra questi ed è merito di un giornale se oggi lo sappiamo ed è merito di un giornale se oggi scopriamo una volta di più che Berlusconi non è mai morto, o perlomeno lo è solo dal punto di vista materiale. Il suo spirito ha leggia tra noi. E, come diceva Marx, mai come in questa circostanza è vero è il morto che afferra il vivo. Ma il vivo non vuole cedere. In questo caso il vivo è Carlo Nordio. Ma stavolta per lui non può esserci nessun perdono. Deve andare a casa, qui ed ora. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Episode: Il caso Minetti e il Guardasigilli al di sotto di ogni sospetto
Host: Massimo Giannini
Date: April 28, 2026
In this episode, Massimo Giannini delivers a scathing commentary on the recent scandal surrounding Nicole Minetti’s presidential pardon (grazia) and the political fallout affecting Justice Minister Carlo Nordio. Through his trademark sharp analysis, Giannini explores the intertwining of Berlusconismo, judicial manipulation, and elite impunity, while underscoring the crucial role of investigative journalism in uncovering uncomfortable truths buried beneath the surface of Italian politics.
On Berlusconismo:
“Anche il berlusconismo è l’autobiografia della nazione.” – Giannini (00:26)
On Equal Justice:
“Quante altre persone, nelle sue stesse condizioni […] però senza una grazia concessa dal quirinale.” (10:12)
On Journalistic Responsibility:
“Duole dirlo, è stupefacente che a scoprire la verità debba essere il giornalismo d’inchiesta.” (23:00)
On Ministerial Accountability:
“Nordio, a questo punto, si deve dimettere. Immediatamente… Deve sparire immediatamente, chiedendo scusa al Presidente della Repubblica e a tutti gli italiani.” (20:45)
On Systemic Impunity:
“Berlusconi non è mai morto… è il morto che afferra il vivo. Ma il vivo non vuole cedere.” (25:02)
| Segment | Key Points | Timestamp | |------------------------------|-----------------------------------------------|------------| | Berlusconismo | Persistent societal trait, legacy of Cavaliere| 00:26–03:00| | Minetti’s Background | Link to Berlusconi’s scandals | 03:00–05:45| | The Pardon Controversy | Justification and public outrage | 07:45–10:12| | Investigative Revelations | Uruguay episodes, adoption doubts | 11:00–17:00| | Presidential Response | Letter to Ministry, demand for explanations | 18:12–20:00| | Calls for Accountability | Nordio, prosecutors under fire | 20:40–23:00| | Final Reflection | Berlusconi’s spirit lives on, accountability | 24:10–25:40|
In essence, this episode provides a critical, impassioned analysis of how Italy’s political and judicial elite remain entangled in old patterns of impunity—a pattern only broken, as Giannini stresses, by the persistent effort of investigative journalism.