Circo Massimo – Lo Spettacolo della Politica
Host: Massimo Giannini (Repubblica)
Episode: Il caso Tortora, le Pulcinelle in toga e le bagattelle di Nordio
Date: September 3, 2025
Episodio in breve
In questa puntata, Massimo Giannini prende spunto dalla nuova serie di Marco Bellocchio sul caso Enzo Tortora per riflettere sulla relazione tra giustizia, errori giudiziari e attualità politica. Il dibattito si intreccia con le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, la sua riforma, e la tentazione di trarre lezioni universali da eventi eccezionali.
Punti chiave e discussioni principali
1. Il Caso Tortora e la sua Rappresentazione Mediatica
- [00:41] Giannini introduce il caso Enzo Tortora come “una delle pagine più nere nella storia della nostra Prima Repubblica”, evidenziando l’impatto umano, giudiziario e politico della vicenda.
- Ricorda la popolarità immensa di Tortora e la drammaticità dell’arresto il 17 giugno 1983: “...una delle figure più amate della nostra televisione nazionale popolare... arrestato in diretta televisiva, da personaggio amato a mostro.”
- Cita la nuova serie TV di Marco Bellocchio presentata a Venezia e l’interpretazione “formidabile” di Fabrizio Gifuni: “Poche altre volte un film o una serie televisiva hanno registrato, raccontato e rinverdito una storia drammatica che ha segnato la vita del nostro paese.”
2. Il dolore della famiglia e l’immagine dei “Pulcinella in toga”
- [03:48] Giannini menziona un’intervista a Gaia Tortora (figlia di Enzo) che ricorda come il padre definisse i magistrati responsabili come “infami Pulcinella”.
- La serie utilizza questa immagine per simboleggiare l’arbitrarietà della giustizia in quel momento storico.
3. Il legame tra passato e presente
- Giannini riflette sulla cecità collettiva dell’Italia dell’epoca e sulla fiducia data ai pentiti, spesso senza adeguati riscontri. Sottolinea l’attualità di una lezione: “Quanto è come un errore giudiziario possa cambiare la vita delle persone?”
- Il caso serve da monito per l’oggi, ma Giannini mette in guardia dal rischio di strumentalizzazioni e generalizzazioni.
4. Le dichiarazioni di Carlo Nordio
- [05:52] Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, presente alla prima della serie, commenta la vicenda.
- Cita la carcerazione preventiva come nodo dolente:
“...molte persone entrano in carcere salvo poi essere riconosciute innocenti. Che una parte della nostra popolazione carceraria, cospicua, è in attesa di giudizio, che molte indagini vengono fatte frettolosamente...” (Carlo Nordio, [05:57])
- Si assume la responsabilità di errori come magistrato: “...sicuramente avrò qualche volta errato mandando in prigione delle persone che poi sono state dichiarate innocenti.” ([06:47])
- Cita la carcerazione preventiva come nodo dolente:
5. Riforma della giustizia: Cosa cambierà?
- [08:33] Nordio anticipa che dal 2026 la carcerazione preventiva sarà decisa da un collegio di tre giudici e non più da un singolo magistrato:
“...si può essere incarcerati soltanto con una ordinanza collegiale, cioè con una ordinanza emessa da tre giudici e non da un solo giudice come adesso.” (Carlo Nordio, [08:37])
- Giannini riconosce che questo elemento potrebbe ridurre errori giudiziari, ma sottolinea che la riforma non affronta a fondo il problema della lunghezza e qualità dei processi, né garantisce effettivamente che non si ripetano orrori come quello di Tortora.
6. Responsabilità dei magistrati e rischi di generalizzazione
- [13:09] Nordio sostiene la necessità di sanzioni severe per i magistrati che commettono errori per ignoranza o negligenza:
“...è inutile pensare che possa pagare con il portafoglio, deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere.” (Carlo Nordio, [13:14])
- Giannini ribatte che l’applicazione generalizzata di un principio così rigido sarebbe un pericolo mortale per l’ordinamento:
“Ma trasformarlo in un principio generale è un pericolo mortale per il nostro ordinamento costituzionale e giudiziario.” ([13:34])
7. Nordio e i suoi errori
- Giannini ricorda come anche Nordio sia stato protagonista di errori giudiziari, citando l’episodio delle richieste di archiviazione “dimenticate in un cassetto” su Occhetto e D’Alema:
“...se valesse ancora oggi il principio che Nordio rivendica, e cioè il magistrato che sbaglia deve pagare con la carriera, ebbè lui dal 1991... avrebbe dovuto lasciare la magistratura e dimettersi.” ([13:56])
8. Conclusione e monito finale
- Giannini chiude raccomandando cautela nel giudicare e nell’uso politico di casi eccezionali:
“A maggior ragione dobbiamo stare attenti ai politici di oggi, che non diventino a loro volta altrettanti pulcinella.” ([15:54])
Citazioni e momenti memorabili
- [00:41] Massimo Giannini:
“Il dramma di Enzo Tortora è stato una delle pagine più nere della nostra Prima Repubblica.” - [03:48] Gaia Tortora (tramite Giannini):
“Lui definiva quei magistrati... infami Pulcinella.” - [05:57] Carlo Nordio:
“...Molte persone entrano in carcere salvo poi essere riconosciute innocenti... quando vengono riparati i danni nessuno riparerà il dolore e i costi che sono stati fatti subire.” - [08:37] Carlo Nordio:
“...si può essere incarcerati soltanto con una ordinanza collegiale...” - [13:14] Carlo Nordio:
“Il magistrato che sbaglia... deve pagare con la carriera, deve cambiare mestiere.” - [13:56] Massimo Giannini:
“Ebbene, come valutiamo quell'errore? Se valesse ancora oggi il principio che Nordio rivendica [...] avrebbe dovuto lasciare la magistratura e dimettersi.” - [15:54] Massimo Giannini:
“[...] dobbiamo stare attenti ai politici di oggi, che non diventino a loro volta altrettanti pulcinella.”
Timestamps principali
- [00:41] - Introduzione al caso Tortora e sua rilevanza storica
- [03:48] - Intervista a Gaia Tortora e il simbolismo dei “Pulcinella in toga”
- [05:52] - Dichiarazioni di Carlo Nordio sulla carcerazione preventiva
- [08:33] - Anticipazione sulla riforma della giustizia in vigore dal 2026
- [13:09] - Nordio e la responsabilità professionale dei magistrati
- [13:56] - Richiamo agli errori giudiziari commessi dallo stesso Nordio
- [15:54] - Monito finale sui pericoli degli abusi politici e giudiziari
Tono e stile
L’episodio è denso, critico ma sempre lucido, con uno stile colloquiale e giornalistico. Giannini alterna un’analisi storica rigorosa a osservazioni pungenti sull’attualità e i rischi delle strumentalizzazioni politiche. Il registro è sobrio, a tratti indignato, ma sempre improntato alla ricerca di un equilibrio.
Per chi non ha ascoltato:
L’episodio offre uno sguardo prezioso non solo sulla vicenda Tortora, ma sulle ricadute attuali e sulle questioni irrisolte di giustizia, memoria e politica in Italia. Da vedere (e ascoltare) con la consapevolezza che la storia può insegnare molto, ma va maneggiata con attenzione.
