
Loading summary
Doppio Malto Announcer
Ultima ora, scoperta la cura definitiva per lunedì piovosi, centinaia di mail arretrate e cene dalla suocera. Gli esperti non hanno dubbi. E ci credo, quando la birra media costa solo 3 euro. In tutti i locali Doppio Malto apre il Club della Felicità. Iscriviti subito su doppiomalto.com. Bevi responsabilmente.
Bionique Defense Announcer
Ampli all'orizzonte della tua bellezza. Dalla ricerca Bionique Defense My Age, dermocosmetici e integratori formulati per una pelle biologicamente più giovane ad ogni età. Scopri il My Age program, acquista uno, due o tre prodotti My Age e ottieni uno sconto di 10, 25 o 50 euro. Da Bionique, in farmacia e su bionique.it.
Massimo Giannini
One Podcast.
Political Commentator / Journalist
Flotta continua. Di fronte a quello che sta succedendo nel Mar Mediterraneo, sulla rotta che porta alla costa israelo-palestinese, viene voglia di citare la vecchia sigla della dura contestazione giovanile dei tempi italiani degli anni 70. La flotta continua perché abballe una febbrile giornata di incontri e di negoziati tra la rappresentante italiana del Global Movement to Gaza e le autorità italiane. Le imbarcazioni che compongono questa flotta in navigazione verso Israele hanno deciso di continuare la loro navigazione con tutti i rischi del caso. violando o comunque non tenendo in considerazione gli appelli che si sono moltiplicati in questi ultimi giorni fino ad arrivare a quello più autorevole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E allora la domanda è, la flottiglia fa bene ad andare avanti oppure espone se stessa a un rischio che può essere mortale? A questa domanda oggi dobbiamo provare a rispondere. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Massimo Giannini
Vi assicuro che il clima è preoccupante e voglio trasmettere, usare questo momento per trasmettere a tutti quelli che sono a bordo di quelle navi, anche attraverso quelli di voi che con loro parlano, di capire che il clima è preoccupante e noi non siamo in grado, una volta usciti dalle acque internazionali ed entrati nelle acque di un altro Stato, di garantire la sicurezza, né noi né nessun altro paese al mondo. e questo vorrei che fosse chiaro. Non può essere presa come una manifestazione di libertà quando quella libertà entra in un altro paese e può essere considerata quel paese come un atto ostile e per quanto la nostra capacità e la nostra possibilità di pressione su quel paese per non considerare quell'entrata un atto ostile sia costante, frequente e continua Qualunque conseguenza possa accadere deve essere messa in previsione e noi dobbiamo evitarla in qualunque modo e a qualunque costo. Per cui io consiglio e spero che tutti noi spingiamo affinché venga accettata la soluzione di portare questi aiuti a Cipro e attraverso l'intervento della CEI e del governo italiano farà arrivare questi aiuti a Gaza. Sarebbe ottenuto il risultato di portare aiuti a chi ne ha bisogno e non avremmo conseguenze negative per nessuno.
Political Commentator / Journalist
Due giorni fa è intervenuto in Parlamento per esprimere la linea del governo rispetto a questa missione che di minuto in minuto, possiamo dire, diventa sempre più pericolosa. Crosetto ribadisce, e lo ha fatto ancora ieri dopo aver incontrato la portavoce italiana del Global Movement to Gaza, Maria Elena Delia, che l'obiettivo dichiarato della flottiglia, quello di aiutare il popolo di Gaza, è comprensibile, ma è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che non porterebbero ad alcun risultato concreto, ma che al contrario rischierebbero di avere effetti drammatici con rischi elevati e irrazionali. Questo ha aggiunto ieri Crosetto rispetto a quello che avete appena sentito dalla sua viva voce che aveva pronunciato alla Camera soltanto venerdì scorso, quando aveva anche indicato una possibile soluzione, cioè la flottiglia si fermi, consegni tutti gli aiuti umanitari che sono a bordo delle imbarcazioni alle autorità cipriote e poi attraverso il supporto della conferenza episcopale italiana, quella guidata dal Cardinal Zuppi, Gli aiuti arriveranno comunque a destinazione, ma senza mettere a rischio la vita degli attivisti della flottiglia. Tuttavia questo appello è andato in evaso. Alcuni nella flottiglia si sono ritirati, ma il grosso della missione, oltre 50 imbarcazioni provenienti da 44 paesi diversi, ha deciso di non fermarsi. nonostante quello che aveva detto solo due giorni fa il nostro Presidente della Repubblica. Un intervento importante, meritorio, quello del Capo dello Stato che forse vale la pena di ricordare. Aveva detto Mattarella che quella della flottiglia è un'iniziativa di enorme valore. che si è espresso con un'ampia risonanza e significato. Questo è stato un messaggio importante perché ha fatto giustizia della linea folle, dissennata, sostenuta fino al giorno prima dalla Presidente del Consiglio italiana. Giorgia Meloni aveva infatti stroncato l'iniziativa della flottiglia, parlando da New York, dal Palazzo di Vetro, a margine del suo intervento alle Nazioni Unite, dove aveva sostenuto una tesi del tutto surreale, grottesca, offensiva per il buonsenso e per lo spirito umanitario. Aveva infatti detto perché la navigazione della flottiglia verso le coste israelo-palestinesi era un attacco contro il governo italiano e l'aveva considerato un gesto totalmente irresponsabile che aveva come solo unico obiettivo quello di creare problemi a lei medesima. Una, ripeto, tesi del tutto insopportabile, inaccettabile, direi persino demenziale. E Mattarella ha fatto bene a togliere di mezzo questo delirio meloniano, rivalutando e risottolineando ancora una volta l'enorme valore di quella iniziativa. Poi ha anche aggiunto il suo appello alle donne e agli uomini in mare da oltre 20 giorni. Il valore della vita umana, gravemente calpestato a Gaza con disumana sofferenza per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l'incolumità di ogni persona. «Mi permetto di rivolgere», concludeva il capo dello Stato con particolare intensità, «un appello perché raccolgano la disponibilità, offerta dal patriarcato latino di Gerusalemme, di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza». Un appello fortissimo che tuttavia, come abbiamo verificato ieri, la frottiglia non ha raccolto. Naturalmente ha apprezzato l'intervento del Capo dello Stato, ma ha ritenuto di dover procedere con la sua missione. Una scelta coraggiosa senz'altro, molto pericolosa senz'altro anche in questo caso. Tuttavia una scelta per così dire estrema, perché sul piano oggettivo, senza dare valutazione di tipo politico o diplomatico o giuridico, quel che dice Crosetto è difficilmente discutibile. La flottiglia con questa scelta si espone a rischi estremi, perché dall'altra parte di una barricata immaginaria che non c'è e che vede solo lui, c'è un criminale di guerra che si chiama Benjamin Netanyahu. Stiamo vedendo di che cosa è capace nella striscia di Gaza. con la stessa cinica ferocia potrebbe essere capace di affondare una di quelle imbarcazioni, più di una di quelle imbarcazioni alle quali ha già fatto arrivare messaggi chiari con i droni che hanno sparato bombette urticanti contro quelle barche nei giorni scorsi. Le prossime potrebbero essere bombe vere. Questo è un dato oggettivo del quale bisogna tener conto e dunque la scelta della flottiglia ci interroga direttamente uno per uno, ciascuno di noi, con la propria coscienza. Dobbiamo valutare, è una scelta giusta, è una scelta sbagliata. E allora, se ragioniamo dal punto di vista politico, se ragioniamo dal punto di vista etico-morale, non possono esserci dubbi. La flottiglia sta compiendo un'azione di disobbedienza civile e di impegno umanitario indiscutibile. Quindi da questo punto di vista c'è poco da discutere. È giusto che la flottiglia vada fino in fondo. perché altrimenti verrebbe accadere il senso di questa iniziativa, che ha una portata simbolica oggettiva, al di là del risultato che raggiunge o non raggiunge. Si tratta di esercitare una forte, crescente pressione nei confronti del governo Netanyahu, che si sta macchiando di crimini inenarrabili. non soltanto massacrando bambini, donne e uomini nella striscia di Gaza, ma anche facendoli morire di fame e di stenti. Per questo gli aiuti umanitari sono importanti. Naturalmente nessuno può pensare che quelle 500 tonnellate di cibo e di farmaci che la flottiglia sta trasportando con le sue 50 imbarcazioni possano sfamare e dissetare più di 2 milioni di civili palestinesi. Non è questo il punto, si tratta però di far capire al mondo qual è la disumanità di Netanyahu, che blocca i tir ai valichi di Rafa, che uccide, fa mitragliare le famiglie in coda per un tozzo di pane, un piatto di minestra o una bottiglia d'acqua. E dunque da questo punto di vista è giusto che la missione continui. E' altrettanto giusto che la missione continui dal punto di vista del diritto internazionale. Intanto Finora quelle imbarcazioni hanno navigato in acque internazionali nelle quali non può darsi nessun intervento armato di altre marine o aviazioni senza che questo configuri un vero e proprio atto di guerra. perché di questo si tratterebbe, ovemai Netanyahu ordinasse un attacco del genere a quelle 50 barchette. Dunque, anche da questo punto di vista, non soltanto la flottiglia ha ragione ad andare avanti, forzando il blocco navale, un blocco navale che non ha ragione di esistere in acque internazionali e forse non lo avrebbe neanche nelle acque che Israele considera sue proprie dal punto di vista territoriale. perché già dal punto di vista giuridico è stato sancito che quelle acque non possono essere considerate israeliane, perché è illegale, lo ha sancito la Corte internazionale di giustizia nel 2024, l'occupazione israeliana in quanto tale, quella sul terreno, e poiché è illegale quello, è anche illegale considerare acque territoriali israeliane, quelle che bagnano la costa di Gaza. Dunque, quando anche arrivasse laggiù, la flottiglia non potrebbe essere attaccata se non compiendo, appunto, un atto di guerra. Per queste stesse ragioni il governo italiano, vista anche la presenza di alcuni parlamentari a bordo di quelle barche, ha il dovere di prestare assistenza e soccorso agli attivisti, proprio perché lo prevede il diritto internazionale e proprio perché la flottiglia non sta violando nessuna norma che riguardi le acque territoriali. Per quanto il sacrificio sia costato alla Sorella d'Italia, l'invio della Fregata Fasan della Marina Militare a supporto degli attivisti nei giorni scorsi riflette esattamente questo dovere, un dovere sancito dalla legge che lo stesso Crosetto Ha ribadito quando ha detto ai cronisti in democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza. appunto, cosa che sta accadendo nel caso della flottiglia, che non viola nessuna norma del diritto internazionale e che agisce senza ricorrere ad alcuna forma di violenza, visto che coloro che navigano su quelle imbarcazioni non hanno armi a bordo, ma soltanto pane, acqua, latte, medicine. E allora considerare quello un atto di guerra al quale Israele avrebbe titolo a rispondere con la forza, sarebbe quello sì una gravissima violazione del diritto internazionale. E dunque chiedere alla flottia di fermarsi perché altrimenti esporrebbe il nostro paese e anche altri paesi al rischio di dover esercitare una ritorzione contro Israele laddove Israele dovesse colpire o addirittura bombardare quelle imbarcazioni è un clamoroso sobertimento dell'ordine logico giuridico delle forze in campo. Tuttavia, tuttavia, un tuttavia va detto. Se prescindiamo dalle valutazioni di ordine diplomatico, politico e giuridico, quelle che abbiamo appena fatte e che ci spingono a dire è sacrosanto che la flotta continui e vada avanti, Tuttavia, se ragioniamo dal punto di vista pratico, abbiamo di fronte un pericolo mortale, è proprio il caso di dirlo, mortale. Ha perfettamente ragione il bescovo Marco Tasca. Vescovo di Genova che ha organizzato una veglia di preghiera nella cattedrale. Da Genova, ricordiamolo, è partita una parte delle barche che navigano oggi verso la costa israeliana. Ha perfettamente ragione quando dice noi siamo vicini agli attivisti. Capisco che le barche debbano andare avanti perché quello che è accaduto e accade a Gaza è disgustoso, disumano. Noi dobbiamo rilanciare l'invito a essere più umani, a sentire ancora la vita degli altri, ad averla a cuore. Ed è altrettanto vero che quello che sta accadendo nelle opinioni pubbliche, in particolare europee e direi di tutto il mondo, riscalda il cuore. La grande partecipazione e mobilitazione che abbiamo visto nei giorni scorsi in Italia, con manifestazioni oceaniche in tutte le più importanti città, al di là dei cento imbecilli che hanno messo a ferro e a fuoco la stazione di Milano. Ebbene, tutto questo testimonia del fatto che l'opinione pubblica si sta muovendo. È una cosa importantissima. Però quegli attivisti che si stanno dirigendo verso Gaza e che, come dicono, mancano solo 500 miglia e quindi vogliono percorrerle quelle miglia, mettono a rischio la loro vita. Di questo gli va dato merito. Sono un esempio straordinario, ma quello che sta succedendo non vale il loro sacrificio. Serve in questo caso buonsenso. Hanno dimostrato che il coraggio e la forza delle idee e del diritto umanitario può vincere anche il cinismo e la ferocia degli uomini. Quello che si sono spinti a realizzare finora forse è già sufficiente a dimostrare tutto questo. E quindi forse se fanno un passo indietro e si fermano, riversando i loro aiuti umanitari alla conferenza episcopale, rivendicando con forza la necessità di creare Un canale umanitario permanente per far arrivare quegli aiuti alla popolazione estremata di Gaza è già un atto di eroismo. Come diceva il Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero. Purtroppo è un testo scritto che seguivano gli ebrei prima che arrivasse Netanyahu, ma che noi possiamo ancora fare nostro. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Doppio Malto Announcer
Ultima ora, scoperta la cura definitiva per lunedì piovosi, centinaia di mail arretrate e cene dalla suocera. Gli esperti non hanno dubbi. E ci credo quando la birra media costa solo 3 euro. In tutti i locali Doppio Malto apre il Club della Felicità. Iscriviti subito su doppiomalto.com. Bevi responsabilmente.
Host: Massimo Giannini
Episode: Il coraggio della Flotilla contro la ferocia di Netanyahu
Date: September 29, 2025
This episode centers on the humanitarian flotilla heading towards Gaza and the intense political, ethical, and legal debate it has sparked in Italy and internationally. Massimo Giannini analyzes the courage of the activists defying both the risks posed by the Israeli blockade and contrary advisories from Italian authorities, juxtaposed with the harsh response from Benjamin Netanyahu's government. The episode explores the stakes, legitimacy, symbolism, and dangers of the flotilla’s action, and scrutinizes the Italian government’s political response, public sentiment, and international law.
“La flottiglia con questa scelta si espone a rischi estremi, perché dall'altra parte … c’è un criminale di guerra che si chiama Benjamin Netanyahu. … con la stessa cinica ferocia potrebbe essere capace di affondare una di quelle imbarcazioni…”
– Massimo Giannini, [07:10]
Defense Minister Crosetto reaffirms support for humanitarian aims but insists the flotilla should relay supplies through Cyprus to avoid fatal risks.
“L’obiettivo dichiarato della flottiglia … è comprensibile, ma è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che … rischierebbero di avere effetti drammatici con rischi elevati e irrazionali.”
– Giannini paraphrasing Crosetto, [03:31]
Notably, the flotilla largely rejects this compromise.
President Mattarella’s statement simultaneously praises the mission’s humanitarian essence and appeals directly for the activists to avoid risking lives, acknowledging the profound suffering in Gaza.
“Il valore della vita umana, gravemente calpestato a Gaza con disumana sofferenza per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona.”
– President Mattarella (quoted by Giannini), [05:56]
Giannini contrasts this with PM Meloni’s dismissive statements from the UN, which he labels “delirious” and “demenziale,” and lauds Mattarella for restoring focus on humanitarian values.
“Anche da questo punto di vista, non soltanto la flottiglia ha ragione ad andare avanti, forzando il blocco navale… Un blocco … che non ha ragione di esistere in acque internazionali… Lo ha sancito la Corte internazionale di giustizia nel 2024.”
– Massimo Giannini, [10:28]
“Capisco che le barche debbano andare avanti perché quello che è accaduto e accade a Gaza è disgustoso, disumano. … Quello che sta succedendo non vale il loro sacrificio. Serve in questo caso buonsenso.”
– Massimo Giannini paraphrasing Bishop Tasca, [14:43]
“Non è questo il punto, si tratta però di far capire al mondo qual è la disumanità di Netanyahu…”
– Massimo Giannini, [09:08]
“Chi salva una vita salva il mondo intero. Purtroppo è un testo scritto che seguivano gli ebrei prima che arrivasse Netanyahu, ma che noi possiamo ancora fare nostro.”
– Massimo Giannini, [16:44]
On the Reality of the Threat:
“Le prossime potrebbero essere bombe vere. Questo è un dato oggettivo del quale bisogna tener conto e dunque la scelta della flottiglia ci interroga direttamente uno per uno, ciascuno di noi, con la propria coscienza.”
– Massimo Giannini, [07:52]
On Symbolic Value vs. Real Impact:
“Non possono esserci dubbi. La flottiglia sta compiendo un’azione di disobbedienza civile e di impegno umanitario indiscutibile… Ha una portata simbolica oggettiva, al di là del risultato…”
– Massimo Giannini, [08:15]
On Political Rhetoric:
“Una, ripeto, tesi del tutto insopportabile, inaccettabile, direi persino demenziale. E Mattarella ha fatto bene a togliere di mezzo questo delirio meloniano…”
– Massimo Giannini, [05:17]