
Loading summary
A
Muore giovane chi è caro agli dèi, scriveva il grande poeta Menandro quando voleva celebrare la scomparsa di un eroe nell'antica Grecia. Bene, oggi quella frase potrebbe essere applicata pari pari a quello che sta succedendo alle destre mondiali trampiane e non trampiane. La figura di Charlie Kirk è il nuovo simbolo della battaglia suprematista e sovranista. Nella domenica nella quale si celebrano i funerali solenni nello State Farm Stadium in Arizona dell'influencer trampiano, scatta in tutti i partiti ispirati dal popolo maga lo stesso meccanismo di appropriazione simbolica e Kirk diventa il grande guerriero scomparso che guiderà le battaglie future contro tutte le sinistre del mondo. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini Dunque, mentre in uno stadio gremitissimo dell'Arizona, Donald Trump e il suo vice J.D. Vance, insieme all'intero popolo maga radunato per l'occasione, davano l'ultimo saluto a Kirk, in Italia scattava il derby tra i due partiti delle destre al comando per accaparrarsi con la figura. È tornata a parlarne Giorgia Meloni. Intervenuta alla giornata di dibattito inaugurata nella gioventù di Fratelli d'Italia, la Presidente del Consiglio ha pronunciato parole d'amore contro l'odio, ha ribadito ancora una volta. Rivolta ai suoi ragazzi ha detto non commiseratevi, non avevamo paura quando rischiavamo di essere colpiti se scrivevamo un tema sulle Brigate Rosse, non abbiamo paura oggi. Dunque ancora una volta questo accostamento dissennato e avvelenato tra gli anni di piombo, quelli nei quali il sangue scorreva sotto i colpi dei terrorismi neri e rossi, e i tempi moderni nei quali, per fortuna, almeno in Italia, gli anni di piombo non se ne sente proprio l'aria. E poi il nuovo attacco contro i sedicenti antifascisti. Meloni ricorda ancora una volta il post social di un semi sconosciuto collettivo di studenti contro Kirk che aveva già commentato in maniera durissima nei giorni scorsi e oggi ribadisce una minaccia di morte e a suo dire, a dire di Georgia, le minacce si moltiplicano. Quindi ancora una volta una semina d'odio per contestare l'odio altrui. salvo poi evidentemente da parte della sorella d'Italia rendersi conto che in questa domenica servirebbe anche un messaggio più rassicurante così la Prenier si collega con Dominicain dove la zia Mara, Mara Venier, come sempre, celebra la Domenica degli Italiani all'insegna del Gaudio e della Letizia e così, in quel collegamento, la Presidente del Consiglio, sorridente, si limita a ricordare i suoi festosi e gioiosi pranzi domenicali con i nonni quando arrivavano le pastarelle. e lei felice mangiava il diplomatico. Ecco, la diplomazia forse una virtù che si è dimenticata troppo presto. Ma mentre a Roma Meloni compiva l'ennesima impostura, Matteo Salvini da Pontida non poteva lasciarsi scappare l'occasione. E quindi anche il capitano leghista ha fatto il suo per prendersi Kirk e metterlo sulle insegne del carroccio. Sentite qua.
B
Ma ti passarò quella notte infanti, ma c'è bisognava andare avanti, studia e tacco la grama che spoglie, so' pensere mentre impugniarne le bombe, e non mi sorgono delle luci in piedi, in piedi il corpo rodo, lo passa lo straniero. Reimmigrazione, unica soluzione! Europa cristiana, mai musulmana! Libera la mardia!
A
Festa grande quindi sul pratone di Pontida per il raduno, la manifestazione nazionale dei giovani leghisti. Anche qua una riunione del partito dell'amore, perché così lo definisce Matteo Salvini, salvo che gli slogan che avete appena sentito e che risuonavano su quel prato di amore avevano assai poco il sapore. Viceversa, su uno scrissone c'era scritto Lega anti Maranza, la rimigrazione avanza. E poi l'Europa è cristiana, non è musulmana. E poi ancora più spiedo, meno kebab. E poi via via così, ancora. Inni a Charlie Kirk, come avete sentito. Con l'hashtag Charlie vive con noi, impresso sulle magliette. Magliette che questa volta hanno venduto molto di più di quelle che inneggiavano allo stesso carroccio. per dire di quanto l'uso e l'abuso politico della figura di Charlie Kirk ormai si imponga come asset strategico anche per la Lega di Salvini, che infatti ha parlato di Kirk come era ovvio. Sul palco, dopo aver sparso come sempre copiose dosi di rancore contro i soliti nemici e avversari, dalle sinistre ai magistrati, alle banche, agli immigrati, il segretario leghista ha detto permettetemi di chiedere a questa pacifica folla di dedicare un pensiero a colui che è stato dipinto come un bersaglio e ammazzato a fucilate. Vi chiedo non un minuto di silenzio, ma un minuto di appauso che arrivi fino all'Arizona", ha aggiunto il capitano leghista che poi ha annunciato per il 14 di febbraio dell'anno prossimo la più grande manifestazione per difendere i principi e i valori dell'Occidente che si sia mai vista e che si sia mai ricordata nella storia. Non sappiamo ancora nulla di come sarà organizzata, ma l'attesa è tanta. Soprattutto poi se ad essere il filo conduttore di quella manifestazione è il mondo al contrario del generale Roberto Vannacci. Il vice di Salvini è salito anche lui sul palco per dire l'ennesima delle sue tante nefandezze e cioè stavolta che il giuramento di Pontida e quello della decima masse dovrebbero essere insegnate a scuola. Ecco, speriamo che il 14 febbraio i messaggi a difesa dell'Occidente siano di tutt'altro tenore. Ma non è questo il punto che interessa. In questa domenica, come dicevo prima, il salto di qualità rispetto alla figura di Charlie Kirk è rappresentato dal modo in cui se ne appropriano le destre di tutto il pianeta. A Pontida, oltre ai dirigenti della Lega Italiana, c'erano gli altri esponenti delle famiglie politiche europee che si riconoscono in quella alla quale appartiene la stessa Lega di Salvini. Dunque c'era per esempio Jordan Bardellà, che è il vice di Marine Le Pen al vertice dell'Assemblée nationale. E anche lui, ovviamente, si è intestato la battaglia in nome e per conto di Charlie Kirk, dicendo che quello che ci unisce è la libertà di espressione è il cuore della civiltà occidentale che prevede verità e democrazia, ma oggi quella libertà è minacciata e in Europa si può rischiare la vita per una vignetta o per aver criticato l'islamismo radicale. E mentre i patrioti difendono la libertà, la sinistra radicale sceglie la violenza, giustifica il fanatismo e demonizza chi ama la propria patria, come se appunto ogni giorno ci fossero anche in Europa Episodi come quelli che hanno insanguinato l'Università dello Utah, quando un giovane, appunto, dalle idee molto confuse ha assassinato Charlie Kirk. Ma non bastava, Bardellà. Sul pratone di Pontida ha posato i suoi piedi e ha fatto risuonare alta e forte la sua voce anche Santiago Abascal, leader di Vox, il partito neo-franchista spagnolo, che ha fatto la stessa operazione, dicendo chiaramente ci vogliono demonizzare tutti quelli che ci odiano, faranno tutto contro di noi perché vogliono che ci inginocchiamo, ma non ci riusciranno. Noi sappiamo da dove veniamo e dove stiamo andando, non c'è futuro possibile Senza sovranità dei nostri popoli non ci faranno tacere, non ci batteranno. Sempre questo uso di una terza persona plurale, un nemico immaginario che tuttavia deve terrorizzare e impaurire la gente, i comunisti di una volta che non esistono praticamente più, ma che fanno sempre comodo se servono a unire il fronte opposto. Non poteva mancare, in uno scenario di decomposizione ideologico-culturale come questa, un'altra voce. Anche questa è risuonata sul pratone di Pontida, quella del figlio di Jair Bolsonaro, ex presidente brasiliano appena condannato a 27 anni e 3 mesi per tentato colpo di Stato. Il suo primogenito, Flavio, anche lui sul palco leghista, ha detto «State alimentando odio contro di noi. Noi difendiamo la libertà, la democrazia, la tolleranza, il lavoro. la libertà d'impresa, che detto dal figlio di un ex presidente che ha celebrato i fasti delle dittature sudamericane degli anni 70, che ha difeso il regime dei generali, che ha esaltato la tortura come strumento di risoluzione delle controversie nel suo paese, che ha di fatto ha accelerato la deforestazione dell'Amazonia, schiacciando i diritti dei nativi che vivevano lì e che ha represso in tutti i modi possibili, anche i più violenti, ogni forma di dissenso interno, è un paradosso. Ma questa è la cifra del tempo che viviamo ed è la novità. di questi ultimi giorni, appunto il salto di qualità che fanno le destre internazionali nell'uso politico dell'assassinio di Kirk. Abbiamo detto dell'Italia, abbiamo detto della Francia, abbiamo detto della Spagna, abbiamo detto persino del Brasile, ma se allarghiamo l'orizzonte al resto d'Europa come ha fatto Le Monde due giorni fa, il quadro è sempre lo stesso. In Gran Bretagna Nigel Farage, leader del partito di estrema destra britannico Reform UK, ha ricordato in Kierkegaard un amico vicino, simbolo di una libertà d'espressione sempre più in pericolo. In Olanda, il leader delle destre estremiste Geert Wilders ha lodato il coraggio di Kierkegaard, riportando parole sincere che valgono anche per l'Europa. L'Islam è la spada che la sinistra usa per sgozzare l'America. Non solo andiamo in Germania e parliamo di Alternative für Deutschland, il partito neonazista. La leader di quella formazione estrema, Alice Weidel, ha postato su X una frase del seguente tenore. Kierke è un combattente della libertà d'espressione abbattuto da un fanatico che odia il nostro modo di vivere e di discutere. Insieme a lei la stessa cosa l'hanno detta i suoi colleghi deputati, Beatrix von Stork, Björn Höök che ha tuonato Vergogna per l'Occidente libero. La sinistra non ha più argomenti, quindi diventa violenta, abusi giudiziari e ora anche un attentato. In Svezia, stessa situazione, i rappresentanti dell'associazione studentesca conservativa Forbundet, vicina all'estrema destra e con più di 1800 iscritti, hanno pubblicato un articolo sul giornale Expressen, in cui accusano la sinistra, nel paese e all'estero, di portare avanti una narrazione che presenta i conservatori come illegittimi, pericolosi e antidemocratici, trasformandoli in bersaglio. Andiamo in Svezia, dove su X il deputato e leader storico dei democratici svedesi, che in quel paese rappresentano la destra radicale, ha commentato una foto di Charlie Kirk con la moglie e i due figli scrivendo «Questo è ciò che la sinistra odia». A Bruxelles, in un intervento al Parlamento europeo, l'euroedeputato di quello stesso partito, Charlie Weimarz, ha cercato a tutti i costi di imporre un momento di preghiere e di riflessione dell'aula in emaggio all'influencer americano assassinato. E chiudiamo con la Danimarca, dove il leader dell'estrema destra Morten Messerschmitt ha condiviso un messaggio diffuso da tutti i politici del suo schieramento. Un messaggio che a questo punto, per le destre sovraniste di qui ai prossimi mesi, diventa un vero e proprio grido di battaglia. E quel messaggio recita Gesù Charlie. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Episode: La crociata delle destre Maga e Mega in nome di Kirk
Date: September 22, 2025
Host: Massimo Giannini (OnePodcast)
This episode explores how the far-right across the globe, from the U.S. “Maga” movement to European populist parties, is symbolically rallying around the recent assassination of Charlie Kirk, a Trump-aligned influencer. Massimo Giannini critically dissects the political “appropriation” of Kirk’s death, the way this event is spun into a global crusade against the left, and how Italian leaders Giorgia Meloni and Matteo Salvini participate in the spectacle. The narrative traverses major rallies in both the U.S. and Italy, with Giannini highlighting the use of rhetoric, collective victimization, and an escalating culture war that transforms Kirk into a martyr for the new hard right.
This episode delivers a sweeping, incisive snapshot of how symbolism, cultural memory, and political convenience converge in the new right’s ongoing spectacle—turning tragedy into internationalized propaganda, and weaving disparate national actors into a theater of collective grievance and defiance.