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Massimo Giannini
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro e inclusione. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
Narrator/Commentator
Lo so, lo sappiamo, da molti anni ormai l'immigrazione al mercato della politica è merce rara e preziosa. Si vende e si compra ad altissimo prezzo. Perché genera paura. e quando si genera paura si può generare e costruire anche consenso. Lo vediamo in tutte le nostre società, non solo in Italia, in tutti i paesi, soprattutto quelli europei, soprattutto quelli occidentali, compresa l'America. Vi voglio dare qualche numero, però, perché tendiamo a dimenticarceli. Sapete quanti sono i migranti morti lungo le rotte di terra? cioè quelli che attraversano i deserti del Sahara per trovare un imbarco poi sulle coste del Nord Africa, quelli che muoiono durante l'attraversamento dei confini nei paesi extraeuropei per entrare in quelli europei. Sono 20.000 da 2014 ad oggi. E sapete quanti sono i migranti morti nel Mediterraneo nello stesso periodo, dal 2014 ad oggi? Cioè quelli che si prendono il rischio di salire su questi barconi della disperazione, attraversano quel braccio di mare spesso gelido, spesso in tempesta e ci finiscono risucchiati dentro. 34.200. Questi sono i numeri. di una strage silenziosa che tendiamo a dimenticare, perché quello che fa molto più rumore sono le vicende come quelle di Alquadri, l'assassino che ha provato a fare una strage a Modena e sul quale la politica italiana banchetta da tre giorni. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Massimo Giannini
Intanto c'è... da ringraziare i cittadini che sono intervenuti e non si sono voltati dall'altra parte per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno cominciasse a giustificare, aveva problemi psichiatrici, non trovava lavoro, era frustrato, era preoccupato. Qua si tratta di una strage e cittadino italiano, anche se di origine non africana, un discorso che vogliamo portare a casa è il permesso di soggiorno a punti. Come c'è la patente a punti? Ti do la patente. Se commetti degli errori te la tolgo, rigomici da capo. Il permesso di soggiorno è un atto di fiducia della popolazione italiana nei confronti di chi arriva qua da lontano per costruirsi un futuro. Se sbagli, se commetti dei reati, devo poterti togliere questa fiducia mal riposta e tu devi poter tornare a casa.
Narrator/Commentator
E no, non molla. Matteo Salvini, il leader della Lega, aveva cominciato un minuto dopo. i tragici fatti di Modena, quando l'attentatore Salim el-Kudri, un 31enne squilibrato, è salito sulla sua macchina e ha investito otto cittadini che passeggiavano per una via del centro di Modena. Ha rischiato di fare una strage, per fortuna i feriti stanno un po' meglio, è stato placato da cinque eroi, li abbiamo raccontati e celebrati in queste ore, uno su tutti, l'italiano Luca Signorelli, ma insieme a lui anche due egiziani che hanno inseguito Melcudri e l'hanno fermato nonostante avesse in mano un coltello. Ma la speculazione politica non si ferma. Sentite Salvini ribadire che bisogna portare avanti questa legge sulla abolizione dei permessi di soggiorno oppure del diritto di cittadinanza nei confronti di stranieri che stanno provando a integrarsi ma non ci riescono perché l'integrazione come dice Salvini e la stessa cittadinanza è un atto di fiducia. Principio giusto declinato malissimo dal capo del carroccio che sfrutta questo caso per una manciata di voti. Adesso poi si scopre, ravanando tra le mail di questo povero squilibrato, che in qualche momento negli anni passati, visto che non trovava lavoro, scriveva bastardi cristiani di merda, vi brucio Gesù Cristo. E questa naturalmente è tutta benzina nel motore degli imprenditori della paura, che cercano pretesti per poter dire cacciamoli tutti via, oppure togliamogli il diritto di restare tra di noi, senza porsi il problema della vera integrazione, quella che servirebbe a migliorare le condizioni di vita anche di questa gente, per consentire e fare in modo che non coltivi la rabbia contro il paese che avrebbe dovuto accoglierli e invece non l'ha fatto. Ma io oggi non vi voglio parlare di questo, perché mentre tutto questo succede, mentre appunto la politica si siede a tavola, si mette il tovagliolo e comincia a fare quello che fanno da sempre sui social gli odiatori, gli antropofagi seduti alla loro tavola calda e cioè prendere i fatti di cronaca e costruirci intorno progetti ideologici finalizzati a raccogliere consenso. Vi voglio raccontare invece come Vi dicevo in premessa qualche storia che riguarda quei poveri disperati, quei migranti che provano a venire qui cercando una vita migliore e invece trovano la morte. Vi voglio raccontare di Fatmata. Chi è Fatmata? Provo a spiegarvelo. Se ti chiami Fatmata, che tu abbia vent'anni o pochi mesi, devi morire. La tua vita non vale niente, devi morire. I tuoi sogni non contano niente, devi morire. Prova pure a venirci in questa parte bella di mondo, quella che ha generato la civiltà giudaico-cristiana. quella che ha inventato le Costituzioni, quella che ha sfornato le dittature e poi le ha abbattute, quella che ha scatenato le guerre e poi le ha ripuliate, quella che ha edificato gli stati di diritto e poi ha riconosciuto i diritti. Se hai creduto a tutto questo, se hai pensato che un posto del genere ti avrebbe accolto a braccia aperte e ti avrebbe dato una casa, una scuola, un lavoro, una speranza, hai sbagliato. Ti chiami Fatmata, e quindi devi morire. Nell'indifferenza se ti va bene, nell'oblio se ti va male. Ora sono due le Fatmata di cui vi voglio parlare. La prima Fatmata se n'è andata il 18 aprile, l'anniversario ricorso pochi giorni fa, del 2023. Aveva giusto 23 anni, era nata nella Sierra Leone, cercava un po' di fortuna in Europa. Insieme al marito Abubakar stava attraversando il confine tra la Grecia e la Macedonia del nord. Un poliziotto macedone le si è avvicinata e l'ha freddata a colpi di pistola senza pietà e senza motivo se non il colore della sua pelle e il dolore della sua condizione. Trofuga per l'appunto, migranti. Abu ha provato pure a soccorrerla, ma gliel'hanno impedito. L'hanno portato in un centro di detenzione, mentre Fatmata è crepata da sola su un'ambulanza, senza neanche un medico a bordo. Dopo otto giorni è arrivato un funzionario e gli ha detto, tua moglie è morta, noi l'abbiamo uccisa, ma se non dici niente a nessuno, noi in cambio ti lasciamo attraversare il confine. Abbun non ha accettato il ricatto e ha denunciato l'omicidio. Tutto inutile. L'agente assassino, tale Igor Markov, è stato processato e assolto. Ora, grazie all'intervento in giudizio delle ONG, è arrivata una condanna in secondo grado. Sapete a quanto? Un anno di prigione, appena sospesa. Tanto vale la vita di Fatmata, di cui nessuno conosce o si ricorda la storia. E' vero, non era Italia. E' Macedonia del Nord. Ma non fa differenza. Perché in Europa, o in buona parte di Europa, ci sono ampie fette di popolo che sentono questo rancore verso chi, come si dice, ci invade. Questa è la narrazione delle destre sovraniste e suprematiste. Poi, la vita della seconda Fatmata, di cui vi voglio raccontare, vale ancora meno di quella della prima. a solo pochi mesi viene dalla costa d'avorio tre settimane fa sua madre una ragazza di 20 anni arriva con lei e con la sorrellina di otto anni a sfax sulla costa tunisina dopo un pellegrinaggio infernale tra il mali il niger e la libia proprio quella libia piena di lager dove si Quelli che cercano di migrare vengono rinchiusi, torturati, le donne vengono stuprate e molte volte vengono uccisi questi poveracci. Bene, lei sale con le sue bambine su un barcone sgangherato, insieme a quello che a piante dosi il nostro ministro degli interni chiamerebbe un carico residuale di altri 55 poveri cristi come lei, in viaggio disperato verso l'Italia. Tre giorni e tre notti in mezzo al mare. Mare crudele, mare grosso, mare gelido. quando cala il buio fanno meno di 10 gradi, come da noi quando è inverno pieno. I pochi vestiti addosso sono logori e fradisci. Fatmata, piccolina, povera, piange, trema, ha le labbra, le manine, i piedini viola. Sua madre la stringe forte, prova a darle un po' del calore col suo corpo. Quando vedono finalmente in lontananza gli scogli di Lampedusa c'è un attimo di calma improvvisa. Il mare si quieta. Fatmata non trema, non si agita, non piange più. Ma Fatmata è morta di freddo. È morta di freddo e adesso il suo povero piccolo corpicino giace in una stanza del cemitero di Lampedusa. Le soccorritrici del 118 hanno fatto di tutto per provare a rianimarla. Ma non c'è stato niente da fare. E ora raccontano il lacrime di una bambina stupenda, bellissima. Dicono, quando abbiamo confermato alla madre che era morta, ha avuto un crollo. Ci siamo occupati della piccola con amore. L'abbiamo pulita e poi portata nella camera mortuaria. Questo è stato un inverno terribile, pieno di morti. Ormai partono in condizioni atrocichi ur di non beccare i controlli. Ma da parte nostra, questo dicono i soccorritori, non ci si abitua mai. E la morte di questa piccola ci ha colpito profondamente. Una morte terribile, sì. Una morte consumata nella notte nera di un Mediterraneo che divora i suoi figli. Mentre sulla terraferma, da Taranto a Modena, sulla vicenda di El Khudri, oppure su quella ancora più terribile di Bacarissacò, quel bracciante ucciso da cinque ragazzini a coltellate solo perché era nero, ecco, su tutto questo, nella terraferma, gli impresari dell'odio banchettano con intima gioia sulle loro vite a perdere. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Host: Massimo Giannini
Date: May 19, 2026
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sullo stridente contrasto tra il clamore mediatico e politico che circonda i recenti atti di violenza legati all'immigrazione e l'assordante silenzio che accompagna le storie dei migranti che muoiono nel tentativo di raggiungere l’Europa. Al centro dell’episodio ci sono le storie delle due Fatmata: due vittime diverse, unite dal destino crudele di chi cerca una vita migliore ma trova la morte nell’indifferenza generale. Giannini denuncia la deriva populista di una parte della destra italiana, pronta a sfruttare fatti di cronaca per alimentare paura e consenso, contrapponendola alle tragedie quotidiane che passano inosservate.
“Il permesso di soggiorno è un atto di fiducia della popolazione italiana nei confronti di chi arriva qua da lontano per costruirsi un futuro. Se sbagli, se commetti dei reati, devo poterti togliere questa fiducia mal riposta e tu devi poter tornare a casa.”
— Massimo Giannini (02:28)
“Un poliziotto macedone le si è avvicinata e l’ha freddata a colpi di pistola senza pietà e senza motivo se non il colore della sua pelle e il dolore della sua condizione.”
— Massimo Giannini (06:38)
“Tanto vale la vita di Fatmata, di cui nessuno conosce o si ricorda la storia.” (07:40)
“Fatmata non trema, non si agita, non piange più. Ma Fatmata è morta di freddo... Il suo povero piccolo corpicino giace in una stanza del cimitero di Lampedusa.”
— Massimo Giannini (09:15)
“Quando abbiamo confermato alla madre che era morta, ha avuto un crollo. Ci siamo occupati della piccola con amore. L’abbiamo pulita e poi portata nella camera mortuaria.” (09:45)
“Mentre sulla terraferma, da Taranto a Modena, gli impresari dell’odio banchettano con intima gioia sulle loro vite a perdere.”
— Massimo Giannini (10:54)
Lo stile di Giannini è incisivo, diretto e indignato. Sferza la retorica politica italiana ed europea e offre racconti che mescolano cronaca, empatia e denuncia sociale. Utilizza immagini forti e un linguaggio emotivo per scuotere l’ascoltatore e contrapporre i titoli gridati alle vite ignorate.
In sintesi:
Questo episodio di "Circo Massimo" mette in scena il vero spettacolo della politica italiana: una destra che fa rumore sulle paure, mentre la tragedia quotidiana dei migranti si consuma nel silenzio. Le storie delle Fatmata sono simbolo di una strage invisibile, davanti alla quale la società e la politica scelgono troppo spesso di voltarsi dall’altra parte.