Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: La destra e la Biennale: volete Dostoevskij o i condizionatori?
Host: Massimo Giannini
Date: March 13, 2026
Episodio in breve
Questa puntata esplora il caso politico-culturale sulle polemiche nate intorno alla decisione del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, di riaccogliere il padiglione russo, dopo l'esclusione dovuta all’invasione dell’Ucraina. Massimo Giannini analizza i diversi punti di vista, le reazioni del governo italiano, e i contrasti tra diplomazia, arte, politica e scelte energetiche, invitando ad una riflessione più profonda sulle forme di boicottaggio e sulle reali implicazioni delle scelte occidentali.
Punti centrali e approfondimenti
1. L’arte come menzogna e verità
- Citazione iniziale Picasso: "L'arte è una menzogna che ci consente di riconoscere la verità." (00:27)
- L’episodio si apre sul valore dell’arte nella ricerca della verità, anche in tempi di guerra, collegando il tema al contesto del conflitto russo-ucraino e al ruolo degli artisti russi contemporanei.
2. La decisione della Biennale e il ruolo di Buttafuoco [01:37–03:50]
- Autonomia culturale:
Giannini sottolinea l'autonomia storica della Biennale di Venezia, "130 anni di sentieri dove chiusura e censura sono fuori dall’ingresso della Fondazione Biennale." (01:40) - Scelta destabilizzante:
"Come sempre, Buttafuoco ha preso una decisione che sta destabilizzando il governo," osserva il commentatore, evidenziando la frattura politica interna generata dal via libera al padiglione russo dopo anni di assenza (02:27). - Il profilo di Buttafuoco:
Un intellettuale ‘di destra’, eppure difficilmente catalogabile, "uomo non controllabile" e di grande libertà personale e culturale.
3. Lo scontro politico: governo versus Biennale [03:50–06:50]
- Ministro della Cultura Giuli contrario:
Il ministro Giuli spinge per le dimissioni di Tamara Gregoretti (consigliera d’amministrazione Biennale), opponendosi alla linea Buttafuoco. - Contraddizione nella destra:
La spaccatura si accentua tra ‘paladini della fermezza’ e chi (come la Lega di Salvini) sostiene: "l’arte non si censura".- Salvini: "L’arte non si censura. Lui che di arte notoriamente non è che sia proprio un grande esperto." (06:40)
- Tajani: "Non si possono adottare censure. L’arte deve essere libera di manifestarsi in tutti i modi possibili. Non è che bruciamo Dostoevskij, Tolstoi, Gor’kij perché erano russi."
4. Casi precedenti e doppi standard culturali [07:00–09:30]
- Riferimenti ai boicottaggi precedenti nei confronti di artisti russi come Valery Gergiev, Anna Netrebko, e Svetlana Zakharova.
- Giannini cita anche il dibattito analogo sugli artisti israeliani nel contesto delle azioni di Netanyahu a Gaza: "le polemiche via via hanno riguardato anche gli artisti israeliani, per quello che Netanyahu sta facendo in Palestina..."
5. Le ragioni di Buttafuoco e l’autonomia della Biennale [09:30–11:15]
- Visione inclusiva:
Buttafuoco richiama "La Pace", il manifesto di Jünger, e spiega:
"Io apro a tutti, non chiudo a nessuno, ci saranno Russia, Iran, Israele, Ucraina, Bielorussia, tutti, niente boicottaggi, nessun veto, nessuna epurazione. La Biennale segue un’altra strada rispetto a governo e politica." (09:50) - La presenza storica russa:
Ricorda il padiglione russo presente dal 1914: "è stata assente dal 2022. Ho chiesto di accompagnare la mostra con inviti a personalità di tutte le zone di guerra per raccontare l’altro punto di vista." (11:00)
6. Contraddizioni occidentali: energia e sanzioni [11:15–13:30]
- L’Europa, pur boicottando la presenza culturale della Russia, continua a finanziare Mosca comprando gas e petrolio:
"Pensate che l’Europa, finora, ha speso qualcosa come 22 miliardi l’anno, dal 2022 in poi, per continuare a comprare gas liquefatto e non solo liquefatto, anche in tubi, dalla Russia." (12:20) - "Noi ragioniamo sui fatti, basta con appelli, firme, schemi da anni 70. Ci muoviamo con l’arte e l’arte si misura con i fatti." (Buttafuoco citato da Giannini, 11:08)
- Denuncia delle triangolazioni di petrolio russo che aggirano le sanzioni.
7. Il dilemma: boicottaggio culturale vs. dipendenza economica [13:30–15:20]
- Giannini si chiede: "Boicottiamo pure la Biennale. Ma cosa facciamo per quanto riguarda il gas? Continuiamo a comprare serenamente e a pagare profumatamente le forniture russe?"
- Non esiste risposta semplice, il problema è "complesso" e ricco di contraddizioni.
8. L’arte deve disturbare? [14:10–15:39]
- Omaggio a Dalí:
"Un altro grande pittore del passato, Salvador Dalí, sosteneva che l’arte è fatta per disturbare." - Spera che gli artisti russi possano essere "punta di lancia di una dissidenza nei confronti di Putin che finora non abbiamo visto manifestarsi con tanta forza."
- "Vi rimetto la grande domanda che Mario Draghi fece, con una frase piuttosto infelice... Volete la pace o i condizionatori? Beh, oggi... volete la pace o Dosotoievski?" (15:25)
Momenti e citazioni memorabili
- "L’arte non si censura" — Matteo Salvini, citato e ironicamente commentato da Giannini (06:40)
- "Io apro a tutti, non chiudo a nessuno...nessuna epurazione. La Biennale segue un’altra strada rispetto alla politica." — Pietrangelo Buttafuoco, intervistato da Repubblica (09:50)
- "Noi ragioniamo sui fatti, basta con appelli, firme, schemi da anni 70. Ci muoviamo con l’arte e l’arte si misura con i fatti." — Buttafuoco, tramite Giannini (11:08)
- "Boicottiamo pure la biennale. Ma cosa facciamo per quanto riguarda il gas?" — Massimo Giannini (13:50)
- "L’arte è fatta per disturbare." — Salvador Dalí, citato da Giannini (14:10)
- "Volete la pace o i condizionatori? ... volete la pace o Dostoevskij?" — Mario Draghi e Massimo Giannini (15:25)
Timestamps dei segmenti chiave
- [00:27] Il valore dell’arte e l’attualità in tempo di guerra
- [01:37–03:50] L’autonomia e la scelta della Biennale; profilo di Buttafuoco
- [03:50–06:50] Lo scontro nel governo italiano; voci della destra e Lega
- [07:00–09:30] Precedenti storici di boicottaggi culturali
- [09:30–11:15] Motivazioni di Buttafuoco e dichiarazione di inclusione
- [11:15–13:30] La contraddizione tra boicottaggio culturale e continuità degli affari energetici
- [13:30–15:20] Il dilemma dei boicottaggi e le domande aperte
- [14:10–15:39] Arte come dissidenza; chiusura con dilemma Draghi/Giannini
Conclusione
Massimo Giannini, con la consueta ironia e profondità, solleva le grandi contraddizioni della politica e della società italiana davanti alla guerra, ai boicottaggi culturali e alla dipendenza economica dalla Russia. Il caso Biennale viene utilizzato per mostrare come l’autonomia della cultura possa diventare argomento di tensione nella politica nazionale, e invita ad andare oltre le semplificazioni ideologiche, lasciando l’ascoltatore con una domanda che rimane irrisolta ma centrale per il nostro tempo: vogliamo davvero scegliere fra la pace e la cultura, fra i condizionatori e Dostoevskij?
