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A
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B
Sangue mio, di alba, di luna spezzata, di roccia morta, di donna che riposa, che salta nel vuoto, aperta alla follia. Sangue limpido e definito, fertile e semenza. Sangue incomprensibile, gira. Sangue liberazione di sé. Sangue fiume dei miei canti, mare dei miei abissi. Sangue istante dove nasco dolorante, nutrita dalla mia ultima apparizione. Questa è la poesia più famosa di Susanna Chavez, la donna alla quale si deve la nascita del movimento internazionale, non una di meno. Susanna era messicana, nata a Ciudad Juarez, per anni e anni si è abbattuta per i diritti delle donne, contro ogni violenza, contro ogni patriarcato. «Ni una mujer menos, ni una muerta mas», diceva lei. Di lì nasce il movimento Non una di meno. Nel 2011 Susanna è stata uccisa da tre uomini, forse proprio a causa del suo attivismo per difendere la condizione femminile. Oggi sul corpo delle donne in Italia si produce l'ennesimo mispatto, un disegno di legge che doveva definire cos'è consenso in presenza di una violenza sessuale. viene stravolto e ancora una volta a pagare sono le donne come Susanna. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
C
Sono molto soddisfatta dell'approvazione all'unanimità in Parlamento del disegno di legge e del governo che introduce il reato di femminicidio. Un segnale importante di coesione, della politica contro la barbaria e della violenza contro le donne. Aggiungiamo uno strumento in più a quelli che avevamo già previsto, dal rafforzamento del Codice Rosso al raddoppio delle risorse per i centri antiviolenza e per le case rifugio. Sono passi concreti che ovviamente non bastano. Dobbiamo continuare a fare ogni giorno di più per difendere la libertà e la dignità di ogni donna.
B
Quella che avete appena sentito è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Queste erano le sue parole pronunciate il 25 novembre scorso, giorno, giornata mondiale contro le violenze sulle donne. Festeggiava in quell'occasione, giustamente, il via libera del Parlamento al disegno di legge che istituisce il reato di femminicidio. quello che ora viene applicato al criminale carnefice di Anguillara. In quella circostanza però, mentre passava quel disegno di legge, arretrava e si insabbiava un altro provvedimento importante, quello che doveva riformulare l'articolo 609 bis del codice penale relativo al reato di violenza sessuale. Si era messa di traverso la Lega perché la definizione di quella Violenza non convinceva il carroccio o il partito di Matteo Salvini, che aveva paura che con una formulazione troppo restrittiva finissero per dover pagare troppi uomini, sottoposti alle maglie della giustizia. per non aver saputo capire in che momento la donna pronuncia il suo consenso oppure lo nega. Bene, oggi abbiamo avuto la risposta del governo a quel dubbio che era rimasto in sospeso. Infatti in Commissione Giustizia al Senato è stata presentata la nuova versione del testo dell'articolo 609 bis quello appunto che definisce il reato di violenza sessuale. Il testo recita così, nero su bianco. La volontà, contraria all'atto sessuale, deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L'atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa, ovvero approfittando dell'impossibilità della persona stessa nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso. Sottolineo tre volte quest'ultimo passaggio, di esprimere il proprio dissenso, perché la nuova formulazione di questo reato, peggiorativa decisamente di quella originaria, ruota tutto intorno a questa formula, e cioè esprimere il proprio dissenso. Succede infatti che nella precedente versione, quella alla quale la Lega aveva posto il suo veto e Meloni glielo aveva accordato, si dicesse invece che la donna aveva pieno diritto di esprimere il consenso libero e attuale. Violato questo, si trattava sempre e comunque di violenza sessuale. Adesso questo concetto viene di fatto sovvertito. Dalla parola consenso si passa invece al concetto di dissenso. E in questa chiave c'è tutto il patetico e enoso contorcimento culturale di questa maggioranza retrograda. Sì, perché succede infatti che, poiché si passa al concetto di dissenso, si inverte sostanzialmente l'onere della prova. Infatti, mentre con la formulazione precedente, quella relativa al consenso libero e attuale, la prova che questo fosse stato vulnerato era tutta a carico del carnefice, con questa inversione concettuale, cioè con il passaggio dal consenso al dissenso, in caso di violenza la prova che c'è un dissenso è a carico della vittima, con il rischio quindi che aumentino tutti quei casi di cosiddetta vittimizzazione secondaria, per esempio lo stato di ebrezza, l'assunzione di droga, il modo in cui la donna è vestita, entro quanto tempo avanza e propone la denuncia all'interno di un processo. Cosicché il soggetto debole che subisce un reato patisce una minore protezione giuridica. È assurdo, ma succede anche questo oggi. Mentre aumentano i reati e le violenze contro le donne, Mentre la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ribadisce quanto è importante per lei e per il suo governo proteggere la condizione femminile, ecco, i Patrioti al Comando compiono questa nefandezza, ancora una volta sul corpo delle donne. E ha un bel dire la relatrice al provvedimento. Ormai abbiamo imparato bene a conoscere la senatrice leghista e avvocatessa già di Giulio Andreotti. Giulia, buongiorno. che anche con questa riformulazione al centro resta la volontà della donna perché il nuovo testo si incentra appunto sulla manifestazione di volontà della donna e include anche le condotte di freezing cosiddette cioè quelle che si verificano a sorpresa conclude dicendo mi sembra un buon punto di equilibrio No, no senatrice Buongiorno, no presidente Meloni. Questo non è affatto un buon punto di equilibrio. È l'ennesimo passo indietro, l'ennesimo tragico schiaffo in faccia alle donne che si battono per difendere i loro diritti. Purtroppo, è l'ennesima ferita sul corpo delle donne. Proprio quel corpo che è al centro della poesia di Susanna Chavez. Un corpo che chiede giustizia per sé e per le altre. E che la politica continua a negarle. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Host: Massimo Giannini
Date: January 23, 2026
Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica (OnePodcast)
In this episode, Massimo Giannini delves into the complex and controversial issue of violence against women in Italy, centering on recent legal reforms spearheaded by the right-wing government. He contextualizes the political debate in light of the international legacy of activism (notably referencing Susanna Chavez and the “Non una di meno” movement) and critiques the latest changes to the definition of sexual violence in the Italian penal code. The episode critically contrasts public statements from government officials with legislative actions, highlighting the dissonance between rhetoric and reality for women’s rights.
Giorgia Meloni’s Statement:
Contradictions Exposed:
Shift in Legal Language:
Implications of the Change:
Role of the Lega and Government:
Response from Right-Wing Lawmakers:
On the Shift from Consent to Dissent:
On the Practical Impact:
On Political Hypocrisy:
Concluding Reflection – The Political and Symbolic Wound:
Giannini blends factual political analysis with emotional resonance, especially through literary references and passionate criticism. His tone is direct, urgent, and sharply critical of what he sees as hypocrisy and regression in the government’s actions.
Massimo Giannini’s episode provides an unflinching look at the paradoxes in Italy’s legislative approach to gender-based violence. By juxtaposing symbolic advances (the femicide law) with surreptitious retreats (the redefinition of sexual violence), he exposes how cultural and political maneuvering can erode women’s rights under the guise of progress. The episode channels the spirit of international activism into an urgent Italian political critique, concluding that the “ferita sul corpo delle donne” (wound on the bodies of women) remains painfully open in today’s Italy.