Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Podcast: Circo Massimo
Host: Massimo Giannini
Episode: La finta pace di Israele e i deliri meloniani sulla Flotilla
Date: 1 ottobre 2025
Episodio in sintesi
Questa puntata di "Circo Massimo" offre un’analisi tagliente e indignata sul presunto “storico” accordo per la pace in Palestina presentato da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, e sulle reazioni (definite deliranti) della premier italiana Giorgia Meloni riguardo alla missione umanitaria della flottiglia Global Sumud. Massimo Giannini smaschera quello che definisce “il grande bluff” della pace di facciata, denunciando i veri obiettivi politici ed economici e la retorica fuorviante che cerca di criminalizzare l’attivismo civile.
Punti chiave e approfondimenti
1. Il racconto satirico del “pacifinto” e del “criminale di guerra”
[00:48 – 02:34]
- Giannini inizia introducendo sarcasticamente due personaggi: l’“autocrate pacifinto” (Donald Trump) e il “criminale di guerra” (Benjamin Netanyahu).
- Trump si autocelebra come portatore di pace, mentre negli USA reprime duramente le minoranze.
- Netanyahu viene descritto come impegnato nell’annientamento fisico dei palestinesi, completando lo “sterminio” dal fiume al mare.
Citazione:
“Nessuno ha mai capito quali guerre fossero. Non solo, aveva anche annunciato che prima o poi lui avrebbe vinto il premio Nobel per la pace, perché se lo meritava.”
— Narratore/Commentatore, [00:50]
2. Lo “storico” piano di Trump e la sua inconsistenza
[02:35 – 08:34]
- Trump e Netanyahu, in un’operazione mediatica, fingono di siglare ‘la pace attesa da 3.000 anni’.
- Il piano prevede la demilitarizzazione della Palestina e una ricostruzione guidata dagli USA, coinvolgendo il cosiddetto “consiglio d’amministrazione” (Trump-Blair) per trasformare Gaza nella “Miami del Medio Oriente”.
- Nei dettagli: il piano non contempla la nascita di uno Stato palestinese, non prevede la rinuncia israeliana alle colonie in Cisgiordania, e anzi ipotizza l’annessione della Cisgiordania ad Israele.
- Il futuro dei palestinesi rimane un’enorme incognita: nessun diritto politico o prospettiva di autodeterminazione.
Citazione:
“L’idea dei due popoli due stati che Trump ieri ha fatto finta di rilanciare non è in campo dal punto di vista di Israele.”
— Massimo Giannini, [04:50]
- Il piano viene inserito in un quadro di ricatto mortale: se Hamas non libera tutti gli ostaggi entro 72 ore, gli Stati Uniti supporteranno una nuova ondata di attacchi israeliani, una vera e propria minaccia di “portare a termine il lavoro”.
Citazione:
“Cosa significa portare a termine il lavoro? Completare lo sterminio e la liquidazione del popolo palestinese evidentemente…”
— Massimo Giannini, [08:20]
3. Critica feroce: una “finta pace”, puro “specchietto per le allodole”
[08:35 – 10:44]
- Giannini liquida il piano come “gigantesco bluff”, concepito per interessi politico-economici e basato sulla violenza e la propaganda.
- Il vero contenuto? Un ultimatum ai palestinesi: scegliere tra apartheid o sterminio.
Citazione:
“Potete scegliere: o l’apartheid, perché il piano passa e allora voi continuerete ad essere schiavi di Israele, oppure lo sterminio, perché se il piano non passa Netanyahu finirà il lavoro.”
— Massimo Giannini, [09:50]
4. Lo scandalo della flottiglia e le parole di Meloni
[10:45 – 13:40]
- Mentre la flottiglia Global Sumud si avvicina alle acque di Gaza con aiuti umanitari, Meloni la definisce minaccia per il piano di pace, suscitando la replica indignata degli attivisti.
- Giannini sottolinea l’assurdità di ritenere un gruppo di civili di pace un rischio, mentre si definisce “pace” un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto.
Citazione:
“Si chiama Pace un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto e si bollano come nemici coloro che tentano di spezzare un assedio illegale. Parole sacrosante.”
— Massimo Giannini, [12:10]
- Meloni ribadisce che gli aiuti possono essere forniti solo dai canali controllati da Israele, bollando l’azione della flottiglia come “irresponsabile e inutile”.
- Il Presidente Sergio Mattarella corregge Meloni, riaffermando il diritto all’aiuto umanitario.
- Meloni rincara, accusando gli attivisti di essere strumenti (consapevoli o meno) di chi vuole far saltare ogni possibilità di cessate il fuoco.
5. Paradossi e ribaltamento della realtà
[13:41 – fine]
- Giannini chiude con amaro sarcasmo: il fallimento della finta pace viene attribuito alla flottiglia e non ai responsabili politici e militari del conflitto.
- Si sottolinea l’enormità del paradosso: la colpa dell’eventuale prosecuzione del conflitto sarebbe data a “una quarantina di barchini con cibo e farmaci”, anziché alle bombe e ai carri armati.
Citazione memorabile:
“Se la guerra continuerà, la colpa non sarà dei missili e dei car armati dell’esercito israeliano che continua a sterminare bambini, donne e uomini palestinesi nella striscia, ma sarà di una quarantina di barchini che navigano carichi di cibo e di farmaci nel Mar Mediterraneo.”
— Massimo Giannini, [14:40]
Segmenti e Timestamps salienti
- [00:48] – Introduzione sarcastica dei “protagonisti” Trump e Netanyahu
- [02:34] – Descrizione del contesto e del presunto “storico” piano di pace
- [04:50] – Analisi delle falle strutturali del piano
- [08:20] – Svelato il ricatto dietro l’ultimatum a Hamas
- [10:45] – “Finta pace”, apartheids, e illusioni mediatiche
- [12:10] – Critica al paradosso della flottiglia criminalizzata
- [13:41] – Chiusura con denuncia amara e ribaltamento della realtà
Toni, stile e atmosfera
L’episodio mantiene uno stile caustico, indignato e molto netto, con un forte uso di sarcasmo e ironia per smascherare la retorica politica e denunciare l’ipocrisia di leader ed istituzioni. La narrazione è puntuale, ma profondamente partecipe delle sofferenze palestinesi e duramente ostile all’impunità del potere.
Per chi non lo ha ascoltato
Questo episodio fornisce una chiave di lettura radicale e mai banale del “teatro” sulla pace in Medio Oriente, mostrandone i meccanismi propagandistici e le complicità politico-mediatiche. Smaschera la retorica sia internazionale che italiana, riservando una particolare critica agli esponenti politici che criminalizzano l’attivismo civile e umanitario.
