Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: La Flotilla, il coraggio di Foglietta e l’ipocrisia di Meloni
Host: Massimo Giannini
Date: 5 settembre 2025
Episodio in breve
Massimo Giannini affronta il tema dell’impegno civile nel contesto della crisi in Palestina e la crescente mobilitazione a favore della causa palestinese, sia a livello internazionale che italiano. Sottolinea il coraggio di figure come Anna Foglietta e le contraddizioni della risposta politica italiana, in particolare della premier Giorgia Meloni. Si riflette sul significato dell’impegno oggi, l’ipocrisia delle istituzioni e i rischi di una deriva autoritaria nella gestione delle proteste pacifiche.
Principali punti di discussione e approfondimenti
1. Il significato moderno dell’impegno (00:41–02:30)
- Giannini apre riflettendo sulla recente scomparsa di Giorgio Armani, emblema dell’impegno professionale e umano.
- “Impegno è anche battersi per una causa giusta, battersi per gli altri, battersi per gli ultimi.” (Massimo Giannini, 00:46)
2. L’onda di solidarietà per la Palestina e la risposta di Israele (02:30–04:30)
- La solidarietà con la causa palestinese cresce anche in ambienti insospettabili come il Festival di Venezia.
- Festival diventato palcoscenico: attori come Michele Riondino, Joaquin Phoenix e Rooney Mara si uniscono per denunciare la situazione e sostenere il popolo palestinese, anche attraverso il film “The Voice of Ind Rajab”.
- Giannini descrive le condizioni drammatiche a Gaza: “Un fazzoletto di terra dove non ci vivrebbero in 200.000 e invece sono lì tutti ammassati, un bersaglio…” (03:48)
3. Il caso Venezia: repressione delle proteste e attivismo degli artisti (04:30–07:04)
- Riferimento a episodi preoccupanti durante il Festival:
- Un regista, portando una keffia, simbolo della causa palestinese, viene fermato e identificato dalla polizia all’ingresso.
- Anna Foglietta e l’artista Laika fermate dai carabinieri mentre navigano su una barca con bandiere palestinesi per presentare “We Are Coming”, opera a sostegno della Global Sunood Flottiglia.
- “Gli si impedisce di procedere. Ascoltate che cosa è successo.” (Giannini introduce il collegamento a Foglietta, 06:57)
4. La voce di Anna Foglietta: testimonianza e richiamo all’umanità (07:04–08:06)
“Se non ci fanno arrivare sarebbe gravissimo. Era un'azione pacifica e non violenta in segno di totale solidarietà con l'azione della Global Summer Flottillia…Questo è l’ultimo estremo tentativo per dimostrare ancora al mondo che forse l’essere umano ha una possibilità…Se noi come esseri umani non ci mettiamo tutti quanti sulla stessa barca davvero per trasportare questo sentimento abbiamo fallito.”
—Anna Foglietta, 07:13
- Foglietta si appella al sentimento umano e alla forza dei palcoscenici pubblici contro l’indifferenza.
5. Le reazioni istituzionali e la replica di Meloni (08:06–11:15)
- Giannini nota: “Quando un’azione non violenta di sostegno alla flottiglia viene bloccata dalle forze dell’ordine, dobbiamo porci qualche domanda. Vuol dire che c’è qualche cosa che non va.” (08:28)
- La segretaria PD Elly Schlein chiede al governo Meloni garanzie di sicurezza per chi si imbarca nella flottiglia per Gaza.
- Meloni risponde formalmente, suggerendo canali “alternativi e più efficaci” per gli aiuti e cita i 200 tonnellate di aiuti già distribuiti tramite il programma “Food for Gaza”.
- Giannini rileva come Meloni sembri sottostimare o ignorare la “portata politica di questa iniziativa”, riducendola a un tema umanitario-burocratico.
6. L’ipocrisia del governo e il rischio di deriva autoritaria (11:15–12:55)
- Giannini legge una definizione di “stato di polizia” e nota:
- “...si percepisce qua e là un vago sentore di autocrazia che fa il paio a questo punto con l'ipocrisia con la quale il governo italiano sta affrontando l'immane tragedia del popolo palestinese.” (12:20)
- Lamenta che anche la repressione delle manifestazioni pacifiche diventa parte di questa ipocrisia istituzionale.
Citazioni memorabili
- Massimo Giannini (00:46):
“Impegno è anche battersi per una causa giusta, battersi per gli altri, battersi per gli ultimi, battersi per chi soffre in questo momento, soprattutto gli ucraini, ma ancora di più i palestinesi.” - Anna Foglietta (07:13):
“Se non ci fanno arrivare sarebbe gravissimo. Era un’azione pacifica e non violenta…abbiamo fallito tutti.” - Massimo Giannini (08:28):
“Quando un’azione non violenta... viene bloccata dalle forze dell’ordine, allora dobbiamo porci qualche domanda. Vuol dire che c’è qualche cosa che non va.” - Massimo Giannini (12:20):
“Si percepisce qua e là un vago sentore di autocrazia che fa il paio a questo punto con l’ipocrisia con la quale il governo italiano sta affrontando l'immane tragedia del popolo palestinese.”
Timestamps dei momenti chiave
- 00:41 – Giannini introduce il tema dell’impegno e ricorda Giorgio Armani.
- 03:00 – Descrizione delle condizioni a Gaza e della situazione politica israeliana.
- 04:30 – Focus sugli episodi di repressione a Venezia e la protesta degli artisti.
- 07:04 – Intervento integrale di Anna Foglietta.
- 08:06 – Giannini riflette sulla mancata libertà di manifestazione in Italia.
- 09:00 – Schlein chiede garanzie al governo; risposta formale di Meloni.
- 11:15 – Critica all’ipocrisia del governo e richiamo al rischio autoritario.
Riflessione finale
Giannini conclude con un’amara constatazione: mentre cresce il coraggio dei cittadini e degli artisti nel denunciare ingiustizie e nel solidarizzare con il popolo palestinese, le istituzioni italiane oscillano tra burocrazia fredda e repressione, mostrando un’ipocrisia che rischia di avvicinare il paese a uno stato di sorveglianza e controllo, più preoccupato di sedare il dissenso che di ascoltare la voce degli ultimi.
