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A
E ora, amici, una hit che unisce avvocati, architetti e farmacisti.
B
Forest, ma cos'è sta roba?
A
Sentite qua. Siamo tutt'orecchi. I buoni pasto, Ticket Restaurant, Ed and Red, deducibili per partite IVA e aziende, anche con pochi collaboratori. E i dipendenti li usano dove vogliono. Ristoranti, supermercati e pure discount in tutt'Italia. Ma scusi, dove l'avrebbe sentita? Su TicketRestaurant.it o chiamando l'800-600-100.
B
Bramieri, celebre raccontatore di barzellette e di freddure degli anni passati, ne aveva una in particolare che faceva molto ridere. Dicono che chi va in vacanza lo fa per cambiare aria. Mio cognato c'è andato per sei mesi ma è tornato con la stessa aria da cretino. Ora non ci permetteremmo mai di dare del cretino al ministro della difesa, ci mancherebbe altro. Tuttavia Guido Crosetto è andato, pare, in vacanza per tre giorni a Dubai, in piena guerra contro l'Iran decretata dagli Stati Uniti e da Israele, ma la sensazione è che sia tornato con la stessa arietta un po' svagata e un po' bugiarda che aveva prima di partire. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
C
Questo fatto non è emerso da uno scoop giornalistico, è emerso dal fatto che io l'ho detto. Ne è testimone anche il senatore Graziano cui l'ho detto, come ad altri. Ho detto sono qua a Dubai bloccato perché sta succedendo questo, quindi l'ho reso pubblico io. È diventata una notizia chiedendo come mai... Tra l'altro il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta. Perché io immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo. Ho scelto in quel momento di stare a Dubai visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero i miei due figli e sono stato lì. Quando dopo una notte di bombardamento li ho presi e li ho accompagnati a Muscate, sono partito e sono ritornato a fare il mio dovere. Perché ero a Dubai? Perché avevo deciso, e poi vado anche sulle valutazioni, perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Siccome in quel periodo di ferie avevo messo anche dei periodi degli incontri istituzionali, avevo due modi di farlo. Il primo era partire in modo istituzionale, fare i miei incontri istituzionali e poi collegarmi alla mia famiglia per proseguire quello. L'altro era quello di partire in modo civile, fare la parte familiare, fare gli interni familiari pagandoli come uomo civile e unire le due cose insieme. La valutazione l'ho fatta prima, visto che i giornali mi hanno chiesto, sì che l'ho fatta e anche non da solo. E noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o di quando è successo. Nessun Paese, io ho scritto a tutti i miei colleghi Ministri di Difesa, nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione se non quando gli aerei erano in volo. Volete sapere perché? Perché non è emerso, vi dico anche perché. Gli americani non hanno comunicato a nessuno gli israeliani perché sono partiti non quando avevano programmato. che sarebbe stato questa settimana, che era quello che sapevano tutti gli alleati, semmai. Ma quando hanno avuto la certezza che uno di quegli attacchi avrebbe colpito l'obiettivo principale?
B
Ecco, ci mancava solo questo. Siamo nel pieno di una guerra tragica. Stati Uniti e Israele attaccano l'Iran. L'Iran contrattacca con una forza di fuoco impressionante e Trump e Netanyahu si accingono ad accentuare l'offensiva. contro i guardiani della Rivoluzione dopo averne ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei. Il Medio Oriente ribolle, esplode e in tutto questo non avevamo certo bisogno che esplodesse anche un caso Crosetto. L'avete sentite le sue parole? Ecco, il Ministro della Difesa è oggi l'allegoria della nostra irrilevanza e della nostra incompetenza. Irrilevanza perché l'Italia, così come tutti gli altri paesi europei, non sapevano nulla di questa operazione furia epica o ruggito del leone. a seconda di come vogliamo usare lo slogan fatto proprio dall'esercito americano e da quello israeliano. Dunque, tenuti all'oscuro di tutto, brancoliamo nel buio. Ma questa è anche l'allegoria della nostra incompetenza, perché le parole con le quali il ministro della Difesa ha provato a spiegare una situazione grottesca che lo riguarda, testimoniano o di una certa inclinazione al dilettantismo, oppure anche una certa attitudine all'ambiguità e forse anche alla menzogna. Sappiamo qual è il caso, grosso modo, lo ha riassunto Crosetto dalle parole che avete appena sentito. Il ministro della difesa si è trovato insieme ai suoi familiari a Dubai proprio nelle ore in cui la guerra stava esplodendo. ha provato a dare spiegazioni, una meno credibile dell'altra. Vediamo le tre fasi fondamentali e le parole che il ministro ha usato per provare a giustificare le sue decisioni. Partiamo dall'inizio, il volo di andata. Guido Crosetto si muove insieme ai suoi familiari per andare nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. Lo fa, dice, perché andava in vacanza. Lo fa, aggiunge con un volo di linea. E già qui c'è una grossa anomalia. Un ministro della difesa, soprattutto in una fase di tensione, anche senza ancora sapere che di lì a poco sarebbe esplosa la guerra in Medio Oriente, non si muove su un volo di linea. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran erano già fortissime intorno alla trattativa sul nucleare. Oltretutto va anche in vacanza. Lui stesso lo ha detto, lo avete sentito e l'ha riconosciuto. Forse ho sbagliato a muovermi per di porto in un momento come questo. Eh sì, forse ha sbagliato. Ma ha sbagliato anche a prendere un volo di Linea. Perché un responsabile di un di castello strategico come la difesa, in un momento come questo, se vola insieme ai familiari e a tanti civili italiani che stanno andando a Dubai per vacanza o per di porto, rischia di metterne a repentaglio la stessa vita. è la stessa sicurezza. Poniamo che qualcuno volesse fare un attentato a Crosetto mettendo una bomba su quell'aereo oppure lanciandogli un missile contro. Colpirebbero lui, ma insieme a lui colpirebbero centinaia di italiani inermi. Ecco, quindi il primo punto è questo. Un ministro della difesa con un quadro internazionale che può esplodere e infiarmarsi da un momento all'altro non va con un volo di linea. Va con un volo di Stato. Anche quando va in vacanza. Perché, al di là di tutto, non deve mettere a repentaglio le vite altrui. Poi, passaggio successivo, Guido Crosetto e i suoi familiari arrivano a Dubai. Cosa fanno a fare? Crosetto lo ha detto e lo avete sentito. È lì in vacanza. Qualcuno sostiene un giornale di Puglia che sia andato a festeggiare il matrimonio di amici di famiglia. pugliesi per l'appunto. Poi il pezzo pubblicato dal Quotidiano di Puglia è stato subito modificato, quindi anche lì un buco nero, non si capisce. Ma poi soprattutto lui cambia la versione, non è andato solo in vacanza. A un certo punto si scopre che il ministro aveva anche impegni istituzionali ad Abu Dhabi in questo caso, che come sappiamo dista un'ora di strada da Dubai. Ma di che impegno istituzionale si tratta? Nel governo nessuno ne sa niente, a partire dal suo collega, il ministro degli esteri Antonio Tajani, il che è già piuttosto strano. Ma anche i servizi segreti non sono stati informati, né della partenza del ministro con i suoi, né dell'incontro istituzionale ad Abu Dhabi. Tant'è che il ministro, anche in quel caso, si è mosso in autonomia. Ci sarà andato con la sua macchina, con una macchina di amici, con un taxi, nessuno sa nulla ma possiamo dirlo le garanzie di sicurezza in un caso del genere sono piuttosto strane e qui a proposito ancora della permanenza c'è un giallo nel giallo e cioè non è discorso per errore lo stesso Crosetto pubblica sul suo stato whatsapp per qualche minuto una mappa di Dubai con la localizzazione di una persona che si chiama Anna è probabile che fosse la signora che il ministro doveva raggiungere ma non lo sapremo mai perché quello stato Whatsapp, appunto, dopo qualche minuto scompare e con lui scompare anche Anna. Quello che invece compare, ma con 48 ore di distanza dal presunto evento, è un tweet del collega emiratino di Crosetto, e cioè il ministro della difesa Mohamed Min Boubarek, che su X posta l'annuncio dell'avvenuto incontro col ministro della difesa italiana rafforzare la cooperazione militare bilaterale e sviluppare il partenariato di difesa tra i due paesi. Magnifico! Quindi Crosetto è andato a incontrare il ministro della difesa emiratino ad Abu Dhabi? Se è così perché non lo dice? E perché il tweet di questo ministro arriva solo 48 ore dopo l'incontro e dopo che il caso politico in Italia è già scoppiato? Da ultimo il ritorno a casa e anche qui le anomalie non mancano. Crosetto, nel momento stesso in cui è ripartito da Muscat la capitale dell'Oman, ha annunciato di essere tornato. con un volo di Stato, pagando tre volte la tariffa prevista per gli ospiti dei voli militari, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi. Anche qui un clamoroso cortocircuito. Da un lato il ministro lascia a Muscat i suoi familiari, non se li è portati sul volo di Stato perché ha paura che lo attacchino, come accade già in un famoso volo di Stato di Bettino Craxi. in Cina che a bordo si portò 70 persone e il giorno dopo Giulio Andreotti disse sì ho accompagnato Craxi e i suoi cari a Pechino. Bene per non essere casta lascia la sua famiglia in un'area ormai che la possiamo considerare a tutti gli effetti di guerra. E lui stesso, invece, prendendo il volo di Stato, ci tiene a far sapere che paga il triplo della tariffa. Ma quale tariffa? Se è un ministro è giusto che torni con volo di Stato. Ed è ancora più giusto che, in un momento così drammatico, tornando al suo posto, per quel volo di Stato non paghi neanche un centesimo. invece dice di aver pagato tre volte la tariffa. Sappiamo bene che quel volo per coprirne i costi avrebbe dovuto pagare 15 volte la tariffa. Anche qui lo fa, dice, perché vuole fugare ogni sospetto sul fatto che lui prenda gli aerei di stato come un taxi per gli affari suoi e quindi ancora una volta per non apparire casta. Ma è tutto grottesco. Non è normale che un ministro debba tornare da uno scenario di guerra per presiedere il di Castello della difesa, dovendosi giustificare perché prende il volo di Stato. Anche qua profili di sicurezza e di chiarezza assolutamente ridicoli. E allora, di tutto abbiamo bisogno, in un momento così drammatico, fuorché delle panzane di Guido Crosetto e dei ministri che lo coprono. In una vicenda che, sinceramente, sembra un film dei fratelli Coen. Non i tre giorni del Condor, ma i tre giorni del Tordo. Ma c'è un'ultima cosa che bisogna dire al ministro Crosetto. Nell'intervista che era rilasciato ieri a Tommaso Ciriaco di Repubblica, conclude a proposito di tutti quelli che dall'opposizione non solo lo hanno criticato per il pasticcio di Dubai, con una frase che fa riflettere. Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni. Lo dico con sofferenza, ma è così. E allora, caro Crosetto, forse è il caso che lei si ricordi che fare il ministro è un privilegio e sacrificarsi per la nazione è un compito istituzionale che va svolto sempre con onore e con disciplina, lo prevede la nostra Costituzione. Non bisogna chiedere né pretendere alcunché quando si rende un servigio ai cittadini. E dunque non ha senso sottolineare che gli stessi non meritano la fatica che lui ha dedicato al paese. Semmai è lui che non merita di essere ministro in un paese così.
Episode: La guerra, Crosetto a Dubai e i tre giorni del tordo
Host: Massimo Giannini
Date: 3 marzo 2026
Podcast: OnePodcast
In questa puntata, Massimo Giannini analizza il caso politico e mediatico che ha investito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sorpreso in vacanza a Dubai proprio mentre esplode una gravissima crisi in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’episodio mette in luce la percepita irrilevanza dell’Italia negli scenari internazionali, l’incompetenza e i cortocircuiti istituzionali, ma anche la narrazione pubblica e difensiva di Crosetto stesso. L’intera vicenda, secondo Giannini, diventa emblematica dello stato della politica italiana di fronte ad eventi storici di rilievo mondiale.
[01:28 - 03:25]
Citazione chiave – Crosetto:
“Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero i miei due figli e sono stato lì. Quando dopo una notte di bombardamento li ho presi e li ho accompagnati a Muscate, sono partito e sono ritornato a fare il mio dovere.” (02:04)
“Il Ministro della Difesa è oggi l’allegoria della nostra irrilevanza e della nostra incompetenza.” (03:31)
“Un ministro della difesa con un quadro internazionale che può esplodere e infiammarsi da un momento all’altro non va con un volo di linea. Va con un volo di Stato. Anche quando va in vacanza.” (04:39)
“Sembra un film dei fratelli Coen. Non i tre giorni del Condor, ma ‘i tre giorni del Tordo’.” (09:47)
Crosetto difende le sue scelte:
“La valutazione l’ho fatta prima, visto che i giornali mi hanno chiesto, sì che l’ho fatta e anche non da solo.” (02:20)
Giannini richiama il compito istituzionale del ministro:
“Forse è il caso che lei si ricordi che fare il ministro è un privilegio e sacrificarsi per la nazione è un compito istituzionale che va svolto sempre con onore e con disciplina, lo prevede la nostra Costituzione.” (10:26)
Responsabilità e sacrificio:
“Non bisogna chiedere né pretendere alcunché quando si rende un servigio ai cittadini. E dunque non ha senso sottolineare che gli stessi non meritano la fatica che lui ha dedicato al paese. Semmai è lui che non merita di essere ministro in un paese così.” (10:45)
Massimo Giannini utilizza il “caso Crosetto” come esempio lampante della fragilità e della mancanza di credibilità del sistema politico italiano nei teatri internazionali, sottolineando come in uno dei momenti più drammatici degli ultimi anni la gestione personale e comunicativa del ministro rappresenti l’allegoria di un intero sistema. Sottotraccia, emerge anche la riflessione su dovere e spirito di servizio delle istituzioni.
Tonalità: Ironica, acida, caustica
Stile: Editoriale-commentativo, diretto, spesso sarcastico