Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: La guerra, Crosetto a Dubai e i tre giorni del tordo
Host: Massimo Giannini
Date: 3 marzo 2026
Podcast: OnePodcast
Episodio in breve
In questa puntata, Massimo Giannini analizza il caso politico e mediatico che ha investito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sorpreso in vacanza a Dubai proprio mentre esplode una gravissima crisi in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’episodio mette in luce la percepita irrilevanza dell’Italia negli scenari internazionali, l’incompetenza e i cortocircuiti istituzionali, ma anche la narrazione pubblica e difensiva di Crosetto stesso. L’intera vicenda, secondo Giannini, diventa emblematica dello stato della politica italiana di fronte ad eventi storici di rilievo mondiale.
Punti chiave della discussione
1. Il contesto: la guerra in Medio Oriente
- Stati Uniti e Israele attaccano l'Iran; l'Iran risponde con forza.
- I leader Trump e Netanyahu intensificano l’offensiva dopo la morte della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei.
- Il Medio Oriente è “ribollente” e la tensione è ai massimi livelli.
2. Il “caso Crosetto”: la cronaca dei fatti
[01:28 - 03:25]
- Crosetto, ministro della Difesa italiano, si reca a Dubai con la famiglia proprio mentre scoppia la crisi.
- Le sue giustificazioni: dichiara che il fatto non è stato frutto di uno scoop ma lui stesso lo aveva comunicato, e che è rimasto bloccato a Dubai per scelta.
- Riconosce l’errore e chiede scusa, spiegando che aveva un periodo di ferie programmato con “anche dei periodi degli incontri istituzionali”.
Citazione chiave – Crosetto:
“Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero i miei due figli e sono stato lì. Quando dopo una notte di bombardamento li ho presi e li ho accompagnati a Muscate, sono partito e sono ritornato a fare il mio dovere.” (02:04)
- Sostiene che nessun Paese europeo fosse stato informato dell’imminente attacco americano e israeliano e giustifica la scelta della vacanza e la combinazione di incontri privati e istituzionali.
3. Le anomalie e i buchi nella narrazione
A. La partenza e il volo di linea
- Crosetto vola con la famiglia su un volo di linea. Giannini giudica questa scelta gravissima per la sicurezza:
- Un ministro della Difesa, in tensione internazionale, non dovrebbe esporsi in questo modo.
- Avrebbe dovuto utilizzare un volo di Stato, anche in vacanza, per non mettere a rischio altri passeggeri.
B. Lo scopo reale del viaggio
- Versioni discordanti: vacanza, matrimonio di amici pugliesi, oppure incontri istituzionali ad Abu Dhabi.
- Gli incontri istituzionali non risultano comunicati né al collega ministro degli Esteri Tajani né ai servizi segreti.
C. Il mistero della localizzazione e i social
- Crosetto pubblica brevemente su WhatsApp una mappa di Dubai con la posizione di “Anna”, poi la cancella.
- Soltanto dopo 48 ore esce un tweet del ministro della Difesa degli Emirati, Mohamed Min Boubarek, che conferma l’incontro con Crosetto.
D. Il ritorno (e la questione volo di Stato)
- Crosetto lascia la famiglia a Muscat (Oman) e torna in Italia con un volo di Stato, dicendo di aver “pagato tre volte la tariffa prevista”.
- Giannini trova grottesco doversi giustificare per aver usato il volo di Stato e critica duramente la narrativa di Crosetto.
Analisi politica di Giannini
Irrelevanza e incompetenza
“Il Ministro della Difesa è oggi l’allegoria della nostra irrilevanza e della nostra incompetenza.” (03:31)
- Italia e altri paesi europei all’oscuro dell’attacco; nessuna informazione dagli alleati.
- L’episodio mostra anche “dilettantismo” e “una certa attitudine all’ambiguità e forse anche alla menzogna”.
Il paradosso istituzionale e la comunicazione fallace
“Un ministro della difesa con un quadro internazionale che può esplodere e infiammarsi da un momento all’altro non va con un volo di linea. Va con un volo di Stato. Anche quando va in vacanza.” (04:39)
- Si evidenziano dubbi sulle garanzie di sicurezza e la reale trasparenza sugli incontri istituzionali e sugli spostamenti.
Il sarcasmo di Giannini e il parallelo cinematografico
“Sembra un film dei fratelli Coen. Non i tre giorni del Condor, ma ‘i tre giorni del Tordo’.” (09:47)
- La vicenda e la gestione risultano grottesche agli occhi del conduttore.
Citazioni e momenti memorabili
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Crosetto difende le sue scelte:
“La valutazione l’ho fatta prima, visto che i giornali mi hanno chiesto, sì che l’ho fatta e anche non da solo.” (02:20)
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Giannini richiama il compito istituzionale del ministro:
“Forse è il caso che lei si ricordi che fare il ministro è un privilegio e sacrificarsi per la nazione è un compito istituzionale che va svolto sempre con onore e con disciplina, lo prevede la nostra Costituzione.” (10:26)
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Responsabilità e sacrificio:
“Non bisogna chiedere né pretendere alcunché quando si rende un servigio ai cittadini. E dunque non ha senso sottolineare che gli stessi non meritano la fatica che lui ha dedicato al paese. Semmai è lui che non merita di essere ministro in un paese così.” (10:45)
Timestamps dei segmenti chiave
- [01:28 - 03:25] – Spiegazione di Crosetto sulla sua permanenza a Dubai.
- [03:26 - 06:40] – Analisi di Giannini sulla partenza, la vacanza e le versioni discordanti sugli incontri istituzionali.
- [06:41 - 08:30] – Misteri mediatici, social, tempistiche dei tweet e implicazioni di sicurezza.
- [08:31 - 09:47] – Il ritorno, il volo di Stato, le giustificazioni paradossali.
- [09:48 - 10:56] – Conclusioni di Giannini: dovere, onore, istituzioni e la critica aspra al ministro.
Conclusione
Massimo Giannini utilizza il “caso Crosetto” come esempio lampante della fragilità e della mancanza di credibilità del sistema politico italiano nei teatri internazionali, sottolineando come in uno dei momenti più drammatici degli ultimi anni la gestione personale e comunicativa del ministro rappresenti l’allegoria di un intero sistema. Sottotraccia, emerge anche la riflessione su dovere e spirito di servizio delle istituzioni.
Tonalità: Ironica, acida, caustica
Stile: Editoriale-commentativo, diretto, spesso sarcastico
