Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: La guerra di Trump, le parole vuote di Radio-Meloni
Host: Massimo Giannini
Date: 6 marzo 2026
Episodio in breve
Questo episodio di "Circo Massimo" vede Massimo Giannini offrire una riflessione critica e appassionata sull’inerzia e la vaghezza della posizione italiana rispetto alla nuova “Terza Guerra del Golfo”, scaturita dai recenti attacchi tra Trump, Netanyahu e l’Iran. Centrale è la denuncia del silenzio politico della Premier Giorgia Meloni, che – secondo Giannini – si limita a dichiarazioni generiche in radio, senza affrontare davvero i nodi delle responsabilità internazionali né presentare una chiara linea di politica estera e difesa per l’Italia.
Punti chiave della discussione
1. Italia smarrita e silente di fronte alla crisi
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Tono poetico per descrivere l’impasse italiana
Giannini cita Eugenio Montale per evocare l’incapacità italiana di prendere posizione sulla guerra mediorientale:“Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro in forme... Codesto solo, oggi possiamo dirti ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”
(Massimo Giannini citando Montale, 00:32) -
Caos internazionale e crisi del diritto
La crisi degli organismi multilaterali e la mancanza di una linea politica comune europea lasciano l’Italia spaesata e senza voce.
2. Le (non) parole di Meloni e la scelta di parlare in radio
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Dichiarazione radiofonica di Giorgia Meloni
Meloni interviene su RTL 102 per esprimere preoccupazione sulla crisi internazionale, ma lo fa, secondo Giannini, fuori dalla sede deputata (il Parlamento):- Sottolinea la crisi del diritto internazionale e manifesta timori per escalation e ripercussioni sull’Italia.
- Ribadisce “non siamo in guerra e non vogliamo entrarci” ma elude le domande sulla posizione italiana in caso di richieste dagli alleati (01:39-03:10).
“Se arrivassero richieste di uso delle basi italiane... penso che sarebbe il Parlamento a decidere... oggi però non abbiamo nessuna richiesta... non siamo in guerra e non vogliamo entrarci.”
(Meloni, 01:39)
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Critica al metodo e alla sostanza
Giannini sottolinea la gravità di affidare questioni strategiche a una trasmissione radiofonica anziché alle Camere:“La Premier ha avuto il buon gusto e il buon senso di dire qualcosa intorno a questa sporca guerra. Purtroppo non l'ha fatta nel luogo deputato... No, Giorgia Meloni parla dai microfoni di una radio...”
(Giannini, 03:12)
3. Eufemismi, omissioni e responsabilità taciute
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Responsabili della crisi secondo Meloni
Meloni accenna a due soggetti responsabili: un membro del Consiglio di sicurezza ONU (allusione alla Russia) e l’Iran, ma evita i nomi e le cause effettive della crisi:“Non lo nomina neanche, ma qui è evidente che sta parlando della Russia di Putin che ha invaso l'Ucraina…”
(Giannini, 03:53)“Meloni parla di ‘reazione scomposta’ del regime iraniano... ma non spiega a che cosa reagiscono.”
(Giannini, 04:34) -
Silenzio su Trump e sulle azioni americane
Meloni non nomina mai Trump, non parla dell’attacco congiunto USA-Israele che ha innescato la reazione iraniana, né delle guerre e delle violazioni precedenti commesse dagli Stati Uniti:“Meloni non nomina mai Donald Trump in questa intervista. Non una sola parola sul presidente degli Stati Uniti che ha riaperto tutti i fronti e i conflitti, possibili e immaginabili, reali o virtuali.”
(Giannini, 05:17)
4. Critica di fondo: la mancanza di una linea chiara
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Qual è la linea dell’Italia? Giannini dipinge l’Italia come “vassalli felici dello sceriffo di Washington”, incapace di esprimere la propria posizione indipendente e genuina.
“Di questa guerra lei cosa pensa? L'Italia come è schierata?... di questo Meloni dice poco o nulla”
(Giannini, 06:56) -
Il ruolo del Ministro Crosetto:
Crosetto ammette in Parlamento che la guerra attuale è “un’altra violazione del diritto internazionale”, ma resta ambigua la posizione ufficiale dell’esecutivo.“Il PD e il Movimento 5 Stelle chiedono: ministro, ma questa è la sua posizione? Oppure è quello che pensa anche Giorgia Meloni?”
(Giannini, 08:17)
Citazioni e momenti memorabili
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Il verso di Montale per l’Italia senza parola:
“Codesto solo, oggi possiamo dirti ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”
(Giannini citando Montale, 00:32) -
La domanda non detta:
“Noi vorremmo sapere, invece, ciò che siamo e ciò che vogliamo.”
(Giannini, 09:41) -
Sulle omissioni di Meloni:
“Si limita a ribadire: Non abbiamo nessuna richiesta in questo senso. Cioè getta la palla, non in calcio d'angolo, in tribuna…”
(Giannini, 07:30)
Timestamps chiave
| Timestamp | Segmento | Contenuto principale | |-----------|----------------------------|--------------------------------------------------------------| | 00:32 | Citazione Montale | Simbolo della vaghezza e del non-dire italiani | | 01:39 | Dichiarazione Meloni | Preoccupazione e genericità sulla guerra e il caos globale | | 03:12 | Giannini su Meloni | Critica al metodo della comunicazione della Premier | | 05:17 | Silenzio su Trump | Omissioni nelle responsabilità americane | | 08:17 | Questione Crosetto | Ambiguità linea governo sulle azioni militari | | 09:41 | Conclusione Giannini | "Vorremmo sapere ciò che siamo e ciò che vogliamo" |
Sintesi finale
Massimo Giannini, con il suo stile ironico e tagliente, usa la poesia di Montale come metafora della politica italiana: l’unica certezza è ciò che non vogliamo, ma nessuno sembra più in grado di dire davvero cosa siamo e quale ruolo desideriamo nella scena internazionale. Il caso della guerra Iran-USA-Israele fa esplodere tutte le contraddizioni di una leadership (Meloni) che – almeno secondo Giannini – si rifugia in dichiarazioni generiche e prudenti, senza offrire una visione autentica o una politica estera indipendente e trasparente all’opinione pubblica.
Per chi volesse capire come viene raccontata e criticata la politica estera italiana oggi, questo episodio di Circo Massimo è sintesi fatta voce, con l’invito finale (tra ironia e amarezza): serve finalmente sapere chi siamo e cosa vogliamo.
