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A
E ora, amici, una hit che unisce avvocati, architetti e farmacisti.
B
Forest, ma cos'è sta roba?
A
Sentite qua. Siamo tutt'orecchi? I buoni pasto, Ticket Restaurant, Ed and Red, deducibili per partite IVA e aziende, anche con pochi collaboratori. E i dipendenti li usano dove vogliono. Ristoranti, supermercati e pure discount in tutt'Italia. Ma scusi, dove l'avrebbe sentita? Su TicketRestaurant.it o chiamando l'800-600-100.
B
Si sa da che mondo è mondo, da che esiste il mercato globale. Le guerre nel Golfo Persico, oltre ad essere un'immane tragedia umanitaria, geopolitica, hanno per noi una ricaduta economica devastante. Ce lo ricordiamo. dai tempi della prima guerra in Kuwait senza considerare poi le crisi energetiche che abbiamo attraversato negli anni 70 che comportarono per noi, sia pure non legati a conflitti bellici, le domeniche dell'austerity. Oggi siamo alle solite. Lo schema si ripete. Oltre alla devastazione prodotta dall'attacco americano e israeliano in Iran e dalla risposta uguale e contraria di quel che resta del regime degli ayatollah, Siamo qui a fare i calcoli di quanto ci costerà, di quanto ci costa subito questa maledetta guerra medio orientale. E per noi tutto questo ha un simbolo chiaro, netto, inequivoco e purtroppo nefasto. Si chiama bolletta energetica. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini. E dunque sì, guerra del golfo. Volano missili, volano bombe, viaggiano droni tra Teheran, l'Iraq, il Kuwait, il Bahrain, gli Emirati Arabi, l'isola di Cipro. Tutto si infiamma in Medio Oriente e si avvicina persino il rischio di un conflitto che coinvolga l'Europa dal punto di vista militare, perché Donald Trump chiede il supporto dell'Unione. alle sue azioni militari contro il regime dei guardiani della rivoluzione. E c'è persino l'ONU che ipotizza il reato di crimini di guerra a proposito del bombardamento avvenuto sulla scuola delle ragazze di Teheran. Staremo a vedere, ma intanto cominciamo a fare i conti su quel che ci costerà questa dannata, maledetta guerra in Medio Oriente. I primi conti naturalmente riguardano, come sempre, l'energia. Certo, ci sono i mercati che riflettono l'andamento drammatico del bollettino di guerra. Crollano tutte le borse, Wall Street, crolla Milano, quasi il 4%, ma la stessa cosa fanno Londra, Francoforte, Madrid. Crolla l'oro, crollano le commodities e si impennano, viceversa, le materie prime. A partire dal petrolio, il cui prezzo, almeno per quel che riguarda il Brent, arriva a lambire e in qualche caso a superare gli 80 dollari al barile. E la stessa cosa fa il gas, che è arrivato a costare sul mercato dei future qualcosa come 60 euro. Insomma, i conti sono presto fatti. Pagavamo già e scontavamo già una bolletta energetica salatissima. e adesso il conto diventa ancora più pesante. Nomisma comincia a fare i primi calcoli. Secondo le stime, con questo andamento dei prezzi, è realistico aspettarci di qui ai prossimi giorni un aumento, un rincaro della bolletta energetica per quel che riguarda l'elettricità nell'ordine del 10% e per quel che invece riguarda il gas nell'ordine addirittura del 15%. Insomma, una batosta salatissima. Era difficile prevedere qualcosa di peggio di una cosa del genere. Ma lo sappiamo, ormai anche dal punto di vista economico, se qualcosa può andare male, state certo che ci andrà. E infatti ci sta andando. E questa è la situazione che ci ritroviamo a dover fronteggiare. Ieri la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha riunito un comitato d'emergenza, convocando a Palazzo Chigi gli amministratori delegati di Eni e di Saipem per valutare l'impatto del conflitto e poi per provare a immaginare cosa si può fare per venire incontro ai bisogni dei consumatori. Mercoledì, domani, forse ci sarà già un Consiglio dei Ministri, vedremo che cosa tireranno fuori dal cilindro magico, perché nel frattempo Noi il problema dell'energia ce lo portiamo dietro già da anni. Diciamolo pure dall'avvio di quella che Putin ha definito l'operazione militare speciale in Ucraina, tradotto altrimenti la sporca guerra contro Zelensky, che ha fatto lievitare i costi della nostra energia. E allora adesso non mi è chiaro perché dovremmo pagare un'elettricità meno cara, essendo un paese di fatto già in bolletti. L'ultima trovata dei Patrioti al comando era stato un altro bonus straordinario, da 115 euro, naturalmente una tantum, per le famiglie vulnerabili, come ormai si usa dire, quelle cioè con ISEE inferiore ai 9.530 euro. A questo si aggiungeva un altro sconto, almeno 60 euro per le famiglie un po' più capienti, cioè quelle con ISEE non superiore ai 25.000 euro. Col paradosso però che questo ultimo beneficio non è automatico ma è erogato in modo volontario dal venditore di energia. Questa era l'unica cosa che il governo era riuscito a fare dieci giorni fa, l'ennesimo decreto elettricità. Per venire incontro, avevano detto, hai bisogno di famiglie e imprese e lo sconto, l'abbiamo detto, equivale per le famiglie meno abbienti a 10 euro al mese. Ora io mi rendo conto per chi fa quasi la fame 10 euro al mese sono già qualcosa ma certo è davvero un pannicello caldo e mi rendo anche conto che di fronte a una guerra tragica come quella che si sta profilando con l'Iran e con tutta l'area dell'Islam sciita c'è poco da stare allegri e c'è poco da maramaldeggiare sull'incapacità del governo italiano, ma in generale di tutti i governi, di fronteggiare questa emergenza. E però, insisto, mi chiedo in che modo certe pezze a colori possano contribuire a colmare l'abisso che separa i costi dell'energia del Bel Paese da quello dei nostri partner comunitari. Ed è un tema non di oggi. Ripeto, ce lo portiamo dietro da tempo. E quello che non posso fare a meno di ricordare è quello che diceva la Presidenta del Consiglio nel 2022. C'è un bel video su YouTube, andatevelo a guardare. Io intanto ve lo faccio sentire.
C
Il caro bollette non è inevitabile, è frutto di un meccanismo che si è rivelato perverso. Tutta l'energia prodotta anche da fonti diverse dal gas e che quindi non risentono degli aumenti viene venduta al prezzo dell'energia prodotta con gas. Ecco da dove arrivano le bollette esorbitanti e gli enormi extraprofitti che alcuni stanno realizzando. E allora è ora di dire basta a questi meccanismi distorti. È meglio se viene fatto in accordo con tutti gli stati della UE, ma può in ogni caso essere fatto anche a livello nazionale. e il Governo può fare subito di più a livello nazionale per abbattere gli sprechi energetici del settore pubblico e degli enti locali, tipo i lampioni accesi in pieno giorno e soprattutto lo Stato può intervenire subito per destinare maggiori risorse per ridurre le bollette di famiglie imprese con aiuti diretti e crediti d'imposta. Le strade per finanziare questi interventi ci sono Si può utilizzare l'extragettito, cioè le maggiori entrate fiscali che derivano dall'inflazione e dal maggior prezzo dell'energia. Si può concordare in Europa la possibilità di utilizzare in parte i fondi europei, come è già stato fatto in passato ad esempio con il Covid. si può tassare in modo serio gli extraprofitti o comunque recuperare in modo serio i proventi di quelle tasse visto che finora è stato incassato un miliardo sui dieci previsti a causa di una norma che evidentemente non era scritta abbastanza bene. Perché no? Non è giusto che il conto degli errori fatti in Europa e fatti negli anni dai governi alla fine lo paghino sempre le famiglie e le imprese.
B
Eccola, l'avete sentita la sorella d'Italia? All'epoca stava all'opposizione e come già aveva fatto in quell'altro famoso video davanti al distributore di benzina promettendo l'abolizione delle accise sui carburanti, anche in questa circostanza prometteva Mari e Monti sul fronte della bolletta. Basta con il meccanismo distorto del prezzo dell'energia accoppiato a quello del gas, il governo deve abbattere gli sprechi a livello locale, bisogna spegnere i lampioni, bisogna dare più aiuti e più sgravi d'imposta, tante tante belle chiacchiere. Sono passati quasi quattro anni, Meloni ha vinto le elezioni, è andata al governo e appunto ci ritroviamo di fronte a questi piccoli pannicelli caldi che servono a poco e niente. E la Presidente del Consiglio continua a scaricare le responsabilità sulla solita maledetta Europa dei tecnocrati, l'ha detto all'ultimo Consiglio europeo nelle Fiandre, condannando insieme al Cancelliere Merzi sovraccosti economici creati dalle barriere interne all'Unione. Questo è un tema ricorrente per la Premier. Quello che però non dice Meloni è che il morto noi ce l'abbiamo in casa già da tempo. Se la bolletta tricolore costa 115 euro a megavattora contro gli 89 della Germania, i 65 della Spagna, i 61 della Francia e addirittura i 49 della Finlandia, la colpa è solo nostra e non certo della maledetta Bruxelles. Ma la notizia poi in prospettiva è che adesso, tanto più con la guerra, quel morto resterà in casa e ammorberà ancora di più il nostro ambiente economico e sociale. Intanto perché, appunto, con la guerra tutto aumenta e abbiamo già sentito quali sono le stime di Nomism, ma poi perché il fenomeno era già in atto con un'inflazione elettrica che già galoppava ed era connessa all'aumento dei consumi energetici legati all'esplosione dell'intelligenza artificiale, i data center, il cloud, Cioè, tutte quelle aziende tecnologiche energivore che già da un anno e passa chiedono più elettricità e ne consumano molta di più. Questo, secondo uno studio di Goldman Sachs, aveva già fatto schizzare l'inflazione elettrica di almeno un punto. nel corso dell'ultimo anno e la prospettiva era di un ulteriore aumento di un punto e mezzo nel prossimo biennio, con ovvie ricadute anche sull'inflazione generale. Adesso poi a tutto questo si aggiunge per l'appunto la guerra e noi siamo ancora qui a chiederci cosa possiamo fare. avendo e dovendo scontare in bolletta esattamente le cose che Meloni aveva detto di voler abolire, cioè le accise e gli oneri di sistema, che all'estero i paesi europei o non pagano affatto oppure pagano in misura infinitamente minore. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma non c'è da aspettarsi granché. Cosicché resterà vera ancora una volta quella vecchia storiella che diceva più o meno così. Un esattore dell'Enel suona alla porta di una casa, aprono due anziani. L'esattore dell'Enel irrompe gridando. Fermi tutti, questa è una bolletta. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione. One Podcast.
In this episode, Massimo Giannini explores the impact of the new Middle Eastern war—triggered by U.S. and Israeli attacks on Iran—on the Italian and European energy landscape. He connects current geopolitical turmoil to surging energy costs, reflects on the Italian government's responses, and criticizes the persistent delays and inadequacies in tackling the "old problem" of expensive Italian energy bills. Using both analysis and pointed political commentary, Giannini lays out why Italians continue to pay more for energy and why government promises rarely translate into meaningful relief.
“Oggi siamo alle solite. Lo schema si ripete. Oltre alla devastazione prodotta dall’attacco americano e israeliano in Iran... siamo qui a fare i calcoli di quanto ci costerà, di quanto ci costa subito questa maledetta guerra medio orientale.”
Recap of market turbulence: major stock exchanges plummet (Milan, London, Frankfurt, Madrid, Wall Street), commodities collapse, but oil (Brent above $80/barrel) and gas (futures at €60) surge sharply.
Quote [01:44]:
“Crollano tutte le borse... si impennano le materie prime, a partire dal petrolio.”
Discussion of estimates by energy market analyst Nomisma:
Quote [02:39]:
“Con questo andamento dei prezzi, è realistico aspettarci… un aumento, un rincaro della bolletta energetica per l’elettricità nell’ordine del 10% e per il gas… del 15%. Insomma, una batosta salatissima.”
“Dieci euro al mese sono già qualcosa, ma certo è davvero un pannicello caldo...”
Giannini revisits past campaign promises, especially by Meloni in 2022, contrasting rhetoric with present-day action (including an audio clip with Meloni's 2022 statements on energy reform).
Replay (and citation) of Meloni’s commitment to decouple electricity pricing from gas, reduce waste, and tax "extraprofitti" (windfall profits).
Quote [07:22], Giorgia Meloni audio:
“Il caro bollette non è inevitabile, è frutto di un meccanismo che si è rivelato perverso...”
Giannini critiques the lack of meaningful reform during Meloni’s tenure despite her earlier criticisms.
Quote [09:05]:
“Sono passati quasi quattro anni… ci ritroviamo di fronte a questi piccoli pannicelli caldi che servono a poco e niente.”
“Se la bolletta tricolore costa 115 euro a megavattora... la colpa è solo nostra e non certo della maledetta Bruxelles.”
“...aveva già fatto schizzare l’inflazione elettrica di almeno un punto nell’ultimo anno e la prospettiva era di un ulteriore aumento di un punto e mezzo...”
“Un esattore dell’Enel suona alla porta... L’esattore... irrompe gridando: Fermi tutti, questa è una bolletta.”
On the cyclical nature of crises (02:57):
“Pagavamo già e scontavamo già una bolletta energetica salatissima. e adesso il conto diventa ancora più pesante... Ormai anche dal punto di vista economico, se qualcosa può andare male, state certo che ci andrà.”
On government stopgaps (04:30):
“Dieci euro al mese sono davvero un pannicello caldo... di fronte a una guerra tragica... c’è poco da maramaldeggiare sull’incapacità del governo, ma in generale di tutti i governi, di fronteggiare questa emergenza.”
Meloni 2022 (07:22–09:05):
“Il caro bollette non è inevitabile... lo Stato può intervenire subito per destinare maggiori risorse per ridurre le bollette di famiglie e imprese...”
Giannini’s tone oscillates between analytical and wryly critical. The language is direct, incisive, and tinged with irony and skepticism, reflecting frustration with political inaction and rhetorical flourishes by Italian leaders.
For listeners unfamiliar with the latest Italian news, this episode of Circo Massimo provides a sharp, compelling analysis of why Italy still struggles with expensive energy, despite (or perhaps because of) years of political promises and cyclical international crises.