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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone.
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Coraggio, il meglio è passato, diceva il grande Flaiano nella seconda metà del secolo scorso. E questa massima vale la pena di tenerla in considerazione adesso, che forse possiamo cominciare un po' a tirare il fiato, momentaneamente, come è probabile, di fronte alla tragedia della guerra in Medio Oriente. La tregua sembra reggere, almeno per il momento, non sappiamo quanto durerà. Questo ci spinge a rivolgere lo sguardo, non certo sereni né felici, alle piccole miserie di casa nostra, all'andamento non certo esaltante dell'italietta che cerca un posto in prima fila insieme al tavolo dei grandi del mondo a partire da Donald Trump, ma che poi, se guarda i fatti di casa propria, non ha molta ragione per gonfiare il petto d'orgoglio. Al contrario, i numeri dicono tutt'altro.
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Chiaramente gli spazi per fare la riduzione delle tasse, il cosiddetto cetto medio, ci sono. Ci sono anche gli spazi per fare quella che, diciamo così, viene chiamata pace fiscale, che molto spesso si dice ma ha un costo, ma in realtà questo costo è una rispalmatura del costo nel corso del tempo. Certo, i primi anni, diciamo così, c'è una minore entrata, ma che poi viene recuperata negli anni successivi. Questo è un qualche cosa che dobbiamo tenere a mente, soprattutto tenendo a mente che se noi diamo fiato e possibilità a coloro che sono oggi in questo momento sommersi dalle cartelle esattoriali, forse non uccidiamo un'impresa, non uccidiamo un'attività economica, questa può sopravvivere e continuare a contribuire all'economia. Quindi io penso che se prevale il buonsenso, che sempre abbiamo messo in base a un principio di realtà nel fare tutte queste cose, continuiamo nel cammino che abbiamo fatto in questi primi tre anni.
B
Quello che avete appena sentito è il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti. Tre giorni fa anticipava così i contenuti della manovra economica che il governo si accinge a trasmettere alla Commissione europea e poi a presentare alle Camere per la sua approvazione. Lo sappiamo, la legge di bilancio è forse il provvedimento a più alto tasso di impatto politico che un governo possa presentare, perché con la manovra economica un esecutivo dà al Paese la sua visione delle cose, l'ordine delle priorità dal punto di vista economico e sociale sulle quali intende intervenire. Ci torneremo, ma come dice Giorgetti e come avete sentito dalle sue parole, questa legge di bilancio cade in un momento un po' particolare, c'è grande incertezza a livello internazionale, i dazi di Trump mordono sulle economie occidentali e soprattutto su quelle europee e in particolare su quella italiana. Non solo. Le guerre, comunque al di là del Medio Oriente, se pensiamo alla Russia e all'Ucraina, continuano con un impatto sull'andamento dei prezzi evidente a tutti. Il carrello della spesa continua a crescere ininterrottamente da mesi. Insomma, le incognite sono tante. Ma, ovviamente, i telegiornali di regime, quelli di Telemeloni, tendono a edulcorare molto. La situazione evitano di somministrare agli italiani seduti a tavola la sera, mentre guardano il TG ammiraglio, l'amara pillola della verità. Quindi ogni tanto bisogna guardare alla statistica ufficiale. E allora Ieri l'Istat ha diffuso i nuovi dati relativi alla povertà assoluta. Viene fuori che nel 2024 sono oltre 2.200.000 le famiglie in condizioni di povertà assoluta. L'8,4% sono le famiglie residenti. E questo fa, dal punto di vista del totale delle persone che vivono al di sotto della soglia di una vita dignitosa, un volume particolarmente preoccupante. Stiamo parlando di 5 milioni e 700 mila individui. cioè il 9,8% dei residenti. Il dato è tendenzialmente stabile rispetto all'anno scorso, l'aumento è soltanto pari allo 0,1%. Tuttavia però si allargano i divari. Si allarga il divario tra cittadini italiani e stranieri. La povertà assoluta nelle famiglie con un migrante raggiunge addirittura il 30,5% e addirittura diventa il 35,2% per le famiglie composte esclusivamente da migranti. mentre si abbatte in modo rilevante la percentuale che riguarda le famiglie italiane, senza stranieri al loro interno. E qui la povertà assoluta raggiunge il 6,2% del totale. L'altro record, ma lo sapevamo, l'abbiamo sempre saputo, riguarda il divario territoriale. È chiaro, la povertà assoluta, come sempre, è molto più alta nel Mezzogiorno rispetto al centro-nord. Ma la cosa che preoccupa di più è il numero di bambini e di minori in questa drammatica condizione. Infatti risulta, secondo il dato Istat, che le famiglie in povertà assoluta dove sono presenti minori sono aumentate considerevolmente, passando da un'incidenza del 31 nel 2023 a un'incidenza del 32,3 nel 2024. Dunque ci sono sempre più bambini che vivono al di sotto della soglia di dignità che ciascuna persona dovrebbe avere. Questi dati, naturalmente, i patrioti al comando non ve li raccontano, così come non vi raccontano quello che emerge da un'altra rilevazione statistica, quella effettuata dalla società di ricerche SVG in un report che si chiama Radar, che ha esaminato il profilo sociologico di quei circa 3 milioni di manifestanti che sono scesi in piazza per gridare basta alla guerra di Israele, pace in Palestina. Ebbene emerge anche qui un dato per alcuni versi impressionante, cioè il fatto che ad alimentare la rabbia, a spingere la mobilitazione di quel popolo pacifico e non violento, è stato sì, senz'altro, il genocidio commesso da Israele in Palestina, ma insieme a quello c'era anche una forte componente di risentimento sociale per un andamento dell'economia che preoccupa sempre più italiani che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. I manifestanti non erano solo i soliti professionisti della piazza, non erano i soliti figli di papà dei centri sociali, come ha detto Giorgia Meloni. Erano anche tanti giovani che, come abbiamo visto dalla statistica Istat, non riescono ad arrivare ad una condizione esistenziale dignitosa. Ed erano anche tanti lavoratori over 55, uomini e donne, che hanno contratti stabili ma salari da fame. Il dato più preoccupante riguarda proprio il potere d'acquisto nel nostro paese. I numeri di SGVG parlano chiari. Appena il 19% degli italiani riesce a mettere soldi da parte ogni mese. La metà delle donne lavoratrici non può risparmiare e solo poco più della metà della popolazione copre senza problemi spese di base come cibo, affitto e trasporti. Un lavoratore su dieci non è in grado di fronteggiare le spese impreviste e quasi un quinto della popolazione non potrebbe sostenere una spesa extra di mille euro senza chiedere aiuto o indebitarsi. E allora si capisce il perché appunto in quelle piazze piene sì ci fosse Gaza con tutta evidenza ma c'era anche un altro sentimento più profondo di insoddisfazione e di disagio che riguarda fasce di popolazione sempre più estese, rabbia, paura, lo scontento, lo scontento che riguarda una condizione salariale sempre più punitiva per il nostro Paese. dove le retribuzioni reali in questi ultimi 10 anni sono cresciute di poco più dello 0,1%, mentre in altri paesi europei crescevano del 20-25% a partire da Francia e Germania. Ma anche questo, naturalmente, i patrioti al comando non lo dicono. E cosa dicono viceversa i patrioti di Palazzo Chigi? E qui torniamo alla manovra economica. Dopo un vertice a Casa Meloni domenica scorsa, dopo un ulteriore incontro tecnico al Ministero dell'Economia, è stato messo a punto il cosiddetto documento programmatico di bilancio. che viene inviato a Bruxelles e che poi rappresenterà l'ossatura della manovra economica che nei prossimi giorni verrà depositata in Parlamento per il dibattito in aula. E viene fuori una buona notizia, ancorché piuttosto contenuta. Rispetto ai 16 miliardi iniziali tra tagli e tasse, e vengono fuori altri due, destinati a sostenere i salari rispetto al costo della vita. Dunque la manovra complessivamente passa da 16 a 18 miliardi. Questa è una discreta notizia se, come appunto ha lasciato intuire Giorgetti, questi 2 miliardi aggiuntivi serviranno a sostenere soprattutto il ceto medio. Altri 4 miliardi saranno indirizzati sugli investimenti delle imprese. E poi ci sarà l'inevitabile condono, la rottamazione delle cartelle sattoriali, invocata a viva voce da Salvini e dalla Lega soprattutto, che riguarderà l'intero 2023. Poi anche qui annunciata più volte la riduzione dell'IRPEF per quello che riguarda la seconda aliquota che passerà dal 35 al 33 per cento. Dove saranno presi i soldi che saranno necessari a coprire Questi sforzi minimi che il governo sta facendo ancora non lo sappiamo. L'unica cosa certa è che è ricominciata la solita ridicola tarantella del sacrificio che andrà chiesto alle banche e alle assicurazioni. Si parla in questo caso di circa 4 miliardi e mezzo, ma vedremo come andrà a finire perché già nei due anni passati si è ripetuta la stessa solfa. è stato chiesto un grande contributo alle banche, ma poi alla fine si è trattato solo di un'anticipazione di tasse che sarebbero state dovute pagare negli anni successivi. Dunque nessun sacrificio ulteriore ai banchieri, nessuna richiesta né pretesa di far pagare chi di soldi in questi anni ne ha guadagnati tantissimi e ricordiamo che i profitti delle banche in questo primo semestre del 2025 hanno superato i 25 miliardi. Dunque vedremo alla fine quale sarà il menu complessivo di questa manovra economica. Quello che possiamo dire, tuttavia, è che una buona parte delle coperture arriverà dalla rimodulazione del PNRR, e cioè quel faraonico piano di investimenti finanziati dall'Unione Europea dopo il Covid, che l'Italia non è stata capace di spendere come avrebbe dovuto e sul quale ha dovuto rimettere mano più volte per tagliare investimenti che non riuscivamo a fare, per provare a dirottarli altrove con risultati non proprio entusiasmanti. E se in questi ultimi due anni l'Italia è riuscita a mantenersi sul galleggiamento e non è andata oltre, è riuscita ad assicurarsi una crescita poco superiore allo zero, quest'anno sarà del più 0,5%, questo lo si deve solo all'incidenza delle risorse connesse al PNRR, se non ci fossero state quelle l'Italia sarebbe già in recessione da due anni, pensate un po'. E allora, tornando alla manovra, 18 miliardi su un bilancio pubblico che ne vale poco più di 1000, all'anno, sembrano davvero poca cosa. Ha fatto un calcolo molto efficace, la professoressa Elsa Fornero, ex ministra, più volte attaccata da Capitan Salvini per la sua famosa o famigerata legge sulle pensioni, senza la quale, spiace dirlo, ma il sistema della previdenza italiana sarebbe già fallito da un pezzo. E allora ha calcolato la Fornero che 18 miliardi di manovra su un bilancio pubblico che, come dicevamo prima, ne vale mille, equivale a dire che stiamo parlando di una famiglia che dispone di un reddito di 10.000 Euro l'anno, al netto dell'affitto e delle spese per la casa e che, grazie a questa manovra, potrebbe contare su qualcosa come 180 Euro in più all'anno. Questa è la proporzione, 18 miliardi di manovra su un bilancio pubblico di 1000 miliardi. Equivale per una famiglia, che ha 10.000 euro di reddito l'anno, ad un introito, ad una maggior possibilità di avere risorse pari a 180 euro l'anno. E' meglio di niente, sia chiaro, ma non è un granché. Nulla comunque che possa cambiare la qualità della vita delle persone ed è questa la principale responsabilità di questo governo. che al di là del galleggiamento non è riuscito a fare assolutamente nulla, eppure è lì da tre anni. Ma ormai, come è evidente, non solo in Italia, di fronte alla povertà che aumenta, vale la regola aurea del turbocapitalismo trampiano che abbiamo mutuato fino in fondo e che ricalca il vecchio motto, anche qui, del grande Ennio Flaiano. Dobbiamo aiutare i ricchi perché abbiamo già troppi poveri. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta, a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e gene dentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Kiston.
Episode: La manovra, la povertà e quel che Tele-Meloni non vi dirà
Host: Massimo Giannini
Date: October 15, 2025
Duration: ~15 minutes (excluding ads)
In this episode, Massimo Giannini analyzes the new Italian government’s economic policy proposals—specifically the upcoming “manovra” (budget law)—in the context of growing poverty, stagnant wages, and widespread social dissatisfaction. He critiques the narrative promoted by pro-government media (“Tele-Meloni”) and highlights uncomfortable truths obscured from public debate, using up-to-date statistics and sociological research to expose economic weakness, deepening social divides, and the inadequacy of the government’s response.
[00:26–02:27]
Tenuous Geopolitical Calm:
A fragile truce in the Middle East conflict offers a fleeting respite, but uncertainty remains. Meanwhile, war in Ukraine and US tariffs under Trump sharply affect Europe, especially Italy.
"Ci spinge a rivolgere lo sguardo, non certo sereni né felici, alle piccole miserie di casa nostra..." – Giannini [00:38]
Italy’s Place in the World:
While Italy aspires to a prominent role globally, its internal issues undermine national pride.
[01:32–02:27, 07:20–10:40]
Preview of Measures:
Giancarlo Giorgetti, Minister of Economy, outlines a “law of common sense” focusing on:
“Se noi diamo fiato e possibilità a coloro che sono oggi in questo momento sommersi dalle cartelle esattoriali, forse non uccidiamo un'impresa, non uccidiamo un'attività economica...” – Giancarlo Giorgetti [01:32]
[02:27–06:40]
Tele-Meloni and Selective Truth:
Government-aligned media gloss over the real economic hardship in Italy, shielding the public from “l’amara pillola della verità.”
"...i telegiornali di regime, quelli di Telemeloni, tendono a edulcorare molto..." – Giannini [02:56]
Absolute Poverty Statistics (ISTAT 2024):
"...le famiglie in povertà assoluta dove sono presenti minori sono aumentate considerevolmente..." [04:20]
[06:40–09:40]
Misunderstood Protests:
Analysis of research (SVG – Radar report) on anti-war demonstrations finds:
"Appena il 19% degli italiani riesce a mettere soldi da parte ogni mese... Un lavoratore su dieci non è in grado di fronteggiare le spese impreviste..." – Giannini [08:30]
Stagnant Salaries:
Italy’s real wages have grown just 0.1% in the last decade versus +20–25% in France and Germany.
[09:40–13:40]
The Numbers:
"Dunque nessun sacrificio ulteriore ai banchieri, nessuna richiesta né pretesa di far pagare chi di soldi in questi anni ne ha guadagnati tantissimi..." – Giannini [12:50]
Proportions and Impact:
"Questa è la proporzione... grazie a questa manovra, potrebbe contare su qualcosa come 180 Euro in più all'anno. È meglio di niente, sia chiaro, ma non è un granché." – Giannini citing Fornero [13:50]
[13:40–14:47]
Systemic Stagnation:
The government is surviving (“galleggiamento”) but not changing anything substantial.
Cynical Motto:
Giannini ends with a jab using a Flaiano quote and a reference to turbo-capitalism: “We must help the rich because we already have too many poor.”
"Dobbiamo aiutare i ricchi perché abbiamo già troppi poveri." – Giannini quoting Flaiano [14:47]
Giancarlo Giorgetti:
"Se noi diamo fiato e possibilità a coloro che sono oggi in questo momento sommersi dalle cartelle esattoriali, forse non uccidiamo un'impresa... questa può sopravvivere e continuare a contribuire all'economia." [01:32]
Massimo Giannini:
"I telegiornali di regime, quelli di Telemeloni, tendono a edulcorare molto... evitano di somministrare agli italiani... l'amara pillola della verità." [02:56]
"Solo il 19% degli italiani riesce a mettere soldi da parte ogni mese... quasi un quinto della popolazione non potrebbe sostenere una spesa extra di mille euro..." [08:30]
"Dobbiamo aiutare i ricchi perché abbiamo già troppi poveri." [14:47]
Tone & Language:
Giannini’s analysis is sharp, ironic, and critical, mixing rigorous statistics with biting commentary and wit. He repeatedly underscores the disconnect between official optimism and real-life hardship, urging listeners to question “what Tele-Meloni won’t say.”
Summary Usefulness:
This summary captures all major themes and arguments, with direct speaker attributions and key timestamps, for listeners who seek a thorough, insightful understanding of the episode’s content without listening in full.