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A (0:02)
Siamo alla quinta settimana di guerra ed è ufficialmente scattata l'ora illegale. Grazie agli architetti del caos, Donald Trump e Bibi Netanyahu, che continuano a seminare la più grande confusione che si ricordi da decenni a questa parte, in quello che un tempo avremmo definito l'ordine mondiale. De Donald ha rilanciato per la terza volta il suo ultimatum. Il primo era stato il 21 marzo, aveva dato 48 ore all'Iran per liberare lo stretto di Hormuz. Poi, due giorni dopo, aveva rinviato l'ultimatum. 26 marzo, o scateneremo l'inferno. Adesso il nuovo rinvio è al 6 aprile. Nel frattempo l'Iran continua a difendersi come può e come sa. Scendono in campo gli uti dello Yemen. a sostegno degli sciiti guardiani della rivoluzione e colpiscono la base americana in Arabia Saudita. In tutto questo esplode a sorpresa il caso della visita del Cardinal Pier Battista Pizzaballa al Santo Sepolcro. Israele lo ferma, non gli consente di celebrare la messa nella Domenica delle Palme. e il mondo cattolico insorge sdegnato. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
B (1:36)
Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio, Gesù, Re della Pace, un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra. che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei, le vostre mani grondano sangue.
A (2:06)
Ancora una volta, alla sua maniera, Papa Leone XIV lancia i suoi anatemi contro i distruttori di Pacio, quelli che stanno insanguinando il mondo. Lo fa senza chiamarli per nome e per cognome e questo continua ad essere un piccolo bullnus nel pontificato di Privost. Ma il cerchio si stringe. Quando Il papa americano dice che Dio non ascolta la priera di chi ha le mani che grondano sangue. Beh, insomma, non è difficile capire di chi stia parlando. E proprio costoro quelli che invocano Dio con le mani macchiate di sangue in queste ultime ore ne combinano un'altra. Infatti, il caso di ieri, è il divieto all'accesso al santo sepolcro che le autorità israeliane hanno imposto al Cardinal Pier Battista Pizzaballa e al suo assistente proprio nel giorno della Domenica delle Palme, giorno di preghiera. Un fatto che, come dice lo stesso Cardinal Pizzaballa, non era mai accaduto nella storia. È grave che si impedisca ai fedeli di professare il proprio credo religioso, di pregare il proprio Dio. Ed è verissimo e naturalmente tutto questo ha innescato le reazioni più sdegnate della politica, in particolare della politica italiana. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha esitato un sol momento per dire è una gravissima offesa ai credenti. Il ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha convocato immediatamente l'ambasciatore israeliano qui in Italia. Un segno di grave, profondo disagio diplomatico rispetto ad un'azione che in questo momento vede il governo israeliano innescare una complicata retromarcia. È intervenuto persino il primo ministro Netanyahu, uno di quelli che ha le mani sporche di sangue, per dire «l'abbiamo fatto perché temevamo per la loro sicurezza». Cercheremo di garantire l'accesso al Santo Sepolcro da parte della Chiesa Cattolica del Vaticano nei prossimi giorni. E lo stesso presidente israeliano Herzog ha definito la vicenda uno spiacevole incidente. E lo è, per carità. Non si può negare. Come ha detto anche il Papa Nell'Angelus, sono vicino ai cristiani del Medio Oriente che non possono vivere appieno i riti della Pasqua. Ma ora io qui voglio dire un'altra cosa. Capisco tutto questo sdegno. Ci mancherebbe altro. E lo capisco quando arriva da un paese, da un governo che rivendica legittimamente le sue radici giudaico-cristiane. Siamo pur sempre il paese che ospita la Chiesa di Gesù, che ospita lo Stato, città del Vaticano. E dunque quello che è accaduto, per carità, dispiace. Ma intanto voglio fare una prima considerazione di fondo. Siamo alle guerre di religione. Ormai è evidente. Ognuno predica il suo Dio e in nome di quel Dio lancia gli eserciti contro il nemico. Tutti abusano di Dio e ognuno ha il suo. E quindi ognuno difende il suo contro quello degli altri. abbiamo accettato questo piano del conflitto e ora noi che apparteniamo alla cultura cristiana, cattolica, ne paghiamo a nostro modo le conseguenze. Seconda considerazione, comprendo e ripeto l'indignazione del governo italiano, ma aggiungo, e vale non solo per il governo italiano, ma per tutti i governi europei e stavo per dire occidentali, ammesso che l'Occidente esista ancora e non esiste più per colpa di Trump, altro di quelli che hanno le mani insanguinate. Ma il vero sdegno i governi dovevano e devono provarlo di fronte ai 60.000 palestinesi sterminati dopo il pogrom del 7 ottobre consumato da Hamas in Israele. e di fronte ai quasi mille civili già uccisi dopo la tregua voluta da Trump a Sharm El Sheikh, quei mille innocenti che erano convinti che fosse arrivato un accenno di pace, invece sono caduti, sono morti, innocenti anche loro sotto i colpi degli israeliani. Antonio Tajani, ministro degli esteri, l'ambasciatore israeliano lo doveva e lo deve convocare quando i soldati israeliani sparano sulle famiglie in fila per il pane e per l'acqua. Quello era il momento in cui bisognava farlo con tutta la forza e la rabbia possibile. La stessa cosa dovrebbero fare tutti gli altri governi, convocare l'ambasciatore israeliano ciascuno nel proprio Stato, quando i soldati dell'IDF sparano e lo hanno fatto, e poi lasciano agonizzare per più di un'ora un ragazzino palestinese di 14 anni in Cisgiordania. Erano arrivati per recuperare il corpo di un soldato israeliano disperso molti anni fa. Non hanno esitato a fare strage di civili uccidendo un'intera famiglia, compreso questo ragazzino colpito con una raffica di mitra. Era lì in terra a due metri dai militari israeliani. Tendeva la sua mano chiedendo aiuto. C'è un video che dimostra tutto questo. I soldati lo guardano un momento e poi si girano dall'altra parte. Il ragazzino si muove, accenna a una qualche reazione e tutto questo dura una lunghissima ora finché il ragazzino non si muove più perché è morto. Questo succede e questo, sì, dovrebbe innescare la reazione furente dei governi occidentali. Perché in gioco, in Medio Oriente, non c'è il diritto alla preghiera, ma c'è il diritto alla vita, che è stato violato e viene violato sistematicamente. In gioco non è la libertà di culto, ma è la libertà di esistere di un intero popolo innocente. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
