Episodio in Sintesi
Titolo: La piazza, Piantedosi e i profeti del terrore di Stato
Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Data: 4 febbraio 2026
Host: Massimo Giannini
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sulle recenti tensioni e scontri di piazza a Torino e sull’escalation politico-mediatica attorno al concetto di “emergenza sicurezza”. L’episodio ragiona in profondità sulla risposta statale agli episodi di violenza collegati alle manifestazioni, sui metodi di narrazione usati dai governi e sulle possibili derive autoritarie, evocando anche letteratura distopica e scenari storici di repressione.
Temi Principali
1. Manipolazione della Realtà e Distopia
- Giannini apre con una riflessione sul concetto di realtà e sulla possibilità (da parte di chi detiene il potere) di plasmarla, tratto da Il canto del profeta di Paul Lynch.
- Citazione:
“Se si riesce a cambiare la proprietà delle istituzioni, allora si riesce anche a cambiare la realtà dei fatti. Si può alterare la struttura dell'opinione, di quello che si stabilisce di credere tutti, ed è esattamente quello che stanno facendo.” (Giannini parafrasando Lynch, 00:32)
- Citazione:
- Parallelo tra la società distopica del romanzo e la realtà italiana attuale, segnata da paranoia e manovre politiche per ridisegnare la percezione pubblica della sicurezza e delle proteste.
2. La “Strategia della Tensione” del Governo
- Giannini recupera parti dell’informativa del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo gli scontri avvenuti a Torino (02:01).
- Citazione Piantedosi (02:01):
“Siamo di fronte ad una strategia che mira ad innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che attraverso i disordini e la violenza punta a compattare la galassia anarcho-antagonista.”
- Citazione Piantedosi (02:01):
- Il ministro configura uno scenario di emergenza permanente, attribuendo indistintamente la responsabilità di atti violenti sia agli antagonisti che a chi manifesta pacificamente, parlando di “complicità e copertura” politica (02:29).
3. La Narrativa della Minaccia: Un Pattern Ricorrente
- Giannini ripercorre episodi analoghi del passato, evidenziando come la retorica dell’allarme sia prassi consolidata:
- Richiama le parole di Giorgia Meloni nel 2023, dopo manifestazioni violente a Torino e Roma.
- Meloni (parafrasata, 03:50):
“La sfida non è al governo, la sfida è allo Stato. La democrazia è sotto attacco.”
- Meloni (parafrasata, 03:50):
- Sottolinea come i dati ufficiali smentiscano la percezione di emergenza: su oltre 12mila manifestazioni annue, solo in 322 si sono registrate criticità, con un calo di quasi il 19% della violenza rispetto al 2023.
- Richiama le parole di Giorgia Meloni nel 2023, dopo manifestazioni violente a Torino e Roma.
4. Nuove Leggi e Svolta Autoritaria
-
Enumerazione delle misure emergenziali varate dal governo:
- Introduzione del reato di “rivolta” e l’inasprimento di 14 reati esistenti (introdotte con il “secondo decreto sicurezza” dell’11 aprile 2025).
- Possibile varo di un nuovo decreto (“terzo decreto sicurezza”) dopo gli ultimi scontri torinesi.
-
Giannini denuncia il rischio di una progressiva torsione autoritaria:
- Citazione (07:20):
"Quando Giorgia Meloni invoca il tentato omicidio a carico dei delinquenti del corteo... Salvini sbraita che la galera non basta... Crosetto evoca le Brigate Rosse... Piantedosi rilancia lo squadrismo e il terrorismo... Di cosa stiamo parlando?"
- Citazione (07:20):
5. Memoria, Pericolo di Deriva, e Paragoni Storici
-
Giannini evoca i fantasmi del passato italiano (anni di piombo, BR, emergenza nera) e la tentazione di instaurare uno “Stato d’eccezione permanente”.
-
Parallelismi espliciti con il romanzo di Lynch e con il pensiero della giornalista Masha Gessen:
- Citazione Masha Gessen (08:47):
“Siamo di fronte al terrore di Stato.”
Giannini conclude: “Non vorremmo mai dover usare la stessa terribile formula per l’Italia meloniana.”
- Citazione Masha Gessen (08:47):
Timestamps Segmentati
| Timestamp | Argomento | |-------------|---------------------------------------------------------------| | 00:32 | Lettura da Paul Lynch sulla manipolazione istituzionale | | 02:01 | Discorso di Piantedosi sugli scontri di Torino | | 02:29-04:00 | Analisi della narrazione dell’emergenza e paralleli storici | | 05:00-07:00 | Elenco dati sulle manifestazioni, critica alla narrazione | | 07:20-08:30 | Critica sulla “emergenza permanente” e spirale securitaria | | 08:47 | Evocazione del “terrore di Stato” e chiusura |
Frasi e Momenti Memorabili
- Su come si costruisce una nuova realtà istituzionale:
“La tradizione non è altro che ciò su cui tutti concordano... Se si riesce a cambiare la proprietà delle istituzioni, allora si riesce anche a cambiare la realtà dei fatti.” (00:32)
- Sulla complicità attribuita a chi manifesta:
“Chi sfila accanto a questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità e questa è una chiara responsabilità politica perché così si offre complicità e copertura.” (Riassunto parole Piantedosi, 02:29)
- Sul pericolo della strategia della tensione:
“Il ministro che rappresenta la sicurezza della nazione invece di pacificarla la fomenta, come fanno gli agitprop delle destre da sempre, ben supportate da gazzettieri di regime che si accaniscono su una presunta zona grigia.” (04:30)
- Sul pericolo dell’autoritarismo:
“Le destre al comando forzano la realtà per riplasmarla e deviarne il corso. Vaneggiano di una democrazia sotto attacco... per snaturarla ancora un po’, imprimendone l’ennesima torsione securitaria e autoritaria.” (08:07)
- Sull’illusione della minaccia costante:
"Raccontano un’Italia che non esiste più, per fortuna. L’Italia delle BR, delle brigate rosse e delle stragi nere, che si salva solo con lo Stato d’eccezione permanente." (08:20)
Tono e Linguaggio
- Linguaggio vivace, fortemente critico, con taglio giornalistico e narrativo.
- Ampio ricorso a citazioni letterarie e rimandi storici per connettere presente e passato.
- Tono allarmato ma solido nei dati e puntellato di ironia e sarcasmo verso la narrazione ufficiale (“gazzettieri di regime”, “agitprop delle destre”).
Conclusione
L’episodio denuncia la trasformazione della risposta politica a fatti di violenza circoscritti in una macchina narrativa di stato d’allarme continuo. Giannini critica apertamente la tendenza delle destre di governo a riscrivere la realtà, equiparando la dissidenza pacifica a una minaccia eversiva, e avverte dei rischi connessi a uno “Stato d’eccezione permanente”, rilanciando il monito contro derive autoritarie e la politica della paura.
