
Loading summary
A
Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
B
Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
A
Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone. Accendi, spegni. Alza, abbassa. Chiudi tutto, apri tutto. Caldo, freddo. Controlla i consumi. Suoni, ti vedo. Che meraviglia! Sei così pigro. Le luci accese, il riscaldamento al massimo. Ma hai capito che abbiamo una casa smart con Vimar?
B
Casa smart?
A
Con l'app Vimar. Controlli la nostra casa ovunque siamo.
B
Tutto comodamente dal divano e senza rompere i muri. Casa smart di Vimar. Facile, sicura e anche bella. Chiama il tuo elettricista. Vimar. energia positiva. Arriva l'autunno e tempo di manovra economica, puntuale come le vecchie serie di Montalbano, trasmesse in loop da telemeloni per abbonire il popolo bue, ma in replica un'altra grande fiction del repertorio classico di questi anni ruggenti e fetenti. Si intitola Meloni, Salvini e le banche. Il plot è sempre lo stesso e riflette la subcultura statalista e demagogica delle destre al comando. I turpignomi del credito, dopo il lavacro del Covid che ha devastato i popoli e i bilanci, hanno ricominciato a macinare utili in quantità spaventosa. All'inizio li chiamavano extra-profitti perché originavano da misure emergenziali varate in tempi pandemici e perché davano alla gente la sensazione che ci fosse da mungere una mucca che si era ingrassata lucrando sulle disgrazie altrui. Ora di extra non c'è più niente, banchieri fanno profitti normali, nel senso che continuano a guadagnare montagne di soldi con la gestione ordinaria. Tuttavia, con l'Italia ancora schiantata da un debito pubblico oltre 3.000 miliardi e con un deficit da riportare sotto il tetto del 3% del PIL, il governo deve pescare dove ci sono più risorse. Quindi, anche quest'anno, la morale del film è sempre la stessa. Cari banchieri, tocca a voi dare l'oro alla patria. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini.
C
Stiamo cercando di chiedere a chi più ha per dare a chi ha più bisogno. Una sorta di Robin Hood tax, non rubando, però imponendo un contributo alle banche. che stanno guadagnando decine di miliardi di euro, spesso garantiti dallo Stato, quindi da voi, spesso sugli interessi. Andate a controllare quanto sul vostro estratto conto vi dà la banca sui soldi che avete fermi sul conto corrente, scommettiamo che è lo 0, e quanto invece la stessa banca, se andate allo sportello a chiedere un prestito, vi chiede o mutuo o un fido 3, 4, 5, 6%. per non parlare poi delle commissioni sui poss e i bancomat per i commercianti. Ecco, siccome le due principali banche italiane, ad esempio, chiuderanno quest'anno per loro fortuna e per fortuna nostra con più di 10 miliardi di profitti a testa e l'intero sistema bancario italiano chiuderà questo 2025 anche grazie alla serietà e alla stabilità del governo con più di 50 miliardi di euro di guadagni, ecco, non penso che in un momento in cui tante famiglie, tante piccole imprese, tanti giovani e tanti precari sono in difficoltà, chiedere a questi giganti del profitto una parte dei loro contributi, 5 miliardi. 5 miliardi su 50 miliardi per aiutare gli italiani in difficoltà, per aumentare le pensioni minime, per aiutare le giovani coppie a comprare casa e per assumere migliaia di medici e infermieri, ecco penso che questa Robin Hood Tax non debba spaventare o scandalizzare nessuno.
B
Eccola allora la Robin Hood Tax. Come avete sentito, così l'ha battezzata Matteo Salvini. Il vicepremier ha fatto un bel video, girato nelle sale e negli uffici di Palazzo Chigi, per spiegare agli italiani come e qualmente è arrivato il momento di togliere ai ricchi per dare ai poveri. Questa è l'idea, anche se poi declinata. Ci sono mille distinguo e mille elementi che fanno pensare ad un proclama demagogico e niente di più. È vero, le banche sono ricche, anzi possiamo dirlo straricche. Hanno fatto soldi appalate in questi ultimi due anni. Lo scorso anno 26 miliardi di profitti. Quest'anno forse saranno oltre i 30, non i 50 che dice Salvini. Ma tant'è, non c'è dubbio che gli utili del sistema creditizio siano molto elevati. E dunque arriva la manovra economica che venerdì scorso il governo ha approvato e prova a mettere mano per l'appunto ai profitti delle banche. In che modo lo fa? Qui casca l'asino. E qui viene la demagogia, e qui la Robinhood Tax fa un po' sorridere. Secondo le bozze uscite fino adesso, perché la manovra economica, come ogni anno, è un work in progress, è un cantiere vuoto, si presenta la copertina in Consiglio dei Ministri, si danno alcune macrograndezze, ma poi le singole misure concretamente devono essere tutte ancora scritte. Ma insomma, per quel che riguarda il sistema bancario, Il conto sembra salato, 4,3 miliardi di euro da versare nel 2026, altrettanti nel 2027 e solo un po' meno nel 2028. Le modalità non sono ancora affatto chiare. Le banche potrebbero rinviare l'incasso di altri crediti fiscali, con un impatto poco rilevante sul loro bilancio. Poi potrebbero liberare le riserve, che invece di pagare la tassa sugli extraprofitti voluta dal governo di due anni fa, le banche avevano potuto accantonare, pagando un'imposta forfettaria ridotta. È un'opzione volontaria, quindi sarà una scelta dei singoli istituti di credito. E allora di cosa stiamo parlando? Alla fine ridotta all'osso, l'unico vero sacrificio che verrà chiesto concretamente alle banche con la legge di bilancio che si sta ora definendo nelle segrete stanze di Palazzo Chigi e del Tesoro è una nuova addizionale IRAP di due punti, oltre l'aliquota già maggiorata che pagavano prima. Tutto qua. Il resto, appunto, è demandato a una misura, che ancora va scritta, e che è su base volontaria. Quindi gli istituti di credito, se vogliono, potranno benissimo fregarsene, cioè sostanzialmente non pagarla per niente, come hanno fatto già due anni fa, quando appunto gli si chiese un contributo di solidarietà, anche quello su base volontaria, e poi si preferì optare per la concessione di una facoltà. agli stessi istituti di credito. Se volete pagate la tassa, in alternativa potete anche evitare di farlo a condizione che gli importi che avreste dovuto versare con quella imposta li mettiate a riserva, cioè per rafforzare il vostro capitale. Indovinate che cosa hanno fatto le banche due anni fa? non c'è neanche da porsi la domanda. Hanno versato tutto a riserva, neanche un euro d'imposta. Quindi, ancora una volta, questa robinhood tax ha il sapore di una gigantesca presa in giro. Anche quest'anno, quindi, le banche, piuttosto che dare l'oro alla patria, faranno finta di farlo. E questo riflette l'approccio sistematico che questo governo ha quando affronta i temi della manovra. con un'impronta pauperista solo all'apparenza, in realtà una spolveratina diffusa di piccoli bonus e di piccoli sgravi fiscali che non cambiano affatto la vita delle persone. Basti pensare rispetto a quello che dice Salvini, cioè chiediamo alle banche di darci dei soldi perché con quelli Aiutiamo le famiglie, diamo più risorse alle imprese, aiutiamo i giovani, aiutiamo quelli che devono trovare lavoro e quelli che l'hanno perso. Bene, secondo questa stessa manovra, che appunto stanzia 4,3 miliardi di imposta dalle banche senza rendersi conto, o meglio sapendolo ma non dicendolo, che le banche quell'imposta non la verseranno mai, ecco al tempo stesso concede. come sgravio per gli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali, un beneficio che va dai 3 ai 4 ai 5 euro al mese. Di questo si sta parlando. Due caffè. Dov'è Robin Hood in tutto questo? Siamo al solito gioco delle tre carte oppure al solito wrestling intragovernativo? Sì, perché da una parte abbiamo Fratelli d'Italia e Lega che stanno con i poveri e urlano le banche piangano. Dall'altra parte abbiamo Forza Italia che invece sta con i ricchi e dice giù le mani dai banchieri. Forse sarà per il fatto che Mediolanum è di proprietà della famiglia Berlusconi che è a sua volta azionista di maggioranza di Forza Italia. In realtà anche questa è solo una fiction distruggente in utilità, come le precedenti. va sempre a finire così. Tant'è vero che, per quel che riguarda la manovra dell'anno scorso, due studiosi, Tommaso Di Tanno e Roni Amaui, sulla Voce.info, che è un sito specializzato in vicende di economia, avevano sintetizzato in un report la manovra compiuta dal governo Meloni l'anno scorso con un titolo eloquente. L'avevano chiamato «Le avventure di Pinocchio». Bene, se devo dire la verità a sentire Salvini e a leggere le prime indiscrezioni uscite da una manovra ancora tutta da scrivere, la sensazione è che quest'anno siamo alla replica. ancora una volta altre avventure di Pinocchio. Sia chiaro, io non penso affatto che non si debba chiedere un contributo a chi in questi anni ha macinato profitti e ha accantonato più risorse di quelle che il povero ceto medio si sente sempre meno in grado di assicurare a se stesso, perché questo è accaduto in questi anni. Il ceto medio si è proletarizzato, mentre interi settori dell'economia hanno beneficiato di vere e proprie rendite di posizione, le banche senz'altro, ma anche, per esempio, i grandi colossi dell'energia sul fronte idroelettrico. dove bisognerebbe mettere a gara buona parte delle concessioni e invece questo governo, come i precedenti, si guarda bene dal farlo e di imporlo ad aziende multiutiliti come l'Enel, per esempio, e non è l'unica, ce ne sono diverse altre. Dunque sarebbe giusto intervenire su quel versante, ma bisognerebbe farlo con grande attenzione ed evitando che si riproduca Una cosa che funziona sempre, da quando il mondo è mondo e da quando le banche sono banche. E cioè, nel momento in cui gli metti una tassa, se l'hai congegnata male, le banche si rifanno sul cliente, aumentando i costi di gestione dei conti correnti e le commissioni. La cosa più banale che esista. è quello che succede nel commercio quando aumenti l'IVA. Alla fine la ricaduta la pagano sempre i clienti finali. Lo dice Calenda in maniera molto esplicita e lo cito soltanto perché dice una cosa ovvia ma sensata e a volte anche gli orologi rotti due volte al giorno segnano l'ora giusta. E dunque mi rivolgo direttamente al Vice Premier e Ministro dei Trasporti. Caro Salvini Robin Hood, stai molto attento a quello che prometti, perché invece di fare appunto quello che difende i poveri togliendo ai ricchi, rischi di fare ancora una volta solo un altro favore allo sceriffo di Nottingham. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Episode: La tassa sulle banche e Salvini, Robin Hood al contrario
Host: Massimo Giannini
Date: October 21, 2025
Questa puntata di Circo Massimo, condotta dall’editorialista Massimo Giannini, analizza la nuova "Robin Hood Tax" proposta dal vicepremier Matteo Salvini nell’ambito della manovra economica 2025. Giannini esplora le reali implicazioni della tassa sui profitti bancari, ne mette in luce gli aspetti demagogici, e smonta la narrativa governativa secondo cui si tratterebbe di una grande redistribuzione a favore dei più deboli. Emergono critiche all’efficacia della misura, alle modalità volontarie di applicazione, e al rischio che sia solo una “presa in giro” per l’opinione pubblica.
Matteo Salvini (Vicepremier):
Massimo Giannini (Host):
La puntata mette in luce le contraddizioni della nuova tassa sulle banche, tra proclami populisti e artifici normativi che rischiano di svuotare la misura di significato reale. Giannini avverte che, al di là della retorica, il rischio maggiore è che ancora una volta il costo venga scaricato sui cittadini e che il governo stia inscenando, più che praticando, una vera redistribuzione di risorse.