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Political Commentator
In questo tempo infame di guerre, di caos, di odio diffuso ad ogni angolo del pianeta, mi piace citare ogni tanto le Sacre Scritture. Lo faccio anche oggi, raccontandovi il brano della Bibbia, del Libro dell'Esodo, che narra delle piaghe inviate da Dio in Egitto per indurre il Faraone a liberare gli ebrei dalla schiavitù. Tra le piaghe c'erano le più terribili. Il Nilo e tutte le acque si tramutarono in sangue. Un'invasione di rane coprì tutto il paese. La polvere della terra si trasformò in zanzare. Una pestilenza uccise gli animali degli egiziani. Bolle e ulcerazioni colpirono persone e animali. Una violenta tempesta di fuoco e di ghiaccio distrusse i raccolti. Le cavallette invasero i campi e divorarono tutta la vegetazione, da ultimo le tenebre e l'oscurità affitta per tre giorni. Cito questo brano dell'Esodo perché ho l'impressione, a tre giorni dal voto per il referendum, che sia esattamente questo che i promotori del sì, e dunque il governo e la maggioranza, promettono agli italiani, ove invece vincesse il no, le sette piaghe d'Egitto trasformate in sette piaghe d'Italia.
Massimo Giannini
Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
Political Campaigner
Chiaramente il mio invito è di andare al seggio e mettere una croce sul sì, perché in quella croce c'è molto di più di un segno su un foglio. C'è l'idea di giustizia in cui crediamo, c'è il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli, c'è la fiducia nel fatto che possiamo cambiare quello che non funziona, c'è il messaggio che non accetteremo che tutto rimanga sempre uguale. un'occasione storica per rendere la giustizia più meritocratica, più responsabile, più efficiente, in una parola più giusta ed è un'occasione che potrebbe non tornare. Il 22 e il 23 marzo tocca a voi perché noi ce la stiamo mettendo tutta per rendere l'Italia più moderna, però stavolta serve il vostro aiuto. Andate a votare e mettete uno croce sul sì.
Political Commentator
Dunque, a tre giorni dall'ordalia referendaria, eccola qua la Meloni flautata. Dopo Pulp Podcast da Fedez, la Presidente del Consiglio cambia Toni il registro. Un video soft girato con la calza davanti alla camera, come faceva la buonanima del Cavaliere. Un appello accorato e caloroso al popolo tricolore. Tocca a voi, dateci una mano a cambiare l'Italia. per sempre sì, come canta Sal Da Vinci, eroe del Festival di Sanremo. Bello, no? L'ennesima giravolta della Sorella d'Italia, terrorizzata dalla prospettiva di perdere il referendum. E dunque stavolta straordinariamente affettata, sua dente quasi melliflua nell'invito agli indecisi a rinnovare la fiducia ai patrioti al comando. E per farlo così ci mette sopra anche un aiutino. un decreto bollette, l'ennesimo, in un Consiglio dei Ministri convocato in fretta e furia, prendendo decisioni che anticipano qualunque scelta che sarà messa oggi al vaglio del Consiglio europeo. Ma tant'è se si tratta di vincere questa sfida referendaria, Tanto vale calare l'asso. E l'asso stavolta, appunto, è un bel bonus referendum. Uno sconto in bolletta a pochi centesimi. Ma tutto fa brodo. Li si può credere? Fate voi. Eppure in questi mesi non è andata così, per sostenere le ragioni della pseudoriforma della giustizia. Che lo sappiamo, loro stessi l'hanno detto più volte. Nordio, Giulia Buongiorno, non servirà mai ad accorciare i tempi dei processi, a rendere i procedimenti e le inchieste più rapide e più giuste, hanno preannunciato agli italiani l'apocalisse, proprio come quella mandata da Dio al Faraone. Ne abbiamo sentite di tutti i colori da settimane. Bisogna separare le carriere dei giudici e pubblici ministeri, sennò il bel paese si popolerà di pedofili, stupratori e criminali di ogni risma. Si riempirà di immigrati, ladri e femminicidi, grazie ai magistrati che sono un plotone d'esecuzione, ai pubblici ministeri che se ci finisci davanti è peggio che ammalarsi di cancro, E grazie poi al Consiglio Superiore della Magistratura, che è una consorteria paramafiosa, e grazie alle correnti che sono una metastasi del sistema, per spingere il popolo bue a votare sì a questo referendum hanno resuscitato tanti morti. In una specie di seduta spiritica permanente hanno evocato le anime di Piero Calamandrei, di Giuliano Vassalli, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino. manipolandone sistematicamente i testi, le interviste, le parole, i pensieri. Hanno annunciato che se vinceranno il referendum intitoleranno la riforma a Silvio Berlusconi, l'unto del Signore sfuggito ai suoi processi grazie alle leggi ad personam. Hanno avvertito che se lo perderanno, invece, continueremo ad avere moltiplicati per mille i casi Tortora e Garlasco, i poveri poliziotti pestati dai Black Block e rimasti impuniti, così come i poveri agenti minacciati dai pusher di Rugoredo e poi le donne inerni uccise dai femminicidi, dai propri mariti o dai propri fidanzati o dai propri compagni, anche quelli rimasti impuniti perché le solite toghe maledette li liberano subito dopo averli arrestati. E poi i bimbi del bosco, indifesi e strappati dalle braccia delle madri, hanno aggiunto, per accelerare il meccanismo col quale devono cercare di raccattare ad ogni costo i consensi, usiamo il solito vecchio metodo, il clientelismo. Io sono tuo cugino, ti faccio un favore, tu lo fai a me. Insomma, tutto quello che la peggiore casta degli ultimi decenni ci ha abituato a ingoiare e che loro stessi avevano sempre detto. che avrebbero estirpato dalla politica italiana. Hanno detto tutto questo e oggi chiedono un sì per fare l'Italia migliore. C'è da piangere, ma voglio chiudere con un sorriso e vi faccio ascoltare l'ultimo post di Fabrizio Colica, un drago della rete che trovate sul web.
Fabrizio Colica
Se passa il no, gli stupratori vi violentano e le vecchie muoiono, crolla il Colosseo, se passa il no morite, se passa il no gli zombie invadono la città, il paese, tutto il paese, tutta l'Europa, se passa il no mi butto eh, ti butto, se passa il no i magistrati diventano licantropi e ti mangiano la notte, se passa il no mentre portate i figli a scuola Ve li rubano, ve li rapiscono e ve li trasformano in gay. Se passa il no, i barboni vi occuperanno casa. Se passa il no, male, male, male.
Political Commentator
E allora, cari cittadini italiani, domenica votate no e sopportate le sette piaghe di Colica oppure votate sì e vi tenete le solite piaghe di Giorgia?
Massimo Giannini
Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione. One Podcast.
Episode: Le bollette, il bonus referendum e le 7 piaghe di Giorgia
Host: Massimo Giannini
Date: March 19, 2026
In questa puntata, Massimo Giannini affronta con tagliente ironia e lucido sarcasmo il clima politico a tre giorni dal referendum sulla giustizia. Prendendo spunto dal racconto biblico delle sette piaghe d'Egitto, il giornalista compara la narrazione catastrofista lanciata dal governo e dalle forze del "sì", specialmente da Giorgia Meloni, agli antichi castighi, mentre all'opinione pubblica viene prospettata un’apocalisse in caso di sconfitta della riforma. L’episodio sviscera la natura propagandistica delle promesse e minacce pre-referendarie (dallo sconto sulle bollette – il cosiddetto "bonus referendum" – fino all’utilizzo esasperato di figure storiche dell’antimafia), mettendo in luce i meccanismi della comunicazione politica e il rischio di un riformismo vuoto.
[00:26–01:45]
“...ho l'impressione, a tre giorni dal voto per il referendum, che sia esattamente questo che i promotori del sì, e dunque il governo e la maggioranza, promettono agli italiani, ove invece vincesse il no: le sette piaghe d’Egitto trasformate in sette piaghe d’Italia.”
(Political Commentator, 01:27)
[01:50–02:32]
“La Presidente del Consiglio cambia Toni il registro. Un video soft girato con la calza davanti alla camera, come faceva la buonanima del Cavaliere. [...] L'ennesima giravolta della Sorella d'Italia, terrorizzata dalla prospettiva di perdere il referendum. E dunque stavolta straordinariamente affettata, sua dente quasi melliflua nell'invito agli indecisi...”
(Political Commentator, 02:38)
“E per farlo così ci mette sopra anche un aiutino. Un decreto bollette, l’ennesimo... E l’asso stavolta, appunto, è un bel bonus referendum. Uno sconto in bolletta a pochi centesimi. Ma tutto fa brodo.”
(Political Commentator, 03:23)
[03:40–06:50]
“Bisogna separare le carriere dei giudici e pubblici ministeri, sennò il bel paese si popolerà di pedofili, stupratori e criminali di ogni risma… grazie ai magistrati che sono un plotone d'esecuzione…”
(Political Commentator, 04:24)
“Per accelerare il meccanismo col quale devono cercare di raccattare ad ogni costo i consensi, usiamo il solito vecchio metodo, il clientelismo. Io sono tuo cugino, ti faccio un favore, tu lo fai a me…”
(Political Commentator, 06:15)
“Hanno detto tutto questo e oggi chiedono un sì per fare l'Italia migliore. C'è da piangere, ma voglio chiudere con un sorriso...”
(Political Commentator, 06:50)
[07:07–07:48]
“Se passa il no, gli stupratori vi violentano e le vecchie muoiono, crolla il Colosseo, ...se passa il no i magistrati diventano licantropi e ti mangiano la notte, ...ve li trasformano in gay. Se passa il no, male, male, male.”
[07:48–08:01]
“E allora, cari cittadini italiani, domenica votate no e sopportate le sette piaghe di Colica oppure votate sì e vi tenete le solite piaghe di Giorgia?”
(Political Commentator, 07:48)
Lo stile è tagliente, ironico e spesso sarcastico. Giannini usa una retorica brillante e vividissima, alternando riferimenti biblici, cultura pop e linguaggio diretto, per smascherare la melodrammaticità della propaganda politica pre-referendaria.
Utilità per chi non ha ascoltato:
L’episodio rappresenta una panoramica dinamica e accattivante della campagna per il referendum, evidenziando i rischi di un dibattito pubblico polarizzato e privo di sostanza, tra slogan catastrofisti e “mance” elettorali di corto respiro. Una puntata imperdibile per chi vuole capire, con uno sguardo laico e smaliziato, i meccanismi (e i limiti) dello storytelling politico in Italia.