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Narrator/Announcer
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro e inclusione. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
Massimo Giannini
Mai più! Questo è stato il grido che si è alzato dopo l'Olocausto. Mai più genocidio. Mai più crimini di guerra. Mai più violenza indiscriminata contro i civili. Mai più odio raziale. Dopo il 7 ottobre 2023 e la strage infinita di Gaza, possiamo ancora crederci? Questa bella, splendida, amara riflessione ce la regala Anna Foa nel suo ultimo libro appena uscito dalla terza, Mai più si intitola per l'appunto e la studiosa figlia di Vittorio Foa aveva già scritto un altro straordinario saggio che si intitolava Il suicidio di Israel. Ora torna sul tema per affrontare tutto ciò che ancora ci portiamo dietro dopo la scia infinita di sangue di questi ultimi tre anni e dopo un'azione continua, sistematica di violenza che Israele continua a perpetrare non solo nei confronti dei palestinesi ma adesso a maggior ragione e sempre di più anche nei confronti della Global Sumud Flottia e in particolare delle imbarcazioni italiane. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini
Crew Member
Don't shoot! Don't shoot! Hands up! Hands up! Hands up! Hands up!
Massimo Giannini
Eccolo, l'avete sentito? In viva voce, gli spari, le grida dei membri dell'equipaggio. sono gli ultimi ride dei soldati israeliani contro le barche della Global Sumud Flottiglia, in particolare contro le barche italiane. Nei giorni scorsi, lo sappiamo, erano state intercettate e fermate altre imbarcazioni, la Sirius, poi la Andros, stavolta è toccata appunto ad un'altra barca a vela, questa volta italiana, la Girolama. E la sentite? la viva voce dei membri dell'equipaggio che a mani alzate escono dal pozzetto e dicono e urlano don't shoot, don't shoot, non sparate, non sparate, siamo disarmati, non sparate. Ma niente da fare, i soldati israeliani sparano e come. Che si tratti di proiettili di gomma oppure invece no, i proiettili veri, questo non è ancora chiaro. Quello che è chiaro è che la violenza inusitata da parte di Israele. Nei confronti di questa flotta di imbarcazioni, sono circa 40 quelle che si sono avviate in navigazione verso le coste israeliane. Sta crescendo a dismisura e ha ormai valutato un confine. Ricordiamo che queste imbarcazioni sono a 70 miglia dalla costa e dunque non certo in acque territoriali. E poi ci sarebbe, e c'è da aggiungere, territoriali di chi? Questo è il punto fondamentale sul quale occorre ribadire la totale illiceità e l'inaccettabile violenza di quello che Israele sta facendo. Israele pratica in quelle acque un blocco navale illegale dal 2009. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare assegna allo Stato costiero sovranità fino a 12 miglia nautiche e non più di quelle. Qui, ripeto, la flottiglia è a 70 miglia dalle coste. Oltretutto gli accordi di Oslo del 1995 hanno diviso il mare antistante a Gaza in due zone, una con competenza civile palestinese per quel che riguarda per esempio la pesca, ma sotto il controllo di sicurezza israeliana. Mi consegue quindi che quelle non sono acque territoriali in senso pieno, né israeliane né acque palestinesi sotto sovranità illimitata. Oltretutto nel corso del tempo su questa materia si sono espressi diversi organismi internazionali, l'ultimo dei quali chiarissimo è stata la Corte Internazionale di Giustizia, il principale organismo giudiziario delle Nazioni Unite, che nel 2024 ha stabilito che Israele non ha alcun diritto di sovranità. non solo sui territori palestinesi occupati, ma neanche sulle acque antistanti. Dunque la violazione è evidente, ma insieme alla violazione c'è questa intollerabile escalation di violenza. Una violenza inusitata, una violenza soprattutto che non tiene in alcun conto i pur timidi appelli che nelle scorse settimane e nei giorni scorsi, poche ore fa, aveva rinnovato il governo di Roma. Sentiamo che cosa aveva detto solo l'altro ieri il ministro degli esteri Antonio Tagliani.
Antonio Tajani
Stiamo seguendo la vicenda da questa rotte con la nostra ambasciata della Bibbia, con il nostro consolato. con l'Ambasciata d'Italia a Cipro, abbiamo già mandato i nostri messaggi, abbiamo chiesto che venissero comunque liberati i nostri concittadini, liberati il prima possibile e così come è accaduto per l'episodio di qualche settimana fa, vediamo, sono pare che siano nove italiani che sono stati fermati e noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati, sempre in utenza, sempre in comunità.
Massimo Giannini
Ecco, dal governo italiano si vorrebbe una presa di posizione di tutt'altra forza, ma ormai l'abbiamo capito, non siamo in grado di farlo. E dunque avete sentito il capo della nostra diplomazia, Cayani, limitarsi a chiedere quasi sommessamente a Bibi Netanyahu quantomeno di garantire la sicurezza e l'incolumità fisica dei nostri concittadini imbarcati sulle barche della Global Summit Fortia, almeno quelle, non gli fate del male, l'aveva detto solo l'altro ieri, la risposta degli israeliani, come avete sentito, è quella arrivata ieri, cioè altro che non fategli del male, i soldati dell'IDF sparano contro gli equipaggi delle imbarcazioni. Sparano, ripeto che si tratti di proiettili di gomma oppure di proiettili veri, non fa quasi differenza, sparano, cioè aumentano il livello della violenza, a conferma del fatto che Netanyahu non ha paura di nulla, non teme nulla da parte della comunità internazionale e meno che mai da parte del governo italiano. Del resto perché dovrebbe temere? Perché dovrebbe temerci? Se da quando è iniziato, all'indomani del terribile pogrom del 7 ottobre del 2023, il più colossale genocidio, la più feroce pulizia etnica nei confronti del popolo palestinese a Gaza, il governo italiano non ha trovato il modo di dire né a né bà, mai una presa di posizione, mai una sola condanna nei confronti delle stragi compiute dagli israeliani in quell'embo di terra e meno che mai da parte dei coloni in Cisgiordania, nulla di nulla. abbracciati, avvinghiati amorosamente all'America di Trump, ci siamo trascinati nello stesso abbraccio mortale anche Bibi Netanyahu, così che oggi lui si permette qualunque tipo di offesa, di insulto, di violenza nei confronti anche dei cittadini italiani. E d'altro canto, anche qui, Giova ripeterlo per l'ennesima volta, fa sorridere il capo della Farnesina e vice presidente del Consiglio, leader di Forza Italia, il medesimo Tajani che prova a mettere con le spalle al muro il governo israeliano. Fa sorridere perché banalmente solo qualche mese fa quello stesso ministro degli esteri aveva detto rispetto a quanto stavano facendo da un lato Donald Trump sul fronte della Groenlandia, del Venezuela e da ultimo anche dell'Iran e poi nei confronti dello stesso Netanyahu per quel che stava accadendo nella striscia e in Cisgiordania che aveva detto proprio questo, il diritto internazionale conta ma fino a un certo punto E allora con quale credibilità oggi quello stesso ministro pretende il rispetto delle regole da parte di un autocrate e di un governo che delle regole ha fatto strame ormai da anni? E dunque, per tornare alla domanda cruciale posta da Anna Fo nel suo libretto Mai Più, dal quale ero partito. Mai più, mai più genocidio, mai più crimini di guerra, mai più violenza indiscriminata. Possiamo ancora crederci? No, con tutta evidenza. Non possiamo crederci più.
Episode: Le violenze di Netanyahu, i silenzi di Meloni
Host: Massimo Giannini
Date: May 20, 2026
In this episode, Massimo Giannini delivers a powerful commentary on recent Israeli military actions against the Global Sumud Flottiglia—particularly the targeting of Italian boats—and the lack of a strong Italian government response. Giannini questions the international community’s ability to uphold the post-Holocaust vow of “Never Again” in the face of current events. The episode blends live reporting, analysis of international law, reflections on Anna Foa’s new book, and a critical look at Italy’s diplomatic postures.
"Mai più! Questo è stato il grido che si è alzato dopo l'Olocausto. Mai più genocidio. Mai più crimini di guerra. Mai più violenza indiscriminata contro i civili. Mai più odio raziale. Dopo il 7 ottobre 2023 e la strage infinita di Gaza, possiamo ancora crederci?"
"Questa bella, splendida, amara riflessione ce la regala Anna Foa nel suo ultimo libro..."
[01:42] (Crew audio: "Don't shoot! Don't shoot! Hands up! Hands up! Hands up! Hands up!")
"Ricordiamo che queste imbarcazioni sono a 70 miglia dalla costa e dunque non certo in acque territoriali."
"Israele pratica in quelle acque un blocco navale illegale dal 2009."
"La Corte Internazionale di Giustizia... nel 2024 ha stabilito che Israele non ha alcun diritto di sovranità... neanche sulle acque antistanti."
"Abbiamo già mandato i nostri messaggi, abbiamo chiesto che venissero comunque liberati i nostri concittadini, liberati il prima possibile... sono pare che siano nove italiani che sono stati fermati e noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati..." (Antonio Tajani, 06:08)
"Il governo italiano non ha trovato il modo di dire né a né bà, mai una presa di posizione, mai una sola condanna nei confronti delle stragi compiute dagli israeliani in quell'embo di terra..."
"Abbracciati, avvinghiati amorosamente all'America di Trump, ci siamo trascinati nello stesso abbraccio mortale anche Bibi Netanyahu..."
"Il diritto internazionale conta ma fino a un certo punto... E allora con quale credibilità oggi quello stesso ministro pretende il rispetto delle regole da parte di un autocrate e di un governo che delle regole ha fatto strame ormai da anni?"
"Mai più, mai più genocidio, mai più crimini di guerra, mai più violenza indiscriminata. Possiamo ancora crederci? No, con tutta evidenza. Non possiamo crederci più." (08:10)
Tone:
Giannini's delivery is passionate, sorrowful, and sharply critical—blending legal precision with moral outrage. The episode’s language is direct, polemical, and steeped in concern for both law and humanity.