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Narrator/Chiesa Valdese Representative
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro, inclusione e diritti. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
Massimo Giannini
In una delle sue opere più famose, cioè vita di Galileo Galilei, Bertolt Brecht scolpisce una massima che ci portiamo dietro da più di mezzo secolo. Nel testo originale di quest'opera a un certo punto uno dei protagonisti l'allievo Andrea esalta il suo maestro Galileo per il suo coraggio nell'essersi opposto alla santa inquisizione esclamando sventurata la terra che non ha eroi. Galileo subito lo corregge ribaltando il senso di questa frase e dice sventurata è la terra che ha bisogno di eroi. Con questo racconto Bertolt Brecht vuole spiegare in maniera amara che a volte la società è ingiusta quando costringe i singoli a compiere gesti straordinari o a sacrificarsi per ottenere diritti, giustizia o progresso. Questo vuol dire che le sue strutture di base, le istituzioni, le leggi, il senso civico hanno fallito. Eppure talvolta Un paese, pur essendo una democrazia, che ha i suoi diritti, per quanto malmessi, ha bisogno di eroi e talvolta gli eroi ci sono davvero. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini.
Luca Signorelli
pensate quale ha avuto mai l'aiuto di altre 400 persone? All'inizio l'ho rincorso da solo non aveva il coltello in mano è saltato fuori dopo il coltello in un corpo a corpo c'è stata una frazione di seconda in cui ho detto puoi risciacquare però a quel punto lì a quel punto lì cosa faccio? sto a prendere il coltellato e reagisco Abbiamo una probabilità di saltarci fuori, proviamo. E' andata bene. È stato un evento importante, grazie a te. Complimenti. Grazie a te. Grazie a te, è stato un esempio meraviglioso.
Massimo Giannini
Ed eccolo qua allora uno degli eroi di cui un paese qualunque ha ancora bisogno. Si chiama Luca Signorelli ed è protagonista positivo della vicenda che si è consumata a Modena, di cui ormai conosciamo bene tutti i profili. Sappiamo chi è l'attentatore, si chiama Salim el-Kudri, un ragazzo trentunenne, di seconda generazione come si dice, Figlio di genitori marocchini che vivono in Italia da sempre, lui nato qui insieme a noi e tra di noi. Senza una ragione plausibile sale su una macchina e corre per le vie del centro modenese e investe 8 persone. Ora due donne in particolare lottano tra la vita e la morte. Lui non è un jihadista, non è uno di quegli islamisti e terroristi che come hanno fatto sul lungomare di Nizza o nei mercatini di Natale di Monaco, uccidono gridando Allah o Akbar. Questo è un ragazzo che ha problemi, è perfettamente integrato con il nostro paese, ha studiato in scuola italiano, si è laureato in Italia, è stato curato da medici italiani, purtroppo non abbastanza, si è arrivato a compiere quel che ha compiuto e le motivazioni di questo gesto non le conosciamo, forse hanno a che vedere col lato oscuro che c'è dentro di lui, con la sua follia, sì, probabilmente con quella. E allora, di fronte a tutto questo, come abbiamo sentito, brilla in positivo la figura di Luca Signorelli. Abbiamo ascoltato dalla sua viva voce la ricostruzione di quel che è accaduto. Lui che lo insegue, questo attentatore, riesce a placcarlo e poi insieme a lui ad aiutarlo, perché questo il Cudri aveva in mano un coltello, arrivano altre cinque persone, tra cui due immigrati, pensate un po'. E dunque a Modena si recano il Presidente della Repubblica Mattarella e la Presidente del Consiglio Meloni. L'entrambi porgono i loro ringraziamenti a Signorelli e al suo atto di eroismo che ha compiuto. Ecco, in questa vicenda ci sono due lezioni fondamentali da trarre. La prima riguarda proprio questa forma di eroismo. Luca Signorelli come spiega lui stesso Non ci ha pensato due volte di fronte a una situazione di emergenza, pericolosa anche per lui medesimo, per la sua incolumità. Non è stato a ragionare o a riflettere sulla sicurezza che avrebbe dovuto garantire a se stesso e anche a sua figlia, che era lì presente. Non ci ha pensato due volte, ha inseguito l'attentatore, gli si è buttato addosso e alla fine, aiutato da altri, è riuscito a disarmarlo. Tra questi altri, come dicevo, ci sono anche due immigrati, gli stessi immigrati che consideriamo un male assoluto, la feccia dell'umanità, quelli che mettono a repentaglio la nostra sicurezza. Ecco, non è così. Tante persone comuni compiono atti di eroismo, senza pensarci troppo. Ed è questa la bellezza di questi gesti. ed è per questo che noi dobbiamo rendere omaggio a queste persone. Ma qui c'è la seconda lezione che noi dobbiamo trarle. La politica che osserva tutto questo non dovrebbe banchettarci per ragioni ideologiche. E invece è quello che succede ancora una volta. Dopo pochi minuti che il fatto si era verificato a Modena, Matteo Salvini già suonava le trombe della propaganda e poneva subito l'accento sugli immigrati in un comunicato aveva noto di aver dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi, a partire dalla revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati con immediata espulsione. Aggiunge il capitan Matteo del Carroccio il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano. Se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola. Ecco c'è un solo piccolo dettaglio che per fortuna questa volta ricorda al vicepremier leghista l'altro vicepremier, quello azzurro, Antonio Tajani, che una volta tanto ne azzecca una. e fa osservare al suo collega di governo togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell'evento di ieri a Modena non aveva permesso di soggiorno, ma per la banale ragione che è cittadino italiano. Ecco, questa è la lezione fondamentale da trarre. Non banchettate su queste vicende per sventolare le vostre bandiere ideologiche. Rinunciate almeno di fronte a questi orrori che non hanno nulla a che vedere col fenomeno dei migranti, alla vostra bassa speculazione, perché non aiutate il paese a rendersi migliori. E così, alla fine di tutta questa amara favola, la vera morale ce la restituisce proprio l'eroe, Luca Signorelli, che ai cronisti che gli chiedono come si sente adesso, Dopo aver compiuto quel suo atto di eroismo, lui risponde, io non ho fatto nulla di eroico e quel che ho fatto, l'ho fatto solo per dimostrare che apparteniamo tutti all'umanità. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, è un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Host: Massimo Giannini
Date: May 18, 2026
In questo episodio, Massimo Giannini affronta il tema dell’eroismo civile e delle strumentalizzazioni politiche, partendo dal recente attentato avvenuto a Modena. L’intervento tempestivo di Luca Signorelli, che ha fermato l’attentatore insieme ad altri cittadini (compresi immigrati), viene contrapposto alla narrazione politico-mediatica improntata sulla sicurezza e sull'immigrazione, in particolare dalle fila leghiste. L’episodio riflette con amarezza sul bisogno di “eroi” e mette in guardia contro la retorica dell’odio che rischia di inquinare i fatti di cronaca.
“Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi.”
“All’inizio l'ho rincorso da solo… in un corpo a corpo c'è stata una frazione di secondo in cui ho detto puoi rischiare però a quel punto lì cosa faccio? Sto a prendere il coltellato e reagisco. Abbiamo una probabilità di saltarci fuori, proviamo. È andata bene...”
(Luca Signorelli, 01:50)
Signorelli è stato aiutato da altri cittadini, inclusi due immigrati:
“Tra questi altri, come dicevo, ci sono anche due immigrati, gli stessi immigrati che consideriamo un male assoluto, la feccia dell'umanità, quelli che mettono a repentaglio la nostra sicurezza. Ecco, non è così.”
(Giannini, 03:30 circa)
I vertici istituzionali (Presidente Mattarella e Premier Meloni) riconoscono l’eroismo di Signorelli.
Giannini critica la reazione immediata di Matteo Salvini, che torna sulla retorica anti-immigrati chiedendo la revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati:
“Il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano. Se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola.”
(Citazione di Salvini riferita da Giannini, ca. 05:00)
Antonio Tajani, vicepremier FI, gli fa notare che l’attentatore è cittadino italiano:
"Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell'evento di ieri a Modena non aveva permesso di soggiorno, ma per la banale ragione che è cittadino italiano."
(Tajani, citato da Giannini, ca 05:30)
Giannini ammonisce:
“Non banchettate su queste vicende per sventolare le vostre bandiere ideologiche… perché non aiutate il paese a rendersi migliori.”
“Io non ho fatto nulla di eroico e quel che ho fatto, l’ho fatto solo per dimostrare che apparteniamo tutti all’umanità.”
(Signorelli, riportato da Giannini, 06:00 circa)
“In un corpo a corpo c'è stata una frazione di secondo in cui ho detto puoi rischiare, però a quel punto lì cosa faccio? Sto a prendere il coltellato e reagisco. Abbiamo una probabilità di saltarci fuori, proviamo. È andata bene.”
"Ed è questa la bellezza di questi gesti. Ed è per questo che noi dobbiamo rendere omaggio a queste persone."
“Il permesso di soggiorno concesso a un immigrato è un atto di generosità e fiducia. Se questa fiducia viene tradita, revoca ed espulsione devono diventare la regola.”
“Chi è stato protagonista dell’evento non aveva permesso di soggiorno, semplicemente perché è cittadino italiano.”
"Io non ho fatto nulla di eroico... l’ho fatto solo per dimostrare che apparteniamo tutti all’umanità."
Il tono di Giannini è amaro ma appassionato, con una spiccata vena civile e una critica netta verso la strumentalizzazione politica dei fatti di cronaca. Il linguaggio rimane accessibile, diretto, e insiste sul valore umano e collettivo della società, sopra le divisioni e le paure alimentate dall’odio politico.
Per chi non ha ascoltato l’episodio: Questo podcast offre una riflessione chiara e coinvolgente sulla necessità di solidarietà e coraggio civico, rifiutando le scorciatoie ideologiche e raccontando una storia di eroismo senza etichette, dove italiani e immigrati agiscono insieme, e la vera lezione è che "apparteniamo tutti all'umanità".