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Un morso a una mela può far bene. Se il morso lo dai a una Renetta Melinda, puoi far del bene anche agli altri. Melinda ha scelto di sostenere un progetto di ricerca sul cancro di Fondazione AIRC con un contributo minimo di 100.000 euro. Renetta Melinda, la mela buona per te che fa bene anche agli altri.
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Sapete cosa hanno in comune il Kalpak, il copricapo infeltro tradizionale degli uomini del Kyrgyzstan, con la Pencak Silat, l'arte marziale indonesiana che ci insegna ad essere in grado di stabilire una buona relazione con Dio? e poi sapete cosa accomuna la transumanza e cioè quella migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che insieme ai loro cagni e ai loro cavalli si spostano in differenti zone climatiche della nazione con il massaggio thailandese, il nuat thai, rimedio non medicinale ma terapia manuale che prevede una manipolazione che aiuta a riequilibrare il corpo E poi ancora, cosa c'è che avvicina la palma da dattero con, per esempio, la falconeria, cioè l'arte di cacciare con i falchi addestrati, oppure il gegense, un dramma satirico eseguito durante le feste locali del Nicaragua, con il kris, il pugnale rituale dell'Indonesia. Bene, in comune tutte queste cose hanno un fatto, sono considerati patrimonio immateriale dell'UNESCO. E adesso, in questa lista di straordinari riconoscimenti, ci siamo anche noi, cioè c'è la cucina italiana, in lode e gloria del governo di Giorgia Meloni.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
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Buongiorno a tutti, voglio condividere con voi una notizia che ci riempie d'orgoglio. Oggi l'UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana patrimonio dell'umanità. Siamo i primi al mondo a ottenere questo riconoscimento che onora quello che siamo, che onora la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo, non è solo un insieme di ricette, è molto di più. È cultura, tradizione, lavoro, ricchezza. La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità, custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione, cresce nell'eccellenza dei nostri produttori, si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi, viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre. È un primato che non può che inorgoglierci, che ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancora di più i nostri prodotti proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentari e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto nell'agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi traguardi. Il Governo ha creduto fin dall'inizio in questa sfida, ha fatto la sua parte per raggiungere questo risultato. Ringrazio ovviamente prima di tutto i Ministri Lollobrigida e Giuli che hanno seguito il dossier ma è una partita che non abbiamo giocato da soli, abbiamo vinto questa sfida insieme al popolo italiano, insieme ai nostri connazionali all'estero, insieme a tutti coloro che nel mondo amano la nostra cultura, la nostra identità, il nostro stile di vita.
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Eccola qua, l'avete sentita, la sorella d'Italia in grande festa. per l'importante riconoscimento che il paese ha appena ottenuto. A Nuova Delhi, in India, il comitato intergovernativo dell'UNESCO ha dunque deciso di assegnare alla cucina italiana il grande privilegio di entrare ufficialmente nella lista del patrimonio culturale e immateriale dell'umanità. Avete sentito la premier? Soddisfatta, perché è la prima volta che un'intera cucina di una nazione gode di questo privilegio ed è un dato oggettivo. La cucina francese non ha avuto questo riconoscimento, tanto per dire, meno che mai quella indiana o quella giapponese. Meloni esulta perché questa è oggettivamente una grande opportunità che il nostro mercato agroalimentare, già uno dei più importanti in Europa, potrà sfruttare al meglio. È un importante riconoscimento, come dice la stessa Presidente del Consiglio, alla nostra cultura, alla nostra identità, alla nostra tradizione. Quindi già vedete in tutto questo una chiave di lettura tipicamente patriottica, anche per quel che riguarda la cucina. E noi non possiamo che esultare ed essere soddisfatti perché oggettivamente è un'eccellenza italiana e lungi da me l'idea di ironizzare su questo o di ridimensionare la portata di questo riconoscimento, anche se bisognerà pur dire che finora questo tipo di premio l'UNESCO lo aveva già assegnato, che so, alla cucina del Miko Hachan. al bashoku giapponese, al kimchi coreano, al borscht ucraino, ma poi anche alla dieta mediterranea, all'arte dei pizzaioli napoletani, alla cerca e alla cavatura del tartufo, alla viticoltura d'alberello di pantelleria, ai paesaggi vitivinicoli delle Langhe, del Roero e del Monferrato. Insomma, questi riconoscimenti sono arrivati a Pioggia, adesso per la prima volta, effettivamente. Questo premio arriva alla cucina italiana. E viva e viva. Un'altra svolta storica, insieme a tutte quelle che ogni giorno questo governo continua a propinare agli italiani. Ripeto, nessuna intenzione di ridimensionare la portata o di ironizzare su quello che l'UNESCO ha appena deciso di riconoscere al nostro bel paese. Tuttavia, se allarghiamo l'orizzonte e guardiamo a tutto quello che sta succedendo nel mondo, Noi non ci siamo al vertice dei volenterosi, dove Starmer, Macron e Merz negoziano insieme a Zelensky la possibilità di arrivare a un cessate il fuoco onorevole in Ucraina, ridimensionando la portata delle pretese della Russia spalleggiata dall'America di Trump. Non ci siamo nei grandi business dell'innovazione tecnologica, assistiamo da spettatori alla sfida miliardaria che si è scatenata intorno alla Warner Bros., dove competono giganti del calibro di Netflix o Paramount. Oppure nel nostro paese assistiamo allo slittamento progressivo del potere d'acquisto, ai salari sempre più bassi, calati del 9% rispetto ad altri paesi che invece hanno visto un aumento progressivo del potere d'acquisto degli stipendi. Tanto che lo stesso Sergio Mattarella l'altro ieri è dovuto intervenire per sottolineare l'urgenza di sostenere i redditi degli italiani. Insieme a questo assistiamo all'aumento della pressione fiscale, al paradosso di una manovra che prevede tra i suoi emendamenti persino un'imposta di bollo sui pagamenti in contante tra i 5 e i 10 mila euro, cosa che somiglia tanto a una patrimoniale sul riciclo di denaro sporco. Assistiamo ad un aumento esponenziale della quota di italiani che stanno scivolando in povertà assoluta e che non possono più curarsi presso le strutture sanitarie pubbliche. Sono ben 6 milioni. Insomma, mentre si brinda alla cucina italiana patrimonio immateriale dell'UNESCO, tanti altri primati negativi meriterebbero tutt'altra attenzione. E anche qui, all'esultanza di Palazzo Chigi, per un riconoscimento ottenuto da una carbonara o da una ribollita, preferiremmo di gran lunga che si riuscisse a sconfiggere la malapianta dell'inflazione e degli aumenti del carrello della spesa, oppure quello dell'evasione fiscale. Lì sì che ci sarebbe da brindare a spumante e non a champagne. E ci piacerebbe molto poter risultare per altre svolte storiche e far sì che l'Italia fosse e tornasse protagonista in politica estera e non risultasse solo sovranista in cucina. Quello sì che sancirebbe una vera e propria nuova egemonia culturale, molto più che la festa di Atreiu trasformata in Sanremo nazional popolare. Ma tant'è, libiamo i calici agli chef stellati e alle osterie di periferia. La cucina italiana è finalmente nell'Empirio, insieme al Calpac e al Cris, alla falconeria e al massaggio thailandese. E bastava sentire i TIG di Telemeloni ieri per capire quanto orgoglio trasudasse da questo trionfo tricolore. Un'altra medaglia in petto per Giorgia, un altro valore da aggiungere alla sacra Triade della Nazione. Dio, Patria, Famiglia e Cucina.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Allaccia la cintura.
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Ma devo fare solo pochi metri.
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Nessuna scusa vale il rischio. Sono Ambra Sabatini, campionessa paralimpica. Insieme a Polizia di Stato e Autostrade per l'Italia ti ricordo di allacciare sempre la cintura. Per la tua sicurezza e per quella degli altri.
Titolo: L’Italia meloniana, trionfa in cucina e perde in Europa
Podcast: Circo Massimo - Lo spettacolo della politica
Host: Massimo Giannini
Data: 10 dicembre 2025
L’episodio riflette, con la consueta ironia pungente di Giannini, sul contrasto tra l’orgoglio nazionale per il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità e le molteplici difficoltà politiche, economiche e sociali che il Paese sta affrontando. Il trionfo in cucina, celebrato come un successo del governo Meloni, contrasta con un “perdere in Europa” più silenzioso e problematico.
[02:21–03:53]
“Oggi l'UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana patrimonio dell'umanità. Siamo i primi al mondo…non è solo cibo, non è solo un insieme di ricette, è molto di più. È cultura, tradizione, lavoro, ricchezza.”
— Giorgia Meloni (02:28)
[03:53–04:56]
“Una chiave di lettura tipicamente patriottica, anche per quel che riguarda la cucina.”
— Massimo Giannini (04:27)
[05:00–08:00]
Giannini allarga lo sguardo al quadro internazionale ed europeo, sottolineando l’assenza dell’Italia nei tavoli che contano: a differenza di Francia, Germania e Gran Bretagna, Meloni non è tra i leader che negoziano per il cessate il fuoco in Ucraina.
“Noi non ci siamo al vertice dei volenterosi, dove Starmer, Macron e Merz negoziano…Noi assistiamo da spettatori...”
— Massimo Giannini (05:40)
L’Italia appare spettatrice marginale anche nei processi di innovazione tecnologica globale e nelle dinamiche dei grandi business.
Il focus interno si concentra su alcuni dati allarmanti:
Giannini si chiede se i “veri” trionfi italiani non dovrebbero essere su altri fronti, come lotta all’inflazione, agli aumenti del carrello della spesa o all’evasione fiscale.
“Mentre si brinda alla cucina italiana patrimonio immateriale dell’UNESCO, tanti altri primati negativi meriterebbero tutt’altra attenzione... Preferiremmo sconfiggere la malapianta dell’inflazione.”
— Massimo Giannini (07:00)
[08:00–09:30]
“Dio, Patria, Famiglia e Cucina.”
— Massimo Giannini (09:30)
Giorgia Meloni:
“È un primato che non può che inorgoglirci, che ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancora di più i nostri prodotti...” (02:50)
Massimo Giannini:
“Lì sì che ci sarebbe da brindare a spumante e non a champagne. E ci piacerebbe molto che l’Italia fosse e tornasse protagonista in politica estera e non risultasse solo sovranista in cucina.” (08:30)
Massimo Giannini:
“Un'altra medaglia in petto per Giorgia, un altro valore da aggiungere alla sacra Triade della Nazione. Dio, Patria, Famiglia e Cucina.” (09:30)
Lo stile dell’episodio è un misto di ironia, amarezza e preoccupazione, con Giannini che alterna sarcasmo e dati concreti per smascherare le retoriche trionfalistiche e puntare i riflettori sulle reali sfide del Paese. L’italiano è ricco, vivido, con riferimenti colti e una certa vena caustica verso il governo Meloni.
L’episodio offre un affresco pungente dei paradossi dell’Italia meloniana: protagonista simbolica sulle tavole del mondo, ma sempre più spettatrice nei grandi tornanti della storia europea e mondiale. Un invito, tra il serio e il faceto, a non confondere i successi gastronomici con quelli politici e sociali.