Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Host: Massimo Giannini
Episode Title: Lo sciopero, la Flotilla e le tre facce di una civiltà smarrita
Date: October 3, 2025
Episodio in breve
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sui segni di un crescente cinismo nell’opinione pubblica e nella politica italiana e internazionale, prendendo spunto da un editoriale di Ece Temelkuran su El Mundo. Giannini sceglie tre fatti recenti che incarnano le “tre facce” di questa civiltà smarrita: la reazione di Giorgia Meloni allo sciopero generale per la Palestina, la polemica sulla “flottiglia” verso Gaza, e le contestazioni al sindaco di Reggio Emilia durante la premiazione della giurista Francesca Albanese. L’episodio indaga la perdita di umanità e moralità nel discorso pubblico e nel coinvolgimento politico, invitando a una riflessione autocritica sulla partecipazione e sulle responsabilità collettive.
Temi e punti chiave
1. L’umanità hackerata dai pirati del cinismo
(00:30 – 02:18)
- Giannini introduce l’episodio citando il testo della giornalista turca Ece Temelkuran, esule per ragioni politiche.
- Temelkuran denuncia la radicalizzazione del cinismo pubblico e il venir meno del senso di cittadinanza.
- “L’umanità è stata hackerata dai pirati del cinismo. Il male radicale che conduce lo show ci ignora così profondamente che abbiamo la sensazione di essere inesistenti.” (Giannini cita Temelkuran, 00:46)
- Giannini ritiene che proprio questa diagnosi descriva lo stato attuale della società e della politica.
2. Caso 1: Lo sciopero per la Palestina e la reazione di Giorgia Meloni
(03:13 – 07:45)
- Giorgia Meloni, da Copenaghen, minimizza le proteste in solidarietà con la Palestina e lo sciopero generale in Italia, accusando sindacati e attivisti di strumentalizzare la situazione:
- “...mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì, perché il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme.” (Giorgia Meloni, 03:43)
- Giannini critica l'argomentazione di Meloni:
- Precisa che, pur riconoscendo l’incomodo arrecato dallo sciopero, la causa è nobile e legata alla “testarda volontà di restare umani” di fronte a un possibile genocidio a Gaza.
- “Non è una scelta indolore. Tutt’altro, al contrario, è una scelta che è funzionale a voler dimostrare che in questo momento, in nome di una causa che ci sovrasta tutti, ciascuno di noi nel suo piccolo può dare un suo contributo...” (Giannini, 06:47)
- Critica la “derisione” della mobilitazione da parte della Premier, e denuncia come il pragmatismo politico stia erodendo il valore della partecipazione civile.
3. Caso 2: La Flotilla verso Gaza e la narrazione mediatica
(07:45 – 11:06)
- Giannini cita uno scambio televisivo avvenuto negli studi di “Porta a Porta”, dove Bruno Vespa accusa un attivista della flottiglia solidale verso Gaza di insincerità:
- “A voi della gente di Gaza non ve ne fotte niente.” (Bruno Vespa, riassunto da Giannini, 09:00 circa)
- Giannini denuncia la retorica di Vespa come rappresentativa di un giornalismo “appiattito e asservito al potere dominante”.
- Sottolinea come la flottiglia coinvolgesse attivisti da 45 nazioni, il cui scopo umanitario sia stato sistematicamente delegittimato dalla propaganda politica e dagli opinionisti filo-governativi.
- Rimarca la perdita di senso civico e l’abbassamento del livello del dibattito pubblico:
- “Perché spingersi al punto di immiserire in maniera così volgare l’atto civico e politico di così alto contenuto umanitario come quello che hanno tentato di fare gli attivisti della flottiglia?” (Giannini, 10:25)
4. Caso 3: Il premio a Francesca Albanese e lo scontro simbolico
(11:06 – 13:50)
- A Reggio Emilia, il sindaco durante la premiazione della relatrice ONU Francesca Albanese menziona il rilascio degli ostaggi israeliani come condizione per la pace, suscitando proteste e la reazione della stessa Albanese:
- “Consigliamo oggi il sindaco… non lo giudico, lo perdono però però sindaco mi deve promettere che questa cosa non la dice più.” (Francesca Albanese, 11:20)
- Giannini problematizza l’autorità morale dietro questo tipo di “perdoni” e critiche:
- Sottolinea come la richiesta di riconoscere sia la sofferenza palestinese sia la sorte degli ostaggi israeliani sia ormai vista come una trasgressione.
- “Come si fa a considerare un atto di violazione di un qualche codice morale che non conosco il voler sollevare l’urgenza... che insieme al genocidio che deve finire vengano liberati anche gli ostaggi israeliani?” (Giannini, 12:40)
- Evidenzia il clima di intolleranza anche all’interno delle stesse aree di solidarietà, come altra faccia della crisi morale.
5. Chiusura: La scomparsa della moralità in politica
(13:50 – 15:01)
- Giannini conclude tornando a citare Temelkuran, ribadendo la scomparsa del cittadino come soggetto politico, la fine della moralità nella sfera pubblica e la sconfitta di fronte al “nuovo disordine mondiale”:
- “La moralità in politica non esiste più. Il cittadino inteso come attore politico sta per sparire. Il ritegno che un tempo limitava il potere politico è scomparso... Siamo, semplicemente, stati sconfitti dal nuovo disordine mondiale.” (Giannini cita Temelkuran, 14:23)
- L’episodio si chiude con un invito implicito all’ascolto critico e al rifiuto del cinismo dominante.
Citazioni salienti con attributi e timestamp
- “L’umanità è stata hackerata dai pirati del cinismo. Il male radicale che conduce lo show ci ignora così profondamente che abbiamo la sensazione di essere inesistenti.”
– Ece Temelkuran, cit. da Giannini, [00:46] - “Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme.”
– Giorgia Meloni, [03:43] - “Non è una scelta indolore. Tutt’altro, al contrario, è una scelta che è funzionale a voler dimostrare che in questo momento, in nome di una causa che ci sovrasta tutti, ciascuno di noi nel suo piccolo può dare un suo contributo...”
– Massimo Giannini, [06:47] - “A voi della gente di Gaza non ve ne fotte niente.”
– Bruno Vespa, riportato da Giannini, [09:00 circa] - “Consigliamo oggi il sindaco… non lo giudico, lo perdono però però sindaco mi deve promettere che questa cosa non la dice più.”
– Francesca Albanese, [11:20] - “La moralità in politica non esiste più. Il cittadino inteso come attore politico sta per sparire. Il ritegno che un tempo limitava il potere politico è scomparso... Siamo, semplicemente, stati sconfitti dal nuovo disordine mondiale.”
– Ece Temelkuran, cit. da Giannini, [14:23]
Momenti memorabili
- L’ironica battuta di Meloni sullo sciopero di venerdì: “il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme.”
- La polemica feroce di Bruno Vespa in diretta verso il giovane attivista della flottiglia.
- L’intervento di Francesca Albanese che “perdona” bonariamente il sindaco, purché non ripeta la richiesta sul rilascio degli ostaggi.
Struttura dell’episodio
- 00:30 – 02:18: Introduzione e citazione Temelkuran.
- 03:13 – 07:45: Caso Meloni e lo sciopero.
- 07:45 – 11:06: Caso Flotilla e Vespa.
- 11:06 – 13:50: Caso Albanese e il sindaco di Reggio Emilia.
- 13:50 – 15:01: Conclusione e seconda citazione Temelkuran.
Tono e linguaggio
Il tono di Giannini è partecipe, sferzante ma non eccessivamente retorico; vi è una costante tensione tra indignazione e ironia, con frequenti richiami al rispetto dei principi umanitari e della dignità del dibattito pubblico.
Utile per chi non ha ascoltato:
L’episodio offre una panoramica lucida e critica delle ultime settimane di attualità italiana e internazionale, polarizzate sulla questione palestinese e sulle reazioni della classe politica e mediatica. Propone una riflessione su come il cinismo rischi di disumanizzare anche chi si indigna e tenta di agire, mostrando le difficoltà e le contraddizioni della partecipazione pubblica oggi.
