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Parapaparapapà!
Iperceramica Customer
Cos'è sta allegria?
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Amore! Ho appena scoperto che questo mese Iperceramica leva-liva sulle piastrelle sul Redobagno. E poi fa tantissime altre superofferde.
Iperceramica Customer
Bello, ma i lavori?
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Da Iperceramica c'è Ristruttura Smart, che ci segue in tutte le fasi della ristrutturazione. Andiamo a farci la casa nuova?
Iperceramica Customer
Sì, però lì non canti, sennò ci cacciano.
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Leva-liva! Solo a ottobre, solo da... Iperceramica!
Massimo Giannini
Sotto costo 1 euro. Fino al 12 ottobre, lo Smart TV Samsung 4K 65 pollici, dei colori reali e immagini ultra-definite. Tuo a 699 euro. Perché 1 euro batte forte sempre. L'umanità sprofonda nell'abisso del cinismo. È il titolo di un editoriale che ha scritto qualche giorno fa sul quotidiano spagnolo El Mundo, Ece Temelkuran, che è una grande giornalista intellettuale turca che vive di fatto esiliata in Croazia. Esaminando quello che sta succedendo nel mondo, tra le due guerre in Palestina e in Ucraina, poi l'effetto che producono sulle opinioni pubbliche anestetizzate e incattivite dai social, Temel Kuram scrive che ormai temiamo la distruzione totale della civiltà umana. L'umanità è stata hackerata dai pirati del cinismo. Il male radicale che conduce lo show ci ignora così profondamente che abbiamo la sensazione di essere inesistenti. E quando la gente viene ignorata, nonostante i suoi sforzi, il concetto di cittadinanza diventa politicamente superato e persone tendono a fare scelte politiche che mettono in discussione la nostra immagine idealistica degli esseri umani, amanti della libertà, della dignità e dell'azione politica. Con il tempo questo male radicale trasforma gran parte della società in un organismo moralmente miserabile o semplicemente anestetizzato. mi sembra che sia quello che sta purtroppo accadendo a noi tutti.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Massimo Giannini
Dunque oggi ho voluto leggervi alcuni brani di questo editoriale di Ece Temelkuran. Ripeto, giornalista e intellettuale turca costretta a fuggire dal suo paese per l'azione di persecuzione politica che nei suoi confronti e nei confronti di molti altri come lei ha esercitato in questi anni Recep Erdogan, l'autocrate di Istanbul. Mi sembra che le parole di Temelkuran riflettano esattamente l'abisso di cinismo appunto nel quale stiamo sprofondando in questi ultimi giorni e anche in queste ultime ore, direi. E ve lo dico perché i fatti che quest'oggi vi voglio riassumere sono tre, ciascuno dei quali a suo modo è il riflesso di un'umanità che è stata hackerata dai pirati del cinismo, come vi dicevo e come scrive Ece Temelkuran. Il primo fatto è successo a Copenaghen. Ascoltatelo.
Giorgia Meloni
Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina. In compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano che affronterà nei prossimi giorni, temo, diversi disagi per una questione che mi pare c'entri poco con la vicenda palestinese e c'entri molto con le questioni italiane e del resto ce lo spiegano i sindacati perché mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì, perché il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme.
Massimo Giannini
Ancora una volta tocca a Giorgia Meloni. È lei che parla da Copenaghen, dalla capitale danese, dove è andata per un vertice internazionale e anche lì ha trovato il modo di commentare alla sua maniera gli ultimi avvenimenti, quelli che hanno riguardato la frottiglia bloccata dalla marina israeliana con l'ennesimo atto di violazione clamorosa e vergognosa del diritto internazionale. e tutto quel che ne è seguito, e cioè la mobilitazione spontanea che è nata nella notte in diverse città italiane e che culmina oggi con uno sciopero generale per protestare contro l'ennesima violazione delle norme giuridiche che il mondo ha provato faticosamente a darsi in questi anni da parte del governo Netanyahu e poi in generale contro il genocidio commesso dai suoi eserciti sulla striscia di Gaza. Ebbene di fronte a tutto questo Meloni ancora una volta rinnova il suo attacco alla frottiglia che non si è fermata e di fatto poi non ha aiutato i palestinesi, a quelli che sono scesi in piazza nella notte che in realtà hanno compiuto un atto del tutto inutile e infine a chi oggi aderirà allo sciopero generale che arrecherà danni ai cittadini italiani e ti mostrerà ancora una volta quello che Meloni ha riassunto così e cioè il weekend lungo che non sta insieme alla rivoluzione. Allora vi cito questo esempio perché secondo me dimostra plasticamente e drammaticamente in che modo si può scendere nell'abisso morale nel quale tutti veniamo risucchiati. Lo penso perché, intanto, anch'io non sono innamorato degli sciopri proclamati il venerdì. Ci mancherebbe altro. Recano disturbo a chi magari va al lavoro, a chi va a scuola, a chi ha il suo da fare. Non lo nego. però due obiezioni. La prima, mai come in questa occasione, come era già successo il 22 di settembre, questo sciopero è a sostegno di una causa più che nobile, che riguarda il nostro testardo tentativo di restare umani, di fronte allo genocidio che si sta consumando nella striscia di Gaza. Ecco, la pressione, la mobilitazione dell'opinione pubblica Non è inutile, non lo è stata. I fatti di queste ultime settimane lo dimostrano. E dunque, prima di irridere a questa iniziativa considerandola inutile, Meloni dovrebbe pensarci due volte. La seconda obiezione che muovo riguarda lo strumento. dello sciopero generale, che come sappiamo per il diritto del lavoro è come una spada impugnata senza il fodero e senza l'impugnatura, perché chi la tiene in mano si ferisce, detta altrimenti. I lavoratori che oggi si asterranno dalle proprie prestazioni rinunceranno a una parte del loro stipendio, perché lo considerano un sacrificio non solo opportuno, ma necessario a supporto della causa che vogliono sostenere. Dunque non è una scelta indolore. Tutt'altro, al contrario, è una scelta che è funzionale a voler dimostrare che in questo momento, in nome di una causa che ci sovrasta tutti, ciascuno di noi nel suo piccolo può dare un suo contributo, in questo caso anche economico. al di là del fatto che poi tutti si mobiliteranno. Tutti scenderanno ancora in piazza già nella giornata di domani per riconfermare che quello che è accaduto alla flottiglia non è accettabile e per ribadire ancora una volta, gridandolo se possibile, che quello che succede a Gaza e in Cisgiordania è ancora meno sopportabile. Dunque, Meloni, perché sprofondare nell'arbisso del cinismo per pure ragioni di opportunità propagandistica? Mi sposto al secondo caso. E qui torniamo a Roma. Sentitelo. L'apertura della missione è l'apertura di un.
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Canale diretto senza mediatori.
Francesca Albanese
Posso dire che non avete fatto niente di dare gli aiuti alle persone? Voi volete stabilire un canale diretto che non riuscirete ad averlo e lo sapevate prima di partire che Israele non vi consisterà mai di aprire a voi un canale diretto, quindi rispetto alla polemica sul canale diretto ne buggerate completamente di dare gli aiuti che avete generosamente portato. Va bene, è una scelta, il rispetto deve essere chiaro.
Massimo Giannini
Stavolta siamo nella capitale, negli studi di quella che un tempo qualcuno aveva definito la terza camera legislativa del paese, e cioè porta a porta gli studi e i comodi salotti bianchi di Bruno Vespa. Qui, poche ore prima che la marina israeliana compisse l'ennesimo misfatto, violando ancora una volta il diritto del mare e operando un blocco navale vietato da tutte le convenzioni ONU nei confronti della flottiglia, il gran cerimoniere della prima, della seconda, della terza e di tutte le repubbliche che questo paese ha conosciuto e conoscerà Bruno Vespa, si era collegato con uno degli attivisti che stavano a bordo di una delle imbarcazioni che navigavano verso la striscia e aveva arringato e fatto tacere questo ragazzo di buona volontà, questo capitano coraggioso Usando questo argomento, a voi della gente di Gaza non ve ne fotte niente. Con il che Bruno Vespa ripeteva uno slogan che la stessa Presidente del Consiglio aveva fatto suo nei giorni precedenti e gli stessi camerati di Fratelli d'Italia, gli stessi manganellatori digitali, gli stessi squadristi asserragliati nelle redazioni dei giornali di regime avevano propalato ad ogni piesso spinto. e cioè in realtà la flottiglia ha come unico obiettivo quello di sabotare il governo italiano perché invece di portare gli aiuti umanitari ai poveri cristi di Gaza non gliene fotte niente per l'appunto come ha riassunto con una certa volgarità il mitico Vespa allora io mi chiedo al di là del fatto che come è ovvio gli attivisti arrivati da 45 paesi erano in 500 saliti su 50 imbarcazioni di tutto si volevano occupare in questi giorni fuorché del governo italiano. Ma al di là di questo, mi interrogo su come sia possibile che un sedicente giornalista sia proprio con tanto cinismo e tanto servilismo degli argomenti utilizzati da un governo. È vero che Vespa ha sempre detto che il suo editore è la maggioranza di riferimento che in quel momento ha in mano le redini del ma perché spingersi fino a questo livello di appiattimento e di asservimento al potere dominante? Perché spingersi al punto di immiserire in maniera così volgare l'atto civico e politico di così alto contenuto umanitario come quello che hanno tentato di fare gli attivisti della flottiglia? Il tutto solo in nome e per conto di una adesione incondizionata a una bassa propaganda politica. Anche qua l'umanità che sprofonda nell'abisso del cinismo. Poi c'è un terzo e ultimo caso di cui vi voglio parlare. Sentitelo.
Francesca Albanese
E la liberazione degli ostacoli siano condizioni necessarie per avviare per quanto possibile un processo di coraggio.
Iperceramica Customer
Consigliamo oggi consigliamo oggi consigliamo il sindaco non lo giudico lo perdono però però sindaco mi deve promettere mi deve promettere che questa cosa non la dice più.
Massimo Giannini
Stavolta ci spostiamo a Reggio Emilia. Anche questo è un caso di cui si è molto parlato in questi ultimi giorni e in queste ultime ore. Il sindaco di Reggio Emilia, nel teatro di quel paese, ha dato un premio importante ad una grande giurista, relatrice alle Nazioni Unite dell'ultimo rapporto sull'economia genocidaria di Israele. Una donna che ormai è diventata celebre, Francesca Albanese. Il riconoscimento che la città di Reggio Emilia gli ha tributato è stato molto significativo e il discorso di questo sindaco è stato molto impegnativo, a mio parere totalmente condivisibile, ma ha commesso un errore agli occhi del cinismo dominante. Aciò è sostenuto che tra le condizioni necessarie per arrivare alla pace in Palestina c'è anche quella del rilascio degli ostaggi israeliani, oltre che ovviamente dell'interruzione di questo insopportabile genocidio che Israele sta compiendo verso la popolazione civile. non l'avesse mai detto. Intanto il teatro è insorto, si è sollevato, sono arrivati i fischi, sono arrivate le urla, gli strepiti e poi da ultimo è arrivato l'intervento della stessa Albanese che ha ringraziato per il premio ricevuto ma poi ha attaccato sia pure bonariamente il sindaco che glielo aveva conferito dicendo io non la giudico ma la perdono a condizione che lei non dica più quello che ha appena detto. Ora io mi chiedo, intanto in base a quale autorità morale si impartiscono censure o perdoni nei confronti di un sindaco che sta premiando un alto funzionario dell'ONU per il suo coraggioso rapporto sull'economia genocidaria di Israele? E poi mi domando come si faccia a considerare un atto di violazione di un qualche codice morale che non conosco il voler sollevare l'urgenza, la necessità irrinunciabile che insieme al genocidio che deve finire vengano liberati anche gli ostaggi israeliani. come se ci fosse un doppio registro nel valutare cosa vale la vita degli uni o degli altri. Ecco, a mio parere, soprattutto se pronunciato da una giurista di cui ho grande stima e grande rispetto, anche questa riflessione non è altro che l'altra faccia di un'umanità che sta sprofondando nell'abisso del cinismo. E allora voglio tornare a Ece Temelkuran e chiudere con un altro passaggio di quel suo editoriale su Il Mondo. La moralità in politica non esiste più. Il cittadino inteso come attore politico sta per sparire. Il ritegno che un tempo limitava il potere politico è scomparso e tutti i dibattiti innoqui a domesticati sulla democrazia sono pressoché inutili. Il presupposto secondo cui quando le persone conoscono la verità, agiscono di conseguenza, non vale più. Siamo, semplicemente, stati sconfitti dal nuovo disordine mondiale.
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Pa-ra-pa-pa-ra-pa-pa-pam!
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Cos'è st'allegria?
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Amore! Ho appena scoperto che questo mese Iperceramica leva Liva sulle piastrelle sul Redobagno. E poi fa tantissime altre superofferde.
Iperceramica Customer
Bello, ma i lavori?
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Da Iperceramica c'è Ristruttura Smart, che ci segue in tutte le fasi della ristrutturazione. Andiamo a farci la casa nuova?
Iperceramica Customer
Sì, però lì non canti, sennò ci cacciano.
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Leva Liva. Solo a ottobre. Solo da... Iperceramica!
Host: Massimo Giannini
Episode Title: Lo sciopero, la Flotilla e le tre facce di una civiltà smarrita
Date: October 3, 2025
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sui segni di un crescente cinismo nell’opinione pubblica e nella politica italiana e internazionale, prendendo spunto da un editoriale di Ece Temelkuran su El Mundo. Giannini sceglie tre fatti recenti che incarnano le “tre facce” di questa civiltà smarrita: la reazione di Giorgia Meloni allo sciopero generale per la Palestina, la polemica sulla “flottiglia” verso Gaza, e le contestazioni al sindaco di Reggio Emilia durante la premiazione della giurista Francesca Albanese. L’episodio indaga la perdita di umanità e moralità nel discorso pubblico e nel coinvolgimento politico, invitando a una riflessione autocritica sulla partecipazione e sulle responsabilità collettive.
(00:30 – 02:18)
(03:13 – 07:45)
(07:45 – 11:06)
(11:06 – 13:50)
(13:50 – 15:01)
Il tono di Giannini è partecipe, sferzante ma non eccessivamente retorico; vi è una costante tensione tra indignazione e ironia, con frequenti richiami al rispetto dei principi umanitari e della dignità del dibattito pubblico.
Utile per chi non ha ascoltato:
L’episodio offre una panoramica lucida e critica delle ultime settimane di attualità italiana e internazionale, polarizzate sulla questione palestinese e sulle reazioni della classe politica e mediatica. Propone una riflessione su come il cinismo rischi di disumanizzare anche chi si indigna e tenta di agire, mostrando le difficoltà e le contraddizioni della partecipazione pubblica oggi.