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Marianna Madia
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro e inclusione. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
Massimo Giannini
Leggo da Wikipedia. Il riformismo nelle scienze politiche è una metodologia che, opponendosi sia alla rivoluzione sia al conservatorismo, opera nelle istituzioni al fine di modificare l'ordinamento politico, economico e sociale esistente attraverso l'attuazione di organiche e graduali riforme. Nella storia italiana, soprattutto in quella più nobile del Novecento, il termine riformismo nasce all'interno del movimento socialista. per distinguersi da quelli che comunisti, viceversa, puntavano alla rivoluzione. Poi si è estesa anche ad altri ambiti e partiti politici per abbracciare persino un filone di liberalismo. Fra gli esponenti massimi del riformismo italiano del Novecento, personalità come Filippo Turati, Claudio Treves, Giacomo Matteotti, Gaetano Saldemini, Carlo Rosselli, e poi Giuseppe Saragat, Bettino Craxi, Claudio Martelli e così via, così via, così via. Oggi esiste una corrente del riformismo italiano all'interno del PD che soffre maledettamente una stagione politica nella quale rischia di condannarsi all'irrilevanza e per questo si sta sparinando sempre di più. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
Giornalista
Ministro, mi scusi, quanto possiamo ancora dire che la pubblica amministrazione è un fardello? Una battuta. Ministro, ce la dà una battuta su questo? È l'argomento suo!
Marianna Madia
Ma abbiamo fatto un tavolo di tre ore!
Giornalista
Ma quella è la discussione con le persone! Poi ci sono i giornalisti!
Massimo Giannini
C'ha ripensato?
Giornalista
Può dire qualcosa?
Marianna Madia
No.
Giornalista
Io ritorno se c'ha ripensato.
Marianna Madia
Ma che cosa? Ma che cosa?
Giornalista
Quanto la pubblica amministrazione ancora si può chiamare un fardello?
Marianna Madia
Sapete perché io non rispondo? Non perché non voglio rispondere alle vostre domande. Perché si risponde a tutti. Perché secondo me questo non è un giornalismo di rinnovamento. Scusatemi.
Giornalista
Difficile venendole dietro e correndole così.
Massimo Giannini
Ecco. Come oggi si dice, vi ho sbloccato un ricordo. Quella che avete appena ascoltato è un audio molto lontano, stiamo parlando del 2014, nel quale un nuvolo di giornalisti, come sempre succede in queste occasioni pubbliche, inseguiva una allora giovane ministra della pubblica amministrazione. del glorioso governo di Matteo Renzi. Quella ministra si chiamava Marianna Madia. Al termine di una delle epocali mattinate di riunione della Leopolda, i giornalisti cercano di carpire qualche informazione in più da Marianna Madia. Tutto è inutile. Come succede oggi, su un piano un po' diverso, da parte dei ministri del governo di Giorgia Meloni, anche Madia sfugge alle domande e poi folgora tutti con una dichiarazione che resta agli annali. E cioè, come avete sentito, sapete perché non vi rispondo? Perché voi non rappresentate il giornalismo di rinnovamento. Da quel momento in poi scattò una ricerca eseggetica per capire cosa fosse il giornalismo di rinnovamento, cosa avesse in testa quella giovane ministra che insieme a un'altra ministra altrettanto giovane, Maria Elena Boschi, in quel caso delle riforme, rappresentavano le cosiddette Marianne di Matteo, cioè le due più giovani e più promettenti ministre del nuovo governo del rottamatore di Rignano Fiorentino. Sappiamo poi che le cose non andarono propriamente per il meglio, né per lui né per loro. Il governo crollò miseramente dopo il referendum costituzionale. Ren si lasciò e perse in uno stesso momento sia Palazzo Chigi sia la leadership del Partito Democratico. Di lì a poco avrebbe fondato la sua nuova creatura, Italia Viva, Maria Elena Boschi l'avrebbe seguito in questa sua nuova avventura, mentre Marianna Madia è rimasta nel Partito Democratico. E ci è rimasta a lungo, ma soffrendo infinitamente, insieme a quella che, come dicevo in premessa di questo mio ragionamento, era diventata ed è diventata nel frattempo la corrente dei cosiddetti riformisti del Partito Democratico. oltre a lei altre figure eminenti come Pina Bicerno, in qualche modo riconducibili all'ex ministro Guerini, a Graziano del Rio a sua volta ex ministro, insomma quell'ala moderata cattolica un po' di frontiera che ha sempre sofferto e guardato con sospetto alla svolta radicale, cosiddetta dagli stessi riformisti, impressa al partito da Ellis Line. Così siamo arrivati all'epilogo. Adesso Marianna Madia, dopo tanta sofferenza, annuncia il suo addio al PD di Elislein e, in un'intervista molto interessante di Giovanna Vitale su Repubblica, spiega le sue ragioni. Sentitele, ve ne indico alcune. Sto scommettendo, non alla cieca ma razionalmente, sull'allargamento e il rafforzamento del centro-sinistra in un'area che sarà decisiva per la vittoria della coalizione progressista alle prossime politiche. Aggiunge Madia è stata la stessa segretaria Schlein a dire che per prima il PD da solo non è sufficiente, servono alleanze con tutte le forze civiche oltre che politiche per offrire un progetto di alternativa alla destra. Bene, di lì evidentemente Madia deve aver frainteso, capisce che è meglio che se ne vada il PD. Invece di cercare di allargarlo il PD, lei lo restringe andandosene con un altro partito. anche lei rifluisce da dove era venuta e cioè torna alla casa del padre Italia Viva con Matteo Renzi. Giustamente Giovanna Vitale chiede a Madia Intende quindi contribuire alla nascita della quarta gamba centrista, che manca a una coalizione altrimenti troppo sbilanciata a sinistra? Lei risponde, serafica, io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un'area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete. Dalla Start Tax. una forma di tassazione agevolata per favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, alla regolamentazione dell'uso incontrollato e prematuro dei social che sta danneggiando la salute fisica e mentale dei nostri ragazzi. Vast program, avrebbe detto, come sempre, il grande Charles de Gaulle. Dunque, Riformismo radicale, questa è l'idea geniale di Marianna Madia che va a costruirla insieme ai suoi ex amici ed amiche renziste e renziane in Italia viva. Qualunque cosa significhi il riformismo radicale e qualunque sia il contributo al rinnovamento che lei stessa indicava ai tempi in cui criticava il giornalismo, di misure come la start tax oppure la regolamentazione nell'uso dei social, cosa che peraltro sta già facendo anche il governo di Giorgia Meloni, vietandoli, almeno nell'uso del cellulare, oltre che in classe, anche in tutti i pressi scolastici, al di sotto dell'età dei 16 anni. Dunque, non proprio idee originali. Ma oportetut scandala invenient, come si dice. Se queste fuoriuscite dal PD servono a fare chiarezza, ebbè, accogliamole con soddisfazione. In fin dei conti, Non stiamo parlando né di Matteotti, né di Turati, né di Carlo Rosselli. Se se ne va gente come Marianna Madia, e magari prima o poi vedrete che accadrà Pina Picerno, forse per il PD non è questa immane tragedia. E d'altra parte, la grande chimera, il vero sacro graal della politica italiana, cioè la ricostituzione del grande centro, ha visto fallire miseramente fior di leadership politiche. l'ultima delle quali, la sappiamo, sia quella di Matteo Renzi sia quella, ancora di più, di Carlo Calenda. E dunque, avanti così sulla via del diformismo. E vedrete che, in mezzo a tante macerie, qualche fiore prima o poi finirà per nascere. Ma detto tutto questo, evidente, cara ministra che auspicavi il giornalismo di rinnovamento, questo è un addio senza alcun rimpianto. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Host: Massimo Giannini (OnePodcast)
Date: May 5, 2026
In this episode, Massimo Giannini delves into the recent political developments surrounding Marianna Madia’s departure from the Partito Democratico (PD) and her return to Matteo Renzi’s Italia Viva. Through analysis and vivid anecdotes, Giannini explores the fate of the riformista (reformist) faction within the Italian center-left, the dreams (and failures) of the ever-elusive “great center,” and what these shifts mean for Italian politics at large.
Riformismo Defined:
“Il riformismo nelle scienze politiche è una metodologia che, opponendosi sia alla rivoluzione sia al conservatorismo, opera nelle istituzioni al fine di modificare l’ordinamento politico, economico e sociale esistente attraverso l’attuazione di organiche e graduali riforme.”
—Massimo Giannini (00:21)
“Giornalismo di rinnovamento”:
“Sapete perché io non rispondo? ...perché secondo me questo non è un giornalismo di rinnovamento. Scusatemi.”
—Marianna Madia (02:44)
On Madia’s Vision:
“Io non la chiamerei centrista. Ciò a cui io penso è un’area di riformismo radicale, in grado di entrare dentro i problemi reali delle persone e indicare delle soluzioni concrete.”
—(Cited by Giannini from Madia’s interview, ~05:30)
Giannini’s Sarcasm:
“Riformismo radicale, questa è l’idea geniale di Marianna Madia… Qualunque cosa significhi il riformismo radicale…”
—Massimo Giannini (~06:00)
The ‘Grande Centro’ Always Fails:
“La grande chimera, il vero sacro graal della politica italiana, cioè la ricostituzione del grande centro, ha visto fallire miseramente fior di leadership politiche…”
—Massimo Giannini (~07:15)
Parting Shot:
“Cara ministra che auspicavi il giornalismo di rinnovamento, questo è un addio senza alcun rimpianto.”
—Massimo Giannini (~08:00)
| Segment | Time | Key Topic | |-------------------|------------|---------------------------------------------------| | Riformismo intro | 00:21-01:58| Definitions, historical figures, PD’s riformisti | | 2014 Clip | 01:58-02:57| Madia vs. journalists, “giornalismo di rinnovamento”| | Renzi/Maria’s Era | 03:01-05:00| Rise/fall of Renzi govt, split of reformist group | | Madia’s Exit | 05:00-07:15| Madia’s rationale, “riformismo radicale” vs. centrism | | Grande Centro | 07:15-End | Failures of centrist projects, PD implications |
The tone mixes ironic skepticism and political analysis. Giannini, using a rhetorically playful and slightly caustic style, questions the originality and efficacy of Madia’s move, casting doubt on the viability of yet another centrist experiment in Italy. He closes by suggesting that these political “diaspore” may in fact help clarify the PD’s identity rather than damage it, offering an “addio senza rimpianto” to Madia and her faction.
The episode is both a lesson in recent political history and a wry commentary on Italy’s persistent search for a centrist solution that, to date, remains elusive.