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Narrator/Announcer
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro, inclusione e diritti. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
Massimo Giannini
Se c'è un titolo nella letteratura e poi nel cinema che è diventato praticamente un genere, sia pure attraverso progressive rielaborazioni, quello è Non è un paese per vecchi. In letteratura lo sancì uno straordinario romanzo di Cormac McCarthy, che poi fu tradotto in un film altrettanto straordinario dai fratelli Coen, con protagonista un leggendario Javier Bardem. Tutto ciò che ne è venuto dopo è una rielaborazione sul tema. Non è un paese per single, non è un paese per giovani. Oggi è su questo che vorrei soffermarmi, perché questa formula è stata più e più volte ripresa e rielaborata e rilanciata a proposito dell'Italia. Uno dei paesi che conosce il più drammatico inverno demografico e che impatta in maniera rilevante sul futuro delle nuove generazioni, private di ogni prospettiva, sia dal punto di vista dello studio sia dal punto di vista del salario. Ma adesso arrivano due grandi maestri a tracciare una rotta.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Sergio Mattarella
Noi siamo nell'età grande, Sergio.
Renzo Piano
ampiamente.
Sergio Mattarella
Non ne vedo altri, non sto parlando di saggezza, perché no, saggi sì, ma nell'età grande siamo solo noi. Ecco, come facciamo noi a trasferire questa cosa, questa passione, questa ostinazione, questa tenacia, questo coraggio di fare e forse anche di sbagliare?
Renzo Piano
Come sapete una quantità di di scoperte fondamentali che hanno fatto avanzare la conoscenza sono dovute a errori di ricerca, a piste rivelatesi improduttive che poi hanno aperto degli squarci in direzione di risultati preziosi non previsti. non ricercati, non obiettivo dell'inizio della ricerca. Quindi sbagliare è prezioso, non solo perché comunque c'è il coraggio dell'ostinazione di provare a ricercare, ma perché spesso apre strade diverse, fa riflettere. La passione questa generazione ce l'ha anche molto più di quelle precedenti. Questa generazione che sale, per usare un'espressione di un grande personaggio degli anni 50, è piena di valori positivi. A me piace molto. Poi, certo, devono riversare questa passione in orientamento, in strada, ma è la strada loro, nuova. Noi possiamo trasmettere loro valori di convivenza, non modelli di comportamento.
Massimo Giannini
E allora eccoli qua i due grandi maestri di cui vi parlavo, niente di meno che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con lui il Senatore a vita Renzo Piano, che oltretutto è uno dei più grandi architetti del mondo, uno di quelli che fa grande l'Italia oltre i nostri confini. e che è stato autore delle opere più straordinarie e più belle sparse per l'intero orbe terracqueo, dal Boburg a Parigi fino ad arrivare all'aeroporto di Osaka in Giappone. Bene, i due si sono incontrati e, come avete sentito, hanno prodotto pura e semplice magia. Rensopiano, che si fa chiamare il geometra perché ha una percezione molto pratica e, se vogliamo, anche molto umile del suo lavoro di archistar, si considera, insieme a Mattarella, in quella che lui stesso chiama l'età grande. Non un vecchio, ma uno che ha una certa esperienza. E dunque, insieme al capo dello Stato, cercano di spiegare agli studenti del Politecnico, che seguono il corso dello stesso Renzo Piano, qual è la via che possono seguire per costruire qualcosa di buono nella loro vita. E dunque, come avete sentito, i principi fondamentali della convivenza civile, la bellezza nella quale, come ricorda Renzo Piano, è compresa ed è consustanziale ad essa l'idea di pace, e poi il coraggio del dubbio la capacità dell'ascolto senza i quali il dubbio e l'ascolto la società non può progredire e senza i quali soprattutto non può esistere né convivenza né democrazia così il messaggio che riguarda il futuro dei giovani diventa anche un messaggio sull'essenza fondamentale del fare politica. Mattarella l'ha fatta a lungo nella sua vita e ora ricopre la più importante carica istituzionale del Paese. Renzo Piano non l'ha mai fatta, ma da senatore a vita, nominato a sua volta da un altro Presidente della Repubblica, beh, sta lì a testimoniare che l'idea di un'altra politica è ancora possibile, quella che serve il popolo, quella che serve il Paese. quella che serve ai cittadini e che troppo spesso i partiti hanno dimenticato e dunque se vogliamo parlare davvero dei giovani senza fare retorica e non lo dico perché Mattarella e Piano l'abbiano fatta al contrario la loro testimonianza è preziosa e andrebbe fatta ad ascoltare ai giovani in tutte le scuole in tutte le università ecco tuttavia La realtà che oggi i ragazzi nel nostro paese si trovano ad affrontare è ben altra rispetto a quella che in ogni caso, con tutta la dignità che Piano e Mattarella hanno spiegato ai ragazzi, rappresenta la loro vera prospettiva. prendo dati e informazioni che arrivano da fonti non sospette dunque nessuna possibilità di manipolazione politica o di strumentalizzazione politica nei confronti del governo di Giorgia Meloni perché il tema che riguarda i giovani ce lo portiamo dietro da tanti anni troppi anni Certo, adesso governano le destre e non lesinano entusiasmi rispetto ai risultati che hanno raggiunto. Ma andiamo poi a vedere qual è la realtà dei fatti e scopriamo che c'è assai poco da essere entusiasti. Dunque comincio dal Sole 24 Ore. Nell'apertura del giornale della Confindustria di due giorni fa si leggeva il seguente titolo. Istruzione. Livelli peggio del pre-Covid. Vi leggo alcuni passaggi di questa inchiesta fatta dal quotidiano finanziario più importante d'Italia e d'Europa. A scuola la pandemia non è mai passata, anzi sembra aver peggiorato i gap preesistenti negli apprendimenti. è l'impressione che emerge dalle rilevazioni in Valsi dell'anno scorso disaggregate a livello provinciale. Se ci soffermiamo sulle competenze in italiano e matematica, i due saperi considerati essenziali per partecipare alla vita attiva, Alla fine del primo e del secondo ciclo di istruzione scopriamo che nel 2024-2025 quasi uno studente su due è arrivato alla licenza media o al diploma senza aver raggiunto i livelli minimi attesi, con un gap rispetto ai risultati del 2018-2019, l'ultimo anno scolastico pre-Covid, che va dai 5 agli 11 punti. L'avete capito bene? siamo tornati a prima della pandemia. I cali più significativi riguardano le più importanti città del paese tra i 10 e i 20 punti a Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze e Roma. Tant'è che di fronte a questo dramma Sul quotidiano della Confindustria si può leggere un editoriale firmato da Francesco Billari, titolato anche qui in maniera assai eloquente, Un Paese sempre più vecchio e ignorante. E dunque i sogni da inseguire, di cui giustamente parlano Mattarella e Rensopiano, devono poi fare i conti con un sistema dell'istruzione che dà queste garanzie, cioè di fatto nessuna. perché non siamo in grado di assicurare una preparazione sufficiente ai nostri ragazzi, non lo siamo in assoluto e meno che mai in raffronto con gli altri paesi, ma possiamo allargare il ragionamento e andare anche al di là della scuola e gettare lo sguardo alla fase successiva, cioè le prospettive che riguardano il lavoro e dunque il dopo istruzione e qui vengo a un'altra fonte, come dicevo prima, e cioè l'avvenire, il quotidiano dei Vescovi che a più riprese ha fatto inchieste sulla situazione dei giovani per quel che riguarda il mercato del lavoro e per quel che riguarda le prospettive sociali. Bene, Parliamo di salari e di povertà lavorativa. Negli ultimi trent'anni i salari in Italia sono rimasti sostanzialmente invariati, a differenza di altri paesi europei, ma questo significa che i trentenni di oggi sono infinitamente più poveri delle generazioni precedenti. Parliamo poi di precarietà e di sfiducia. Molti giovani si sentono abbandonati nella ricerca del lavoro. Il 77% segnala mancanza di supporto e si trovano in situazioni cosiddette di quiet-kitting, cioè o dimissioni, non per mancanza di voglia di lavorare, ma per assenza di un progetto e di una prospettiva di crescita professionale. Parliamo poi di fuga all'estero. La ricerca di un futuro migliore, non solo di uno stipendio più alto, spinge i giovani a lasciare l'Italia per poter costruire una vita privata e una famiglia. Scelte molto difficili con le condizioni attuali. Sappiamo che negli ultimi due anni i ragazzi laureati che se ne sono andati da questo paese sono quasi 200.000. vuol dire che se ne vanno 100.000 all'anno. Poi c'è il nodo dei NEET, cioè i giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. Ecco, in questa speciale classifica l'Italia ha il primato nell'Eurozona. Non lavorano, non studiano e non si formano oltre 2 milioni di persone tra i 15 e i 34 anni. e rispetto a tutti gli altri paesi questa è la quota più alta in assoluto. Concludo con l'impatto sulle relazioni sociali. Secondo Avvenire, il basso reddito influisce sulla vita personale. La possibilità di formare una coppia solida è direttamente correlata al guadagno, con maggiori difficoltà per chi percepisce stipendi bassi, e cioè la stragrande maggioranza, come abbiamo detto, dei ragazzi, dei giovani, in età compresa, come dicevamo, tra i 18 e i 29 anni. Questa, dunque, è la radiografia dell'essere giovani nel nostro Paese. E dunque, rispetto a tutto ciò che abbiamo sentito, alle parole importanti con le quali il Presidente della Repubblica e il Senatore a vita, l'archistar Renzo Piano, hanno cercato di indicare una prospettiva ai ragazzi, ecco, la realtà purtroppo assomiglia molto a una strage delle illusioni. Certo, la bottega rinascimentale come lo stesso capo dello Stato definito il luogo di assoluta bellezza dove il maestro Renzo Piano lavora assieme ai suoi allievi è un modello, ma è un modello che esiste soltanto in pochi casi. Io personalmente, che di Renzo Piano ho l'onor di essere amico, Sono stato a trovarlo anche a Parige, dove lui insegna e dove ha un atelier di straordinaria bellezza. A due passi dal Boburg, che lui stesso ha progettato e che considera in qualche modo un suo figlio. Anche lì, entrare in quell'atelier splendido nel mareo e trovare all'interno tanti giovani ragazzi che studiano, progettano e fanno team tutti insieme proveniendo da paesi più diversi l'uno dall'altro, beh, Conforta è un balsamo per l'anima, ma quella è Parigi. In Italia, di situazioni così, ce ne sono davvero poche. E dunque, purtroppo, nonostante gli auspici fondamentali di Mattarella e Piano, l'Italia resta ancora un paese per vecchi.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione. One Podcast.
Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Mattarella e Piano, la grande bellezza e la gioventù tradita
Host: Massimo Giannini
Date: May 12, 2026
In this episode, Massimo Giannini reflects on the state of youth and opportunity in Italy through the lens of an inspiring dialogue between President Sergio Mattarella and Senator for life, architect Renzo Piano. The conversation, sparked at an event with students from the Politecnico, serves as a springboard for a critical analysis of Italy’s social and political paralysis regarding its younger generations. Giannini highlights the contrast between the ideals expressed by Mattarella and Piano and the harsh reality faced by Italian youth, offering a nuanced, poignant meditation on hope, disillusionment, and the responsibilities of politics and society.
"Come facciamo noi a trasferire questa cosa, questa passione, questa ostinazione, questa tenacia, questo coraggio di fare e forse anche di sbagliare?" ([01:53])
"Sbagliare è prezioso [...] spesso apre strade diverse, fa riflettere. La passione questa generazione ce l'ha anche molto più di quelle precedenti." ([02:14])
"Istruzione. Livelli peggio del pre-Covid."
"Un Paese sempre più vecchio e ignorante."
"La realtà purtroppo assomiglia molto a una strage delle illusioni." ([approx. 12:00])
Mattarella on Legacy:
"Come facciamo noi a trasferire questa cosa, questa passione, questa ostinazione, questa tenacia, questo coraggio di fare e forse anche di sbagliare?" ([01:53])
Piano on the Value of Mistakes:
"Sbagliare è prezioso, non solo perché comunque c'è il coraggio dell'ostinazione di provare a ricercare, ma perché spesso apre strade diverse, fa riflettere. La passione questa generazione ce l'ha anche molto più di quelle precedenti." ([02:14])
Giannini on Systemic Failure:
"Questa, dunque, è la radiografia dell'essere giovani nel nostro Paese. [...] la realtà purtroppo assomiglia molto a una strage delle illusioni." ([Approx. 12:00])
Giannini, closing reflection:
"Purtroppo, nonostante gli auspici fondamentali di Mattarella e Piano, l’Italia resta ancora un paese per vecchi." ([Approx. 13:55])
The episode is a blend of admiration and frustration. Giannini’s tone is earnest and at times poetic, especially when discussing beauty, values, and the dialogue between Mattarella and Piano. This is contrasted by a grave, data-driven critique of the socio-political system and its failures toward youth. The narrative flows seamlessly from inspiration to diagnosis, maintaining a clear, analytical, and engaging voice throughout.
Giannini’s reflection bridges the hopeful, humane vision of Mattarella and Piano with a sober analysis of Italy’s educational, economic, and demographic crises. While celebrating rare models of excellence and mentorship, the episode emphasizes the urgent need for real reforms if Italy is to become a country for young people, not just in words but in opportunities. The beautiful “spettacolo della politica” offered by Mattarella and Piano stands in contrast to the everyday struggles of Italian youth—a powerful reminder of both what is possible and what still needs to be achieved.