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A
Dal Vangelo secondo Matteo, versetto 5, 37. Sia invece il vostro parlare sì, sì, no, no. Il di più viene dal maligno. Non è una messa quella che vi propongo stamattina. Da laico, anzi da ateo, rifletto però spesso su questa frase di Gesù, riportata da uno dei quattro evangelisti. Esorta la massima sincerità, la massima chiarezza, la massima autenticità. Stigmatizza doppiezze, spergiuri, inganni. Il «di più evocato dal Cristo come farina del diavolo» rappresenta non tanto la falsità quanto l'ipocrisia contro la quale si scagliò peraltro Papa Francesco in uno splendido discorso dell'agosto 2021. Parlava anche dell'ipocrisia nella politica, Bergoglio. Per questo, oggi che Giorgia Meluni sarà in Parlamento, per riferire sulla terza guerra del Golfo e sulla posizione dell'Italia, ho ripensato a quella predica, riportata da Matteo, sia il tuo parlare sì, sì, no, no. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini.
B
Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante tra libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce fradolente quell'aspetto filantropico quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio-tutorio dell'individuo che Tocqueville definì magistralmente, cogliendolo all'intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l'infanzia dell'uomo. Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione.
A
Eccolo, un signore che parla un linguaggio che tutti capiscono. Ecco un signore che, come invocava il Gesù dell'Evangelista Matteo, fa del suo parlare un sì-sì-no-no. Questo signore è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. che ha ricevuto l'ennesima laurea honoris causa, questa volta dalla Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri a Firenze e nell'Alexio Magistralis brano che avete appena ascoltato ci dà una lezione appunto di civismo di democrazia nel tempo in cui il civismo e la democrazia sembrano ormai sfiorire sotto i colpi di una guerra vera tragica sanguinosa e di leadership politiche che ormai fanno strame delle regole interne e internazionali. Dice dunque di fronte a un devastante conflitto che continua ad allargarsi vediamo immagini quotidiane della devastazione che si sta verificando in Medio Oriente tra l'Iran, il Qatari, il Bahrein, lo stretto di Hormuz dove tutto è fermo dove non passa più una goccia di petrolio con tutti gli impatti devastanti che tutto questo ha sulle nostre tasche e sulle nostre bollette. Ecco appunto vediamo tutto questo e Sergio Mattarella commenta quello che sta accadendo. Con le parole che avete appena sentito, per l'appunto, parla di regressioni democratiche e mette a confronto, usando le analisi di Tocqueville su democrazia in America, i due moderni dispotismi che si fronteggiano. Da una parte, appunto, le libertà democratiche e dall'altra le tiranni di cesariste. Mattarella parla la lingua che tutti vorremmo ascoltare in questo momento, con la chiarezza che si richiede ad un vero statista. Parla di una contemporaneità che sta imponendo sfide rivoluzionarie nell'ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali. Parla di protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana dei singoli e delle comunità, che sono soggetti tecnologici e finanziari spesso fusi gli uni con gli altri, che ormai stanno configurando un nuovo dispositivo di potere. Dice il capo dello Stato che si tratta di fenomeni non del tutto nuovi o inediti, ma nuova, dichiara lui, è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda Guerra Mondiale, per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli stati. La pretesa cioè di agire al di fuori delle regole degli stati e degli organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi. Ecco come potete sentire le parole del Presidente della Repubblica colgono il punto drammatico della fase che viviamo, di fronte all'ennesima guerra dichiarata unilateralmente da due Stati, l'America e Israele, contro un altro Stato sovrano, certo uno Stato canaglia, ma comunque uno Stato sovrano e dunque appunto il diritto internazionale, fatto a pezzi dalla legge del più forte e questi sono appunto coloro che oggi incarnano la tirannide cesarista e Mattarella li indica con chiarezza. Al contrario di quello che sta facendo un governo italiano che, per bocca di Giorgia Meloni, non condivide ma non condanna l'azione unilaterale di Trump e di Netanyahu. Abbiamo dovuto sentire anche questa, questa ipocrisia per l'appunto, quella contro la quale si scaglie a Gesù in quel passo del Vangelo. Meloni non dice né sì sì né no no, non condanna e non condivide. Oggi la Presidente del Consiglio ci farà il bene di presentarsi alle Camere. per spiegare, se sarà in grado di farlo, qual è la posizione italiana rispetto a questo conflitto che, come dicevamo prima, sta squassando quel poco che restava dell'ordine mondiale, già insanguinato da altre due guerre, quella sporca di Putin contro l'Ucraina e quella altrettanto sporca di Netanyahu contro i palestinesi di Gaza. Adesso però c'è di più e c'è di peggio, perché questo conflitto si può allargare, si sta allargando. L'Europa è coinvolta. L'Europa manda navi, portaerei, manda militari a difendere Cipro, che è Europa. L'Europa teme, appunto. che questo conflitto finisca per travolgerla e coinvolgerla. E noi non possiamo, come Italia, non dire da che parte stiamo schierati e non pronunciare parole che qualunque cittadino possa comprendere, parole cariche di senso dello Stato, di senso delle istituzioni. di senso del diritto internazionale, tutto quello che è mancato finora. In compenso sentiamo esponenti di governo della maggioranza, personalità autorevoli delle nostre istituzioni, che parlando del referendum sulla giustizia si lasciano andare ad ogni tipo di intemperanza, verbale, valoriale, culturale, attacchi sfascisti contro la magistratura e anche su questi. Meloni non dice niente, anzi, rafforza gli attacchi con i suoi video che non fanno altro che avvelenare pozzi già profondamente intossicati per usare una metafora che vale tanto per il dibattito sulla giustizia quanto per quello che sta avvenendo nella guerra del golfo. che ormai colpisce anche i pozzi di petrolio. Sentiremo con attenzione e apprensione cosa dirà Giorgia Meloni oggi in Parlamento e soprattutto poi come affronterà il Consiglio Supremo di Difesa che proprio il Capo dello Stato ha convocato per dopo domani mattina al Quirinale. Sentiremo se la sorella d'Italia saprà dire finalmente sì, sì, no, no a tutte le sciocchezze dette e a tutte le nefandezze compiute dal suo amico Trump e dai suoi ministri, viceministri, sottosegretari, capi di gabinetto. Nel frattempo, tornando ai Vangeli, a noi cittadini non resterà che chiederci Ma quando cacceremo questi mercanti dal tempio delle nostre democrazie?
Episode: Mattarella, Meloni e i mercanti nel tempio della democrazia
Host: Massimo Giannini
Date: March 11, 2026
This episode sees Massimo Giannini dissecting current Italian and international politics through the prism of authenticity, democratic values, and leadership. Centered on President Sergio Mattarella’s recent speech, Giorgia Meloni’s government’s handling of the escalating third Gulf War, and the broader crisis of democratic legitimacy, Giannini invokes the Gospel, Tocqueville, and Pope Francis to frame Italy’s political spectacle as an urgent call for sincerity (“sì, sì, no, no”).
Opening Reflection (00:02-01:29)
Notable Quote:
“Non è una messa quella che vi propongo stamattina. Da laico, anzi da ateo, rifletto però spesso su questa frase di Gesù... Esorta la massima sincerità, la massima chiarezza, la massima autenticità.”
– Massimo Giannini (00:18-00:35)
Mattarella’s Speech on Democracy (01:29-02:16)
Notable Quote:
“La più inquietante [intuizione] per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante tra libertà democratica e la tirannide cesarista.”
– Sergio Mattarella via Giannini (01:32-01:55)
A True Statesman’s Language (02:16-06:15)
Notable Quote:
“Parla di una contemporaneità che sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale... protagonisti degli scenari globali sono soggetti tecnologici e finanziari spesso fusi gli uni con gli altri.”
– Massimo Giannini summarizing Mattarella (03:21-03:46)
Criticism of the U.S. and Israel’s unilateral military actions, framed as modern “cesarist tyranny,” is particularly sharp.
Notable Quote:
“Il diritto internazionale, fatto a pezzi dalla legge del più forte e questi sono coloro che oggi incarnano la tirannide cesarista. E Mattarella li indica con chiarezza.”
– Massimo Giannini (04:11-04:22)
Government’s Lack of Clarity (04:30-06:45)
Notable Quote:
“Meloni non dice né sì sì né no no, non condanna e non condivide.”
– Massimo Giannini (05:01)
Notable Quote:
“Non possiamo, come Italia, non dire da che parte stiamo schierati e non pronunciare parole che qualunque cittadino possa comprendere, parole cariche di senso dello Stato, di senso delle istituzioni, di senso del diritto internazionale.”
– Massimo Giannini (05:41-05:55)
Broader Crisis and Concluding Reflection (06:45-07:41)
Notable Quote:
“A noi cittadini non resterà che chiederci: Ma quando cacceremo questi mercanti dal tempio delle nostre democrazie?”
– Massimo Giannini (07:36)
Religious Reference with Secular Purpose
“Non è una messa quella che vi propongo stamattina... Esorta la massima sincerità, la massima chiarezza, la massima autenticità.” (00:18-00:35)
Mattarella as Democratic Beacon
“Ecco un signore che, come invocava il Gesù dell’Evangelista Matteo, fa del suo parlare un sì-sì-no-no. Questo signore è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.” (02:18-02:27)
Sharp Critique of Political Cowardice
“Meloni non dice né sì sì né no no, non condanna e non condivide.” (05:01)
The ‘Mercanti nel Tempio’ of Democracy
“Ma quando cacceremo questi mercanti dal tempio delle nostre democrazie?” (07:36)
Giannini’s polemic style blends intellectual references (Gospel, Tocqueville) with biting criticism and appeals to civic responsibility. The language is direct, incisive, and frequently rhetorical, aimed at exposing hypocrisy and demanding political courage. The episode oscillates between analysis, sarcasm, and urgency, providing both context and a strong personal viewpoint.
In essence, this episode challenges listeners to expect and demand “sì, sì, no, no” sincerity from their leaders—especially amidst war, institutional decay, and democratic backsliding—while holding up Mattarella as an exemplar, and criticizing Meloni for equivocation and complicity.