Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Meloni in Parlamento: il rito cannibale che annoia l’Italia
Host: Massimo Giannini
Date: 18 dicembre 2025
Podcast: OnePodcast
Panoramica dell’episodio
In questa puntata, Massimo Giannini analizza le recenti comunicazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Parlamento alla vigilia del Consiglio europeo di Bruxelles. Il focus principale è la posizione italiana sulla guerra in Ucraina, il sostegno a Zelensky, le divisioni nella maggioranza di governo e la trasformazione ricorrente dei dibattiti parlamentari in rituali sterili e propagandistici, definiti da Giannini "riti cannibali". Viene inoltre contestata la narrazione del governo sulle politiche fiscali e sull’economia italiana.
Punti chiave e approfondimenti
1. Satira e politica: il motto di Nixon e la Meloni (00:56)
- Apertura ironica con Nixon
Giannini introduce l’episodio citando un detto satirico attribuito a Richard Nixon:“Se due torti non fanno una ragione, prova con tre.”
Il motto, osserva Giannini, si adatta perfettamente al modus operandi della maggioranza nella gestione del dibattito parlamentare sulle comunicazioni di Meloni.
2. Intervento di Giorgia Meloni: posizione sull’Ucraina (02:06)
- Meloni riassume la posizione italiana alla vigilia del vertice europeo:
- Sottolinea l'importanza della coesione Europa-Stati Uniti.
- Esclude l’invio di truppe italiane in Ucraina.
- Parla genericamente di “supporto multidimensionale” a Kiev, senza menzionare direttamente le forniture militari.
“Il cammino verso la pace dal nostro punto di vista non può prescindere da quattro fattori fondamentali... [tra cui] il rafforzamento della posizione negoziale ucraina... la tutela degli interessi dell’Europa...”
(Giorgia Meloni, 02:06)
3. Analisi di Giannini: ambiguità e mancanza di chiarezza (03:31)
-
Giannini elogia la chiarezza sulle linee generali, ma sottolinea la mancanza di trasparenza sulla vera ampiezza del sostegno militare italiano.
-
Evidenzia come nella mozione finale sia stato omesso il termine "forniture militari", punto nodale delle divergenze tra Fratelli d’Italia e la Lega.
“Volutamente la Presidente del Consiglio omette il termine forniture militari, non menziona le armi, che sono invece la vera urgenza di Zelensky...”
(Massimo Giannini, 04:38) -
Presenta dati sulla spesa militare pro capite italiani, mettendo in evidenza che:
- Italia: 52 euro/anno; Spagna: 43; Francia: 75; Germania: 134; Danimarca: 535.
- L’Italia è “al penultimo posto” tra i principali paesi europei.
“Anche il bel paese sta facendo ciao ciao al povero Zelensky...”
(Massimo Giannini, 05:38)
4. Il “rito cannibale”: il Parlamento trasformato in propaganda (06:13)
- Giannini critica il modo in cui Meloni (e la maggioranza) strumentalizza il Parlamento:
- Ogni discussione si trasforma in un attacco all’opposizione e in uno scontro ideologico.
- Si usano argomenti propagandistici contro il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, trascurando le proprie divisioni interne.
“Quello che è necessario è fare bassa propaganda. La fa la Presidenta del Consiglio e la fanno i suoi abili squadristi.”
(06:41) - Viene riportato il tono acceso degli interventi, in particolare quello di Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera:
“Andate in piazza con la falce e il martello, con la bandiera di Gaza, mai con il tricolore, perché vi vergognate di essere italiani.”
(Riferito a parole di Galeazzo Bignami, 08:35)
5. Il terzo “torto” di Meloni: la manipolazione del dato fiscale (10:08)
- La Premier, sollecitata sull’aumento della pressione fiscale, risponde:
“La pressione fiscale, certo, sale. Perché sale il gettito fiscale, certo, ma il gettito fiscale non sale solamente nel caso in cui aumentano le tasse sui lavoratori e sulle famiglie...”
(Giorgia Meloni, 10:27) - Giannini replica:
- Spiega come la pressione fiscale sia il rapporto tra gettito e PIL, e quindi se il PIL cresce meno del gettito, il peso delle tasse è comunque maggiore.
- Sottolinea il rischio di raccontare una realtà inesistente agli italiani.
“Dice la Premier: il gettito fiscale aumenta perché c’è più lavoro, c’è più gente occupata. Verissimo. Peccato che la pressione fiscale sia il rapporto tra l’aumento del gettito e l’aumento del PIL...”
(Massimo Giannini, 12:02)
6. Realtà sociale vs. narrazione governativa (11:40)
- Giannini cita problemi reali evidenziati dall’opposizione:
- Liste d’attesa in sanità.
- Aumenti nel carrello della spesa.
- Calo della produzione industriale.
- Politiche che avvantaggerebbero i forti rispetto ai pensionati e alle fasce deboli.
- Accusa la maggioranza di indifferenza e di raccontare “il paese della cuccagna”.
Citazioni e momenti memorabili
-
Massimo Giannini (00:56):
“Nella letteratura della satira politica resta scolpito un famoso motto di Richard Nixon. Diceva più o meno così, se due torti non fanno una ragione, prova con tre...” -
Giorgia Meloni (02:06):
“Il cammino verso la pace dal nostro punto di vista non può prescindere da quattro fattori fondamentali...” -
Massimo Giannini (04:38):
“Volutamente la Presidente del Consiglio omette il termine forniture militari, non menziona le armi...” -
Galeazzo Bignami, citato da Giannini (08:35):
“Andate in piazza con la falce e il martello, con la bandiera di Gaza, mai con il tricolore, perché vi vergognate di essere italiani.” -
Giorgia Meloni (10:27):
“La pressione fiscale, certo, sale. Perché sale il gettito fiscale, certo, ma il gettito fiscale non sale solamente nel caso in cui aumentano le tasse...” -
Massimo Giannini (12:02):
“Peccato che la pressione fiscale sia il rapporto tra l’aumento del gettito e l’aumento del PIL...”
Timestamps dei segmenti chiave
- [00:56] Introduzione: satira politica e Nixon
- [02:06] Discorso di Meloni su Ucraina e politica estera
- [03:31] Analisi Giannini: cosa manca nel discorso sulla guerra
- [04:38] Critica alla nebulosità sulle armi a Kiev
- [06:13] Il Parlamento come “rito cannibale”
- [08:35] Galeazzo Bignami: offese e tono polemico
- [10:08] Dibattito su pressione fiscale e economia
- [11:40] Realità sociale vs. narrazione governativa
- [12:45] Chiusura: l’Italia che soffre, la propaganda che stanca
Conclusioni
L’episodio approfondisce il malessere di un Parlamento diventato, secondo Giannini, palco per “sceneggiate” più che luogo di reale confronto democratico. Meloni – pur ribadendo il supporto all’Ucraina – continua a giocare di equilibrio tra le diverse anime della coalizione, evitando decisioni nette sui temi scottanti, come le forniture militari. Al contempo, la narrazione trionfalistica su economia e fisco stride con i dati e la percezione reale del Paese. In conclusione, denuncia Giannini, il rito politico si ripete, ma il pubblico – cioè i cittadini – è sempre più annoiato e distante.
