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Antonino
In Italia ogni luogo merita un assaggio. Panella in Sicilia, cicchetti in Veneto, tigelline in Emilia. Ma soprattutto, dopo l'aperitivo, fuori casa, quando non c'è lo spazzolino, c'è Deigan.
Massimo Giannini
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Antonino
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Massimo Giannini
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Antonino
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Massimo Giannini
Ormai l'abbiamo capito. Gli Stati Uniti, sotto le insegne di Donald Trump, sono davvero un passo di quella Civil War di cui nel 2024 raccontò un grande regista, Alex Garland, in un film che in qualche modo è apparso visionario e anticipatore di una terribile realtà. L'assassinio del suprematista, sovranista e trampista Charlie Kirk ha innescato una spirale dalla quale l'America non uscirà più. Ma l'Italia? Perché l'Italia, in un'Europa, sgomenta, certo, ma non altrettanto pronta a cavalcare i fiumi dell'odio si lascia travolgere dalla stessa attitudine vendicativa che sta caratterizzando lo sceriffo di Washington che non per caso nei confronti dell'attentatore Tyler Robinson dice subito pena di morte. Circo Massimo lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
Giorgia Meloni
Io vengo da una comunità politica che è spesso stata accusata, ingiustamente, di diffondere odio. Che è stata accusata, guarda un po', dagli stessi che oggi tacciono, minimizzano o addirittura giustificano o festeggiano l'omicidio premeditato, intenzionale, a sangue freddo, di un ragazzo di 31 anni che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee. Io credo che sia arrivato il momento di chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione, della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro, perché il clima anche qui in Italia sta diventando insostenibile ed è ora di denunciarlo ed è ora di dire chiaramente che queste tesi sono impresentabili, pericolose, irresponsabili e antitetiche a qualsiasi embrione di democrazia.
Massimo Giannini
Dopo il primo post che aveva mandato sui suoi social, poche ore dopo l'omicidio di Charlie Kirk, Giorgia Meloni ha parlato in questo modo, in videocollegamento con la festa dell'UDC, uno dei partiti che sostengono la sua maggioranza. La Presidenta del Consiglio ha rinnovato le sue accuse. La sinistra smetta di giustificare l'odio politico. Ha detto, come avete sentito, il clima anche qui in Italia sta diventando insostenibile. L'odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà. La violenza inizia sempre come violenza verbale, ma qualche volta diventa anche violenza fisica. Poi se la prende, la sorella d'Italia, con il matematico Pier Giorgio Odifreddi che aveva detto subito dopo l'assassinio di Kirk che un conto è quel tipo di omicidio, tutt'altro conto è l'assassinio di Martin Luther King e allora Meloni chiede e bolla come disumani e spaventosi questi commenti considerando le tesi di Odi Freddi impresentabili e pericolose, e aggiunge «Voglio chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro». Ecco, questo è esattamente l'ingrediente tossico-velenoso che Trump sta usando nel suo paese. e che Fratelli d'Italia e la sua leader mutuano perfettamente dal dottor Stranamore di Maralago e trasferiscono pari pari nel nostro paese. Come se l'Italia fosse l'America, come se noi vivessimo in un clima di quasi guerra civile, come se ci si sparasse per le strade, come se in Parlamento i deputati o i senatori dell'opposizione occupassero l'aula si lasciassero andare a violenze di ogni tipo, come se nelle piazze ci si colpisse con le molotov, con i bastoni, insomma come se il paese fosse davvero sull'orlo di un conflitto armato che ci riporta ai tempi del terrorismo, degli anni di piombo, delle brigate rosse, come ha detto due giorni fa un sedicente ministro dei rapporti inesistenti col Parlamento. Come sempre, quando c'è da scommettere sul peggio, i nostri patrioti non deludono mai. A parte gli Stati Uniti, come abbiamo detto e come purtroppo stiamo vedendo, solo in questo sciagurato paese l'assassinio di Kirk innesca reazioni tanto strumentali e surreali. È chiaro, negli Stati Uniti quello segna un prima e un dopo. L'ha detto la vedova di Kirk sulla bara di suo marito. con tutto il dolore che possiamo comprendere. Attuonato non avete idea di che cosa avete messo in moto. In realtà una qualche idea, almeno da quest'altra parte dell'Atlantico, ce l'abbiamo. Trump che dice subito pena di morte è già di per sé eloquente, ma non solo lui, ovviamente tutta l'orda repubblicana si scaglia con ferocia contro la sinistra nemica. Fino ad arrivare a Elon Musk, redivivo, e tornato per un giorno Trampiano, che dice la sinistra è il partito della morte. Allora, la domanda è perché anche in Italia deve scattare un meccanismo analogo? Di questo dilagante virus del rancore ideologico e persino antropologico, la destra tricolore si fa portatrice e anche un'utrice. Melonitace sulle stragi, Fischietta sulla russa e Saint-Anquet in vacanza su uno yacht da 70.000 euro a settimana, Balbetta su Gaza. In compenso trova il tempo di commentare da part suo. Prima il post di un ignoto gruppuscolo di liceali senza cervello e senza futuro che postano a loro volta in rete l'immagine di Kirk capovolto con la scritta "-1". Certo, una porcheria indegna, su questo non c'è dubbio. Peccato solo che la Premier la tratti come la risoluzione strategica delle brigate rosse che rapirono e uccisero Moro, vaneggiando di sedicenti antifascisti, evocando un clima che ormai è questo anche in Italia, e poi concludendo col più classico slogan post-missino, non ci faremo intimidire. Poi, come abbiamo sentito, la festa dell'UDC rincara la dose e di nuovo rivolge una domanda del tutto capziosa alla sinistra, chiedendogli conto di un continuo minimizzare o di un continuo giustificazionismo della criminalizzazione della violenza. Ma a parte Odi Freddi non fa un solo nome, non cita un solo caso, non si riferisce a un singolo e solo episodio. Che testimoni della validità e della credibilità di questa accusa. Ciò non di meno, l'accusa la muove. E non la muove soltanto in Italia. ma muove anche sul consesso internazionale. Infatti, il giorno dopo l'intervento alla festa dell'UDC, la Presidente del Consiglio interviene con un videomessaggio, come fa sempre ogni anno, anche alla festa di Vox, il partito neo-franchista guidato dal suo amico Santiago Abascal in Spagna. E sentite un brano del suo videomessaggio a quei camerati spagnoli.
Giorgia Meloni
«Quiero rendere un sentido, un messaggio a Charlie Kirk. Un giovane, un padre valente, che ha pagato con la vita il prezzo della libertà. Il suo sacrificio ci ricorda ancora una volta. di che lato stanno la violenza e l'intoleranza. E voglio dire alto e chiaro a tutti questi odiatori, a tutti gli estremisti che vediamo in strada e anche a questi falsi maestri con sacchetta e corvata che si nascondono nei saloni. Non cadremo nella loro trampa, non giocheremo il gioco di chi vuole arrastrare le nostre nazioni in una spirale di violenza. Di nuovo.
Massimo Giannini
La stessa minestra riscaldata e rancida. Dice Meloni, voglio dire alto e chiaro a tutti gli odiatori, agli estremisti che vediamo per le strade, anche ai falsi maestri con giacca e cravatta che si nascondono nei salotti. Non cadremo nella loro trappola, non faremo il gioco di coloro che vogliono trascinare le nostre nazioni in una spirale di violenza. Non ci intimidiranno. continueremo ad andare avanti e a lottare senza sosta per la libertà del nostro popolo e per il futuro dell'Europa. Questo è il meloni pensiero ribadito ancora una volta, senza dire ancora una volta chi sono questi estremisti, chi sono questi falsi maestri con giacca e cravatta. Ripetiamo, al di là di Pier Giorgio o di Freddi, chi altro c'è? E purtroppo, in ogni caso, quando la sorella chiama alle armi, i fratelli accorrono in massa e dunque insieme a lei tutti i deputati e senatori del partito di maggioranza di questo paese. si mettono in schiera e dicono le stesse cose dal ministro Foti al ministro Crosetto per non parlare dell'altro sedicente ministro Ciriani che appunto due giorni fa ha rievocato l'EBR e l'assassinio di Sergio Ranelli come dire viviamo in quello stesso clima di terrore farneticazioni allo stato puro le bestialità si sprecano in un delirio collettivo e aggressivo che culmina, appunto, con le parole di questo ministro. Ma così non si salva più niente e più nessuno. Se si risponde a una morte invocando altra morte e si condanna la violenza predicando altra violenza, la democrazia finisce, semplicemente. L'America insegna, da questo punto di vista, Come ha scritto giustamente Ezra Klein, un editorialista progressista sul New York Times, l'assassinio di Kirk rischia di essere l'incendio del Reichstag durante la dittatura nazista che spinse Hitler a chiedere ai prieni i poteri e trasformò da quel momento in poi la Germania, l'Europa e il mondo in un vero e proprio inferno. Perché anche noi dobbiamo seguire lo stesso percorso che ci porta agli inferi. Ma soprattutto, prima di accusare i nemici, perché di questo si tratta, di usare la violenza come prosecuzione della politica con altri mezzi, Giorgia Meloni perché non si interroga su se stessa e sulla destra che lei rappresenta? Quanto a violenza prima che andassero al governo, ma poi dopo, che ci sono arrivati tre anni fa, ebbè, il partito erede del movimento sociale non ha nulla da invidiare a nessuno. Le stesse sue parole nel videomessaggio a Vox, che ricalcano quei comizi in trisi di rabbia di tre anni fa, in cui la sorella d'Italia urlava «Je suis mujer», «Je suis cristiana», «Je suis italiana». salvo poi schiumare rabbia contro tutti e contro tutto in un consesso di nostalgici neo-franchisti, cos'altro era se non odio? Ignazio Larussa, seconda carica dello Stato, che sbeffeggia la Resistenza e dice mentendo spudoratamente che nell'attentato di Via Rasella i partigiani massacrarono una banda di musici altoatesini in pensione, cos'altro è se non odio? Giovanni Donzelli che in aula accusa quattro parlamentari dell'opposizione perché sono andati in carcere a visionare, a visitare i detenuti al 41bis, cosa che il ruolo di parlamentari autorizza sempre. Tra i quali c'era anche l'anarchico Alfredo Cospito, poi i detenuti al 41bis. Ebbene Donzelli che urla in aula, voi non state con lo Stato, state con le BR, innescando il caos anche giudiziario che sappiamo bene. Cos'altro è se non odio? L'abile vomitata sui social dagli account dell'estrema destra contro Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta all'olocausto, costretta a vivere sotto scorta per le minacce ricevute da quei mondi. Cos'altro è se non odio? Gli attacchi continui contro la magistratura e Togeros, un cancro da estirpare, metastasi del sistema e chi più ne ha più ne metta. Cos'altro sono se non odio? Il sottosegretario alla giustizia del Mastro che si compiace perché togliamo l'aria ai detenuti. Cos'altro essere un odio. E poi tutta la violenta propaganda contro Saviano. Esempio da evitare in post in cui lo si mette a confronto con Falcone e Borsellino nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci e di Via d'Amelio. E poi nelle chat di Fratelli d'Italia si parla nello scrittore Saviano come di un infame. Saviano fa schifo. Saviano va punito. Paga. Infame. E la Meloni stessa che annuncia domani rovescerò palate di letame contro Saviano. Che ne dite? Le chat dei giovani di gioventù nazionale. nelle quali ci sono invettive, insulti, le feste di questa gioventù nazionale nella quale si parla dei negri che puzzano, degli ebrei infami, i down menomati, gli semiti, casta che vive di rendita sulla shoah, gli ebrei sono troppi, io la disprezzo come razza. In realtà poi non si è realmente dimesso nessuno di quell'organizzazione, né alcuno è stato cacciato dal partito. Ecco tutto questo che cos'è se non odio? Le offese a Gad Lerner, Da parte dell'ex portavoce di Lollobrigida, Paolo Signorelli, che al telefono con Diabolik, un terrorista capotifoso della Lazio assassinato a Roma dalla banda rivale, elogia i terroristi neri e dice cosa ha detto quel porco di Lerner. E potrei continuare citando i mille interventi in aula, le mille interviste, i mille posti in rete di deputati, senatori, consiglieri comunali e regionali di questa destra che governa il paese con la stessa postura e lo stesso linguaggio di quando sfilava nei cortei del fronte della gioventù di Giorgio Almirante. Quando in politica si arriva a uccidere per un'idea, bisognerebbe fermarsi e tacere. E invece questi strillano ancora più forte. Un ceto politico inadeguato, irrisolto e irresponsabile che ha un continuo bisogno di nemici per definire se stesso, la sua identità, i suoi valori. Fermatevi finché siete in tempo. In una democrazia esaurita come quella americana, svilita come quella italiana, la discordia nazionale non può essere un metodo di governo. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Antonino
In Italia ogni luogo merita un assaggio. Panella in Sicilia, cicchetti in Veneto, tigelli in Emilia. Ma soprattutto, dopo l'aperitivo, fuori casa, quando non c'è lo spazzolino, c'è Dega.
Massimo Giannini
Con Floro Calcexilitolo, un valido aiuto per la tua igiene orale.
Antonino
Parola di Antonino.
Episode: Meloni, Kirk e i cattivi maestri della destra con l’elmetto
Date: September 14, 2025
Host: Massimo Giannini (with quotes and moments from Giorgia Meloni)
In this incisive episode of "Circo Massimo", Massimo Giannini dissects the political repercussions in Italy following the assassination of American right-wing commentator Charlie Kirk. Giannini examines how Prime Minister Giorgia Meloni and the Italian right have mimicked the U.S. in weaponizing the tragedy to escalate political tension and accuse the left of fomenting or justifying violence. The episode explores the rhetoric, the strategic victimization, and the broader fallout for Italian democracy.
Meloni, speaking at the UDC party conference, accuses the Italian left of minimizing or even justifying violence against right-wing figures, framing her own political origins as unfairly maligned ([01:47-02:52]):
"Credo che sia arrivato il momento di chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione, della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro..." ([01:47])
Giannini critiques Meloni, highlighting the lack of substantiated examples for her accusations, aside from controversial comments by mathematician Piergiorgio Odifreddi. He labels the rhetoric as borrowed directly from Trump, suggesting an artificial inflation of the political threat—evoking the "anni di piombo" or Italy’s own years of terrorism ([02:52-04:39]).
Meloni continues the narrative in a message to the Spanish far-right party Vox, reiterating the themes of ideological martyrs and warning of “hate-mongers” and “false maestri” ([08:07-09:05]):
"Voglio dire alto e chiaro a tutti questi odiatori, a tutti gli estremisti che vediamo in strada e anche a questi falsi maestri con sacchetta e cravatta che si nascondono nei saloni. Non cadremo nella loro trampa..." —Giorgia Meloni ([08:07])
Giannini notes the vagueness of these accusations, pointing out that Meloni never identifies real individuals behind the supposed left-wing campaign of hate ([09:05]).
Giannini concludes with a sharp critique of the Italian political class’ addiction to finding and fabricating enemies, reminding listeners that national discord cannot serve as a sustainable method of governance ([14:50-15:44]):
"Fermatevi finché siete in tempo. In una democrazia esaurita come quella americana, svilita come quella italiana, la discordia nazionale non può essere un metodo di governo." ([15:30])
The episode maintains Giannini’s sharp, sarcastic, and critical style, punctuated with irony and a sense of urgency. While Meloni’s speeches are assertive and combative, Giannini responds with skepticism, historical parallels, and pointed rhetorical questions.
This episode offers a pointed critique of how tragic political violence abroad can become a tool for domestic polarization, with particular focus on the strategies, language, and dangers embedded in the current Italian right-wing discourse. Through detailed examples and strong commentary, Giannini warns against the escalation of rhetorical—and actual—violence as a method for political consolidation and identity.