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E ora mi gusto una Golia Active Plus.
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Ehi umani, per favore, respirate le Golia Active Plus con cautela. Voi la forza balsamica la sentite nel naso e nella gola. Noi orsi qui in montagna la sentiamo anche nelle orecchie.
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Senti la potenza balsamica di Golia Active Plus.
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Respira Golia. Datevi un paro a orecchie!
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Norimberg è un grande film monumentale, uscito qualche settimana fa, ci ha lasciato una lezione indelebile. Come sappiamo, racconta la storia che portò tra l'ottobre del 1945 e il novembre del 1946 al processo e poi alla condanna a morte di 20 gerarchi nazisti, tra i quali c'era anche Herman Goering. Le vicende erano errate dal film, tutte vere, ci riferiscono della storia di un sergente americano, in realtà un ebreo tedesco, che si chiamava Howard Triest. Era quello che assisteva allo psichiatra americano Douglas Kelly, mandato dall'esercito a assistere Hermann Gering nel tentativo di entrare nella testa di questo criminale alla vigilia del processo. A un certo punto il sergente Triest fa una confessione allo psichiatra Kelly che non possiamo non ricordare. Sai perché è successo qui, dice il sergente parlando dell'olocausto? Perché la gente lo ha lasciato accadere. Ecco questa è una lezione che non possiamo dimenticare all'indomani della giornata della memoria.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
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Se mi chiedono se si può parlare di Gaza nel giorno della memoria, rispondo che certamente se ne può parlare. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoah ci porta a riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che ancora dilagano nel mondo. Si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l'umanità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro. Non si può usare Gaza contro il giorno della memoria, tentare di oscurarlo, alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione, di distorsione e di inversione della Shoah. Non si può accettare che diventi occasione di una vendetta sulle vittime di allora. Quello che ancora non tutti sembrano aver capito è che il giorno della memoria Non è per gli ebrei, è principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l'Italia fascista di allora, quello che fecero la Germania nazista e molti Stati europei contro le razze considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi, contro l'umanità.
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Se c'è una testimonia della Shoah e soprattutto di tutto quello che successe durante e dopo quell'orrore infinito è quella che avete appena sentito, Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio insieme a pochi altri. Era al Quirinale, come ogni anno, per le celebrazioni della Giornata della Memoria, insieme al Presidente della Repubblica e agli altri ultimi testimoni di quell'orrore infinito. Edith Brook, Sammy Modiano e pochi altri. E mentre parliamo ci chiediamo sempre Cosa ne sarà della giornata della memoria quando non ci saranno più queste persone che quella tragedia l'hanno vissuta sulla propria pelle e la possono raccontare ai ragazzi nelle scuole o agli adulti che tendono a dimenticare. Al di là di questo Liliana Segrè ci ricorda un principio essenziale oggi. Certo, si verificano intorno a noi ancora stragi, genocidi. Gaza ne è un esempio. Ma nulla ci può spingere ad accostare qualunque cosa oggi stia accadendo a quell'immensa tragedia che è stata la Shoah, che non ha eguali nella storia dell'umanità. Poi c'è stato Mattarella. e come sempre anche lui con il linguaggio della verità ci ricorda tutto quello che non dovremmo mai dimenticare e cioè da un lato quanto abbiano contribuito i fascisti e anche italiani, alle nefandezze compiute dal nazismo. Ci ricorda che la Repubblica è sorta dal sangue dei deportati e dei combattenti della libertà, che gli ebrei furono traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo, e poi ancora che l'antisemitismo si nutre tuttora di menzogne. e che le menzogne sulla Shoah nacquero dai circoli nazifascisti e poi si diffusero fino ad arrivare oggi all'attuale tendenza al revisionismo in certe aree della storiografia e in qualche altro caso del negazionismo in certi piccoli ma orribili angoli della politica anche italiana. E dunque, ricorda Mattarella, serve un'azione rigorosa da parte di tutta l'Europa contro l'antisemitismo. sottolineando l'infamità degli attacchi che tuttora subisce Liliana Segre costretta a vivere sotto scorta. Poi c'è la Presidente del Consiglio e questo va sottolineato perché dopo aver ricordato in quale modo alcuni segmenti del governo e della maggioranza alla vigilia abbiano cercato di trasformare la giornata della memoria nel giorno dell'amnesia, ebbene Oggi va sottolineato il coraggio della Presidente del Consiglio. In un comunicato ufficiale dice finalmente quel che finora non aveva mai trovato la forza di ammettere. Vi leggo il comunicato nel suo passaggio cruciale. Nel giorno della memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime E rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i giusti di ogni nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni, una pagina buia della storia italiana sigillata dall'igneominia delle leggi razziali del 1938. Questo è il testo ufficiale diffuso da Palazzo Chigi. Lo sottolineo più volte perché oggi si può dire che era ora, meglio tardi che mai. Sì, perché mai la sorella d'Italia era stata così chiara e aveva avuto l'onestà intellettuale di chiamare le cose col loro nome. Parlando dell'olocausto, oltre che del nazismo anche del fascismo e accostando a quelle terribili nefandezze le leggi raziali volute e decise da Mussolini dicendolo in maniera espriscita con una chiarezza che finora non aveva mai avuto e dunque mentre diamo atto a Giorgia Meloni di tutto questo ne rivolgiamo anche una domanda ma era così difficile compiere questa operazione verità che non ha mai voluto regalarci nei tre anni e mezzo dai quali governa e meno che mai negli anni che hanno preceduto la sua vittoria nel settembre del 2022 ed era ed è così difficile riconoscerci tutti nei valori della nostra Costituzione che è nata dal sangue di chi combatte dando la propria vita proprio contro quelle dittature che l'olocausto lo causarono a danno di 6 milioni di ebrei non si sente sollevata oggi la Presidenta del Consiglio non dovrebbe essere difficile per lei capire che attraverso il coraggio con il quale si apre il proprio album di famiglia perché dal punto di vista politico lei è in qualche modo comunque un'erede del fascismo. Attraverso Alleanza Nazionale, prima ancora il Movimento Sociale Italiano e oggi Fratelli d'Italia, si può proporre agli italiani come guida condivisa di questa nazione. Non si rende conto, la sorella d'Italia, di quanto questo coraggio la renda più credibile e più onesta agli occhi dei cittadini e lettori, ma soprattutto non capisce che è proprio attraverso questa sincerità che si può impedire quel che il sergente Triest disse ai tempi di Norimberga allo psichiatra Kelly, e cioè, sai perché è successo qui? Perché la gente lo ha lasciato accadere.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Episode Title: Meloni, la Shoah e le colpe del fascismo: meglio tardi che mai
Host: Massimo Giannini
Date: January 28, 2026
Podcast by: OnePodcast
This episode, hosted by Massimo Giannini, centers around the recent political and social reflections in Italy on the occasion of the Giornata della Memoria (Holocaust Remembrance Day). The main focus is twofold: the enduring lessons of the Shoah and the evolving acknowledgment of fascist culpability in Italy, particularly in light of a significant statement by Prime Minister Giorgia Meloni. Giannini weaves historical context, contemporary political actions, and notable voices—like Liliana Segre and President Sergio Mattarella—into a broader meditation on memory, complicity, and the responsibilities of citizenship.
[00:26]
[01:38]
Giannini features the words of Senator Liliana Segre (a Shoah survivor):
It is legitimate and important to talk about today’s tragedies (Gaza, Iran, Ukraine, Venezuela, Sudan) on the Day of Remembrance, as the Shoah's lessons are universal.
Caution:
Key Reminder: The Day of Remembrance is not just for the Jewish community, but rather for everyone—to confront historical realities, especially Italy’s role during fascism.
[03:14]
Giannini laments the impending loss of direct survivors like Segre, Edith Brook, and Sammy Modiano, posing the question:
Critical Distinction:
[05:10]
President Mattarella reaffirms fascist complicity in the Shoah and the birth of the Italian Republic from the blood of those who resisted.
Mattarella’s Call:
[06:53]
Quote from Meloni’s statement:
Giannini’s Commentary:
[08:57]
Giannini challenges Meloni directly:
Broader Point:
Closing Reflection:
Giannini adopts a sober, reflective, but incisive tone, combining historical analysis, journalism, and moral commentary. He threads personal musings with institutional voices in a manner typical of Italian editorial radio, encouraging listeners to face uncomfortable truths and recognize memory as both a civic duty and a moral imperative.
This episode powerfully underscores the dangers of forgetting and the transformative potential—however belated—of acknowledging historical guilt. Through the voices of survivors, the President, and for the first time forcefully, the Prime Minister, Giannini highlights both progress and the persistent challenges in Italy’s relationship with its fascist past. The episode closes by inviting listeners to vigilance, honesty, and moral clarity, so that the atrocities remembered on January 27th are neither relativized nor repeated.