Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode Title: Meloni, Niscemi che muore e i miliardi buttati sul Ponte
Date: January 28, 2026
Host: Massimo Giannini (Repubblica)
Podcast: OnePodcast
Episodio in sintesi
In questo episodio di "Circo Massimo", Massimo Giannini affronta la recente tragedia di Niscemi, devastata dalle frane dopo il passaggio del ciclone Harry, e riflette sulle profonde mancanze nella gestione delle emergenze e nell’investimento infrastrutturale in Italia. Si parla in particolare dello stanziamento governativo considerato insufficiente, delle responsabilità politiche diffuse (sia locali che nazionali) e della contrastante priorità data al Ponte sullo Stretto rispetto al dissesto idrogeologico. Il tono è amaro, critico ma lucido verso tutta la classe politica; non mancano inviti pressanti a un’azione reale e tempestiva.
Punti chiave della discussione
La memoria del terremoto irpino e il grido "Fate presto"
- 00:33–01:45
- Giannini apre citando la storica prima pagina del Mattino di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: «Fate presto».
- “Quel titolo fu un grido di dolore e di aiuto a uno stato assente e silente.” (B, 00:34)
- Rievoca la nascita della Protezione Civile e le lezioni (ignorate) del passato davanti alle nuove calamità, indicando la Sicilia di oggi come la nuova Irpinia.
- Giannini apre citando la storica prima pagina del Mattino di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: «Fate presto».
La risposta insufficiente del Governo all’emergenza Niscemi
- 01:45–02:57
- La premier Giorgia Meloni, visitando la Sicilia, dichiara uno stato di emergenza e annuncia uno stanziamento iniziale di 100 milioni, lamentando “polemiche inutili” e assicurando che è solo un primo passo.
- “[...] abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale [...] nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni” (Meloni, citata da Giannini, 01:52)
- Giannini mette in dubbio l’efficacia di questi provvedimenti, sottolineando come siano percepiti come “promesse scritte sull’acqua”.
- La premier Giorgia Meloni, visitando la Sicilia, dichiara uno stato di emergenza e annuncia uno stanziamento iniziale di 100 milioni, lamentando “polemiche inutili” e assicurando che è solo un primo passo.
Le vere cifre del dramma e la politica delle parate
- 02:58–06:36
- Il governo ha stanziato solo 100 milioni a fronte di richieste per 2 miliardi di danni nelle sole due regioni colpite.
- “[...] poco meno di 400 euro per ciascuno degli sfollati solo di Niscemi. Una misura che sa tanto di presa in giro” (B, 03:38)
- Osservazione pungente sulle polemiche interne: molte proteste arrivano da amministrazioni e politici “della stessa maggioranza che oggi guida il paese”.
- Contrasto con l’intervento “in prima linea” della Meloni in Emilia-Romagna (regione di sinistra), rispetto alla distanza mantenuta in Sicilia (feudo della destra), con una critica trasversale a tutta la politica, destra e sinistra.
- Il governo ha stanziato solo 100 milioni a fronte di richieste per 2 miliardi di danni nelle sole due regioni colpite.
Le cause del dissesto: colpe stratificate e mancati investimenti
- Duro atto d’accusa verso la gestione del territorio:
- “L’uomo ha continuato a consumare suolo in maniera del tutto dissennata. Costruendo case nell’alveo dei fiumi, a ridosso del mare, oppure su colline franose...” (B, 04:17)
- Critica agli amministratori locali: dopo la frana del ’97, dei 25 milioni promessi “non un solo euro è stato speso per rimettere a posto il territorio e indennizzare le famiglie colpite”.
- “Di chi è la colpa se non di quegli stessi amministratori che oggi si lamentano perché il governo non accorre in fretta a salvare il salvabile?” (B, 05:10)
- Dati allarmanti: il 94,5% dei comuni italiani a rischio idrogeologico; servirebbero 26 miliardi per la messa in sicurezza ma si spendono (non si usano!) solo 3 miliardi l’anno.
Il “feticcio” del Ponte sullo Stretto e le vere priorità
- Forte critica allo stanziamento di 15 miliardi per il Ponte sullo Stretto mentre si danno “piatti di minestra” alle emergenze vere.
- “Presidente Meloni, cosa aspetta di smettere quel feticcio ideologico che è ormai diventato il ponte sullo stretto di Messina?” (B, 06:33)
- “Chiunque parli con un solo siciliano normale, in qualunque angolo di quella regione, non ne troverà uno che gli dice ‘Sì, il ponte sullo stretto è un'opera primaria che ci serve subito.’” (B, 07:16)
- La vera urgenza è la messa in sicurezza e il rafforzamento delle infrastrutture esistenti, non le grandi opere di rappresentanza.
Conclusioni pressanti e invito all’azione
- Tonalità finale riprende il celebre “Fate presto”, ma con un'aggiunta carica di amara esperienza:
- “Non ci resta che rinnovare questo invito alla Presidente del Consiglio. Fate presto, ma stavolta almeno fatelo bene.” (B, 08:31)
Timestamps e segmenti chiave
- 00:33: Memoria del terremoto in Irpinia e nascita della Protezione Civile
- 01:45: Dichiarazioni di Meloni, stanziamenti e polemiche – “Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni”
- 02:58: Riflessione: “promesse scritte sull’acqua”, la visita di Meloni e le polemiche locali
- 03:38–04:30: Il dramma degli sfollati di Niscemi, la lunga storia di dissesto
- 05:10: Analisi della responsabilità diffusa nella mala gestione del territorio
- 06:33: Critica al ponte sullo Stretto: “feticcio ideologico” e divergenza tra investimenti e urgenze reali
- 08:31: Chiusura: il nuovo “Fate presto” e l’appello ad agire bene, oltre che in fretta
Citazioni memorabili
- “Fate presto” fu il titolo di un giornale che fece la storia. Era il 26 novembre 1980 [...] Quella terremoto fu una tragedia immane [...] Da lì nacque infatti la protezione civile.” – Giannini (00:34)
- “Abbiamo accompagnato questa dichiarazione dello Stato d'emergenza con un primo stanziamento da 100 milioni di euro [...] nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni.” – Giorgia Meloni (citata, 01:52)
- “Poco meno di 400 euro per ciascuno degli sfollati solo di Niscemi. Una misura che sa tanto di presa in giro.” – Giannini (03:38)
- “L’uomo ha continuato a consumare suolo in maniera del tutto dissennata. Costruendo case nell’alveo dei fiumi, a ridosso del mare, oppure su colline franose...” – Giannini (04:17)
- “Presidente Meloni, cosa aspetta di smettere quel feticcio ideologico che è ormai diventato il ponte sullo stretto di Messina?” – Giannini (06:33)
- “Non ci resta che rinnovare questo invito alla Presidente del Consiglio. Fate presto, ma stavolta almeno fatelo bene.” – Giannini (08:31)
Tono e linguaggio
L’episodio è caratterizzato da uno stile diretto, tagliente, ricco di riferimenti storici e con un forte richiamo civico alla responsabilità, all’urgenza e alla concretezza politica. Il linguaggio è ricco di metafore (“promesse scritte sull’acqua”, “piatto di minestra”), e l’approccio è quello del commento critico, non privo di amarezza e di ironia.
Utilità della puntata
Chi non avesse ascoltato troverà in questo episodio un quadro vivido della gestione delle emergenze in Italia, della ricorrenza degli errori politici e della distanza tra priorità reali e investimenti pubblici. Il discorso di Giannini, supportato da numeri e memoria storica, si rivolge a tutti: istituzioni, cittadini e ascoltatori.
