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Aveva promesso una perla al giorno, e perla sia. Il ministro Carlo Nordio, per giustificare l'offensiva del governo della maggioranza a sostegno del sì al referendum Meloni-Nordio sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, aveva promesso agli italiani che ogni giorno gli avrebbe dato una notizia a supporto di questa linea governativa. così sta facendo. Aveva iniziato all'inaugurazione dell'anno giudiziario considerando blasfeme le critiche che il mondo della magistratura muoveva alla cosiddetta riforma della giustizia. Subito dopo aveva aggiunto l'offensiva a testa bassa contro il CSM, considerandolo un luogo in cui si tengono pratiche paramafiose. Poi ancora la lettera con la quale si chiede alla NM di dichiarare all'interno di se medesima con quali fondi e chi tra i magistrati sostiene il Comitato Promotore del No, lista di proscrizione a tutti gli effetti. Ma adesso arriva l'ultima perla e ce la regala direttamente Giorgia Meloni in persona a proposito di un migrante clandestino che è stato appena riconosciuto dallo Stato italiano in diritto di ottenere un risarcimento d'anni da 700 euro. Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
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Allora, un cittadino algerino irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un CPR, né trasferito in Albania per il rimpatrio. Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il Ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione. Ora io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l'immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole. Ciononostante, il Governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all'immigrazione regolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l'Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi. Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa. Perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia.
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Eccola qua allora, l'ultima perla della Sorella d'Italia. Un video che la Presidente del Consiglio ha postato ieri, nel quale racconta la vicenda che riguarda un migrante clandestino arrivato nel nostro paese molti anni fa, sul quale pendevano diverse condanne penali, che era stato in alcuni CPR, poi era stato mandato in uno dei due centri che abbiamo costruito inopinatamente in Albania. I magistrati lo hanno rimandato qui in Italia perché il provvedimento di trasferimento era illegittimo. obbligando lo Stato italiano a risarcirlo con 700 euro. Meloni usa questa vicenda per attaccare ancora una volta, come ha detto e avete sentito testualmente, una parte politicizzata della magistratura che continua a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa. Perché, dice Meloni, accogliere chi ha diritto e doveroso rispettare le leggi italiane è indispensabile, ma chi non intende farlo non è benvenuto. nel nostro paese. Il tentativo di Palazzo Chigi è abbastanza chiaro, ormai abbiamo capito qual è la strategia. Visto che i sondaggi riflettono una crescita esponenziale del supporto al no al referendum, il governo e la maggioranza corrono ai ripari e rafforzano La propaganda, che ormai va avanti da tempo, tesa a mettere in cattiva luce l'operazione e l'operatività della magistratura italiana, a partire da un tema tra i più sensibili rispetto all'opinione pubblica del nostro paese, quello dei migranti e quindi della sicurezza. Bene, tutto chiaro. nel tentativo di Giorgia Meloni. Però bisogna mettere in evidenza due aspetti fondamentali sui quali bisognerà fare un po' di chiarezza. Il primo aspetto riguarda il merito nella vicenda alla quale fa riferimento la Premier e il secondo aspetto riguarda appunto la connessione della medesima col referendum del 22-23 marzo. Partiamo dal primo aspetto. il merito. Questo migrante algerino, R.L., diremo solo le sue iniziali, 56 anni, è arrivato in Italia nel 1999. Da allora pendono su di lui 23 sentenze di condanna per altrettanti ipotesi di reato. Numerosi precedenti di polizia, reati contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione. tra le condanne anche una per lesioni personali nei confronti di una donna aggredita con calci e pugni alla testa. Questo signore è stato per ben undici volte in galera nelle carceri del nostro paese, prevalentemente in Liguria e in Piemonte. È stato in tre centri di permanenza e respingimento, prima a Milano, poi a Ponte Galleria, da ultimo a Gradisca di Sonsu. Poi ha commesso un altro reato ed è stato arrestato, trattenuto nel carcere di Cuneo, appena uscito Dopo aver scontato la breve pena, invece di essere rispedito, come gli era stato comunicato al CPR di Gradisca di Sonso, è stato mandato a Ghiader in Albania, in uno dei due centri, cioè nei quali ci siamo illusi, d'accordo col primo ministro di quel paese Edi Rama, di poter gestire in outsourcing il fenomeno migratorio. Ebbene, a quel punto il migrante, sostenuto dal suo legale, ha fatto ricorso. E il ricorso è stato vinto. Perché il trasferimento nel centro albanese poggiava su un vizio di forma, cioè non era stato preceduto da un provvedimento scritto e motivato sia dell'autorità amministrativa sia di quella giudiziaria. Ed è per questo che alla fine il Tribunale di Roma il 10 febbraio ha emesso la sentenza con la quale rispedisce in Italia il migrante e impone allo Stato di ripagarlo con 700 euro per il trattenimento illegittimo nel centro albanese. Bene, è una vicenda sgradevole? Senz'altro. Stiamo parlando di un delinquente? Altrettanto vero. Ma, tuttavia, bisogna mettere in evidenza due aspetti. Purtroppo, o per fortuna, siamo ancora in uno stato di diritto. E siamo ancora in Europa che quei diritti fondamentali li garantisce. E dunque anche nella gestione del peggior figuro l'immigrante che viene qui a delinquere, nel momento in cui lo si gestisce, condannandolo o spedendolo in un centro di permanenza e respingimento, bisogna rispettare le leggi. In questo caso la legge non è stata rispettata, non è l'autorità politica o amministrativa che può disporre di un essere umano, fosse anche il peggiore dei criminali. Questo è l'habeas corpus fissato dalla magna carta. nel Medioevo e ribadito dall'ordinamento giuridico di tutte le grandi democrazie e noi siamo tra queste. Questo aspetto è fondamentale, ma soprattutto bisogna mettere in evidenza un altro elemento, perché un soggetto così andava senz'altro rispedito nel suo paese, andava senz'altro rimpatriato. Del resto Giorgia Meloni quando ha vinto le elezioni aveva promesso 500.000 rimpatri. e invece ne facciamo a malapena 3.000. Dunque, perché questo signore non è stato rimandato in Algeria? Noi abbiamo un accordo per il rimpatrio con l'Algeria. L'abbiamo firmato la prima volta nel 1999. 1999, attenzione. Poi l'abbiamo rinnovato nel febbraio 2024 e nell'aprile 2025 l'abbiamo rinforzato con altri 20 milioni di euro per i rimpatri assistiti rapidi. E allora, perché questo signore non è stato rimandato in Algeria? Si poteva fare. Non dipende dai magistrati, dipende dal governo, dipende dalle autorità amministrative e da quelle di polizia. Quindi, cara Meloni, non puntare il dito sull'obiettivo sbagliato. Ma qui veniamo al secondo aspetto. e cioè l'impostura, ancora una volta, con la quale questo governo fa spiegare o fa capire agli italiani che proprio grazie a quella riforma Meloni-Nordio sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri sulla quale voteremo il referendum di fine marzo, non saranno più possibili episodi come questi, non sarà più possibile che un migrante venga rimandato nel nostro paese e liberato dai magistrati, non saranno più possibili vicende come quella dei bambini del bosco, non saranno più possibili vergogne come il caso Garlasco o addirittura scandali come il caso Tortora. Questo vogliono farci capire, questo vogliono dirci, con questa propaganda tonitruante. Bene, sono tutte menzogne, perché in nessun modo, ove mai, questa riforma passasse col referendum, questi casi sarebbero evitati dalla separazione delle carriere tra Giulisci e Piemme. Nulla di tutto questo, un errore giudiziario, ci sarà anche a carriere separate. Sentenze diverse tra primo, secondo e terzo grado ci saranno anche a carriere separate. Vicende come i bambini del bosco o le operazioni Albania ci saranno anche con le carriere separate, perché il diritto va sempre rispettato e i magistrati rispondono solo alla legge. Dunque ci stanno raccontando una grande bogia. ma voglio fare un appello e anche un invito a Giorgia Meloni e al ministro Nordio. Attenzione, perché se continuate così, regalandoci davvero ogni giorno perle come questa, succederà che alla fine, quando arriverete al giorno del referendum, con quelle perle ci avrete fatto una bella collana, ma con quella collana rischiate di soffocarvi. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
Podcast: Circo Massimo | Host: Massimo Giannini
Episode: Meloni, Nordio e le ‘perle’ fasulle contro le toghe rosse
Date: February 18, 2026
In questa puntata, Massimo Giannini analizza la recente strategia comunicativa della Premier Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che sfruttano un caso giudiziario relativo a un migrante irregolare per attaccare pubblicamente la magistratura italiana e rafforzare la campagna a favore del referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e PM. Il conduttore smaschera alcune “perle” narrative del governo, evidenziando strumentalizzazioni e imprecisioni, e fa chiarezza sui reali poteri e responsabilità coinvolte nella vicenda.
(00:32 – 03:41)
“Meloni usa questa vicenda per attaccare ancora una volta, come ha detto e avete sentito testualmente, una parte politicizzata della magistratura che continua a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa.”
— Massimo Giannini, [03:41]
“Il tentativo di Palazzo Chigi è abbastanza chiaro, ormai abbiamo capito qual è la strategia.”
— Massimo Giannini, [03:51]
(03:41 – 06:59)
“Bene, è una vicenda sgradevole? Senz'altro. Stiamo parlando di un delinquente? Altrettanto vero. Ma, tuttavia, bisogna mettere in evidenza due aspetti. Purtroppo, o per fortuna, siamo ancora in uno stato di diritto. E siamo ancora in Europa che quei diritti fondamentali li garantisce.”
— Massimo Giannini, [06:24]
“Non è l'autorità politica o amministrativa che può disporre di un essere umano, fosse anche il peggiore dei criminali. Questo è l'habeas corpus fissato dalla magna carta...”
— Massimo Giannini, [06:47]
(07:00 – 08:15)
“Quindi, cara Meloni, non puntare il dito sull'obiettivo sbagliato.”
— Massimo Giannini, [08:10]
(08:15 – 09:35)
“In nessun modo, ove mai questa riforma passasse col referendum, questi casi sarebbero evitati dalla separazione delle carriere tra giudici e Pm.”
— Massimo Giannini, [09:02]
“Dunque ci stanno raccontando una grande bugia.”
— Massimo Giannini, [09:12]
[02:07] “Ora io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l'immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato...”
— (Testo dal video di Giorgia Meloni, citato da Giannini)
[06:47] “Questo è l'habeas corpus fissato dalla magna carta nel Medioevo e ribadito dall'ordinamento giuridico di tutte le grandi democrazie e noi siamo tra queste.”
— Massimo Giannini
[09:33] “...ma voglio fare un appello e anche un invito a Giorgia Meloni e al ministro Nordio. Attenzione, perché se continuate così, regalandoci davvero ogni giorno perle come questa, succederà che alla fine, quando arriverete al giorno del referendum, con quelle perle ci avrete fatto una bella collana, ma con quella collana rischiate di soffocarvi.”
— Massimo Giannini
Giannini smonta la narrazione dei leader di governo che attribuiscono alla magistratura la colpa di inefficienze e storture nella gestione dell’immigrazione irregolare. Denuncia l’uso strumentale di casi isolati per sostenere una riforma giudiziaria che, secondo lui, non risolverà i veri problemi del sistema. Il tono resta critico ma rigoroso, sempre orientato a svelare le manipolazioni retoriche e a richiamare alla tutela dei principi fondamentali dello stato di diritto.
“Un errore giudiziario ci sarà anche a carriere separate. [...] i magistrati rispondono solo alla legge.”
— Massimo Giannini, [09:19]