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Ehi Direkta, dimmi i miei buoni propositi.
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Certo, impara il kazoo tibetano, apri un ciringuito su Marte o sottoscrivi il nuovo BTP valore dal 2 al 6 marzo. Ma dove vai?
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A
un poliziotto che non uccide non è un poliziotto". Questa frase così elementare, ma così terribile, la pronunciava un presidente del Brasile, molto noto alle cronache politiche internazionali. Si chiamava Jair Bolsonaro, ha governato quel paese non molto tempo fa, tra il 2019 e il 2023, quando tentò dopo la sconfitta patita alle presidenziali da parte di Ignacio Lula da Silva, un colpo di Stato. Per questo fu condannato a 27 anni di galera. Oltretutto nell'invastire quel golpe voleva anche assassinare Lula. Il principio appunto era che un poliziotto che non uccide non è un poliziotto. non voglio esagerare, ma questo tipo di modello di gestione delle forze dell'ordine è comune a tante destre in tutto il pianeta, non solo Bolsonaro, ma anche Milley, in qualche modo anche Trump, che ha usato l'ISI, la sua milizia paramilitare, dandogli licenza di uccidere e coprendola dal punto di vista giudiziario. Ma l'Italia rischia la stessa deriva? Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
C
Qualche settimana fa io ho già ricordato che un altro magistrato ha annullato il provvedimento di Daspo ai delinquenti che avevano devastato la stazione di Milano, perché sostenevano che fosse sproporzionato, perché se la gente ti devasta una stazione tu non gli puoi neanche dire non ci puoi tornare, perché è sproporzionato. Dopodiché, dall'altra parte, qualche giorno fa, ne avrete parlato immagino, un agente spara a uno spacciatore che gli puntava al volto una pistola, addosso una pistola, poi si è scoperto che la pistola era a salvo e chiaramente l'agente non lo può sapere. Quell'agente viene indagato per omicidio volontario. Mentre il signore che è agli arresti domiciliari, quello è indagato per violenza contro pubblico ufficiale. Ma perché? Scusi, portarsi un martello da casa e prendere a martellate l'agente non è tentato omicidio? Allora, io penso che la gente non capisca questo, diciamo, doppio pesismo di certa parte della magistratura e penso che questo renda un po' difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini.
A
Giorgia Meloni in purezza. L'avete sentita? La Presidente del Consiglio in questa breve registrazione parlava in uno dei suoi programmi preferiti, Diritto e rovescio, condotto dal suo amico Paolo del Debbio, uno degli pochi studi televisivi nei quali la Premier è ancora disponibile ad andare visto che non riceve domande. In quella circostanza, appunto, poco più di due settimane fa, parlava dei due fatti di cronaca più spinosi in questo momento. Da un lato gli incidenti alla manifestazione di Torino per Ascatasuna, dall'altro lato quello che è successo il 26 di gennaio nel bosco di Rogoredo, una delle più importanti piazze di spaccio del capovolgo Lombardo ed Italia. In quella circostanza, secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, c'era stato uno scontro a fuoco con un pusher, Abderrahim Mansouri, che era caduto durante questo scontro a fuoco con la polizia, che aveva agito per legittima difesa. Meloni non aveva perso un solo secondo e in questa trasmissione con Del Debbio aveva fatto questo accostamento tra i fatti di Torino e quelli di Milano per mettere in evidenza che cosa quello che lei stessa come avete sentito è il doppio pesismo della magistratura, clemente a suo giudizio nei confronti dei manifestanti e dei Black Block nel capoluogo piemontese. Mi intendo anche qui visto che i magistrati in quella circostanza non avevano liberato i tre arrestati, li avevano mandati ai domiciliari con la precisazione doverosa che nessuno dei tre aveva picchiato il poliziotto e soprattutto ciascuno di quei tre era incensurato. e poi dall'altro lato Milano dove appunto in uno scontro a fuoco un agente aveva ucciso uno spacciatore e per questo era stato indagato come sempre succede in queste circostanze nelle quali al di là di quello che dicono i soggetti coinvolti opportunamente i pubblici ministeri fanno il loro lavoro e indagano la stessa cosa All'indomani di quel fatto aveva fatto l'intero governo, non solo la Sorella d'Italia, ma con lei Matteo Salvini e la Lega che avevano immediatamente lanciato sul web una card nella quale proponevano una raccolta di firme a favore del poliziotto, l'hashtag era proprio io sto col poliziotto, e invocavano la tutela legale per tutti gli agenti di polizia. La stessa cosa avevano fatto i camerati di Giorgia, Giovanni Donzelli, che aveva detto la polizia ha le mani troppo legate, dobbiamo slegarle e qui potete sentire una vaga eco lontana di quella frase di Jair Bolsonaro che vi ho citato in apertura. Galeazzo Bignami, il capogruppo alla Camera che invocava anche lui da avvocato il sì al referendum per la separazione delle carriere, quello sì che risolve il problema, Fino ad arrivare a Matteo Piantedosi, il ministro degli interni, in aula, aveva denunciato il costante e sistematico ricorso alla presunzione di colpevolezza nei confronti delle forze di polizia. E basta, questa tendenza deve finire. E dunque, anche qua, votate sì al referendum perché così vedrete. che i poliziotti saranno liberi di tutelare voi cittadini. Una clamorosa impostura già allora che adesso diventa ancora più eclatante perché come ormai sappiamo tutti dai fatti di cronaca di ieri la vicenda di Rogoredo è ben diversa da come l'aveva raccontato quella pattuglia di polizia L'agente Carmelo Cinturrino infatti è stato fermato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansuri. Lo ha ucciso sparandogli a sangue freddo e mettendo su una messa in scena. L'agente ha provato a invocare la legittima difesa mettendo di fianco al corpo della vittima una pistola giocattolo recuperata da un collega. in uno zaino, in commissariato. Beh, una svolta clamorosa, di fronte alla quale che cosa possiamo dire? Come cittadini, naturalmente, non possiamo che esprimere tutto il dolore possibile per un fatto che ha purtroppo macchiato l'onorabilità delle divise. Ma non dobbiamo mai dimenticare che purtroppo non è la prima volta che questo succede. Ricordiamo il G8 di Genova, ricordiamo la scuola Diaz, ricordiamo Bolsaneto, ricordiamo le vicende tragiche di Federico Aldrovandi, di Stefano Cucchi. Purtroppo ogni tanto capita che la polizia calchi la mano e anche, e questo è ancora più doloroso, che la polizia menta. Ma è importante, quando questo succede, che si scopra la verità e che lo Stato reagisca con senso di responsabilità, con tutto il senso di responsabilità che vicende come queste rendono indispensabile. Allora, di fonte a questa svolta, Meloni ha provato ad esercitarlo questo senso di responsabilità. Ha mandato fuori ieri sera un comunicato nel quale ha scritto testualmente, leggo con scomento, gli ultimi sviluppi sull'uccisione di uno spacciatore nel noto boschetto della droga di Rogoredo. Ha fatto una breve ricostruzione dei fatti, così come ve li ho detti, sempre usando il condizionale, però, eh, attenzione, il poliziotto avrebbe... e così via, così via. Il condizionale che non aveva mai usato, subito dopo che quel fatto era accaduto e in televisione, lo aveva denunciato come prova della mascalzonaggine, delle toghe politicizzate. Conclude il suo comunicato Giorgia Meloni dicendo che chi indossa una divisa e rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore e con chi sbaglia ha maggior ragione perché indossa quella divisa occorre essere implacabili. La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata. E fin qui il comunicato Meloniano non fa una piega anche se ne manca un aspetto che poi vi dirò. Ma è la conclusione che merita un'ulteriore sottolineatura, perché poi aggiunge, anche perché, scrive la Presidente del Consiglio, a differenza di quello che leggo, non esiste alcuno scudo penale. Ecco, a cosa si riferisce la Premier? Come sapete, nei giorni scorsi è stato approvato un decreto legge, il terzo decreto sicurezza di questo governo. Un'altra spattaffiata di aumenti di pena e di nuovi reati, così come era accaduto col secondo decreto sicurezza, che però al suo interno contiene una norma che invece, scudo penale per i poliziotti, lo è e come. Vi leggo il testo esatto del provvedimento. Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le forze di polizia, il Pubblico Ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa ad oggiustificazione, ad esempio legittima difesa, adempimento di un dovere uso legittimo delle armi stato di necessità procede alla notazione preliminare in separato modello del nome della persona a cui è attribuito il fatto disciplinando l'attività di indagine. Bene, da questo breve testo che vi ho letto si capisce che esiste questo scudo penale per le forze di polizia ma c'è anche per i cittadini e questa è una novità che si deve soltanto a Sergio Mattarella. Nel testo originario del decreto del governo, infatti, questo scudo penale riguardava soltanto le forze di polizia. è stato il Colle che ha sottolineato alla Presidente del Consiglio e ai suoi ministri che esiste l'articolo 3 della Costituzione che prevede che la legge è uguale per tutti e quindi in questo decreto è stata introdotta questa correzione, è stato esteso questo scudo penale Erga omnes, come dicono i giuristi, vale appunto per tutti, ma valendo per tutti, come recita il testo, vale in particolare per le forze di polizia, che possono godere adesso di una tutela maggiore, perché in questo testo si dice esplicitamente che il pubblico ministero deve procedere possibilmente all'archiviazione entro 30 giorni archiviazione del fatto appunto sollevato o ipotizzato come legittima difesa cioè come causa di giustificazione quindi Meloni ha mentito anche in questo comunicato nel quale dice che non c'è nessuno scudo penale dice il falso ma quello che voglio sottolineare qui a parte questa falsità è l'altro aspetto mancante di questo suo dolente comunicato e si capisce che sia dolente, perché smonta in maniera misera una costruzione strumentale che la sorella d'Italia aveva messo in piedi per giustificare l'attacco del governo alla magistratura. Quello che manca è esattamente questo, cioè il riconoscimento del modo con il quale la vicenda di Rogoredo era stata vergognosamente cavalcata dalle destre al comando, subito dopo i fatti, per puntare idealmente in arma contro la magistratura, contro un potere dello Stato. E allora, se davvero noi non vogliamo andare verso una deriva che ricorda Jair Bolsonaro o, più vicino a noi, e forse meno devastante, Donald Trump, la Presidente del Consiglio avrebbe un dovere essenziale con quel comunicato, prima ancora di invocare la giustizia E prima ancora di sottolineare quanto sia necessario che chi ha sbagliato paghi, Giorgia Meloni deve chiedere scusa. Deve chiedere scusa per quello che aveva detto nei giorni scorsi, lei con i suoi ministri. Deve chiedere scusa, dunque, ai magistrati e deve chiedere scusa a tutti gli italiani. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode Title: Meloni, Salvini e la danza macabra intorno a Rogoredo
Date: February 24, 2026
Host: Massimo Giannini (OnePodcast)
This episode, hosted by Massimo Giannini, critically analyzes the political and media response to the recent Rogoredo shooting, where a police officer shot and killed a suspected drug dealer. Giannini focuses especially on how Giorgia Meloni, Matteo Salvini, and their allies have used the incident to attack the Italian judiciary and reframe debates about police powers and accountability. Drawing troubling parallels to international examples, Giannini calls out misleading narratives and the risks of undermining the rule of law.
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"Un poliziotto che non uccide non è un poliziotto."
Notable Quote:
"Non voglio esagerare, ma questo tipo di modello di gestione delle forze dell'ordine è comune a tante destre in tutto il pianeta..." (Massimo Giannini, 00:26)
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Notable Quote:
"Mi intendo anche qui visto che i magistrati in quella circostanza non avevano liberato i tre arrestati, li avevano mandati ai domiciliari con la precisazione doverosa che nessuno dei tre aveva picchiato il poliziotto e soprattutto ciascuno di quei tre era incensurato." (Massimo Giannini, 02:51)
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Quote:
"La polizia ha le mani troppo legate, dobbiamo slegarle..." (Donzelli, via Giannini, 02:51)
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Quote:
"Purtroppo ogni tanto capita che la polizia calchi la mano e anche, e questo è ancora più doloroso, che la polizia menta." (Massimo Giannini, 04:50)
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Quote:
"Meloni ha mentito anche in questo comunicato nel quale dice che non c'è nessuno scudo penale dice il falso..." (Massimo Giannini, 07:40)
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Memorable Closing Statement:
"Giorgia Meloni deve chiedere scusa. Deve chiedere scusa per quello che aveva detto nei giorni scorsi, lei con i suoi ministri. Deve chiedere scusa, dunque, ai magistrati e deve chiedere scusa a tutti gli italiani." (Massimo Giannini, 09:14)
| Timestamp | Speaker | Quote | |-----------|-----------------------|------------------------------------------------------------------------------------------------------------------| | 00:26 | Giannini (intro) | "Un poliziotto che non uccide non è un poliziotto." (cit. Bolsonaro) | | 02:51 | Giannini | "Mi intendo anche qui visto che i magistrati... nessuno dei tre aveva picchiato il poliziotto..." | | 02:51 | Donzelli (parafrasi) | "La polizia ha le mani troppo legate, dobbiamo slegarle..." | | 04:50 | Giannini | "Purtroppo ogni tanto capita che la polizia calchi la mano e anche, e questo è ancora più doloroso, che la polizia menta." | | 07:40 | Giannini | "Meloni ha mentito anche in questo comunicato nel quale dice che non c'è nessuno scudo penale dice il falso..." | | 09:14 | Giannini | "Giorgia Meloni deve chiedere scusa... ai magistrati e deve chiedere scusa a tutti gli italiani." |
This episode unpacks the perilous interplay between security narratives, political expediency, and judicial independence in Italy, warning against the normalization of hardline, unaccountable law enforcement inspired by global authoritarian trends. Giannini insists that only truth, transparency, and humility from political leaders can safeguard democratic institutions—and that, in this case, apologies and corrective action are overdue.