
Loading summary
A
Accendi, spegni. Alza, abbassa. Chiudi tutto, apri tutto. Caldo, freddo. Controlla i consumi. Suoni, ti vedo. Che meraviglia! Oh, ben svegliato! Io esco. Ti ricordi di fare le cose che ti ho detto anche da smartphone?
B
Sì, mamma. Se esco, spengo tutte le luci e attivo l'allarme.
A
Per fortuna c'è Casa Smart di Wimar. Se dimentica qualcosa, gestisco tutto con l'app. E l'elettricista ha fatto tutto senza rompere i muri.
B
Casa Smart di Wimar. Facile, sicura e anche bella. Wimar. Energia positiva. Amore, ho tre buone notizie. Uno, Iperceramica fa una valanga di sconti fino al 60%. Wow! Due, fino al 27 dicembre c'è il tasso zero per un acquisto minimo di 2.000 euro. Bene! Tre, con Ristruttura Smart ci fanno loro i lavori.
A
Quattro, metti le scarpe e andiamo.
B
Una valanga di sconti. Solo a dicembre, solo da... Iperceramica! 2.000 euro in ventirate mensili da 100 euro. Totale dovuto 2.000 euro.
A
Messaggio pubblicitario.
B
Informazione in negozio salvo approvazione di Findomestic Banca.
L'ultimo segreto è il titolo del best-seller di Dan Brown. Appena uscito nelle librerie è già in testa a tutte le classifiche mondiali di vendita per quel che riguarda la narrativa. In questo fanta-thriller c'è un personaggio, un protagonista, che all'interno di uno stesso corpo contiene tuttavia due personalità differenti. Una è una donna e si chiama Sasha. L'altro è un uomo e si chiama Dimitri, un russo. Viene in mente questo protagonista piuttosto anomalo di un romanzo giallo di grande successo, pensando a quello che sta succedendo al governo italiano, anche in Italia. A proposito della linea di politica estera che il Paese deve tenere rispetto al sostegno all'Ucraina e al rapporto con la Russia, abbiamo in uno stesso corpo, il governo del Paese, due personalità diverse. Una è una donna e si chiama Giorgia Meloni, l'altra è un uomo e si chiama Matteo Saldini.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini.
C
E' una questione logistica adesso, sinceramente. La possibilità di inviare aiuti all'Ucraina come voi sapete scada il 31 di dicembre, quindi noi faremo altri consigli dei ministri prima di quella data. Il decreto ci sarà, nel senso che chiaramente noi lavoriamo per la pace, ma finché ci sarà una guerra faremo quello che possiamo fare come abbiamo sempre fatto per aiutare l'Ucraina a difendersi, nel mentre tra l'altro stiamo andando avanti e in buona sostanza abbiamo già definito rispetto al sostegno all'Ucraina per i generatori di corrente. Vi ricorderete che quando ho incontrato Zelensky in uno degli ultimi summit aveva chiesto aiuto da questo punto di vista. Ci sono delle aziende italiane che producono dei generatori di dimensione sufficiente perché noi sappiamo che la Russia predilige attaccare le infrastrutture strategiche che servono alla popolazione civile. Chiaramente mentre si è ormai in inverno tutto questo peggiora e quindi ci stiamo dedicando per esempio anche a questo elemento per aiutare la popolazione civile.
B
Dunque, come nel romanzo di Dan Brown, due personalità diverse dentro uno stesso corpo. Ed eccola qua, quella che avete appena sentito è Sasha, cioè la donna, cioè Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio, in procinto di rientrare in Italia dopo il suo viaggio nel Golfo Persico in Bahrain, precisa la sua posizione, che dovrebbe essere quella dell'intero governo italiano, a proposito di quello che sta succedendo. in Ucraina, in Russia e in particolare negli Stati Uniti dove c'è stato un primo abbozzo fallito di negoziato per il cessate il fuoco. La sorella d'Italia dunque dice la sua in maniera molto chiara a proposito del decreto legge. che sembrava dovesse essere in discussione all'ultimo Consiglio dei Ministri, con il quale il governo deve rinnovare, dopo aver dato via libera a 12 pacchetti di sostegno all'Ucraina, il nuovo insieme di aiuti per la resistenza di Kiev. Un provvedimento che era all'ordine del giorno e all'ultimo minuto è saltato, secondo i Retroscena, per l'opposizione drastica della Lega di Salvini. Ora Meloni ridimensiona e nega che esista un conflitto su questo, spiega con chiarezza che quel decreto-legge arriverà, c'è tempo fino alla fine dell'anno per approvare e dare dunque sostegno a Zelensky anche per l'anno 21, il 2026. Meloni assume in questo caso una posizione assolutamente corretta e cioè ribadisce che è per la pace l'Italia lavora perché si raggiunga un cessato il fuoco sappiamo bene quanto in questo momento il nostro governo stia supportando ahimè inutilmente il tentativo di trovare un accordo da parte di Trump ma poiché comunque la guerra è in corso e allora noi dobbiamo continuare a garantire supporto all'Ucraina aggredita Bene, perfetto, non fa una piega. Una volta tanto Meloni dice la cosa giusta e la dice anche a proposito delle recenti polemiche innescate dalle improvvide dichiarazioni dell'ammiraglio Cavo Dragone. Sappiamo il presidente del comitato militare dell'Alleanza Atlantica che aveva parlato di possibili azioni preventive da parte della Nato nei confronti della Russia Veloni da un lato dice è una fase in cui bisogna misurare molto bene le parole, anche questa posizione sacrosanta, dall'altro lato aggiunge bisogna evitare di dire qualunque cosa che possa far surriscaldare gli animi. Tuttavia Cavodragone stava parlando solo di cyber sicurezza, dunque un colpo al cerchio e uno alla botte, ma comunque anche qui su una posizione assolutamente sensata, coerente, difendibile. Dunque, questa è la linea di Palazzo Kiji. Secondo la declinazione che ne dà, potremmo definirla così, rievocando ancora una volta l'ultimo segreto di Dan Brown, Sasha. Ma poi, insieme a Sasha, ecco che spunta la seconda personalità all'interno dell'unico corpo, cioè il governo del paese. E quella seconda personalità è Dimitri Russo, cioè Matteo Salvini, che, rispetto alle parole assolutamente condivisibili di Giorgia Meloni, offre un'altra narrazione. Dice cioè il vice premier, il leader del carroccio, spero tra qualche mese, non anni, di poter tornare a volare su Kiev e Mosca da Roma e Milano. Oggi può sembrare un pio desiderio, ma se puoi sognarlo allora puoi anche desiderarlo. E poi aggiunge, io spero al più presto di poter riaprire i commerci e il dialogo con un paese con cui non siamo in guerra. A leggere i giornali c'è chi ha voglia di nuove guerre. Io no, non ho voglia di nuove guerre. L'Italia non ha interesse ad aprire conflitti, ma a riaprire ponti, magari prima di altri. E di farlo proprio con la Russia di Vladimir Putin. E poi, ove ce ne fosse ancora bisogno, aggiunge la sua anche il capogruppo del carroccio al Senato, Massimiliano. A supporto delle parole del Dimitri Russo, la seconda personalità in un unico corpo raccontato da Dan Brown, Massimiliano Romeo dice «Noi sosteniamo le trattative in corso condotte dal Segretario di Stato Marco Rubio, con la delegazione ucraina e poi auspicabilmente con quella russa, ma proprio perché è in corso questo negoziato chiediamo di rinviare e di sospendere l'approvazione del decreto legge con il quale l'Italia rinnova il suo supporto militare a Zelensky. Ecco allora che la contraddizione riviene fuori. e in qualche modo conferma che l'annullamento del Decreto Legge e l'ultimo Consiglio dei Ministri non era frutto, come dice Meloni, della spalmatura sugli altri Consigli dei Ministri che mancano di qui alla fine dell'anno dei vari provvedimenti che il governo ha in canna, ma viceversa nasceva da un conflitto interno alla maggioranza, perché la Lega continua a fare la Lega contro l'opinione e la linea di Fratelli d'Italia, che pur essendo palesemente filotrampiana e dunque più americana che europeista, tuttavia continua a garantire a Zelensky che noi non chiuderemo i rubinetti. E dunque, alla fine, chi ha ragione? Quale delle due personalità all'interno dell'unico corpo, governo italiano, sta dicendo la verità e sta sostenendo di fronte al paese e di fronte agli alleati europei una linea credibile? Questo è il punto chiave della politica estera del nostro paese. Non lo è da oggi, è già da quando Trump ha rivinto per la seconda volta le sue elezioni, che la stessa Giorgia Meloni ha sbandato paurosamente sulla linea rigorosamente filoatlantica che aveva tenuto fino ad allora. E oggi ha maggior ragione, proprio nel momento in cui il negoziato patrocinato dal segretario Mark Rubio naufraga miseramente. Le trattative si interrompono perché, come ha detto lo sceriffo di Washington, la situazione è maledettamente incasinata. E proprio nel momento in cui Zelensky vive la sua ora più buia, tra lo scandalo che travolge il suo governo e le sue truppe in rotta sul fronte del Donbass, ecco, l'Italia ha una linea ambigua. L'Italia anzi ha due linee all'interno di un unico corpo, il governo del paese, per l'appunto. Per la cronaca, nell'ultimo segreto di Dan Brown, Sasha e Dimitri alla fine si riuniscono. Restano sempre in due in un corpo solo, ma alla fine riescono a tenere in piedi una sintesi più o meno virtuosa. In un fantatriller può funzionare, in un governo di una grande democrazia europea molto meno.
Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini.
A
Accendi, spegni. Alza, abbassa. Chiudi tutto, apri tutto. Caldo, freddo. Controlla i consumi. Suoni, ti vedo. Che meraviglia! Sei così pigro. Le luci accese, il riscaldamento al massimo. Ma hai capito che abbiamo una casa smart con Vimar?
B
Casa smart?
A
Con l'app Vimar. Controlli la nostra casa ovunque siamo.
B
Tutto comodamente dal divano e senza rompere i muri. Casa smart di Vimar. Facile, sicura e anche bella. Chiama il tuo elettricista. Vimar. Energia positiva.
Episode: Meloni, Salvini e la guerra: un fanta-thriller alla Dan Brown
Date: December 4, 2025
Host/Commentator: Massimo Giannini
In this episode, Massimo Giannini crafts a sharp, narrative-driven analysis of the Italian government’s conflicting positions on support for Ukraine in the ongoing war, using the metaphor of Dan Brown’s latest thriller, "L’ultimo segreto", to draw parallels between the dual personalities within Italy’s executive: Giorgia Meloni and Matteo Salvini. Giannini unpacks the tensions, statements, and contradictions surrounding the upcoming renewal of military aid to Ukraine, the internal fractures in the ruling coalition, and the implications on Italy’s international credibility.
Giannini plays a clip of Giorgia Meloni, freshly returned from Bahrain, confirming that despite delays, the Italian government will renew aid to Ukraine and support its civilian population—especially through providing generators as winter approaches.
On handling recent NATO tensions (following Admiral Cavo Dragone’s comments about possible preemptive actions against Russia), Meloni advocates for careful communication while clarifying that Cavo Dragone was actually talking about cyber security.
Giannini introduces Salvini as the “Dimitri Russo” of the coalition—voicing a stance that contrasts with Meloni’s. Salvini expresses hope to soon reestablish flights and dialogue between Italy, Kiev, and Moscow, and calls for reopening commerce with Russia.
Massimiliano Romeo, Lega’s leader in the Senate, doubles down by calling for a suspension of the aid decree during ongoing negotiations, referencing US Secretary of State Marco Rubio’s attempts at negotiations.
[01:03]
“Pensando a quello che sta succedendo al governo italiano... oggi abbiamo in uno stesso corpo, il governo del Paese, due personalità diverse. Una è una donna e si chiama Giorgia Meloni, l’altra è un uomo e si chiama Matteo Salvini.”
—Massimo Giannini
[02:16]
“Finché ci sarà una guerra faremo quello che possiamo fare come abbiamo sempre fatto per aiutare l'Ucraina a difendersi... ci stiamo dedicando per esempio anche a questo elemento per aiutare la popolazione civile.”
—Giorgia Meloni
[05:44]
“Io spero al più presto di poter riaprire i commerci e il dialogo con un paese con cui non siamo in guerra... l’Italia non ha interesse ad aprire conflitti, ma a riaprire ponti, magari prima di altri.”
—Matteo Salvini
[08:08]
“L’Italia ha una linea ambigua. L’Italia anzi ha due linee all’interno di un unico corpo, il governo del paese, per l’appunto.”
—Massimo Giannini
[09:38]
“In un fantatriller può funzionare, in un governo di una grande democrazia europea molto meno.”
—Massimo Giannini
Giannini delivers a vivid, accessible exploration of the Italian government’s split personality on international policy, merging fiction and political reality. The episode leaves listeners questioning whether such “synthesis” can survive the real pressures of European governance—and what cost Italy might pay for its ambiguity on the world stage.