
Loading summary
A
In vacanza porto tutto o solo lo stretto necessario, eh. Viaggio con la famiglia o con gli amici e nessuno resta a casa, nemmeno cani e gatti. Con Grimaldi Lines scelgo se rilassarmi o divertermi come voglio, sempre risparmiando. Posso partire per Sardegna, Sicilia, Tunisia, Spagna e Grecia, come e quando voglio. Vai su grimaldilines.com, scopri il Grimaldi Club e approfitta di sconti e vantaggi esclusivi. Grimaldi Lines. Viaggia tranquillo.
B
E lo sappiamo, lo abbiamo detto e constatato tante e tante volte. Come la letteratura, anche la satira spesso arriva a intuire la realtà dei fatti e magari anche a prevederli prima che i fatti stessi avvengano. E allora c'è una fulminante vignetta di Stefano Disegni, uscita un paio di mesi fa, che riassume al meglio i turbamenti di Giorgia Meloni. di fronte allo strappo con l'America di Donald Trump. La Presidente del Consiglio, agitata e stralunata, in questa vignetta dice «Au, nun me potete chiede de rinnega Trump, devo ancora fini de rinnega Mussolini». Al di là del sorriso e del romanesco, del resto l'underdog viene dalla garbatella e quindi il gergo della capitale ci sta, Beh, questa vignetta testimonia delle difficoltà della nostra Premier a liberarsi da certi abbracci mortali. Ma i fatti delle ultime settimane, che vanno dalla commemorazione di Giorgio Almirante alla polemica sulla manifestazione Più Libri Più Liberi e al cosiddetto patentino di antifascismo, ma poi soprattutto al vertice dei Sette Grandi a Evian, dove la sorella d'Italia ha reincontrato finalmente lo sceriffo di Washington, dimostrano che forse Stefan Ghisigni aveva visto giusto. La sciamana non rinnega né Mussolini né Trump. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
A
Stiamo amici di nuovo, siamo amici di nuovo.
B
We've always been friends. Ecco, se c'è un'immagine che resterà nella storia, se vogliamo, di questo vertice dei sette grandi riuniti a Evian, che Emmanuel Macron verrebbe da dire, ospite d'onore il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è proprio il siparietto che va in onda all'inizio dei lavori nella ridente località francese tra Donald Trump stesso e Giorgia Meloni. Siete di nuovo amici? Siamo sempre stati amici. Si sente poco da questa registrazione audio che vi ho appena fatto ascoltare, ma questo è stato lo scambio di battute tra la nostra Premier, il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e poi Donald Trump. Erano seduti o stavano per sedersi intorno al tavolo ovale che avrebbe sancito l'avvio del vertice del G7 e i tre hanno fatto questo piccolo scenario di ricomposizione delle fratture. Si è avvicinato a un certo punto a Giorgia Meloni e a Donald Trump il cancelliere tedesco Friedrich Merz e poi insieme a loro è arrivato Costa. E il presidente del Consiglio europeo ha scherzato a questo punto sulla ritrovata amicizia tra la leader italiana e il Taekwoon. «Your friends again», ha detto ridendo. E Meloni, a sua volta, con un sorriso a 50 denti, ove mai ne avesse, ha risposto appunto «Noi siamo sempre stati amici». Trump ha boffonchiato dicendo in realtà mi avete lasciato solo, ma insomma sono stati solo sorrisi a quel punto. Dunque, è tutto finito? Il divorzio si è concluso e la coppia è tornata di nuovo finalmente insieme, felice come prima e più di prima? Beh, è presto per dirlo. Ma certo che dal punto di vista di Giorgia Meloni, che era stata oggettivamente turbata dallo strappo con Donald Trump dopo gli attacchi devastanti che il tycoon aveva rivolto nei confronti di Papa Leone XIV, e poi le relative contro repliche della stessa Meloni che aveva definito inaccettabili quegli attacchi, beh, ecco, questo turbamento sfuma un po'. È vero, dal punto di vista diplomatico, se ragioniamo nei termini dei rapporti tra Stati, quel bilaterale dedicato tra Stati Uniti e Italia non c'è stato. C'è stato, tuttavia, nel corso dei lavori del G7 a Evian, e le immagini lo testimoniano, più di un momento nel quale Meloni, al di là di quello che vi ho appena descritto, ha potuto incrociare o fare due passi al fianco dello sceriffo di Washington, chiacchierandosi pure con poche parole e poche battute, non sappiamo quale ne sia stato il contenuto, ma insomma la sensazione è che il disgelo sia in atto, sicuramente da parte di Trump, ma in buona misura, anzi direi soprattutto, da parte di Giorgia Meloni. La rottura le era costata, parliamoci chiaro. La sciamana, così l'avevo ribattezzata, anche nel mio libro appena uscito, naturalmente aveva fatto tutta la sua intera scommessa politica, da quando Trump aveva rivinto le presidenziali, sul rapporto preferenziale con gli Stati Uniti. L'idea del ponte, ve la ricordate, che ha tenuto banco per mesi e mesi. l'Italia come una volta gettata lungo l'Oceano Atlantico per tenere assieme nelle relazioni transatlantiche gli Stati Uniti trampiani e l'Europa divisa. Il ponte è crollato, lo sappiamo, anzi il ponte non c'è mai stato, per la banale ragione che Trump concepisce i rapporti con l'Europa soltanto in termini di nemici oppure serdi. Noi non siamo stati mai nemici, siamo stati a lungo serdi, ma nel momento in cui si è prodotta la lecerazione intorno alle battute su Leone XIV e poi anche e soprattutto intorno alla guerra folle dichiarata da Trump e da Netanyahu contro l'Iran, ecco, abbiamo cessato di apparire Serbi agli Stati Uniti e Trump ci ha ripagato con l'unica moneta che conosce, cioè gli insulti. definendo appunto l'Italia una sorta di stato canaglia di quelli che si sono sempre approfittati dello zio Sam senza dare nulla in cambio e questo è balso a Meloni l'appellativo di ingrata per questo Meloni ha sofferto in questi mesi questo allontanamento dal suo statista preferito e per questo adesso sembra sollevata da questa ripresa di contatti. Cosa significherà in concreto è ancora tutto da capire perché banalmente è tutto da capire se la pace o il cessato del fuoco con l'Iran avranno gambe per camminare, allo stato attuale sembra assai poche, visto che tutto rimandato a una trattativa che deve riempire questi 60 giorni, all'interno dei quali dovrà scattare anche la fase 2, la definizione di ciò che andrà fatto dello stretto di Hormuz, se sarà sovrintendente al passaggio proprio l'Iran degli Ayatollah, se sarà necessario dal punto di vista iraniano poter esigere persino un pedaggio e poi cosa fare col nucleare di Teheran, tutte cose che saranno rimandate ad una fase successiva. Però intanto quello che conta è che l'Europa sembra volere o poter giocare una qualche funzione in questa logica, magari prestando quelle navi necessarie a disboscare il canale di Hormuz dalle mine con le quali è stato infestato dagli iraniani in questi mesi di guerra. Vedremo appunto quale sarà il contributo italiano, vedremo se ci sarà una missione europea da questo punto di vista e vedremo soprattutto se in che misura l'Europa riuscirà anche attraverso il contributo di Giorgia Meloni a tenere salda la barba del timone sugli aiuti a Kiev, perché questo è l'altro grande dossier aperto durante il vertice di Evian. Trump su questo è stato di nuovo possibilista. Sappiamo bene come ha trattato da Paria il presidente ucraino nei mesi scorsi. Sappiamo bene come gli ha chiuso i rubinetti degli aiuti finanziari e soprattutto di quelli militari, costringendo Zelensky a implorare agli Stati Uniti la possibilità che gli vengano riconcessi quei Patriot senza i quali la difesa di Kiev appare sempre più complicata. Ma insomma, stavolta il Presidente americano ha detto addirittura che gli Stati Uniti sono pronti a ripristinare le sanzioni al petrolio russo e ha fatto anche qualche apertura di credito sulla possibilità di tornare a fornire armi a Kiev. In questo senso anche il ruolo degli europei probabilmente è importante e vedremo se ci sarà una tenuta da questo punto di vista. Certo è che la centralità di Emmanuel Macron al vertice di Evian, giocava peraltro in casa, è riconfermata e con questa chiave anche qui immagini che resteranno di questo G7. Oltre al siparietto Meloni-Trump c'è quello Macron-Meloni. Infatti il presidente francese ha postato l'immagine del Bacio con Giorgia Meloni e ha messo in sottofondo una colonna sonora assai eloquente, e cioè la canzoncina Felicità di Albano e Romina Power. Si ragiona per simboli in questa Europa disorientata e divisa, ma se i simboli qualcosa valgono, beh, felicità qualcosa forse vuol dire, persino coi francesi un margine di ricuscitura l'abbiamo avuto e sappiamo bene che con la Francia avremo presto un bilaterale molto importante, in quel caso sì, per capire se e in che misura sarà possibile ripristinare rapporti virtuosi tra Roma e Parigi. Ma quel che conta è Roma e Washington e su questo ancora è tutto da verificare. La possibilità che con Meloni ci sia di nuovo una relazione feconda tra gli Stati Uniti di Trump e la capitale d'Italia. Ma insomma, intanto, accontentiamoci di queste immagini, accontentiamoci della narrazione, dello storytelling, che ormai anche in politica estera qualcosa può significare. al punto tale che, ovemai Meloni riuscisse a mantenere saldo ancora una volta il rapporto interrotto con Trump, dovrà in ogni caso stare attenta a non perdersi quello con l'Europa ancora una volta, che senza Europa l'Italia non è niente e deve stare ancora una volta molto in campana la Presidente del Consiglio a non incappare in quella che potremmo definire una profezia degli ex-democristiani di più lungo corso, che da giorni si ripetono, tra una teoria affascinante, che come la DC non morì sotto i colpi di mani pulite, ma per il crollo del muro di Berlino, così Giorgia Meloni deve stare attenta a non farsi travolgere non tanto e non solo dal malgoverno di questi quattro anni, ma dà la possibilità di andare a finire sotto le macerie di Trump, sconfitto al midterm di novembre.
Host: Massimo Giannini
Date: June 17, 2026
In questa puntata, Massimo Giannini analizza i nuovi equilibri tra Giorgia Meloni e Donald Trump durante il G7 di Evian, riflettendo sulle recenti tensioni diplomatiche, i rapporti tra Italia, USA ed Europa, e il ruolo della presidente del Consiglio nei giochi di potere globali. Al centro della discussione: “la ritrovata amicizia” tra Meloni e Trump dopo mesi di gelo politico e diplomatico.
“Au, nun me potete chiede de rinnega Trump, devo ancora fini de rinnega Mussolini.” (Parafrasi dalla vignetta)
“Il ponte è crollato, lo sappiamo, anzi il ponte non c’è mai stato…” (06:10)
“Ha chiuso i rubinetti degli aiuti, costringendo Zelensky a implorare…” (12:30)
“Senza Europa, l’Italia non è niente…” (15:20)
“Au, nun me potete chiede de rinnega Trump, devo ancora fini de rinnega Mussolini.”
“La sciamana non rinnega né Mussolini né Trump.”
“Your friends again?” Meloni: “Noi siamo sempre stati amici.” Trump: “Mi avete lasciato solo.”
“Noi non siamo stati mai nemici, siamo stati a lungo servi…”
“Senza Europa, l’Italia non è niente e deve stare ancora una volta molto in campana la Presidente del Consiglio…”
Il tono di Giannini è ironico ma documentato, a tratti caustico nei confronti dei protagonisti politici e attento a svelare i retroscena della diplomazia internazionale. L’umorismo, la satira e il ricorso alle immagini pop (come la canzone “Felicità”) rendono l’episodio scorrevole e accessibile ma anche denso di avvertimenti per la leadership italiana.
In sintesi:
L’episodio mette in luce come la politica estera sia fatta tanto di rapporti personali e simboli quanto di reali dossier, e avverte Meloni (e gli ascoltatori) che tra sogni atlantici e necessità europee, l’arte di sopravvivere nel “circo massimo” della politica è tutt’altro che semplice.