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C'era una volta un patrimonio straordinario, fatto di luoghi speciali e storie uniche. Al FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano, ce ne prendiamo cura ogni giorno da 50 anni. Proteggiamolo insieme, facciamo che ci sia per sempre. Regala la tessera FAI.
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Amore, porto giù il sacchetto dell'umido.
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Ma... ce l'ha il Biorepak?
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Ce l'ha il Biorepak? Ce l'ha il Biorepak?
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Ce l'ha il Biorepak?
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Ce l'ha, ce l'ha. È arrivato il nuovo marchio organico Biorepak. Cercalo sugli imballaggi. Se lo vedi, vuol dire che possono andare direttamente nell'umido, perché sono in bioplastica compostabile. Altrimenti, fermati e verifica meglio. Ora è più semplice, no? Scopri com'è fatto il marchio su biorepak.org.
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È una frase che forse tutti conosciamo, l'abbiamo studiata a scuola, è scritta nelle storie di Tacito, uno dei più importanti storiografi della civiltà romana e latina. Questa frase è stata usata più volte, ce lo ricordiamo tutti, nella cattedrale di Palermo all'indomani dell'assassinio da parte della mafia del generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Questa frase risuonò chiara e forte lì dentro, sul Sagrato, pronunciata dal Cardinale Pappalardo, che puntava il dito contro Roma, che mentre Cosa Nostra faceva strage, pensava ad altro. Oggi, su un piano diverso, si potrebbe usare questa stessa metafora, pensando a quello che sta succedendo nella Capitale, in Parlamento. dove governo e maggioranza sono impegnati a discutere e a litigare sulla manovra economica, mentre nel frattempo la cittadella della sanità pubblica viene espugnata, senza più possibilità di essere mai ricostruita.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica, di Massimo Giannini.
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Dum Rome Consulitur, dunque, mentre a Roma si discute. Camera e Senato sono impegnate nella sessione di bilancio intorno ad una legge di stabilità che è la peggiore degli ultimi anni, l'abbiamo detto più volte, più modesta e mediocre, mai così insufficiente, neanche 19 miliardi, un livello così basso non si vedeva dal 2014. 11 anni dopo, il governo di Giorgia Meloni presenta un pannicello caldo a un paese che arranca e vive una delle sue stagioni più delicate, tra stagnazione e ripresa dell'inflazione. Ma succede adesso che, dopo un mese dalla presentazione della prima stesura di quella legge di stabilità, Palazzo Chigi e il Ministero dell'Economia riscrivono integralmente il testo della manovra. Con un maxiemendamento di 30 pagine viene buttato quasi giù tutto di quel che c'era e viene riscritta integralmente. Le misure sono piuttosto pesanti, vanno dal silenzio assenso per i neoassunti a proposito del trasferimento automatico del trattamento di fine rapporto alla previdenza complementare a due misure molto sanguinose sul fronte delle pensioni. La finestra mobile di tre mesi per l'uscita anticipata si allungherà a quattro mesi per chi matura i requisiti nel 2032-2033, di cinque mesi nel 2034 e di sei mesi dal 2035. La stretta riguarderà anche chi vuole riscattare la laurea breve per la pensione anticipata ed entrerà in vigore nel 2031. È così una manovra che si riprometteva di aiutare il ceto medio e di sostenere i più deboli. Invece assume una caratteristica ancora più spietata nei confronti delle categorie svantaggiate, il tutto all'insegna di una osterità della quale Meloni era stata la principale nemica ai tempi dei governi tecnici. Ora, dunque, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia stanno discutendo di questi temi. E nei prossimi giorni andrà avanti, fino alla fine dell'anno, questa defatigante discussione che inizierà la mattina e finirà a notte fonda. Un film già visto ai tempi dei governi della prima repubblica, Andreotti-Docet. Mai ci saremmo aspettati che prassi così deprecabili sarebbero state fatte proprie. da partiti che avevano promesso agli italiani di rivoltare il paese come un calzino non l'hanno fatto, anzi replicano il già visto su un filone e con un copione che ha dei peggiori Saguntum expugnatum expugnatur perché mentre Roma discute quella che sta diciamo subendo una vera e propria distruzione progressiva è la sanità pubblica Succede infatti che durante, proprio durante la discussione intorno alla manovra economica, Cittadinanza Attiva pubblica il suo rapporto annuale che riguarda, come sappiamo, proprio la sanità. E il quadro è sconfortante da tutti i punti di vista. Quasi la metà dei cittadini, il 47,8%, segnala una difficoltà crescente nell'ottenere prestazioni sanitarie. E questo nonostante l'entrata in vigore del decreto legge sulle liste d'attesa. Ve lo ricordate? Meloni lo presentò e lo fece approvare dal Consiglio dei Ministri nel giugno del 2024 con un gran tripudio di tromboni, in pompa magna, presentando quel provvedimento come se fosse la soluzione di tutti i problemi. In realtà, a distanza di più di un anno, l'impatto percepito dai cittadini su quel decreto è del tutto marginale. Le difficoltà di accesso alle cure hanno generato un incremento incredibile delle rinunce, tant'è vero che oggi quasi 6 milioni di italiani non si curano più perché non ottengono le visite nei tempi compatibili con i loro bisogni sanitari e non hanno soldi per pagarsi la sanità privata. Il tema delle liste d'attesa è il più spinoso, il più drammatico. i tempi medi sono devastanti per un attack al torace servono fino a 360 giorni per una risonanza magnetica al cervello 540 giorni per una colonoscopia 720 giorni e per le prime visite specialistiche le cose non vanno affatto meglio una visita dall'endocrinologo richiede tempi che oscillano tra i 365 e i 442 giorni. Una visita oculistica la puoi ottenere anche dopo 540 giorni. Ora la domanda è, appunto, ai ministri, ai parlamentari, che tra Camera e Senato, tra Palazzo Chigi e Montecitorio si accapigliano intorno a una riscrittura di una manovra del tutto inutile e irrilevante rispetto ai problemi degli italiani, qual è la risposta che arriva a chi ha bisogno di cure? Questa legge di stabilità è vero aumentato di quasi 3 miliardi il Fondo Sanitario Nazionale. e di questo la Sorella d'Italia si fa gran vanto ma come sappiamo quello che conta non è il valore in sé in assoluto delle cifre che riguardano la sanità pubblica ma è l'investimento fatto in rapporto all'aumento del prodotto interno lordo e da questo punto di vista nonostante questi 3 miliardi in più non ci siamo ancora Con questo aumento della spesa siamo solo tornati ai livelli pre-Covid, che erano i più bassi d'Europa in ogni caso, 6,4% in rapporto al PIL. Non si può andare avanti così. Non si può continuare a voltare le spalle a chi ha bisogno. Non si può continuare a devastare così la più grande conquista del novecento europeo, lo Stato sociale, il patto tra capitale e lavoro in nome della democrazia e della tutela dei più deboli. A meno che non ci sia dietro un disegno. e cioè smontare pezzo per pezzo il welfare e cioè le prestazioni universalistiche sul fronte della Sanità, della Scuola, della Previdenza per lasciare spazio ai poteri privati. E questo davvero sembra essere l'unico disegno visibile delle destre al comando. E per la cronaca, anzi, per la storia, in quel lontano 219 a.C., Roma, indaffarata nei suoi affari, non rispose nulla ai cittadini di Sagunto che chiedevano aiuto. E quella città fu realmente rasa al suolo.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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C'era una volta un patrimonio straordinario, fatto di luoghi speciali e storie uniche. Al FAI Fondo per l'Ambiente Italiano ce ne prendiamo cura ogni giorno da 50 anni. Proteggiamolo insieme. Facciamo che ci sia per sempre. Regala la tessera FAI.
Podcast Host: Massimo Giannini (OnePodcast)
Episode Title: Mentre Roma litiga sulla manovra, la sanità pubblica è distrutta
Date: December 17, 2025
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sull’attuale scenario politico italiano, concentrandosi sulle tensioni parlamentari intorno alla discussione della legge di bilancio ("manovra") e sulla crisi profonda del sistema sanitario pubblico. Utilizzando la celebre metafora latina “Dum Roma consulitur, Saguntum expugnatur” (“Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”), Giannini denuncia la cecità e l'inefficienza della politica italiana, che continua a logorarsi in sterili discussioni, mentre il diritto alla salute dei cittadini viene progressivamente demolito.
Massimo Giannini mantiene un tono critico, appassionato e polemico nei confronti della politica italiana, con forti richiami storici e dati concreti per argomentare la sua denuncia. Usa spesso la metafora e il confronto con momenti storici cruciali per accentuare la gravità della situazione attuale.
L’episodio offre una panoramica impietosa e documentata della distanza tra i riti e le dispute parlamentari e i problemi reali del paese, con particolare attenzione allo stato disastroso della sanità pubblica. Giannini invita ad aprire gli occhi sulla gravità della crisi e a difendere la sanità come grande conquista sociale, prima che sia troppo tardi—proprio come Sagunto.