Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode Title: Mondo in fiamme, Ue in panne: le prediche inutili di Draghi
Date: 17 settembre 2025
Host: Massimo Giannini (Repubblica)
Platform: OnePodcast
Episodio in breve
In questa puntata, Massimo Giannini riflette sullo stato dell'Unione Europea e sulla sua crescente irrilevanza a fronte delle crisi internazionali, prendendo spunto dall'ultimo discorso di Mario Draghi alle istituzioni europee. Attraverso il filo conduttore delle “prediche inutili” di Luigi Einaudi, Giannini esplora i limiti strutturali dell’Europa, l’inazione delle sue leadership, e la difficoltà di passare dalle parole ai fatti, soprattutto in materia di politica industriale, tecnologia e difesa dei valori democratici.
Principali punti trattati e analisi
1. Il parallelo tra Draghi ed Einaudi: “Prediche inutili”
- L’episodio si apre (00:06) con una lettura di un passo di Luigi Einaudi, tratto da “Prediche inutili” (1955), per evidenziare come certi ammonimenti restino tuttora inascoltati.
- Giannini collega Einaudi all’attualità europea, alla luce delle parole di Draghi:
“Non so perché, ma in queste ore, ascoltando il discorso che Mario Draghi ha fatto alle alte cariche comunitarie parlando dei problemi dell'Europa, mi è venuto in mente, ancora una volta, Einaudi e le sue prediche inutili.” (00:44)
2. Il richiamo di Mario Draghi all’azione
- Draghi denuncia l’immobilismo dell’UE, la mancanza di coraggio e chiarezza nell’affrontare le grandi sfide e nel finanziare investimenti cruciali:
“Il nostro modello di crescita è sbagliato, le vulnerabilità sono in crescita, e non c'è un coraggio chiaro per finanziare gli investimenti che abbiamo bisogno. E siamo stati ricordati, dolorosamente, che l'inazione affronta non solo i nostri competitivi, ma anche la nostra sovranità.” (Massimo Giannini cita Draghi, 01:32)
- Il piano Draghi (2024) per la competitività richiedeva inizialmente 800 miliardi euro, ora lievitati a 1.200 miliardi, senza che si trovi chi sia disposto a metterli (04:00).
- Draghi accusa l’UE di nascondersi dietro scuse e ritardi: l’esempio chiave è il fallimento nell’infrastrutturazione per la transizione elettrica delle auto (05:20).
3. Crisi internazionali e irrilevanza europea
- Giannini elenca le crisi che bruciano il mondo – Gaza, Ucraina, Stati Uniti (funerali di Charles Kirk e derive autoritarie) – di fronte alle quali “l’Europa osserva, tace o balbetta.” (02:19)
- Richiama la necessità di "una svolta": un’azione collettiva degli Stati membri, pena la disgregazione del sistema europeo.
“O l’Europa ce la fa tutt'assieme, [...] o si mobilitano tutti gli stati membri [...], oppure quello che diventa irrinunciabile e improcrastinabile è un’Europa a due velocità e cosiddette cooperazioni rafforzate.” (circa 07:40)
4. La proposta di un’Europa dei “volenterosi”
- Giannini suggerisce, rifacendosi anche a Draghi, che l’unica via d’uscita possibile sia la formazione di “coalizioni dei volenterosi” lungo linee d’interesse comune, visto che la riforma dei trattati appare impossibile (08:30).
- Notazione storica: paragone con la coalizione ad hoc dei primi anni 2000 (Iraq), ma declinata oggi sulla resistenza ucraina sostenuta da leader come Starmer, Macron e Merz.
5. Il grande ritardo su tecnologia e AI
- L’Europa è largamente indietro sugli investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale:
“I grandi conglomerati di intelligenza artificiale sono più di 40 negli Stati Uniti, più di 30 in Cina, mentre nel vecchio continente in questi tre anni e in quest'ultimo anno in particolare ne sono stati costituiti solo tre, tanto per dare la misura del nostro ritardo.” (10:45)
- Serve un “debito comune europeo” per finanziare progetti a scala continentale – difesa, energia, AI, ricerca – poiché la spesa nazionale frammentata non basta più.
6. Il fallimento dell’attuazione: le “idee senza gambe”
- Un report dell’European Policy Innovation Council segnala che a un anno dal piano Draghi solo l’11% degli obiettivi è stato raggiunto (13:55).
- “Nonostante i complimenti […] abbiamo visto che quel cuore non pulsa, quelle idee non camminano, perché gli stati membri semplicemente non lo vogliono fare.”
- Notevole il parallelismo con i precedenti leader italiani in Europa (Prodi, Monti):
“Tutto quello che diciamo è giusto, ma stiamo attenti. Non possiamo parlare come se fossimo dei passanti, perché noi siamo stati classe dirigente europea. Quindi, se le cose non sono andate e non vanno come devono, anche noi dobbiamo assumerci una responsabilità.” (citazione attribuita a Mario Monti, 15:25)
7. Chiusura: Il rischio della “polvere al vento”
- Giannini ritorna su Einaudi:
“Forse che non furono essi predicati al deserto? Forse che delle regole di condotta evi esposte rimase qualche minimo ricordo? Polvere che il vento disperse. Ecco, non vorrei che anche oggi quei bei discorsi sull'Europa fossero solo polvere al vento.” (17:10)
- Invito implicito a non rassegnarsi al ciclo sterile delle “prediche inutili”.
Momenti e citazioni chiave
- [01:32] “Il nostro modello di crescita è sbagliato, le vulnerabilità sono in crescita...” – (Draghi, citato da Giannini)
- [02:19] “L’Europa osserva, tace o balbetta.” – (Giannini)
- [05:20] “Si trovano scuse per la nostra lentezza...” – (Draghi, secondo Giannini)
- [10:45] “I grandi conglomerati di intelligenza artificiale sono più di 40 negli Stati Uniti, più di 30 in Cina, mentre nel vecchio continente [...] solo tre.”
- [13:55] “…rispetto a quel programma, a quella piattaforma, solo l’11% degli obiettivi è stato centrato.” – (Giannini su report European Policy Innovation Council)
- [15:25] “Noi siamo stati classe dirigente europea. Quindi se le cose non sono andate […] dobbiamo assumerci una responsabilità.” – (cit. Mario Monti, riportata da Giannini)
- [17:10] “Polvere che il vento disperse. Ecco, non vorrei che anche oggi quei bei discorsi sull'Europa fossero solo polvere al vento.” – (Giannini/Einaudi)
Timestamps Segmentati
- 00:00-01:30 Apertura, Einaudi e l’idea di “Prediche inutili”
- 01:32-02:20 Draghi: crisi Ue, modello di crescita e sovranità
- 02:20-05:00 L’Europa di fronte alle crisi mondiali, il piano Draghi
- 05:00-08:30 Ritardi, scuse, e crescita del conto per la transizione
- 08:30-11:00 L’Europa a due velocità e la “coalizione dei volenterosi”
- 11:00-13:55 Ritardo su AI, energia, debito comune europeo
- 13:55-15:25 Bilancio: solo l’11% degli obiettivi del piano Draghi raggiunti
- 15:25-17:20 Assunzione di responsabilità, rischio “prediche al deserto”
Tono e stile
Il commento di Giannini è riflessivo, amaro, severo ma costruttivo, intrecciando storia e attualità, senza rinunciare all’analisi critica verso la “classe dirigente europea” di cui anche l’Italia ha fatto parte.
Sintesi finale
La mancata capacità d’azione dell’Europa, oggi e ieri, rischia di far sì che anche le migliori idee e progetti (“le prediche”) restino parole al vento se non seguite da scelte coraggiose e concrete, soprattutto nei campi dell’innovazione, della difesa e nella tenuta dei valori democratici. Giannini, sulle orme di Draghi e degli statisti italiani, invita a non arrendersi alla retorica sterile delle occasioni perse.
