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Questa Repubblica si può salvare, ma per questo deve diventare la Repubblica della Costituzione. Queste parole bellissime le pronuncia una grande donna italiana, Nilde Iotti, nel momento in cui fu eletta prima donna nella storia del nostro Paese Presidente della Camera dei Deputati. era il 20 giugno 1979 e la IOTI coronava così il sogno suo ma anche quello di tante tante donne che hanno contribuito a fare grande il nostro paese. La IOTI è stata madre costituente insieme ad altre quattro donne che insieme a lei parteciparono alla commissione dei 75 che nel 1946 attraverso l'assemblea costituente scrissero la nostra costituzione Insieme a Piero Calamandrei, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Umberto Terracini, Palmiro Togliatti, Meuccio Ruini, Benedetto Croce, Tina Anselmi, Angelina Merlin, c'erano tutti i più grandi che hanno fatto del nostro paese la repubblica che siamo. E di quanto sia importante questa repubblica, si è reso conto anche Sanremo. Persino il festival della canzonetta, che è anche autobiografia della nostra nazione. Ma l'ha fatto a modo suo, svilendola un po' questa repubblica. E sarà un caso, ma questo succede nel tempo delle destre al comando. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. Di Massimo Giannini. Le posso chiedere per chi ha votato tra Morarchia e Repubblica? Lì eravamo sicuri noi in casa mia, tutti di sinistra. E quindi ha votato? Io penso senza allenamento. Non mi vuol dire che ha votato Repubblica o Monarchia? No, no, Repubblica! sono uno dei pochi italiani forse ma non ho visto questa scena meravigliosa che avete appena ascoltato queste parole stupende che avete appena sentito si è verificato tutto alla prima serata del Festival di Sanremo e la signora che avete sentito parlare è ormai famosa in tutto il paese si chiama Gianna Pratesi a 105 anni Carlo Conti il matador del Festival di Sanremo l'ha chiamata e ha fatto una cosa importante per la serata inaugurale del Festival Canolo e la chiamata per festeggiare gli 80 anni della nostra Repubblica. Insieme all'anniversario di Sanremo che di anni ne ha 76 e Gianna, questa meravigliosa nonnina italiana, ha detto delle cose che forse hanno anche un po' fatto saltare il presepe contiano che in tempi di occupazione militarizzazione del servizio pubblico radio televisivo si vorrebbe equanime si vorrebbe del tutto asettico e invece come avete sentito Gianna Pratesi ha detto con tutta la franchezza di cui sono capaci i vecchi meravigliosi che non hanno nulla da perdere tutta la verità la sua verità Noi siamo una famiglia di finistra e tutti insieme abbiamo votato per la Repubblica. In quel 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero che tipo di governo avrebbero voluto per la loro nazione rinata, risorta, dalle macerie del fascismo. Ho fatto bene Carlo Conti a spiegare appunto quanto sia importante la Repubblica e a dire, introducendo le parole di Gianna Pratesi, gli italiani votarono e gli uomini e le donne che hanno perso la vita per noi, per la nostra Repubblica, che ci permette di essere liberi. Quel 2 giugno andarono a votare per la prima volta anche le donne e tra quelle c'era appunto anche Gianna Pratesi. E lei lo ha detto, eravamo tutti sicuri a casa mia. La Repubblica, la Repubblica, non c'è alcun dubbio, ha concluso il suo commovente intervento con un consiglio, forse anche un appello, ai giovani. Ha detto con tutto il suo candore, non dovrebbero essere severi come gli altri, ma soprattutto ha concluso dicendo bisogna volere e volersi bene. Può sembrare banale questo appello e questo richiamo, può sembrare un consiglio da vecchio focolare italiano, domestico, pronunciato da una nonnina che non è al corrente di tutto quello che le sta succedendo intorno, ma forse è proprio di questa naivete. che avremo bisogno per riconoscerci tra di noi, smettendo di considerarci tutti nemici l'uno con l'altro, le due curve contrapposte. Lo sappiamo che cosa sta succedendo, sappiamo quanto il discorso pubblico e politico sia inquinato da una polarizzazione insopportabile e anche da un vittimismo che caratterizza soprattutto chi oggi governa il Paese. E questo va detto chiaro e tondo. E allora il momento più bello, forse, del Festival di Sanremo, quello che ci ha colpito di più, appunto, questa splendida testimonianza di questa vecchina di 105 anni, sarà il karma. Non credo possa essere un caso. Ma questa bella cerimonia repubblicana è stata macchiata da un episodio che non saprei come definire. Parlo del karma, ma forse è stata solo sciatteria, è stato un po' di lassismo, o forse, chissà, un dispetto fatto da qualcuno che è passato attraverso il mancato controllo di qualcun altro. Ma sta di fatto. che mentre questa splendida signora ancora così cosciente e ancora così presente a se stessa ci dava una lezione di civismo repubblicano dietro di lei sullo sfondo come ormai sanno tutti perché ha prodotto questo episodio una quantità infinita di meme sul web apparsa la scritta che doveva celebrare questa ricorrenza appunto gli 80 anni della repubblica e invece l'ha sporcata perché sul video c'era scritto a caratteri cubitali il 50 per cento alla repubblica con due p invece che con due b il 54 per cento era naturalmente la percentuale di voto con la quale al referendum del 46 la repubblica vinse sulla monarchia ma quella repubblica è rimasta lì. Come il segno tangibile, uno sberleffo, una mancanza di riguardo, non saprei come definirla. Ma mi viene da pensare che certe cose non accadano per caso e ci sia un nesso tra quello che sta succedendo alla politica e alla nostra Costituzione e a quello sberleffo uscito sullo sfondo dello schermo sarremese. E allora voglio tornare a Nilde Jotti, voglio tornare a un'altra grande donna italiana che ha fatto un pezzo di storia patria, come piacerebbe a dire a un'altra donna che ora guida il governo, Giorgia Meloni. Nilde Jotti in una bellissima intervista che rilasciò nel 1995 nel Polesine ad un bravo giornalista, Salvatore Giannella, poi diventato anche scrittore, lasciò una testimonianza tangibile di quello che per lei era stata la Repubblica, per lei come per tanti altri che la Repubblica la fescero nascere, proprio in quella assemblea costituente di cui parlavo in apertura di questa mia riflessione. E allora in quella intervista, parlando proprio dei diversi influssi culturali e politici, che contribuirono a far nascere la nostra carta fondamentale dei diritti, forgiata nel sangue di chi diede la vita combattendo il nazifascismo e consentì a noi oggi di essere un popolo libero, visse testualmente queste parole che mi piace ripetere oggi. Mi sento imbarazzata a parlare dell'anima di sinistra, o marxista, della Costituzione, perché in qualche modo l'anima di sinistra non c'è. come non c'è l'anima cattolica né quella liberale, ma c'è l'incontro nella Costituzione di esperienze, di pensieri, di teorie. Ciò che fa grande la nostra Costituzione è il fatto che gli uomini che sedevano intorno a quel tavolo hanno avuto la capacità e l'intelligenza, non facili a trovarsi, di uscire dal loro campo e di saper trovare i punti comuni in cui ogni italiano poteva ritrovarsi e riconoscersi e quindi avere una carta costituzionale che fosse davvero di tutti gli italiani. Questo fa grande la nostra Costituzione. Proseguiva poi Nilde Jotti dicendo io credo che poche volte sia avvenuto nella storia un fatto di questa natura. Condivido le parole di chi ha sempre sostenuto, parlando di cautela, di stare attenti nel voler cambiare la Costituzione. Certo, si possono vedere i limiti oggi, a 50 anni di distanza dal momento in cui fu proclamata, rispetto alla società, ai costumi e alla mentalità che sono cambiati. È un errore se non volessimo vedere i punti in cui la seconda parte della Costituzione va cambiata. Eppure io dico e questo è l'ultimo appello che ci lasciò a suo tempo Nilde Jotti. Facciamo attenzione perché un documento di questa natura è un punto di arrivo della storia degli italiani ed è stato possibile trovare quell'accordo grazie a un clima di inedita concordia. Ecco mi viene da pensare che queste parole che Laiotti pronunciò nel lontanissimo 1995, 31 anni dopo siano ancora più vere. 31 anni dopo siano ancora più determinanti nel momento in cui si sta mettendo mano a quella Costituzione, cambiandone sette articoli, facendolo a maggioranza e cioè da una parte contro l'altra, senza nessuna concordia, senza nessuna condivisione. E allora, ecco, lo dico ripensando a Nilde Jotti e riascoltando le meravigliose parole che ci ha lasciato a Sanremo Gianna Pratesi. State attenti a mettere mano alla Costituzione, che è la casa di tutti gli italiani e tale deve rimanere. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Podcast: Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Host: Massimo Giannini
Episode: Nonna Gianna, Sanremo e la ’Repupplica’ dei patrioti
Date: February 26, 2026
In this episode, Massimo Giannini reflects on the meaning and current relevance of the Italian Republic and its Constitution, sparked by a viral moment during the Sanremo Festival involving 105-year-old Gianna Pratesi. He explores the symbolism of this scene against the backdrop of contemporary Italian politics, recent attempts to modify the Constitution, and the importance of shared national values amidst growing polarization.
Massimo Giannini uses an engaged, passionate, and somewhat mournful tone, combining respect for history with concern for the present state of politics. The episode is a heartfelt call to remember foundational values and resist division, punctuated by personal stories and strong historical references.
This episode of "Circo Massimo" weaves together history, civic pride, and current anxieties over constitutional reform, using a moving scene from Sanremo and testimonies by two remarkable women—Gianna Pratesi and Nilde Iotti—to remind listeners of the importance of unity, memory, and prudence in public life. The overarching message: the Constitution is the shared home of all Italians, and must be defended as such, especially in times of discord.