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A
Uno sguardo e pensiamo di aver già capito tutto. Ma dietro ogni persona c'è una storia. La Chiesa Valdese sostiene progetti di accoglienza, lavoro e inclusione. Con la tua firma vai oltre i luoghi comuni. 8x1000 alla Chiesa Valdese. L'altro 8x1000.
B
Ora fanno tante partite del cuore, tra giudici e cantanti. In realtà ne dovrebbero fare una tra ministri e mafiosi. Insomma, un'amichevole. Questa battuta, molto dura, molto aspra, ma anche molto divertente, la faceva tanti anni fa Roberto Benigni, in una delle sue più celebri gag. L'ho sempre considerata, per quello che era, una frase esagerata, tipica di una certa satira corrosiva, che comunque rifletteva lo spirito dei tempi. Poi ho ascoltato, in queste ultime ore, il question time del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. che ha parlato di corruzione e di mazzette. E mi sono detto che forse quella vecchia battuta di Benigni è ancora molto, molto attuale.
C
Ancora una volta in premessa vorrei dire che quando si parla e si è parlato di modeste mazzette e ancora una volta si è attribuito a questo Ministro un linguaggio cosiddetto di strada, vorrei ricordare che il concetto di tenuità o di modestia è inserito nel nostro ordinamento giuridico. Si parla di tenuità del fatto addirittura per escludere la punibilità di un reato. Si parla di modestia quantità nella detenzione di sostanze stupefacenti. Nelle circostanze attenuanti vi sono le particolari esigenze di levità, di tenuità del fatto, quindi non è un sacrilegio usare questo oggettivo. Detto ciò, la risposta... Signori, è nel codice penale. Se si parla di tenuità o di modesta quantità, persino della droga, non sarà una bestemmia parlare anche di cosiddette mazzette o del prezium sceleris della corruzione. Detto questo, la risposta sull'introduzione del reato di abuso di ufficio è nettamente negativa. Noi abbiamo dimostrato all'Europa, anche in base alla recente sentenza della Corte Costituzionale, che voi sicuramente conoscete perfettamente, che sta nella discrezionalità degli Stati predisporre tutti i sistemi anticorruzione, che sono quelli che stanno a cuore all'Europa, e in questo l'arsenale repressivo e preventivo dell'Italia è il più ricco di tutti.
B
Come se niente fosse, sono tornati tutti i grandi propagandisti della battaglia referendaria con la quale invitavano gli italiani a votare sì a una sedicente riforma della giustizia che serviva solo a riportare i magistrati sotto il tallone della politica. è finita male per quel referendum e per quella riforma, ma non per chi la proponeva. E dunque eccoli qua, ce li abbiamo tutti presenti sulla scena, Giuseppe Bartolozzi, la capa di gabinetto che fu dimessa da Giorgia Meloni all'indemani del referendum ed è tornata a fare la magistrata, sì proprio lei, quella che aveva detto che bisognava votare sì perché bisognava dare una lezione alla magistratura che era un plotone d'esecuzione. E dunque, ora autorizzata dall'odiato CSM, proprio lei rimbraccia il moschetto e ci torna in mezzo a quel plotone d'esecuzione. Poi c'è lui, Carlo Nordio, il vero responsabile, insieme a Giorgia Meloni, del tracollo referendario, che senza fare un plissé contento che si siano tolti di torno, evidentemente i suoi principali collaboratori, dal sottosegretario del Mastro alla stessa Bartolozzi, se ne sta serenamente al suo posto. e l'altro ieri in un question time alla Camera è tornato a parlare con il candore di sempre. L'avete sentito? Le domande che arrivavano dai parlamentari del Movimento 5 Stelle ruotavano intorno a due temi, appunto la corruzione da un lato, l'allarme che si alza sempre più forte intorno a questo tema dimenticato e poi la decisione dissennata del Governo di abolire il reato di abuso d'ufficio. Bene, Nordio ha risposto come avete appena sentito. Sul primo tema ha ribadito una cosa che aveva già detto, agghiacciando l'opinione pubblica. e cioè che alla fine la modica quantità di tangenti non è poi così esecrabile. Dice che il concetto di tenuità o di modestia è inserito del resto nel nostro ordinamento giuridico. Si parla di tenuità del fatto per escludere la ponibilità di diversi reati, compresi quelli della detenzione e del traffico di stupefacenti. oppure per altre questioni che riguardano la cronaca più spicciola e allora se questo è il principio giuridico perché non applicarlo anche alle mazzette non è una bestemmia non è un sacrilegio poco importa se il messaggio che arriva è quello rubate e arricchitevi Poi c'è l'altro aspetto, quello che riguarda l'abolizione del reato di abuso d'ufficio. Anche questa è una scelta totalmente dissennata, fatta da questo governo più di un anno fa e contestata non già e non soltanto da parlamentari dell'opposizione, come abbiamo sentito nel question time dell'altro ieri, ma anche e soprattutto dall'ultima direttiva europea, approvata a fine marzo dal Parlamento di Strasburgo e poi ratificata con via libera finale anche dal Consiglio dell'Unione europea. e questa direttiva all'articolo 7 impone ai 27 paesi europei di prevedere come reato almeno determinate violazioni gravi della legge derivante dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell'esercizio delle sue funzioni. Ma niente da fare, questo annordio non fa velo e infatti ha ripetuto Davanti ai parlamentari di Montecitorio, basiti per tanta impietà e tanta improntitudine, che il nostro armamentario, il nostro arsenale di norme contro La corruzione è già talmente vasto, e ne abbiamo ben 17 di ipotesi di reato, che di abuso d'ufficio se ne può fare serenamente a meno. Non serve. Abbiamo già del resto nel tempo ridotto la sfera di incissività di quel reato. Tanto valeva abolirlo del tutto. Questo non cambia in alcun modo, secondo il guardasigilli, l'impegno suo e di questo governo contro la corruzione. Dunque avete chiaro il quadro. Da un lato libertà di mazzetta, purché non si esageri, naturalmente. Dall'altro lato tutti i reati dei colletti bianchi possono essere messi sotto silenzio abolendo il relativo reato. Del resto l'abbiamo fatto sia con l'abuso d'ufficio, sia anche con il ridimensionamento del reato di traffico di influenze. Cattivi con i deboli, come si fa con i decreti sicurezza, e invece buoni con i più forti, come si fa abolendo le principali norme che contro il malaffare nella pubblica amministrazione servirebbero da deterrenza. Il bello è che queste parole di Nordio arrivano all'indomani della presentazione del rapporto annuale dell'autorità nazionale anticorruzione. che c'è stato il 20 di aprile, lunedì scorso, alla presenza, sempre alla Camera dei Deputati, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E allora il Presidente di quell'autorità, Giuseppe Musia, ha parlato senza mezzi termini di corruzione come di quella piaga senza patria, un fenomeno che nel tempo si è fatto più insidioso e spuggente per insinuarsi in ogni intersizio della vita pubblica. Avevamo prontamente segnalato i vuoti di tutela che avrebbero lasciato, l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio e il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite, ha spiegato il Presidente Lanak Buzia. Per compensare l'arretramento del diritto penale si sarebbero dovute rafforzare almeno le garanzie amministrative. purtroppo è avvenuto il contrario. Il richiamo non potrebbe essere più chiaro da parte dell'ANAC e va dritta contro la politica e le scelte folli fatte da quest'ultimo governo. E lo stesso richiamo Busia lo fa anche a proposito del fenomeno delle porte girevoli che consente a diverse cariche politiche di passare direttamente negli ingranaggi delle partecipate pubbliche e ai vertici della pubblica amministrazione. Lo stiamo vedendo in queste ultime ore con l'ipotesi che venga promosso alla Presidenza della Consob, cioè la Commissione di Vigilanza sui Mercati e sulla Borsa, l'attuale sottosegretario al Ministero dell'Economia e della Finanza Federico Freni, leghista della Primaora, sostenuto da buona parte del partito di Salvini, avversato solo Icevers da una parte di Forza Italia. Ma questo è il quadro politico e normativo che noi oggi abbiamo di fronte in un paese appunto nel quale La corruzione rimane un gigantesco problema, piaga senza patria, come abbiamo sentito dalle parole dirette di Giuseppe Musia. Il governo si volta dall'altra parte e avanti così, serenamente, verso l'iceberg che ha affondato il Titanic. Noi non ci meritiamo questa classe dirigente, questo è evidente. Pensate cosa avrebbe detto Nordio se avesse vinto il referendum. Altro che partito del cuore tra ministri e mafiosi. Probabilmente gliel'avrebbero data vinta a tavolino, senza neanche giocarla.
C
Circo Massimo, lo spettacolo della politica.
B
È un podcast di Massimo Giannini.
Episode: Nordio, le modiche mazzette e la partita tra ministri e mafiosi
Date: April 24, 2026
Host: Massimo Giannini (OnePodcast)
In this episode, Massimo Giannini tackles the controversial remarks made by Minister of Justice Carlo Nordio on corruption, focusing particularly on his comments regarding "modeste mazzette" (modest bribes) and the government’s abolition of the crime of "abuso d’ufficio" (abuse of office). Giannini analyzes Nordio's arguments, the political maneuvering around these reforms, and the broader context of how Italy is handling issues of corruption, referencing both national and European critiques.
Giannini’s commentary oscillates between biting satire and grave institutional critique, blending irony (via Benigni) with a clear sense of alarm regarding current government choices. He maintains a tone of experienced disillusionment, aiming to alert listeners to the deeper ramifications of these legal and political shifts.
In summary:
This episode delivers a critical, incisive assessment of Italy’s anti-corruption efforts, underscoring the risks of legislative rollback and the persistent threat of corruption. Through sharp analysis and memorable analogies, Giannini warns of the country “sailing serenely towards the iceberg,” while calling for accountability and a higher standard for Italy’s ruling class.