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François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, uno dei padri dell'illuminismo francese, uno dei più famosi filosofi di tutti i tempi, diceva una frase che è rimasta nella storia. Il papa è un idolo a cui si legano le mani e si baciano i piedi. Mi veniva in mente questa antica massima pensando alla visita del segretario di Stato Marco Rubio per conto di Donald Trump presso la città del Vaticano. Da un lato il segretario di Stato Pietro Parolin e dall'altro lato il sommo pontefice, il papa americano Robert Privost. Cosa è venuto a fare? plenipotenziario dello sceriffo di Washington di fronte alla chiesa di Roma e di fronte al vicario di Cristo. È venuto per baciargli i piedi oppure più banalmente per tenerli ancora una volta legate le mani di fronte alle sporche guerre che Trump fa o che non fa finire?
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica di
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Massimo Giannini Dunque è iniziato il grande disgelo? Se la missione del segretario di Stato americano Marco Rubio in Italia presso la Santa Sede era quella di far fare la pace tra lo sceriffo di Washington e il pontefice di Chicago, beh, possiamo dire che forse non è proprio riuscita. Come sappiamo l'incontro è stato preceduto dai violenti attacchi del Commander-in-Chief nei confronti di Leone XIV, e dunque l'attesa era tanta. I comunicati ufficiali, arrivati da entrambe le parti, sembrano, sulla carta, testimoniare della volontà di una ricuscitura. Il comunicato della Santa Sede riferisce dell'incontro parlando di cordiali colloqui che il Segretario di Stato Rubio ha avuto in Vaticano prima con Sua Santità Papa Leone XIV e successivamente col Cardinal Pietro Paroline e Monsignor Paul Gallagher. Nell'ambito di questi incontri è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti. Vi è stato poi uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche. e da difficili situazioni umanitari, nonché conclude con nettezza il testo della Santa Sede sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace. Dello stesso tenore positivo il comunicato che è arrivato dal Dipartimento di Stato americano. L'incontro, si dice in questo testo, ha sottolineato la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana. Tutto bene, quindi, le foto Opportunity l'abbiamo viste, sempre tutte molto positive e rassicuranti. Ma in realtà, se vogliamo, parlando anche per simboli, perché poi i simboli contano anche nella politica internazionale, anche nella diplomazia, beh, la distanza che separa la Casa Bianca dal Vaticano è testimoniata persino dallo scambio di regali tra i due. Rubio ha regalato a Papa Leone XIV un fermacarte in cristallo, a forma di palla da tennis, e lo stesso Segretario di Stato ha spiegato al Pontefice Cosa portare a qualcuno che ha già tutto? Come se fosse un amico di famiglia straricco che non sa più dove mettere i regali che riceve ogni volta. Per contro Leone ha fatto a Rubio un dono di tutt'altra portata, anche valoriale e morale. gli ha regalato cioè una penna di legno d'olivo sottolineando espressamente che l'olivo è una pianta di pace e già questo dice tutto dice la distanza siderale che separa queste due istituzioni e che se vogliamo è testimoniata anche da un altro piccolo dettaglio che può sembrare banale ma che forse non lo è Ritorno alle fonti vaticane che hanno riferito nell'incontro tra Papa Leone e Marco Rubio, un incontro durato 45 minuti in cui le medesime fonti sottolineano che nell'incontro si è parlato dei conflitti in Medio Oriente, in Iran, in Libano ma anche di Africa e inoltre si è affrontata la situazione a Cuba con la necessità di dare un sostegno al popolo cubano in questo momento difficile. Poco dopo finito l'incontro in Vaticano, Rubio ha annunciato nuove sanzioni a Cuba, spiegando che bisogna anche qui, aperte virgolette, tutelare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e precludere al regime comunista e alle forze armate di Cuba l'accesso a beni illeciti. come se Cuba fosse uno stato canaglia e un nemico con la forza persino nucleare che vuole costruirsi l'Iran degli Ayatollah, come se fosse ancora vivo Fidel Castro e come se al suo fianco ci fosse ancora l'Unione Sovietica. Cuba è un paese in ginocchio, certo devastato dal castrismo, da un regime dittatoriale che pensa ad arricchire se stesso e fa morire di fame la sua popolazione. ma appunto durante l'incontro il Papa sottolinea la necessità di dare un sostegno al popolo cubano. Alla fine dell'incontro la Casa Bianca annuncia nuove sanzioni a Cuba. Anche questo testimonia della totale diversità di vedute tra Roma e Washington in questo momento e anche questo conferma una volta di più quello che nei primi mesi di pontificato non sembrava evidente. E cioè il fatto che, sempre di più e con sempre maggiore evidenza, Leone 14 testimonia l'esistenza di un'altra America rispetto a quella che lo stesso Trump pretende di imporre al mondo attraverso le sue politiche imperiali e neocoloniali. Dunque, il disgelo è probabilmente solo apparente. Vedremo altri attacchi, vedremo nuove tensioni e soprattutto vedremo, ormai questo è chiaro, un pontefice sempre più impegnato a sottolineare l'irrinunciabilità della pace contro le guerre dissennate che Trump avvia o che non vuole far finire a dispetto della sua pretesa di vincere il premio Nobel. Oggi Rubio incontrerà Giorgia Neloni e poi il ministro degli esteri italiani e il ministro della difesa Crosetto. Vedremo anche in questo caso se ci sarà qualche spiraglio per la ritessitura delle relazioni transatlantiche, se si potrà sanare la ferita degli attacchi di Trump nei confronti della sorella d'Italia, partiti proprio intorno all'offensiva trampiana contro leone 14 anche qui il disgelo è un'ipotesi anche perché meloni in realtà non ha mai voluto recidere i fili solidi che la legano a trampe al trampismo e tutto sommato ha subito suo malgrado le offensive del tycoon dunque quel che si può dire è è che alla vigilia di questo incontro, questa volta non in Vaticano, ma a Palazzo Chigi, per tornare a Voltaire, sappiamo per certo che Giorgia Meloni dovrà baciare i piedi a Marco Rubio. E Marco Rubio, semmai, potrà legare le mani di Giorgia Meloni.
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Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione. One Podcast.
Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Papa Leone, la missione di Rubio e la regola di Voltaire
Host: Massimo Giannini
Date: May 8, 2026
In questa puntata, Massimo Giannini analizza la recente visita a Roma di Marco Rubio, Segretario di Stato statunitense per conto di Donald Trump, e il suo particolare incontro con Papa Leone XIV (Robert Privost). L’episodio riflette sulle tensioni tra la politica americana "trampiana" e la Santa Sede, richiamando la massima di Voltaire sulla figura del Papa, i simbolismi diplomatici e le divisioni profonde che caratterizzano oggi i rapporti tra USA e Vaticano. Sullo sfondo, la missione diplomatica di Rubio proseguirà con incontri chiave nella politica italiana.
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“Il papa è un idolo a cui si legano le mani e si baciano i piedi.”
[01:39]
“Se la missione del segretario di Stato americano Marco Rubio in Italia presso la Santa Sede era quella di far fare la pace tra lo sceriffo di Washington e il pontefice di Chicago, beh, possiamo dire che forse non è proprio riuscita.”
[02:15]
“La distanza che separa la Casa Bianca dal Vaticano è testimoniata persino dallo scambio di regali tra i due.”
[03:32]
“Cosa portare a qualcuno che ha già tutto?”
(detto come a un “amico di famiglia straricco che non sa più dove mettere i regali”)
“Già questo dice tutto, dice la distanza siderale che separa queste due istituzioni.”
[04:56]
“Rubio annuncia nuove sanzioni a Cuba, spiegando che bisogna... tutelare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e precludere al regime comunista e alle forze armate di Cuba l'accesso a beni illeciti.”
“Cuba è un paese in ginocchio... ma appunto durante l'incontro il Papa sottolinea la necessità di dare un sostegno al popolo cubano. Alla fine dell'incontro la Casa Bianca annuncia nuove sanzioni a Cuba. Anche questo testimonia della totale diversità di vedute tra Roma e Washington in questo momento…”
[06:40]
“Con sempre maggiore evidenza, Leone 14 testimonia l’esistenza di un’altra America rispetto a quella che lo stesso Trump pretende di imporre al mondo...”
[07:12]
“Il disgelo è probabilmente solo apparente. Vedremo altri attacchi, vedremo nuove tensioni e soprattutto vedremo, ormai questo è chiaro, un pontefice sempre più impegnato a sottolineare l’irrinunciabilità della pace contro le guerre dissennate di Trump.”
[08:09]
“Giorgia Meloni dovrà baciare i piedi a Marco Rubio. E Marco Rubio, semmai, potrà legare le mani di Giorgia Meloni.”
L’episodio di oggi di “Circo Massimo” offre uno sguardo pungente e simbolico sulle relazioni tra poteri forti, religiosi e laici. Giannini, usando sia la storia che l’attualità, sottolinea come tra gli Stati Uniti (versione Trump) e la Santa Sede il disgelo sia ancora lontano, e come i gesti, i piccoli dettagli diplomatici e le metafore voltairiane continuino a raccontare la verità profonda delle relazioni internazionali.