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Massimo Giannini
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Co-host/Commentator
Che fitta al dente! Ancora?
Massimo Giannini
Ma quando ti decidi ad andare dal dentista?
Co-host/Commentator
Eh, quando imparo a risparmiare.
Massimo Giannini
Io con un'insalute ho una cura odontoiatrica e cinque accertamenti inclusi.
Co-host/Commentator
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Massimo Giannini
This is the Israeli Navy. You are approaching a blockaded zone. If you wish to deliver aid to Gaza, you may do so through the established channels. Please change your course toward the port of Ashtor, where the aid will undergo a security inspection and then be transferred into the Gaza Strip.
Co-host/Commentator
Eccolo qua, l'annuncio che ha sancito la notte più buia di Israele, quello che ha posto fine alla navigazione della Global Sumud flottiglia dopo quasi 20 giorni di attraversamento del Mar Mediterraneo verso le coste di Gaza per portare 300 tonnellate di farmaci, di alimenti, di pane, di latte, di acqua al popolo stremato della striscia. Qui è la marina israeliana, vi state avvicinando a una zona sottoposta a blocco. Vi preghiamo di cambiare rotta verso il porto di Ashdod, dove gli aiuti saranno sottoposti a un'ispezione di sicurezza e poi trasferiti nella striscia di Gaza. Questo, dice la voce femminile, che per nome e per conto della marina israeliana pone fine alla lunga traversata degli attivisti della flottiglia, accerchiati e poi anche fermati, perquisiti, trasferiti su altre navi militari israeliane e poi portati nel porto di Ashdod. In stato di fermo, forse di arresto, prima o poi rilasciati, visto che si sono presentati non ancora nelle acque territoriali che Israele impropriamente considera sue, perché la striscia di Gaza non appartiene formalmente allo Stato di Israele che la occupa contro le risoluzioni dell'ONU e contro le norme del diritto internazionale e dunque quel braccio di mare lì davanti non è di competenza della marina israeliana. Ciò non di meno la flottia non c'era neanche arrivata ad attraversare quella linea rossa, è stata fermata dagli israeliani ancora in acque internazionali a 65 miglia dalla costa della striscia. Un blocco navale a tutti gli effetti che come vi ho detto poco fa in base al diritto internazionale, è una violazione di tutte le leggi. È un atto di guerra, si potrebbe persino considerare così, perché questo contemplano le regole delle Nazioni Unite. In base infatti all'articolo 3 lettera C della risoluzione dell'Assemblea Generale ONU numero 3314, il blocco dei porti o delle coste di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato è definito come un vero e proprio atto di aggressione in assenza di dichiarazione di guerra. Dunque di questo si è trattato. è finita come si poteva immaginare per fortuna senza morti e senza feriti nessuno si è fatto del male non almeno sotto il profilo dell'incolumità fisica ma quello che è morto questa notte una volta di più è lo stato di diritto le regole che disciplinano attraverso le decisioni degli organismi multinazionali e sovranazionali La convivenza tra i popoli, ma sappiamo tutto questo è finito da un pezzo. Israele, ormai da quasi 800 giorni, stermina un popolo inerme. Donne, uomini e bambini nella striscia di Gaza trasformata in un mattatoio. Secondo le Nazioni Unite è già genocidio. Ma a prescindere da questa formula, la Global Sumud flottiglia era partita da diversi porti europei, attraverso ben 45 delegazioni di altrettanti nazioni europee e non, per portare aiuti umanitari al popolo di Gaza e poi sì, certamente, anche per lanciare un segnale al mondo fino a quel momento e per troppo tempo indifferente, non già dal punto di vista dei popoli, quanto dal punto di vista dei capi di Stato e di governo. Come ha detto durante il grande sciopero generale, il primo del 22 settembre scorso, Zero Calcare, il grande vignettista, La gente, le persone normali fanno quello che non fanno gli stati. Ecco, la Global Smooth Flotilla ha fatto, con coraggio, con determinazione, mettendo persino a rischio la vita dei propri attivisti, quello che lo Stato, gli stati non hanno voluto fare. Tutti gli stati, chi più chi meno. Quello italiano direi di più perché è stato, di governo Meloni, quello che più di ogni altro ha esitato nel condannare senza appello il genocidio israeliano nella striscia. È stato quello che più di ogni altro non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di introdurre sanzioni nei confronti di Israele. È stato quello che più di ogni altro non ha mai voluto neanche ipotizzare la possibilità di interrompere gli accordi di partenariato militare e commerciale con Israele. Ed è stato l'ultimo, in pratica, tra i paesi europei ad accettare, sia pure lontanamente, un'ipotesi di riconoscimento dello Stato palestinese condizionato a due impegni che in realtà anche gli altri paesi che avevano già dato via libera quel riconoscimento, Gran Bretagna, Francia e Spagna in testa, consideravano ovvi. Ciò non di meno in virtù delle enormi mobilitazioni della società civile, in Italia e non solo in Italia, e poi sì, probabilmente anche grazie alla lunga traversata nel Mediterraneo della Global Smooth Flotilla, alla fine anche Meloni ha dovuto prendere atto che qualcosa andava pur fatto. E alla fine sia pure all'indomani di insopportabili delegittimazioni, di accuse assurde di irresponsabilità nei confronti di quei ragazzi che invece di stare qui a prendersi una pericena, a godersi una serata al fresco, se ne sono andati su dei barchini, delle imbarcazioni normali, hanno attraversato e solcato le onde del Mediterraneo, hanno rischiato di finire sotto le bombe assordanti o urticanti della marina israeliana per lanciare appunto un messaggio di umanità al pianeta. Ecco, sia pure dopo aver Il riso a questi capitani coraggiosi, alla fine Meloni, ha dovuto prendere in considerazione la possibilità di proteggerli in qualche modo. Sentite che cosa ha detto a questo proposito, in questa lunga notte che è appena terminata, il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Antonio Tajani
Era previsto l'abordaggio, noi ci stiamo preoccupati parlando con il governo di Sirena, parlato più volte con il Ministro affinché non ci fossero azioni violenti da parte delle forze armate di Tel Aviv, questo ne è stato assicurato, è importante che non ci siano delle azioni violenti, però anche i portavoce della Frottiglia si hanno detto che loro avranno un atteggiamento gandiano, quindi non reagiranno di fronte all'apportaggio. E' importante che tutto ciò avvenga in allenamento senza perdere condizioni di ciò che accade, ma grande calma e poi abbiamo dato mandato alla nostra ambasciata di De La Viva, al Consolato di De La Viva, al Consolato di Gerusalemme di assistere tutti gli italiani che verranno portati, per esempio, a Togestode, ma poi verranno espulsi credo ci darà un volo anche che continuerà in Europa e insieme agli altri. Ci stiamo preoccupando di questo.
Co-host/Commentator
Dunque questi ragazzi, secondo quello che garantisce la farnesina, dopo aver preso contatti con l'autorità israeliana, col governo israeliano, saranno espulsi e rimpatriati. Speriamo al più presto. Per fortuna sani e saldi tutti, compresi anche quegli esponenti dell'opposizione parlamentare che avevano scelto di salire a bordo su quelle navi, su quelle piccole imbarcazioni, proprio per rafforzarne la forza simbolica e per dare ancora più legittimità ad un'azione umanitaria che non aveva nulla di eversivo, era come i fatti hanno dimostrato, umanitaria, non violenta, pacifica e così è stato fino alla fine. E dunque adesso lo possiamo dire. Hanno fatto bene a non fermarsi. quei ragazzi e quegli attivisti a bordo di quei barchini innocenti. Hanno fatto bene a forzare un blocco navale illegittimo. Hanno fatto bene a costringere Israele a compiere l'ennesimo strappo inaccettabile alle regole del diritto internazionale. perché una volta di più dimostrano a quale stadio di disumanità e di ferocia sia ormai arrivato quel governo che certo lo sappiamo e lo ripetiamo ogni volta aveva il diritto di reagire dopo il pogrom del 7 di ottobre ma salvando il principio più importante che ha sempre caratterizzato quel paese e cioè il fatto di essere una democrazia Israele doveva reagire senza snaturare se stessa ma è esattamente quello che non ha fatto, mostrandosi al mondo con la sua faccia peggiore, quella di una dittatura spietata nella quale non c'è più posto per il dissenso. E certo, adesso vedremo se il presunto piano di questa finta pace concordata tra Trump e Netanyahu avrà gambe per camminare, ma è altrettanto certo, come i fatti hanno dimostrato questa notte, che l'iniziativa della Global Smooth Flotilla non aveva affatto come obiettivo quello di far saltare quel piano di pace, che se salterà, come è molto probabile, ebbene questo accadrà soltanto perché è soltanto una ridicola messa in scena, un posticcio manufatto messo insieme da un criminale di guerra, Netanyahu, e da un autocrate pacifinto, Donald Trump. con il contributo di un comitato d'affari guidato da Tony Blair e al quale si affiancano gli sheikhi dei principali paesi delle petromonarchie arabe sunnite, con il solo obiettivo di fare affari e non certo di salvare il popolo panestinese, né di dare a quella povera gente la dignità e il diritto di riconoscersi in un proprio Stato. Ed è straordinario e sorprendente come, subito dopo il blocco navale imposto da Israele a quei barchini, in tante città italiane sia immediatamente venuta fuori una mobilitazione spontanea. a Roma, alla stazione, poi a Napoli dove la ferrovia è stata bloccata e poi preteste ancora a Milano, a Torino. Domani sciopero generale decretato dalla CGL. Non so se è giusto o se è sbagliato. So però che questo moto spontaneo arriva dal cuore delle persone, delle persone anormali e non certo dei tafferuglisti violenti che speriamo nelle prossime ore non si rifacciano vivi per sporcare Una mobilitazione che invece è autentica e che tocca nel profondo il cuore della gente, che è rimasta scioccata, compreso l'elettorato di destra alla quale Giorgia Meloni continua a far riferimento esclusivo, che non sopporta più quelle scene, non può più accettare di vedere donne e bambini e famiglie intere uccise mentre sono in fila per il pane. Per questo, ora che è finita, io credo che noi dobbiamo dire grazie alla missione della Global Sumud Flottiglia. Grazie per averci scosso dal torpore e dall'indifferenza. Grazie per averci ricordato che, se ci mobilitiamo tutti assieme, qualche cosa ancora possiamo fare per cambiare lo stato comatoso nel quale versa il consenso umano. Ci sono casi nella storia nei quali un gesto minimo ha inciso profondamente non solo sulla coscienza ma sul corso degli eventi. Vi parlo di Rosa Park. Era il primo dicembre 1955 quando una giovane donna nera nella cittadina americana di Montgomery in Alabama, non trovando posto sull'autobus nel settore riservato ai neri, si sedette in quello che era invece riservato ai bianchi. Quando l'autista le ordinò di alzarsi, lei con calma e dignità si rifiutò di farlo. Per questo fu arrestata, incarcerata, ma quel gesto divenne il simbolo della lotta contro tutti i razzismi e Rosa Park divenne famosa in tutto il mondo come Mother of the Civil Rights Movement. Vi parlo di Tiananmen il 5 di giugno 1989 quando un giovane cinese con una busta di plastica in mano blocca l'avanzata di un'intera colonna di carri armati sulla piazza nella quale si stavano svolgendo le proteste di un'intera popolazione contro il regime oppressivo del governo comunista cinese. Ce ne ricordiamo tutte quelle immagini. Il carri armato che prova a evitarlo e quel piccolo uomo che gli si sposta davanti. un metro per un metro impedendogli di passare. Non a caso dieci anni dopo Time incluse proprio quel rivoltoso sconosciuto, ribattezzato Tank Man, tra le persone che più hanno influenzato il ventesimo secolo. Ora io non voglio essere troppo retorico o inutilmente enfatico, paragonando gli attivisti della flottiglia a Gandhi o a Luther King, a Rosa Parks o al rivoltoso coraggioso Lee Tiananmen. Voglio dire però che certi gesti, che ci sembrano piccoli, a volte aiutano a fare una storia più grande. E sicuramente a rendere le persone migliori. A ricordarci che restare umani, nonostante tutto, è ancora possibile. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
Massimo Giannini
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Data: 2 ottobre 2025
Host: Massimo Giannini
Produzione: OnePodcast
In questo episodio Massimo Giannini analizza un evento di grande rilevanza internazionale: il blocco navale imposto dalla marina israeliana alla “Global Sumud Flotilla” che cercava di portare aiuti umanitari a Gaza. Giannini approfondisce le implicazioni legali, politiche e morali dell’azione israeliana, la risposta (o mancata risposta) del governo italiano e il ruolo attivo della società civile europea. Il podcast si conclude con una riflessione sul valore dei piccoli atti di coraggio nella storia.
Definizione di blocco navale
[00:40] – Giannini spiega cos’è un blocco navale secondo il diritto internazionale, citando l’articolo 42 dello Statuto ONU. Sottolinea che un simile blocco è consentito solo in caso di stato di guerra, mentre l’episodio della flotilla è da giudicare illegittimo:
“Se stiamo alla definizione formale di blocco navale, quello che ha commesso Israele nei confronti della Global Sumud Flottiglia questa notte è un atto del tutto illegittimo o addirittura si potrebbe considerare persino un atto di guerra.”
La cronaca dei fatti
[02:17] – Viene riportato l’annuncio della marina israeliana (anche in inglese):
“This is the Israeli Navy. You are approaching a blockaded zone. If you wish to deliver aid to Gaza, you may do so through the established channels…”
[02:34] – La flotilla viene fermata in acque internazionali, a 65 miglia dalla costa. Gli attivisti vengono trasbordati su navi militari israeliane e trasferiti al porto di Ashdod.
Un atto di aggressione secondo l’ONU
[04:10] – Giannini cita la risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale ONU:
“Il blocco dei porti o delle coste di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato è definito come un vero e proprio atto di aggressione in assenza di dichiarazione di guerra.”
– Il conduttore sottolinea che questa azione ha segnato la morte dello “stato di diritto”: “…quello che è morto questa notte una volta di più è lo stato di diritto, le regole che disciplinano la convivenza tra i popoli… Israele, ormai da quasi 800 giorni, stermina un popolo inerme.”
Scopo umanitario e valore simbolico della missione
[06:20] – La Global Sumud Flotilla era una missione di solidarietà, sostenuta da 45 delegazioni di diversi Paesi, per portare aiuti a Gaza e “lanciare un segnale al mondo”.
Giannini cita Zerocalcare (fumettista italiano celebre per l’attivismo pro-Palestina):
“…La gente, le persone normali fanno quello che non fanno gli stati.”
Critiche al governo italiano di Giorgia Meloni
[07:25] – Giannini denuncia la scarsa reazione italiana davanti al conflitto, la mancata condanna esplicita e il rifiuto di considerare sanzioni o la sospensione dei rapporti con Israele:
“…ha esitato nel condannare senza appello il genocidio israeliano nella striscia. È stato quello che più di ogni altro non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di introdurre sanzioni…”
Solo la pressione dell’opinione pubblica ha smosso la politica
[08:55] – Sottolinea il ruolo delle mobilitazioni popolari in Italia e in Europa, che hanno obbligato anche il governo Meloni a prendere posizione, seppur timidamente.
“…è importante che non ci siano delle azioni violenti… i portavoce della Flottiglia hanno detto che avranno un atteggiamento gandhiano…”
Elogio dei “Capitani coraggiosi”
[11:15] – Giannini elogia il coraggio degli attivisti che hanno attraversato il Mediterraneo per una missione umanitaria:
“Hanno fatto bene a non fermarsi, quei ragazzi e quegli attivisti a bordo di quei barchini innocenti. Hanno fatto bene a forzare un blocco navale illegittimo.”
– Critica dura al governo israeliano, accusato di aver “snaturato se stesso”, perdendo i valori democratici:
“…Israele doveva reagire senza snaturare se stessa, ma è esattamente quello che non ha fatto, mostrandosi al mondo con la sua faccia peggiore, quella di una dittatura spietata…”
Lo scenario geopolitico
[13:10] – Giannini ironizza sul presunto “piano di pace” tra Trump e Netanyahu, definendolo una “ridicola messa in scena” animata da interessi economici.
Paragoni storici: Rosa Parks e Tank Man
[15:45] – Il conduttore traccia parallelismi tra il gesto della flottiglia e altri grandi atti di resistenza civile nella storia:
“…certi gesti, che ci sembrano piccoli, a volte aiutano a fare una storia più grande. E sicuramente a rendere le persone migliori. A ricordarci che restare umani, nonostante tutto, è ancora possibile.”
Giannini chiude con un ringraziamento agli attivisti della Global Sumud Flotilla:
“…dobbiamo dire grazie alla missione della Global Sumud Flottiglia. Grazie per averci scosso dal torpore e dall’indifferenza. Grazie per averci ricordato che, se ci mobilitiamo tutti assieme, qualche cosa ancora possiamo fare per cambiare lo stato comatoso nel quale versa il consenso umano.”
Un invito a non perdere mai la capacità di “restare umani”, perché anche i piccoli gesti possono cambiare il corso della storia.