Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episodio: Perché dobbiamo dire grazie ai capitani coraggiosi della Flotilla
Data: 2 ottobre 2025
Host: Massimo Giannini
Produzione: OnePodcast
Panoramica dell’episodio
In questo episodio Massimo Giannini analizza un evento di grande rilevanza internazionale: il blocco navale imposto dalla marina israeliana alla “Global Sumud Flotilla” che cercava di portare aiuti umanitari a Gaza. Giannini approfondisce le implicazioni legali, politiche e morali dell’azione israeliana, la risposta (o mancata risposta) del governo italiano e il ruolo attivo della società civile europea. Il podcast si conclude con una riflessione sul valore dei piccoli atti di coraggio nella storia.
1. Cosa è successo: Il blocco della Global Sumud Flotilla
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Definizione di blocco navale
[00:40] – Giannini spiega cos’è un blocco navale secondo il diritto internazionale, citando l’articolo 42 dello Statuto ONU. Sottolinea che un simile blocco è consentito solo in caso di stato di guerra, mentre l’episodio della flotilla è da giudicare illegittimo:“Se stiamo alla definizione formale di blocco navale, quello che ha commesso Israele nei confronti della Global Sumud Flottiglia questa notte è un atto del tutto illegittimo o addirittura si potrebbe considerare persino un atto di guerra.”
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La cronaca dei fatti
[02:17] – Viene riportato l’annuncio della marina israeliana (anche in inglese):“This is the Israeli Navy. You are approaching a blockaded zone. If you wish to deliver aid to Gaza, you may do so through the established channels…”
[02:34] – La flotilla viene fermata in acque internazionali, a 65 miglia dalla costa. Gli attivisti vengono trasbordati su navi militari israeliane e trasferiti al porto di Ashdod.
2. Violazione delle norme internazionali
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Un atto di aggressione secondo l’ONU
[04:10] – Giannini cita la risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale ONU:“Il blocco dei porti o delle coste di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato è definito come un vero e proprio atto di aggressione in assenza di dichiarazione di guerra.”
– Il conduttore sottolinea che questa azione ha segnato la morte dello “stato di diritto”: “…quello che è morto questa notte una volta di più è lo stato di diritto, le regole che disciplinano la convivenza tra i popoli… Israele, ormai da quasi 800 giorni, stermina un popolo inerme.” -
Scopo umanitario e valore simbolico della missione
[06:20] – La Global Sumud Flotilla era una missione di solidarietà, sostenuta da 45 delegazioni di diversi Paesi, per portare aiuti a Gaza e “lanciare un segnale al mondo”.Giannini cita Zerocalcare (fumettista italiano celebre per l’attivismo pro-Palestina):
“…La gente, le persone normali fanno quello che non fanno gli stati.”
3. Il ruolo (passivo) dell’Italia e la società civile
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Critiche al governo italiano di Giorgia Meloni
[07:25] – Giannini denuncia la scarsa reazione italiana davanti al conflitto, la mancata condanna esplicita e il rifiuto di considerare sanzioni o la sospensione dei rapporti con Israele:“…ha esitato nel condannare senza appello il genocidio israeliano nella striscia. È stato quello che più di ogni altro non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di introdurre sanzioni…”
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Solo la pressione dell’opinione pubblica ha smosso la politica
[08:55] – Sottolinea il ruolo delle mobilitazioni popolari in Italia e in Europa, che hanno obbligato anche il governo Meloni a prendere posizione, seppur timidamente.
4. Le dichiarazioni del governo italiano
- Antonio Tajani (Ministro degli Esteri)
[09:48] – Intervento audio: rassicura che il governo italiano ha monitorato la situazione, invitato Israele alla non violenza e si occuperà del rimpatrio degli italiani coinvolti.
Tajani sottolinea la condotta gandhiana degli attivisti e il carattere pacifico della missione.“…è importante che non ci siano delle azioni violenti… i portavoce della Flottiglia hanno detto che avranno un atteggiamento gandhiano…”
5. L’importanza dell’azione degli attivisti
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Elogio dei “Capitani coraggiosi”
[11:15] – Giannini elogia il coraggio degli attivisti che hanno attraversato il Mediterraneo per una missione umanitaria:“Hanno fatto bene a non fermarsi, quei ragazzi e quegli attivisti a bordo di quei barchini innocenti. Hanno fatto bene a forzare un blocco navale illegittimo.”
– Critica dura al governo israeliano, accusato di aver “snaturato se stesso”, perdendo i valori democratici:
“…Israele doveva reagire senza snaturare se stessa, ma è esattamente quello che non ha fatto, mostrandosi al mondo con la sua faccia peggiore, quella di una dittatura spietata…”
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Lo scenario geopolitico
[13:10] – Giannini ironizza sul presunto “piano di pace” tra Trump e Netanyahu, definendolo una “ridicola messa in scena” animata da interessi economici.
6. Reazione della società civile
- Mobilitazioni spontanee
[14:50] – Dopo il blocco della flottiglia si sono moltiplicate proteste in molte città italiane (Roma, Napoli, Milano, Torino), persino con uno sciopero generale promosso dalla CGIL.
Giannini sottolinea l’autenticità di queste mobilitazioni, e il “cuore delle persone” che si oppongono all’orrore di Gaza, anche tra l’elettorato di destra.
7. Il valore simbolico e la memoria storica
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Paragoni storici: Rosa Parks e Tank Man
[15:45] – Il conduttore traccia parallelismi tra il gesto della flottiglia e altri grandi atti di resistenza civile nella storia:- Rosa Parks a Montgomery, 1955
- “Tank Man” a Tiananmen, 1989
“…certi gesti, che ci sembrano piccoli, a volte aiutano a fare una storia più grande. E sicuramente a rendere le persone migliori. A ricordarci che restare umani, nonostante tutto, è ancora possibile.”
8. Citazioni e momenti memorabili
- Giannini sulla morte dello stato di diritto
[05:40] > “…quello che è morto questa notte una volta di più è lo stato di diritto…” - Giannini sull’azione degli attivisti
[11:20] > “Hanno fatto bene a non fermarsi… Hanno fatto bene a forzare un blocco navale illegittimo.” - Antonio Tajani sulla sicurezza degli attivisti
[09:55] > “…noi ci stiamo preoccupati… affinché non ci fossero azioni violenti da parte delle forze armate di Tel Aviv, questo ne è stato assicurato…”
9. Conclusione e messaggio dell’episodio
Giannini chiude con un ringraziamento agli attivisti della Global Sumud Flotilla:
“…dobbiamo dire grazie alla missione della Global Sumud Flottiglia. Grazie per averci scosso dal torpore e dall’indifferenza. Grazie per averci ricordato che, se ci mobilitiamo tutti assieme, qualche cosa ancora possiamo fare per cambiare lo stato comatoso nel quale versa il consenso umano.”
Un invito a non perdere mai la capacità di “restare umani”, perché anche i piccoli gesti possono cambiare il corso della storia.
