Circo Massimo – Lo spettacolo della politica
Episode: Ranucci, Fiorello e quell’odore di governo negli studi Rai
Host: Massimo Giannini
Date: 20 Ottobre 2025
Panoramica dell’episodio
Massimo Giannini riflette sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, storico conduttore di “Report”, e ne fa motivo per indagare lo stato della libertà di informazione in Italia, con uno sguardo particolare alla situazione della RAI dopo la “riforma Renzi”. Il monologo si interseca con la satira di Fiorello sul “profumo di governo” negli studi Rai e con il recente scontro politico tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, per avvertire su un clima di crescente controllo governativo sui media e la vulnerabilità di chi fa giornalismo d’inchiesta.
Punti chiave e approfondimenti
1. L’attentato a Sigfrido Ranucci: Un attacco alla democrazia
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Terrorismo contro l’informazione: Giannini apre collegando l’attentato a Ranucci ad una lunga storia di attacchi ai giornalisti in Italia, evocando i “giorni di piombo” e i casi di Casalegno, Tobagi, Fava, Impastato, Siani, Rostagno e Costanzo (00:58).
- Quote:
“L’ordigno esploso sotto l’automobile di Sigfrido Ranucci è a tutti gli effetti una bomba contro la democrazia... colpiscono il simbolo dell’informazione libera e indipendente, quella che rende conto solo all’opinione pubblica e dunque è temuta e odiata dai poteri, tutti i poteri, non solo quelli criminali.”
(Massimo Giannini, 00:58) -
Un gesto intimidatorio pianificato: Sottolinea la macabra coincidenza con l’anniversario della morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e il pericolo reale che l’attentato rappresentava per Ranucci e i suoi familiari (02:49).
2. RAI e (non) autonomia: dalla riforma Renzi all’“odore di governo”
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La riforma e il controllo politico
- Giannini ricostruisce i passaggi chiave della riforma Renzi, che ha sancito il passaggio del controllo sui vertici RAI dal Parlamento al Governo, sottolineando come questo abolisca l’antico equilibrio tra le fazioni e accentui il rischio di “occupazione” della tv pubblica (10:45).
- Quote:
“Siamo passati dalla lottizzazione alla occupazione mano militari. Questo Ranucci non lo può dire, ma lo diciamo noi.”
(Massimo Giannini, 12:15) -
La voce satirica di Fiorello e Biggio
- Richiamo all’intervento satirico di Fiorello, che con una battuta riassume la percezione del controllo governativo sulla RAI (“Lo senti questo odore? Odore di governo!”).
- Quote (Fiorello, via Giannini):
“Lo senti questo odore in questo studio?... Io sento odore di governo.”
(Riassunto da Giannini, 13:01) -
Ondata di ipocrisia: Giannini evidenzia come, dopo l’attentato, si siano levati i consueti messaggi di solidarietà da parte di quei politici che hanno invece spesso delegittimato e ostacolato Ranucci in passato (14:15).
3. Il giornalismo d’inchiesta sotto attacco e il dovere etico della categoria
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La missione di Report
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Riconoscimento del valore di “Report” come baluardo del giornalismo d’inchiesta, in grado di resistere ai cambi di governo e alla pressione politica. Ranucci viene descritto come “in prima linea”, ma Giannini ricorda quanti giornalisti precari e senza tutela lavorino “nelle retrovie” senza la visibilità né le protezioni dei big (07:55).
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Quote:
“Quel boato riguarda noi giornalisti… Dovremmo sapere che questo è un mestiere da cani da guardia dei poteri e non da cani da salotto dei potenti.”
(Massimo Giannini, 08:45) -
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Etica e indipendenza
- Appello a difendere una “idea alta del giornalismo”, che sia presidio etico e non “curva ultra” né piattaforma neutrale; invito a resistere a condizionamenti e ricatti, “senza eroismi, senza egotismi, senza velleitarismi” (09:10).
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Quote da Saviano e storia americana
- Richiamo a Saviano:
“Raccontare è un atto di resistenza civile.”
(Parafrasato, 09:47)- Citazione ispirata dal Washington Post:
“La democrazia muore nell’oscurità.”
(Conclusione, 16:57)
4. Dal caso Ranucci allo scontro Schlein–Meloni: il clima politico-mediatico
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Solidarietà strumentale e polemica politica
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Ricostruzione delle polemiche successive all’attentato: Elly Schlein collega il rischio per la democrazia al governo di destra, Meloni risponde con durezza, accusando Schlein di diffondere menzogne sull’Italia (15:15).
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Quote (Meloni):
“Siamo al puro delirio, vergogna Ellis Line che va in giro per il mondo a diffondere falsità…”
(Riassunto da Giannini, 15:45)-
Giudizio personale di Giannini: le accuse di Schlein sono esagerate, ma denuncia comunque uno stato di “informazione drogata e condizionata”, prostrata al potere di turno, con editori e opinionisti allineati soprattutto nell’area di destra (16:10).
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Quote:
“Tutto questo ci dice di una situazione di informazione drogata e purtroppo condizionata. Tutto questo fa sì che chiunque cerchi di fare il proprio mestiere dicendo la verità, anche quando questa verità cozza contro l’ideologia dominante viene attaccato, delegittimato, isolato.”
(Massimo Giannini, 16:30) -
Momenti e citazioni memorabili
| Timestamp | Momento/Citazione | |---|---| | 00:58 | “L’ordigno esploso sotto l’automobile di Sigfrido Ranucci è a tutti gli effetti una bomba contro la democrazia...” (Giannini) | | 07:55 | “Ranucci è la prima linea... ma ci sono decine e decine di cronisti giovani, precari, non protetti e angariati ogni giorno...” | | 08:45 | “Dovremmo sapere che questo è un mestiere da cani da guardia dei poteri e non da cani da salotto dei potenti.” | | 12:15 | “Siamo passati dalla lottizzazione alla occupazione mano militari. Questo Ranucci non lo può dire, ma lo diciamo noi.” | | 13:01 | “Lo senti questo odore in questo studio? Io sento odore di governo.” (Fiorello, citato) | | 15:45 | “Siamo al puro delirio, vergogna Ellis Line che va in giro per il mondo a diffondere falsità…” (Meloni, citata) | | 16:30 | “Tutto questo fa sì che chiunque cerchi di fare il proprio mestiere dicendo la verità… viene attaccato, delegittimato, isolato.” | | 16:57 | “La democrazia muore nell’oscurità.” (Citazione Washington Post) |
Considerazioni finali
Giannini intreccia cronaca, satira e politica per denunciare il deteriorarsi della libertà di stampa e la crescente influenza del governo sulla televisione pubblica. L’attentato a Ranucci diventa emblema di una minaccia più ampia: una democrazia meno sicura, dove l’informazione è sempre meno indipendente e chi fa inchiesta paga in prima persona. Conclude con un appello a difendere l’etica del giornalismo e a non lasciarsi sopraffare dall’oscurità.
