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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone.
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Ma si può far esplodere una bomba contro la democrazia? Sì, si può. L'ordigno esploso sotto l'automobile di Sigfrido Ranucci è a tutti gli effetti una bomba contro la democrazia. I delinquenti che hanno confezionato quel chilo di esplosivo nel conduttore di report colpiscono il simbolo dell'informazione libera e indipendente, quella che rende conto solo all'opinione pubblica e dunque è temuta e odiata dai poteri, tutti i poteri, non solo quelli criminali. Quel boato improvviso che squarsa il buio di Campo Ascolano rimanda indietro l'orologio della storia e ci riporta a un'altra notte della Repubblica, quella degli anni di piombo, degli attentati neofascisti e brigatisti, quella dei giornalisti uccisi per strada, da Casalegno a Tobagi, da Fava a Impastato, da Siani a Rostagno, dei conduttori televisivi minacciati col tritolo, come fu Maurizio Costanzo, degli scrittori civili intimiditi, vilipesi e denunciati come da più di vent'anni Roberto Saviano. Ma a quel boato dice tanto di come si fa informazione in condizioni difficili in questo nostro benedetto o maledetto paese. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
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Abbiamo un servizio di Stato, il servizio pubblico, che con la riforma Renzi è stata consegnata direttamente nelle mani del Governo, non più nelle mani del Parlamento. Già insomma era iniziato prima, adesso addirittura nelle mani del Governo. Tuttavia io continuo a credere, e lo dico anche da questo osservatorio, che la RAI è ancora un luogo di libertà. Basta volerlo e basta che i giornalisti vogliano essere indipendenti, non pluralisti, indipendenti del processo completamente diverso.
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Ed eccolo qua, Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report, da due giorni, suo malgrado, salito agli onori della cronaca, non per le magnifiche inchieste che fa nel suo programma, ma per quella maledetta bomba che è esplosa sotto la sua macchina e quella di sua figlia, davanti alla sua villetta di campo a Scolana. Si è salvato per miracolo sia lui che sua figlia o chiunque altro potesse passare lì nei dintorni perché quella bomba poteva uccidere. Lo ha ricordato, lo avete appena sentito nelle sue parole. Ranucci non fa la vittima, non l'ha mai fatta e non vuole farla neanche adesso. Ha voluto ricordare Daphne Caruana Galizia, un'altra cronista impavida che raccontava gli scandali e la corruzione di Malta, il suo paese che nel 2017 è saltata in aria a bordo della sua Peugeot. Quella ricorrenza diventa macabra perché la bomba Arranucci è stata fatta esplodere esattamente nell'anniversario, l'ottavo, di quell'attentato criminale a Daphne Caruana Galizia. Questo accade a tutti coloro che facendo il proprio mestiere provano a raccontare gli arcani del potere, i traffici, e lo fanno armati solo di un tacquino, di una penna o di un microfono o di una videocamera. Il messaggio è chiaro. Chi tocca i fili muore. E questo report lo fa da sempre, dai tempi di Milena Gabanelli e ora di Siegfriedo. Uno spazio salvo, prezioso e coraggioso, ostinato e contrario, perché resiste a tutti i cambi di governo e ai ribaltoni dentro la RAI. Con lo stesso rigore professionale fa quello che oggi dà fastidio di più ai padroni di tutti i vapori, il giornalismo d'inchiesta. quello che non si ferma di fronte alle verità ufficiali e alle verine di regime che va oltre i comunicati e i farlocchi e le conferenze stampa addomesticate che si consuma le scarpe per andare nei luoghi a raccontare, a capire e a svelare quello che non si vede e non si dice Ranucci aveva appena annunciato sui social la nuova stagione del programma che inizierà il 26 ottobre Nella prima puntata parlerà di finanziamenti alla cultura, di scuola, di università, di appalti nell'eolico e nella sanità e poi di banche. Può darsi che il movente della bomba di venerdì vada cercato proprio in una di queste inchieste. Lui stesso lo ha detto. Per fare una cosa del genere non bisogna essere delinquenti qualunque. Non ci sono piste investigative. Ma una cosa è importante e adesso va. esaminata più a fondo, a bocce ferme e con la mente un po' più fredda. Le parole che dice Sigfido fanno riflettere, quando parla del suo lavoro in Rai, quando dice che nonostante tutto Lui si sbatte per continuare a fare il suo mestiere e c'è riuscito fino adesso, certo con difficoltà, ma si può fare anche nella RAI, anche in una RAI che in questo momento sembra più militarizzata che mai. E allora è questa la riflessione che dobbiamo fare. Quel boato riguarda noi giornalisti, senza eroismi, Dovremmo sapere che questo è un mestiere da cani da guardia dei poteri e non da cani da salotto dei potenti. Senza egotismi dovremmo ribellarci a tutte le forme di condizionamento e di ricatto. E poi ancora, senza velleitarismi, dovremmo conservare un'idea alta del giornalismo, che resta un presidio etico e non può essere né una curva ultra, né una piattaforma neutrale che registra una cacofonia di voci. Un secolo fa Alton Parker, giudice supremo della Corte di New York, scriveva che un giornalismo onesto e indipendente è lo strumento più possente che la civiltà moderna abbia mai sviluppato e dovrebbe valere anche oggi. E fa bene Saviano ricordarci che raccontare è un atto di resistenza civile. Ranucci è la prima linea e vive sotto scorta da cinque anni. ma nelle retrovie meno conosciute e più periferiche ci sono decine e decine di cronisti giovani, precari, non protetti e angariati ogni giorno. È a loro che dobbiamo indirizzare la nostra attenzione, è a loro che la politica dovrebbe applicare una salvaguardia, perché quelle retrovie hanno bisogno urgente di risorse e di tutele. Ma torniamo al tema posto da ranucci. Come si può fare oggi informazione in questo paese? E come la si può fare dentro la RAI? Perché questa è la enorme questione che dobbiamo approfondire. Al di là di quello che ora pubblicamente il conduttore di Report dichiara. Perché è chiaro che lui ha vincoli e che vuole rispettarli. Ma noi che non lavoriamo in RAI, ma la vediamo da utenti e la conosciamo da colleghi, qualcosa sulla RAI possiamo dire. Possiamo dire quello che è accaduto in tutti questi anni, nei quali sfruttando la riforma Renzi, questo lo dice anche Ranucci, Quella cioè che ha abolito la possibilità di scegliere i vertici RAI attraverso le opzioni formulate dai Presidenti di Camera e Senato e invece ha attribuito questo potere direttamente alla maggioranza politica che governa e che sta in Parlamento. Una riforma poi attuata dai manager della RAI Renziana anche attraverso una modifica della governance interna. anche attraverso una radicale riorganizzazione che ha abolito le direzioni di rete. che erano un presidio, sì, anche se lottizzato, ma perlomeno si sapeva che un'area aspettava alla sinistra, un'area alla destra e un'area alla maggioranza protempole. Saltati quegli steccati, introdotta invece un'unica dirigenza che si occupa della filiera dell'informazione RAI, siamo passati dalla lottizzazione alla occupazione mano militari. Questo Ranucci non lo può dire, ma lo diciamo noi. Anzi, non lo diciamo solo noi. A dire al mondo che il re è nudo lo fa con tutta l'efficacia possibile, molto più che un politologo, molto più che un esperto di comunicazione, molto più che un altro giornalista odopinionista. Lo fa un comico. uno dei più importanti, uno dei più ridanciani, uno dei più divertenti tra i personaggi satirici di questo paese. Ascoltateli. Ma senti, ma senti! Lo senti questo odore in questo studio? Lo senti? Sì, c'ha un odore, ma che è? Io sento odore di governo. Ah, di governo, sì. Sì, puoi essere, puoi essere. Oh, a proposito di governo, posso dire una cosa? Allora, io volevo dire... Eccolo dove il re è nudo. Fiorello insieme a Biggio, ieri, sono andati nello studio di Cinque Minuti, quello di Bruno Vespa, che è collegato al TG1 dell'Eventi. Sta in coda, si è pure ricompreso in termini di confezionamento giornalistico nello stesso telegiornale, perché così fa più ascolti e fa più share. Ebbene, Fiorello chiede a Biggio come avete sentito. Lo senti questo odore? Odore di governo. Non si poteva dire meglio la situazione attuale. Fiorello e Biggio la dicono col sorriso sulle labbra e noi sorridiamo insieme a loro. Ma non c'è molto da sorridere. Anzi, non c'è niente da sorridere. Perché Fiorello dice esattamente la verità. In quegli studi televisivi si respira aria di governo. E non solo in quelli. Purtroppo oggi in tutta la RAI si respira odore di governo. E allora, anche se Sigfrido non lo può dire, noi lo diciamo. In questi ultimi anni abbiamo visto di tutto e oggi assistiamo alla fiera delle ipocrisie. Si leva forte e chiaro lo sdegno del Palazzo di fronte all'attentato Solidarietà a Sigfrido adesso, specie da quelli che fuori e dentro la RAI l'hanno sempre infangato, intralciato, isolato, delegittimato, tra querele temerarie e campagne diffamatorie, dossieraggi aziendali e biasimi istituzionali. Un Vietnam quotidiano. sono state le sinistre riformiste. All'epoca, ce lo ricordiamo tutti, cosa fece Renzi contro quell'inchiesta fatta da Ranucci a proposito di quella conversazione intercettata in un autogrill tra lo stesso Renzi e uno dei capi dei servizi segreti, ma poi anche oggi, soprattutto le destre illiberali e i volenterosi carnefici di Telemeloni, che di Siegfried hanno fatto un nemico e ora anche un bersaglio. E quindi, più che contritti messaggi di vicinanza ad esso, servirebbero veri esami di coscienza Ce lo ricordiamo tutti, un senatore della Repubblica di cui non voglio neanche fare il nome, come accolse pochi mesi fa lo stesso Ranucci in commissione di vigilanza. Se vuole, ecco qua, abbiamo per lei un cognacchino, se dovesse non reggere l'urto di questa audizione. Oppure una carota per farle capire che non siamo poi così cattivi. Una presa in giro di fronte all'intera commissione di vigilanza e tutti a ridere dietro alle stupidaggini ridenti di questo senatore. Questo era l'approccio all'informazione che fece la Repor. Questo era il trattamento riservato a Silfrido Rannucci, nei cui confonti oggi tutti invocano la solidarietà per l'appunto. E allora dobbiamo forse fare una riflessione anche sull'ultima polemica scoppiata proprio a proposito dell'attentato a Ranucci tra la leader dell'opposizione Lichlein e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sentiamola. proprio la Presidente del Consiglio nel messaggio che ha inviato al NIAF, come la si voglia chiamare, cioè l'organizzazione, l'associazione che raggruppa le principali personalità italiane ed americane. Sentitela. I know that there are forces that seek to divide us, to redefine our history and to tear down our shared traditions. La sorella Dialli ha fatto un lungo discorso, ma anche in questa sua dichiarazione d'amore agli Stati Uniti di Trump non ha mancato di voler ribadire quali sono i suoi nemici, e cioè quelli che, ispirati dalla cultura woke, vogliono abbattere le nostre tradizioni. Ma non è solo questo, c'era stato prima ancora di questo lo scontro con Elie Schlein, uno scontro che partiva proprio dall'attentato a Ranucci. Schlein alla riunione ad Amsterdam del Partito Socialista Europeo dal palco aveva solidarizzato con Siegfried e poi aveva aggiunto la libertà e la democrazia sono a rischio quando l'estrema destra è al governo. Un attacco durissimo al quale Meloni Ha risposto a stretto giro, siamo al puro delirio, vergogna Ellis Line che va in giro per il mondo a diffondere falsità e gettare ombre inaccettabili sulla nazione che da parlamentare della Repubblica Italiana e leader di partito dovresti rappresentare e aiutare. uno scontro al calor bianco per l'appunto, rispetto al quale cosa si può dire? Beh, onestamente, Elislein probabilmente ha esagerato, non si può saldare l'attentato a Ranucci al governo della destra illiberale, quasi come se lo si volesse imputare alla stessa destra, quasi come se Fratelli d'Italia che guida il paese oggi fosse il mandante morale dell'attentato a Ranucci, inaccettabile, non si può dire tutto questo. non avrebbe senso affermarlo, e forse Slein ha senz'altro esagerato. Quello che però si può dire è quello che ha detto Fiorello, e cioè che l'informazione è in mano al potere protempore. E quello che si può aggiungere è che i patrioti conculcano tutto ciò che non riflette l'ideologia oggi dominante. lo sdegno col quale Meloni rifiuta di parlare con i giornalisti, le modalità con le quali viene regolato il rapporto interno ai giornalisti della Rai, l'esistenza di un editore, chiamiamolo così, che è anche un senatore leghista che possiede tutti i giornali della destra che oggi fanno da cruciferi e turiferari dei patrioti al comando. Tutto questo ci dice di una situazione di informazione drogata e purtroppo condizionata. Tutto questo fa sì che chiunque cerchi di fare il proprio mestiere dicendo la verità, anche quando questa verità cozza contro l'ideologia dominante viene attaccato, delegittimato, isolato. È successo a Siegfriedo e può succedere a chiunque altro. Questo è un dato oggettivo, al di là dell'attentato che Siegfriedo ha subito. E allora non resta che concludere ancora una volta con quello che c'è scritto sotto la testata del Washington Post. La democrazia muore nell'oscurità. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e gele dentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Kiston.
Episode: Ranucci, Fiorello e quell’odore di governo negli studi Rai
Host: Massimo Giannini
Date: 20 Ottobre 2025
Massimo Giannini riflette sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, storico conduttore di “Report”, e ne fa motivo per indagare lo stato della libertà di informazione in Italia, con uno sguardo particolare alla situazione della RAI dopo la “riforma Renzi”. Il monologo si interseca con la satira di Fiorello sul “profumo di governo” negli studi Rai e con il recente scontro politico tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, per avvertire su un clima di crescente controllo governativo sui media e la vulnerabilità di chi fa giornalismo d’inchiesta.
Terrorismo contro l’informazione: Giannini apre collegando l’attentato a Ranucci ad una lunga storia di attacchi ai giornalisti in Italia, evocando i “giorni di piombo” e i casi di Casalegno, Tobagi, Fava, Impastato, Siani, Rostagno e Costanzo (00:58).
“L’ordigno esploso sotto l’automobile di Sigfrido Ranucci è a tutti gli effetti una bomba contro la democrazia... colpiscono il simbolo dell’informazione libera e indipendente, quella che rende conto solo all’opinione pubblica e dunque è temuta e odiata dai poteri, tutti i poteri, non solo quelli criminali.”
(Massimo Giannini, 00:58)
Un gesto intimidatorio pianificato: Sottolinea la macabra coincidenza con l’anniversario della morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e il pericolo reale che l’attentato rappresentava per Ranucci e i suoi familiari (02:49).
La riforma e il controllo politico
“Siamo passati dalla lottizzazione alla occupazione mano militari. Questo Ranucci non lo può dire, ma lo diciamo noi.”
(Massimo Giannini, 12:15)
La voce satirica di Fiorello e Biggio
“Lo senti questo odore in questo studio?... Io sento odore di governo.”
(Riassunto da Giannini, 13:01)
Ondata di ipocrisia: Giannini evidenzia come, dopo l’attentato, si siano levati i consueti messaggi di solidarietà da parte di quei politici che hanno invece spesso delegittimato e ostacolato Ranucci in passato (14:15).
La missione di Report
Riconoscimento del valore di “Report” come baluardo del giornalismo d’inchiesta, in grado di resistere ai cambi di governo e alla pressione politica. Ranucci viene descritto come “in prima linea”, ma Giannini ricorda quanti giornalisti precari e senza tutela lavorino “nelle retrovie” senza la visibilità né le protezioni dei big (07:55).
Quote:
“Quel boato riguarda noi giornalisti… Dovremmo sapere che questo è un mestiere da cani da guardia dei poteri e non da cani da salotto dei potenti.”
(Massimo Giannini, 08:45)
Etica e indipendenza
Quote da Saviano e storia americana
“Raccontare è un atto di resistenza civile.”
(Parafrasato, 09:47)
“La democrazia muore nell’oscurità.”
(Conclusione, 16:57)
Solidarietà strumentale e polemica politica
Ricostruzione delle polemiche successive all’attentato: Elly Schlein collega il rischio per la democrazia al governo di destra, Meloni risponde con durezza, accusando Schlein di diffondere menzogne sull’Italia (15:15).
Quote (Meloni):
“Siamo al puro delirio, vergogna Ellis Line che va in giro per il mondo a diffondere falsità…”
(Riassunto da Giannini, 15:45)
Giudizio personale di Giannini: le accuse di Schlein sono esagerate, ma denuncia comunque uno stato di “informazione drogata e condizionata”, prostrata al potere di turno, con editori e opinionisti allineati soprattutto nell’area di destra (16:10).
Quote:
“Tutto questo ci dice di una situazione di informazione drogata e purtroppo condizionata. Tutto questo fa sì che chiunque cerchi di fare il proprio mestiere dicendo la verità, anche quando questa verità cozza contro l’ideologia dominante viene attaccato, delegittimato, isolato.”
(Massimo Giannini, 16:30)
| Timestamp | Momento/Citazione | |---|---| | 00:58 | “L’ordigno esploso sotto l’automobile di Sigfrido Ranucci è a tutti gli effetti una bomba contro la democrazia...” (Giannini) | | 07:55 | “Ranucci è la prima linea... ma ci sono decine e decine di cronisti giovani, precari, non protetti e angariati ogni giorno...” | | 08:45 | “Dovremmo sapere che questo è un mestiere da cani da guardia dei poteri e non da cani da salotto dei potenti.” | | 12:15 | “Siamo passati dalla lottizzazione alla occupazione mano militari. Questo Ranucci non lo può dire, ma lo diciamo noi.” | | 13:01 | “Lo senti questo odore in questo studio? Io sento odore di governo.” (Fiorello, citato) | | 15:45 | “Siamo al puro delirio, vergogna Ellis Line che va in giro per il mondo a diffondere falsità…” (Meloni, citata) | | 16:30 | “Tutto questo fa sì che chiunque cerchi di fare il proprio mestiere dicendo la verità… viene attaccato, delegittimato, isolato.” | | 16:57 | “La democrazia muore nell’oscurità.” (Citazione Washington Post) |
Giannini intreccia cronaca, satira e politica per denunciare il deteriorarsi della libertà di stampa e la crescente influenza del governo sulla televisione pubblica. L’attentato a Ranucci diventa emblema di una minaccia più ampia: una democrazia meno sicura, dove l’informazione è sempre meno indipendente e chi fa inchiesta paga in prima persona. Conclude con un appello a difendere l’etica del giornalismo e a non lasciarsi sopraffare dall’oscurità.