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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone.
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Arthur Greg Salzberger, esponente di una delle famiglie più importanti dell'editoria mondiale, per essere chiari è publisher del New York Times, racconta sempre una storia che riguarda suo nonno, il decano dell'editoria mondiale e americana. dice dunque Arthur Greg Salzberger mio nonno diceva sempre quando compri il New York Times non stai solo comprando news cioè notizie stai comprando anche judgment cioè giudizi i giudizi sono molto importanti nel giornalismo libero e indipendente di questa difficile stagione della modernità e allora è il momento in cui tutti noi siamo chiamati ad esprimere un giudizio su quello che sta succedendo al rapporto tra politica e informazione e possiamo farlo a partire da un evento che almeno in Italia segna un prima e un dopo Quell'evento è l'attentato contro Silfrido Ranucci, conduttore di Raiport. Circo Massimo, lo spettacolo della politica di Massimo Giannini.
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Grazie per la vicinanza c'è una cosa importante che deve essere importante difendere la libertà di stampa, non è una tavola vuota, bisogna riempirla di contenuto. Se siamo arrivati a queste condizioni diciamo che sono tutte. Nonostante tutta la legge che ha provato anche in passato, o l'illustrazione, diciamo la legge Caspadia, che ci dà l'impossibilità a volte anche di scrivere i nomi di chi è stato in un processo che procede con il meccanismo dell'improcedibilità, noi abbiamo lavorato sempre in libertà. con maggiori difficoltà, per una questione anche di scelte burocratiche, perché non viene capito il lavoro d'inchiesta, a volte viene sorsoccato. Per fare l'inchiesta ci vuole tempo, ci vogliono risorse, ci vogliono anche delle condizioni di servito. Io credo che il giornalismo d'inchiesta, ma lo dice anche la legge italiana, viene tutelato perché è un valore aggiunto per la collettività. Diciamo che non accettano bene le critiche, certo se dovessi misurare Io ho ricevuto denunce e quell'era da mezzo governo quasi, dall'interno partito non potevi ridarlo.
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Eccolo, lo state sentendo, questo è proprio lui, Sigfrido Ranucci. Non è un eroe, è un giornalista di razza, conduce uno dei programmi di punta, rimasti ormai nel servizio pubblico, ma direi persino su scala nazionale, nell'editoria di questo paese, abituato a fare giornalismo di inchiesta. Ieri in Piazza Santi Apostoli più di un migliaio di persone si sono riunite e si sono strette intorno a Ranucci dopo il tremendo attentato che ha subito nella scorsa settimana, che solo per poco non l'ha ferito, non l'ha ucciso né lui né sua figlia, per fortuna, ma è stata una pura casualità. E allora questo ha scosso profondamente le fondamenta del palazzo, e per palazzo intendo la politica, ma poi anche l'opinione pubblica che individua correttamente, in ranuccie nel suo modo di fare informazione, uno dei presidi della buona democrazia. Dunque, ieri c'erano tutti i leader dell'opposizione, soprattutto Alice Line, Giuseppe Conte, Fratoianni e Bonelli, oltre a tanta e tanta gente comune. E Ranucci non si è risparmiato, è salito sul palco insieme ad altri giornalisti. e ha preferito non fare l'eroe e questo è un tratto di cui gli va dato merito intanto ha negato che vi sia un padrinaggio politico nell'attentato che ha subito e già questo è un segno di grande senso di responsabilità tuttavia poi incalzato dai cronisti come avete sentito Non ha potuto negare che il suo modo di fare informazione in questi ultimi anni e in questi ultimi mesi è diventato sempre più difficile. Ricorda Ranucci, infatti, che almeno mezzo governo Meloni lo ha querelato. E di questo si è parlato ieri alla manifestazione e dal palco, dove si sono avvicendati i leader del campo largo, ciascuno dei quali ha invocato, quantomeno qui ed ora, come segnale di buona volontà, al di là delle lacrime di Coccodrillo e dei segni di solidarietà postuma, che sono arrivati dalla maggioranza, l'immediato ritiro di tutte le querele in capo proprio Arranucci Airport. Ricordiamone, ce ne ha oltre 150. Finora le ha vinte tutte, sia chiaro. Però sono segni di intimidazione evidenti. si sono presentati a un certo punto in piazza anche gli esponenti di questa maggioranza sono arrivati così di sottecchi infilandosi in mezzo alla gente i patrioti Giovanni Donzelli che è capo dell'organizzazione di Fratelli d'Italia insieme al capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e a quello del Senato Luso Malan, insieme alla deputata Augusta Montaruli. Insomma, tutta la batteria di quelli che ogni giorno dai telegiornali di regime, essenzialmente il Tg1 guidato da Gianmarco Chiocci, portavoce impectore della stessa Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi, ci raccontano la rava e la fava, come si dice, cioè snocciano le loro dichiarazioni senza che nessuno gli faccia domande, spiegando quanto è buono, quanto è bello e quanto è bravo questo governo. Ebbene, di fronte alla richiesta che si è alzata forte e chiara intanto di rimettere almeno le querele, i quattro dell'Ave Maria non si sono sbilanciati, non hanno detto alcun che, non hanno spiegato se sono pronti a farlo oppure no. Ma come vi ha ricordato dal palco Milena Gabanelli, di fatto l'inventrice di Report, la madrina di quello storico programma RAI, anche se loro non fanno questo passo che sarebbe necessario, che sarebbe fondamentale, la legge sulle querele e sulle liti temerarie esiste già, basterebbe che la attuassero, ma anche su questo silenzio. L'unica cosa che ha detto Donzelli concludendo la sua fugace apparizione in Piazza Santi Apostoli è stata la seguente. Noi ovviamente non avevamo un solo motivo per non esserci. L'appello era, a prescindere dagli orientamenti politici, per chiunque voglia difendere la libertà di stampa. E noi siamo qui in piazza proprio per questo. «Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia». «Proprio così», ha detto Donzelli. una dichiarazione apparentemente conciliante che fa il paio con quella invece del tutto belligerante con la quale la sorella d'Italia, la Presidente del Consiglio ha risposto alle critiche che le ha formulato da Amsterdam la leader del PD Helge Leijen che aveva messo in qualche modo in relazione il pessimo clima che si respira in questo paese dal punto di vista della libertà dell'informazione con l'attentato a Ranucci. La Premier gli ha risposto per le rime, dicendo siamo ormai al delirio. Si è sentita chiamata in causa come fosse la mandante morale dell'attentato. Ma non è questo il punto. Il punto è proprio quello che dice Donzelli. Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia. Ecco, io vorrei prendere per buona questa dichiarazione ed esaminarla sul piano testuale. Per provare a spiegare a queste persone per quale ragione un'affermazione di questo tipo è totalmente fallace e mendace. Un'autentica bugia. È vero, la democrazia in Italia non è in pericolo, nel senso che non sta per venire al potere una dittatura. Non è questo il punto. Il tema è la qualità della democrazia, non l'esistenza della democrazia in sé. E allora ragioniamo di libertà e proviamo a vedere quali sono le leggi, le scelte e gli atti autenticamente illiberali compiuti e compiute da questo governo nel corso di questi tre anni. Ve lo dico io qual è l'elenco. Illiberale è il decreto sul rave party che punisce come deviante un comportamento umano, cioè ascoltare musica per strada o in un locale o in qualunque luogo pubblico. che, purché non sia stato occupato illegalmente, configura soltanto un passatempo. Il liberale è il decreto sicurezza che punisce chi dissente, sbatte in galera chi manifesta per strada o in una stazione per dire basta alla guerra oppure per difendere l'ambiente. Il liberale è quel provvedimento che inventa 18 nuovi reati. introducendo nel nostro paese una forma di populismo panpenalista. Il liberale è la riforma del premierato con l'elezione diretta del Presidente del Consiglio che squilibra totalmente il bilanciamento dei poteri fissato dalla nostra Costituzione, umiliando il Parlamento mettendo le mani sulla Corte Costituzionale e riducendo il Presidente della Repubblica a un puro notaio delle scelte compiute dal Premier eletto dal popolo. Il liberale è l'autonomia differenziata che spacca il paese a metà e crea la sanità delle regioni ricche del nord e quella delle regioni povere del sud. Il liberale è la restrizione dell'ambito del reato di traffico di influenze e l'abolizione dell'abuso d'ufficio, che configurano di fatto una giustizia per i colletti bianchi, finalizzata solo a proteggere il potere politico dalle inchieste. Così come la riforma della giustizia, la cosiddetta separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. Anche questo è profondamente illiberale perché scardina i capisaldi sui quali si forma il nostro sistema giudiziario con l'unico obiettivo di riportare i magistrati sotto il tallone della politica. Il liberale è l'utilizzo improprio del golden share e del golden power, lo strumento attraverso il quale il tesoro utilizza i suoi poteri speciali per bloccare nelle scalate bancarie le operazioni fatte dai capitalisti nemici e per avvantaggiare invece quelle dei capitalisti amici. Il liberale ha la flat tax al 15% per i lavoratori autonomi, che a parità di reddito pagano la metà delle imposte dei lavoratori dipendenti. I liberali, da ultimo, sono le leggi liberticide sul diritto di cronaca, quelle che vietano la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, impedendo ai cittadini di conoscere il dettaglio delle inchieste più sgradite alla politica. Il liberale è, appunto, come dice Milena Gabanelli, la legge sulle liti temerarie contro i giornalisti, perché non è mai stata attuata e perché non la vogliono attuare. Il liberale è il conflitto di interessi di un senatore della Lega, che si chiama Angelucci, padrone delle cliniche private e di quattro giornali di regime che fiancheggiano questo governo. Il liberale, ancora, è la gestione della RAI. dove viene intralciato ed estromesso chi non si piega ai patrioti al comando, come dimostra il caso Ranucci e prima di lui l'uscita di scena dei vari Fazio, Annunziata, Berlinguer e così via. Il liberale è la governance della RAI, del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, dove a decidere i vertici non sono più le figure autorevoli dei Presidenti di Camera e Senato, ma il Governo e la maggioranza protempore. Tutto questo è un regime illiberale. E io potrei continuare ancora a fare altri esempi. Ma mi fermo qui. E chi vuole capire, capisca. Circo Massimo, lo spettacolo della politica. È un podcast di Massimo Giannini. Una produzione, one podcast.
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Ciccio, lo sapevi? Il 40% degli italiani non va regolarmente dal dentista.
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Regina, non tutti capiscono l'importanza della salute orale come noi sportivi. La prevenzione conta a tutte le età.
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Sport e salute orale sono importanti per il tuo benessere. Prenditi cura del tuo sorriso con CheckUp e GeneDentale. DentalPro. Scegli di stare bene. Fonte Indagine Keystone.
Episode Title: Ranucci, la piazza e la destra illiberale dei fratelli meloniani
Host: Massimo Giannini
Date: October 22, 2025
L’episodio ruota intorno all’attentato subito da Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione “Report”, ponendo il focus sul rapporto tra informazione, libertà di stampa e clima politico sotto il governo Meloni. Massimo Giannini riflette sulle manifestazioni di solidarietà dopo l’attacco, il valore del giornalismo d’inchiesta e le pratiche ritenute "illiberali" dall’attuale esecutivo, criticando duramente la narrazione del governo come garante della libertà di stampa in Italia.
“Quando compri il New York Times non stai solo comprando news, stai comprando anche judgment...”
(00:52, Giannini)
“La libertà di stampa... non è una tavola vuota, bisogna riempirla di contenuto... Per fare l’inchiesta ci vuole tempo, risorse, condizioni di sicurezza.”
(02:11, Ranucci)
“Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia.”
(09:09, Donzelli riportato da Giannini)
“Siamo ormai al delirio.”
(10:00, Giannini cita Meloni)
“Un’autentica bugia.”
(13:00, Giannini)
Il tono di Giannini è fermo, sarcastico, spesso indignato, con una narrazione ricca di dettagli, riferimenti legislativi e una critica politica serrata. Le citazioni degli ospiti e dei leader politici vengono riportate con fedeltà e inserite con senso critico, confermando l’impostazione da opinionista dell’autore.
Questo episodio offre un quadro aggiornato e critico sulla crisi della libertà di stampa in Italia, esplorando i meccanismi — legali, politici, culturali — che secondo Giannini e gli ospiti minacciano il pluralismo e l’indipendenza dell’informazione sotto il governo attuale. I passaggi chiave e le voci degli attori principali permettono di comprendere sia i fatti che il clima che si respira oggi nell’arena politica.